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Capitolo 5- scuola

Sono raggomitolata nella sicurezza delle mie coperte.
Una tenue luce a farmi compagnia, segno di un giorno non ancora iniziato.
<<Buongiorno.>>
Una carezza in forma di sussurro.
Mi alzo, privandomi a malincuore di quel tepore in cui ero immersa.
<<Buongiorno anche a te, Light.>>
Mi dirigo verso lo specchio e vedo nel mio viso una profonda stanchezza.
Raccolgo i capelli sciolti in un ciuffo e sistemo una spallina lievemente scesa.
Dietro di me, Light.
La rigidità dei suoi modi traspare dalla sobrietà dei suoi vestiti, ma é attenuata dalla dolcezza dei piccoli dettagli: un sorriso seguito dal profumo di lavanda.
Lui mi guarda, scrutandomi con una superbia espressa dalla sua stessa perfezione.
<< Sayu ha insisto affinché poteste mangiare insieme: ha detto che le sei particolarmente simpatica.>>
Infilo le ciabatte e apro la porta.
<<Tu non vieni?>>
Lui non si gira, ma il suo volto é visibile dal riflesso.
E suoi occhi non perdono i miei.
<<Ho delle cose da fare.>>
Scendo le scale, il tono della sua voce fa eco al suono dei miei passi.
In cucina un odore mi estrania dai miei pensieri.
<<Cos'è?>>
Una mano si poggia sulla mia spalla.
E un brivido mi percorre la schiena.
Mi giro.
<<Buongiorno dormigliona! Dovevi vedere la tua faccia! Sono così brutta di prima mattina?>>
Sayu.
Falso allarme: é solo la stalker di quel cantante.
<<Ho una bellissima novità! Nella mia classe si é trasferito un ragazzo veramente bello, sai?>>
Mi correggo : la stalker di tutti i ragazzi carini.
Come sei divertente.
Io almeno ci provo.
<<Sayu, credo sia veramente interessante, ma che ne dici se intanto facciamo colazione?>>
<<Ottima idea, preferisci il tè o il latte?>>
<<Il latte.>>
Lo comincia a versare sulla tazza.
<<Sayu?>>
<<Si?>>
Abbasso lo sguardo e timidamente faccio una domanda.
<<Avete il Nesquik?>>
Lei per un attimo mi osserva, sorpresa, ma lo prende e ne versa due cucchiaini.
Apre una credenza e ritorna da me con una confezione di biscotti.
<<Non può non essere accompagnato da questi, ti pare?>>
Le sorrido, per la prima volta sinceramente.
<<Io e te andremo d'accordo.>>
E in quel momento non mentivo.
Perdendo la cognizione del tempo mi sono lasciata trascinare dalla spensieratezza delle nostre conversazioni.
Da quando hai cominciato a fingere?
Non lo so.
Da quando hai sentito la necessità di essere diversa da quella che sei?
Mi ero dimenticata come fosse bello vivere con leggerezza.
Da quando hai iniziato a vedere le cose complicate ?
Da quando ho perso quelle semplici.
<<Alice, ci sei ?>>
Non mi ero accorta d' essermi di nuovo disorientata nei miei stessi pensieri.
<<Si, scusa, mi sono distratta per un momento.>>
<<Ho detto che rischi di perdere il bus: passa esattamente tra dieci minuti.>>
<<Per cosa, scusa?>>
Sayu si mette davanti a me, confusa.
<<Per la scuola, ovvio.>>
Scuola?
Non dirmi che ...
<<Light!>>
E prima che Sayu possa dirmi altro, mi precipito nella mia stanza.
Light sta preparando la cartella, indifferente alla mia presenza.
<<Cos' é questa storia?>>
<<Cosa c' é di strano? Non hai mai sentito parlare di scuola? Non credevo che la mancanza di memoria fosse tale, Alice.>>
Una frecciatina pungente suscita un rossore sulle mie guance.
E sento Light sorridere.
<<Non permetterti tutta questa confidenza con me.>>
<<E tu non permetterti di perdere il bus, dato che é l' unico mezzo di cui disponiamo.>>
Prima di uscire dalla stanza aggiunge un ultimo avvertimento.
<<Ho già informato l' Istituto del tuo arrivo.
Il tuo nome sarà Alice Cho, ho provvisto io a tutti i documenti necessari, sarai nella mia stessa sezione; riguardo l'uniforme ti sarà data domani, per oggi indosserai alcuni vestiti di mia sorella che ti ho preparato sulla scrivania.>>
Di tutto quello che vorrei dire riesco a formulare un unica domanda.
<<Perché?>>
<<Te l' ho già detto: perché sei interessante.>>
Non é una motivazione valida.
Tocco con le mani il tessuto di seta della maglia, di un rosa antico, che scivola sulla mie dita.
Semplice ed elegante.
Nello stile di Light.
Metto in ordine qualche ciocca di capelli che cade sulla fronte.
E nascondo la collana, da sempre rimasta attorno al collo.
Saluto Sayu e la madre di Light, che ci aspettavano all' ingresso.
Ci incamminiamo per strade che conosco già ed arriviamo ad una fermata in cui ci ritroviamo ad essere soli.
<<Light?>>
Non risponde, ma si limita a fare un cenno nella mia direzione.
<<Perché siamo solo noi due?>>
<<In effetti é strano, il pullman dovrebbe passare a momenti.>>
Nessuno dei due rompe quell' atmosfera di monotonia.
Finché un mio dubbio non prende voce.
<<Perché ieri non hai detto niente dopo la mia considerazione riguardo Kira?>>
I suoi occhi si dilatano con una velocità disarmante.
Si guarda intorno, accertandosi di qualcosa a me sconosciuto.
E si prende la libertà di coprirmi la bocca con la mano.
<<Non parlare di Kira come se niente fosse, le persone potrebbero interpretarlo nel modo sbagliato.
É un argomento tabù.>>
Annuisco, e lui si fida lasciando la presa.
<<Capisco, forse sono stata troppo imprudente.>>
Non dovresti aver paura se fossi innocente.
Impedisco a me stessa di dirlo ad alta voce.
<<Bene, comunque concordo con te: é pericoloso e deve essere fermato.>>
Come immaginavo.
Non potevo esprimere la mia vera opinione su Kira, non a contatto con una famiglia il cui padre é un poliziotto.
Ma essendo Light stesso Kira, non può che mostrarsi contrario, sennò desterebbe sospetti.
Ma ancora più importante: perderebbe la sua immagine da "bravo ragazzo" davanti i suoi famigliari.
E questo per lui sarebbe più distruttivo della condanna a morte.
<<É arrivato.>>
Seguo Light e mi siedo vicino a lui.
Gli tocco il braccio e catturo la sua attenzione.
<<Ti andrebbe di ascoltare la musica insieme?>>
<<Dipende da che musica ascolti.>>
Prendo le cuffie e gli riservo un ironia che non credevo mi appartenesse.
<<Devi correre il rischio, qualche volta, signor perfettino. O non credi d' essere all'altezza?>>
<<Accetto, ma la prossima volta sceglierò io le canzoni.>>
Prendo il telefono e faccio partire una canzone dei Muse.
Isolated System.
Chiudo gli occhi, lasciando che la musica prenda spazio nella mia mente.
In un mondo in cui le note siano i miei pensieri.
A un certo punto sento la mano di Light scuotermi.
L'interruzione della canzone coincide con il mio ritorno alla realtà.
<<Siamo arrivati.>>
Mi prende la mano e mi accompagna all' entrata dell' edificio.
<<Benvenuta.>>
Tanto sono presa dalla maestosità della scuola che non colgo il suo sarcasmo.
Imponente, di un giallo ocra tendente al grigio, indice di una lunga storia e di un tempo corrosivo.
<<Light, é davvero bella.>>
<<Sono contento ti piaccia, purtroppo devo informarti che l'ambiente non lo é altrettanto.>>
Studio le persone attorno.
Senza che abbia fatto niente percepisco in anticipo una curiosità invadente, dagli sguardi ai sussurri alla mia figura.
Certo che ci vuole poco qui per animare la gente.
Un gruppo di ragazze mi squadra, focalizzate sulla mia mano intrecciata a quella di Light.
In contemporanea arriviamo alla stessa consapevolezza.
E complici di un medesimo imbarazzo,ci distanziamo l'uno dall'altro, non facendo caso all'accaduto.
Lui si reca in classe ed io in segreteria.
Ma quando apro la porta una ragazza mi fa cadere a terra.
<<Scusa, non ti avevo visto!>>
Un sorriso lezioso accompagna un tono che lo é altrettanto.
Si e io sono Kira.
Bella questa.
Vedi che sono divertente.
É una di quel gruppo di prima.
Mi lascia a terra e prima che possa rialzarmi mi pesta "accidentalmente" il piede.
Qualcuno mi dia una mangusta per queste vipere.




Ciao, come va? ;)
Spero che questo capitolo vi sia piaciuto, é un po' diverso dai precedenti.
Ho adottato uno stile a tratti più leggero.
Fatemi sapere cosa ne pensate! ^_^
E anche riguardo idee o consigli per andare avanti sappiate che per me sono molto importanti<3.
Ringrazio chi mi segue, chi ha votato e chi legge questa storia<3
Buona serata ^_^

Io: adesso devo andare a fare inglese.
Light: e allora?
Io: my english is like Renzi's english! Shish

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