Capitolo 13_Incomprensioni
Accarezza i petali della rosa.
Piano, assorto com' é nei suoi pensieri.
Si punge il dito con una spina.
Non risponde al riflesso e non sposta la mano.
Quasi non provasse dolore fisico.
I suoi pensieri derivanti da un male peggiore.
<<Cosa stai facendo?>>
Una ragazza prende la sua mano e gli rivolge uno sguardo confuso.
Ma non preoccupato.
<<Credi che questo sia quello che sta passando? Essere trafitta eternamente da spine celate da petali.>>
Segue il silenzio.
Lei prende il fiore e lo pone a terra, sussurrandogli nell'orecchio:
<<Ogni bellezza ha il suo dolore.>>
Si scambiano un'occhiata di intesa.
Lui riprende a parlare.
<<Non importa quanto ci provi, non potrò mai comprendere la situazione in cui é adesso.
Se solo fossi come lei..ma non é così. L'unica cosa che posso fare é aiutarla ad uscirne.>>
Si interrompe e volge l' attenzione verso la sua complice.
<<Hai già inviato la cosa?>>
Annuisce e Sebastian sorride alla sua diligenza.
<<Alice, aspettaci.>>
Light Yagami é a casa.
Seduto sul divano a guardare le ultime notizie riguardanti lo sport.
Immerso nella più normale delle quotidianità.
Se non fosse per il fatto che ha appena ucciso Reye Penber e le conseguenti minacce.
Ma non é riuscito ad avere alcuna informazione su dove sia Alice.
É così frustante.
Lui, Kira, non riesce a trovare ed a proteggere la ragazza di cui si é innamorato.
Conficca le unghie nella stoffa della coperta posata accanto, soffocando una rabbia incondizionata in un gesto casuale.
Chissà come avrà reagito L al suo precedente scherzo.
Avrebbe voluto sapere chi é solo per vederne l' espressione.
L.
Dichiarato nemico di Kira.
I suoi occhi si abbassano.
Il suo interesse catturato dal ciondolo sul collo.
E se sia un nemico anche di Light?
Alice.
Alice é da L.
Come ha potuto non arrivarci prima?
Kira.
L.
Alice.
Maledizione.
Stringe i denti e si alza bruscamente in piedi.
É uno dei sospettati di L .
É riuscito ad arrivare ad Alice per ottenere informazioni.
E lo sta studiando tramite lei.
<<Mamma, esco, mi sono appena ricordato di avere una commissione da fare.>>
Trattiene sé stesso e si mantiene composto.
<<Va bene, ma torna per cena,preparo il tuo piatto preferito.>>
Light accelera il passo.
E Ryuk si accoda divertito.
Apre la porta.
Un biglietto.
Immerso nella più normale delle quotidianità.
Se non fosse che non é più Light.
Ma Kira.
<<Alice, ti va di uscire?>>
Lei sbuffa in segno di noia.
<<Ryuzaki, no.>>
Sprofonda il viso nel cuscino, esausta dall'estenuante ricerca.
Mai cedere agli occhi da panda di un certo detective.
<<Perché no?>>
<<Guardami e troverai la risposta.>>
L sorride teneramente.
E per un attimo si dimentica di essere L.
Immaginandosi come un ragazzo qualsiasi della sua età.
<<Offro io: sei libera di ordinare tutti i dolci che vuoi.>>
Alla proposta la ragazza si riprende e si siede sul letto.
Lo prende a braccetto.
<<Andiamo? Lo zucchero é necessario per lavorare meglio.>>
Il tono rispecchia un entusiasmo infantile.
E prima che s'incamminino gli riserva un bacio sulla guancia.
Ryuzaki arrossisce e il nero dei suoi occhi prende una sfumatura più dolce.
Si lascia sfuggire una frase:
<<Potrei innamorami di te.>>
Alice inclina la testa di lato e ride affettuosamente.
Sono arrivata prima di te, Misa Amane.
Ghigna alla vittoria di una competizione astratta e sleale.
Se solo sapesse che non é questo il motivo.
E la stretta al cuore glielo suggerisce.
La stessa stretta al cuore la prova Light Yagami.
Con timore rilegge le frasi scritte sul pezzo di carta lasciato davanti casa.
Mai si é sentito così impotente.
In lui si scatena un timore viscido, di quelli che non senti arrivare.
Ma che si insidiano con una lentezza innocua.
Ed esplode in un attimo, rilasciando un' angosciante violenza.
Tale da portarlo a dubitare della sua posizione come Dio.
Lo stesso che ha le mani poggiate sulla testa.
Il respiro ansimante.
E gli occhi colmi di una ricca quanto disperata paura.
Non dice niente.
Non pensa niente.
Prova emozioni e basta.
Si sente ricco e vuoto.
Spaventato e consapevole.
Dio ed umano.
Si limita a guardare la siringa poggiata sulla scrivania.
Strumento usato per uccidere Alice.
Da una donna a cui non ha risparmiato la vita.
Si chiede ancora perché.
Il suo istinto, allora come adesso.
Come Dio ho diritto ad essere istintivo?
Lind.L.Tailor dovrebbe fargli la stessa domanda.
La coscienza é presto sostituita dalla rabbia.
Prende la siringa e la scaraventa a terra.
Il foglio invece, lo tiene.
Lo mette all'interno del Death Note.
Nasconde il contenuto dallo Shinigami e da sé.
Ma riscrive una frase.
Ogni bellezza ha il suo dolore, Kira.
<<Dici che ha funzionato, Sebastian ?>>
Avvolge una garza attorno alla ferita, ma non si perde nel rispondere.
<<Vedremo, solo il tempo potrà darcene la certezza.>>
Lei corruga la fronte:
<<Non mi piaci quando fai il filosofo: parla chiaro.>>
Il vento le scompiglia leggermente i capelli scuri, dello stesso colore di lui.
Sebastian continua ad essere enigmatico, impedendole di essere alla stessa altezza del suo sguardo.
<<Non capiresti comunque, ma va bene così, niente é meglio di una dimostrazione pratica.>>
<<Quindi per te sono una stupida?>>
Finalmente sono alla stessa altezza.
Eppure non riesce a comprenderlo.
L'assenza di chiarezza le porta solo più confusione.
<<No, sono io a non voler essere capito.>>
<<Ed ecco che parti con il melodrammatico! Qualcuno mi dia la mia Alice.>>
Ciao, come va?
Eccomi con un nuovo capitolo;)!
Scusatemi tanto per il ritardo, ma non mi sono sentita bene e ho preferito posticipare di un giorno.
Ringrazio chi mi segue, vota e legge la mia storia^_^!
Fatemi sapere cosa ne pensate<3.
Ps: per chi leggesse l'altra mia storia, non esitate a fare richieste>.<
Buona serataaaaa
Iax_Awinita
Lei: ma perché non ho ancora un nome?
Sebastian: non sei abbastanza importante.
Lei:....
Sebastian: questo l'hai capito.
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