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Capitolo 20_Fratello

<<Elena?>>
Alice sta parlando con lei.
<<Si? Vuoi che ti aggiunga un po' di zucchero nel caffè ?>>
Alice annuisce.
Elena si avvicina.
Sorride.
E le versa un cucchiaino di zucchero.
<<Allora, come hai conosciuto Light?>>
Alice arrossisce, e scuote piano la testa.
Come se così mandasse via il rossore.
<<È una storia lunga da spiegare...>>
Le due, appena conosciutasi tramite Kira, si ritrovano in un amicizia nuova,ma di un ricordo lontano.

Sebastian ascolta i loro movimenti .
É nascosto sotto le scale,ma le sente.
Light gli ha proibito di presentarsi ad Alice.
Ed è costretto a non farsi trovare da lei.

Ma non per questo lei è nascosta a lui.

<<Sebastian, novità ?>>
Il diretto interessato si dirige verso Kira.
È lento.
Abbastanza da percepire il battito all'unisono con il passo.
<<Alice ed Elena stanno andando d'accordo, come previsto, del resto.
Lei non deve sospettare che l'artefice dell'omicidio sia proprio Elena.>>
Kira si volta e assume un'espressione contrariata.
<<Non dovrebbe neanche essere a conoscenza dell'avvenimento.>>
L'altro non aspetta a rispondere.
<<Esatto. Ma non possiamo correre rischi ed essere preparati ad eventuali imprevisti.>>
Kira non aggiunge altro.
Finché una vocina nella sua testa non prende concretezza.
<<Ma...perché Elena l'ha ucciso?>>
Sebastian si trattiene dal ridere.
Devi sembrare serio, si dice.
<<Una vecchia conoscenza che le dava fastidio, sai, essendo mia sorella non ha avuto problemi a disfarsene.>>
Light rimane fermo.
E non gli pone ulteriori domande.
Il pensiero d'essere in compagnia di due presenze sovrannaturali a lui sconosciute è già abbastanza.

<<Alice,vado un attimo in bagno.>>
Elena prende con sé la sua borsa.
Il suo passo é studiato.
I suoi occhi dirigono i suoi movimenti.
La ragazza legge i titoli dei libri sulle mensole.
Analizza i quadri appesi alla parete.
E si sofferma alla figura di Light nelle foto di famiglia.
La sua mimica è la stessa.
Di una felicità rigida. Imposta.
Guarda lontano, Il Light del quadro.
Quasi avesse capito che il suo corpo era destinato ad un disegno finito.
E volesse guardare oltre, la mente proiettata fuori dai limiti convenzionali.
<<Elena?>>
Si gira.
Occhi rossi la osservano, divertiti.
<<Non dirmi che adesso ti sei innamorata di Kira, sorellina.>>
Lei lo prende per il polso.
Ignora l'affermazione ironica.
E lo trascina con sé in bagno.
<<Sebastian, chiamami nuovamente così e ti ammazzo.>>
Lui sopprime un sorriso.
<<Non si usa questo tono con il fratello maggiore.>>
Elena sospira.
Invece di parlare, decide di stringere la presa.
Sebastian, allora, recepisce il messaggio.
<<Okay, okay, la smetto! Ma devi ammettere che la mia é stata un idea geniale.
Se crede che siamo fratelli finirà per temere anche per i tuoi eventuali poteri.>>
Lei lo ascolta.
Ma non le é ancora chiaro un passaggio.
<<A cosa serve fargli pensare che non sono umana? E se mi chiedesse di dargli dimostrazione di non esserlo?>>
Lui chiude la finestra socchiusa.
E si prende tempo per rielaborare i piani.
<<Se é convito tu sia come me, sei al sicuro. In questo modo non proverà né ad ucciderti né ad usarti come pedina ai suoi giochi perversi, perché consapevole delle conseguenze. Non ti chiederà nulla, nel profondo ha paura del punto a cui protesti arrivare. E se mai dovesse farlo, troverò un modo per aiutarti, tranquilla.>>
Elena é quasi sconcertata dal tono dolce.
E dalla preoccupazione nell' assicurare la sua incolumità.
<<Perché? Perché ...vuoi proteggermi?>>
Lui le accarezza la testa.
Piano, con delicatezza.
Come se fosse veramente sua sorella.
<<Siamo una squadra, no?>>
Sorride.

Qualcuno bussa alla porta.
<<Sono Sayu, sei tu Alice? Devo prepararmi per uscire, mi daresti una mano con l'acconciatura?>>
Improvvisamente, Sebastian leva la mano.
La sente bruciare.
Una fitta al petto lo fa accosciare a terra.
La dolcezza pressa su un cuore ormai inesistente.
Stringe i denti, al suono che il dolore produce nel penetrare nella pelle.
<<Sebastian.>>
Elena sussurra il suo nome.
Ma non si avvicina.
Sebastian cerca di sorridere, resistendo.
Finché non riacquista la sua arroganza.

Riprende a respirare il vuoto a lui familiare.
E si alza, come se non fosse successo nulla.

Riapre le finestra e se ne va.

Scusami.
Ma questo é l'unico modo che conosco di essere umano.

Senza provare dolore.
Avrei voluto tu fossi mia sorella, Elena.





Weee perdonate il ritardo!
Ma tra la fine della scuola e tutto, non sono riuscita.
Adesso però ci sono le vacanze!
Ciò vuol dire che dato il tempo libero a disposizione pubblicherò più spesso, non solo di domenica.
Spero il capitolo vi sia piaciuto.
Ho voluto descrivere il rapporto tra Sebastian ed Elena e come lui abbia un lato dolce che non riesce ad esprimere.
Buon lunedì!
Al prossimo aggiornamento <3
By Iax_Awinita

Sebastian: adesso vomito arcobaleni.
Elena: no.

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