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Chapter 21: Night Changes

"Certo che hai un bel coraggio a chiedermi di vederci dopo quello che mi hai detto".

E io sono proprio scema ad essermi presentata, ma se non l'avessi fatto probabilmente non me lo sarei mai perdonata.

Scema ma soprattutto curiosa.

Luke mi guarda con espressione colpevole, e per un attimo sono tentata di fargli notare che il senso di colpa è proprio il minimo, ma decido di lasciar perdere ed essere caritatevole.

"Speravo che il vestito ti addolcisse" confessa, facendomi alzare gli occhi al cielo nel tentativo di sopprimere un sorriso.

"E ci è riuscito, infatti. Sono qui... È molto bello, grazie per averlo scelto".

"Immaginavo ti sarebbe piaciuto... E sapevo non avresti avuto problemi a coordinarci un rossetto della stessa tonalità di rosso" risponde, ed io non posso fare a meno di arrossire.

Forse la mia ossessione per i rossetti sta diventando davvero un problema.

"In ogni caso" continuo, sedendomi meglio sulla poltroncina rossa della sala cinema, "questo non ti rende perdonato. Hai la minima idea di quello che hai detto?".

"Diciamo".

Guardo Luke perplessa, cercando dell'ironia o qualcosa del genere nella sua espressione, ma a quanto pare è sincero.

"Diciamo?" Domando, e lui abbassa gli occhi prima di annuire.

"Ma non ci sono scuse per quello che ho detto, questo lo so bene. Ti ho fatta sentire alla stregua di un oggetto, e mi dispiace. Tu sei di più, Diana. Molto di più".

"E allora perchè l'hai fatto?" Lo interrompo, "perchè dovrei crederti ora e dimenticare le cattiverie che mi hai detto giusto ieri? Cosa dovrebbe farmi cambiare idea?".

Luke non risponde subito, semplicemente mi guarda negli occhi con espressione combattuta, come se nella sua testa si stesse tenendo un dibattito a cui non sono invitata, finchè non lo sento mormorare un 'al diavolo' e subito dopo, le sue labbra sono sulle mie.

Spalanco gli occhi per la sorpresa inizialmente, ma davanti alla morbidezza e all'inaspettata delicatezza del bacio mi ritrovo a chiuderli e a ricambiare, portando le mani tra i suoi capelli per attirarlo maggiormente a me, tanto che per un attimo ho paura si faccia male contro il bracciolo, ma Luke si allontana dalle mie labbra giusto il tempo di sollevarmi e portarmi sul suo grembo.

Non ho dato nè ricevuto tanti baci in vita mia, quanto basta per capire che questo non è come tutti gli altri, e parte di ciò è dovuto al suo piercing al labbro che accarezza le mie rendendo la cosa -maledizione a me- più eccitante.

Solo quando le mani di Luke tentano di entrare sotto la mia maglia mi riprendo dal mio stato di euforia, staccandomi da lui sia per riprendere aria che, soprattutto, per fargli capire che non succederà nulla oltre a questo.

Mi chiedo cosa direbbe Claire in questo momento.

Arba probabilmente mi urlerebbe un 'scopatelo' che la sentirebbero persino in Norvegia.

"No" sussurro con il fiato corto, guardandolo dritto negli occhi, "non voglio fare questo gioco, il tuo gioco. Non ti permetterò di portarmi a letto solo per aggiungere un nome alla tua lista, se è questa la tua intenzione".

Luke mi osserva qualche secondo sbattendo le palpebre prima di fare l'ultima cosa che mi sarei immaginata: scoppia in una fragorosa risata.

Lo guardo confusa ridere, finchè lui stesso non si rende conto della mia espressione, e solo allora sorride e scuote la testa: "so che non verrai a letto con me, Diana. Era una carezza la mia, non volevo toglierti la maglia, ma posso capire il tuo dubbio... Per questo io, Luke Robert Hemmings, giuro solennemente di tenere le mani a posto. A meno che non me lo chieda tu, ovviamente".

"Hai una grande fiducia in te stesso, devo dire" gli faccio notare, non riuscendo a nascondere un sorriso mentre gli offro una mano, "ci sto. Non un dito, a meno che non te lo chieda io".

Luke la stringe senza pensarci due volte, suggellando così il nostro accordo, ed io approfitto della sua distrazione per sporgermi e baciarlo nuovamente, prendendogli le guance tra le mani.

A differenza del primo, questo bacio è più lento, su quella pericolosa linea tra la sensualità e la dolcezza, e prima che possa pentirmene mi stacco, riuscendo quasi ancora a percepire la pressione delle sue labbra sulle mie.

"Adesso l'affare è fatto. Niente più baci" aggiungo, e Luke sorride prima di annuire, guardandomi tornare sulla poltroncina accanto alla sua e raggomitolarmici, "allora, cosa mi fai vedere?".

"Abbiamo Netflix, hai solo l'imbarazzo della scelta".

"Quindi lasci scegliere me, eh?".

"Sei l'ospite".

Sorrido trionfante a quelle parole, prendendogli poi il telecomando dalle mani e andando fino al titolo del mio film preferito.

"Hai mai visto 'La Verità È Che Non Gli Piaci Abbastanza?'" Domando, intuendo già la risposta, e infatti Luke scuote la testa, storcendo il naso.

"Mi vuoi far vedere una commedia romantica? Sul serio?".

"Che ne sai, magari ti insegna anche un po' a recitare... Ho paura che tua mamma sospetti qualcosa" confesso, perchè Liz Hemmings sembra esaminarci al microscopio ogni volta che ne ha l'occasione per cercare il minimo problema tra di noi.

"A differenza di nonna, che vuole solo vederci copulare... Ho sempre pensato che questa cosa del biondo Hemmings e della discendenza fosse allucinante, adesso che sono io quello su cui premono ne sono ancora più convinto" borbotta, ed io sorrido, stringendomi nelle spalle.

"La tua famiglia è strana e pesante, è vero, ma ogni famiglia lo è a modo suo. Tengono a te Luke, si vede. Soprattutto nonna Grace, non vuole che il meglio per te" sorrido, e lui mi guarda sorpreso.

"Pensavo li avresti odiati".

"Anche io, ma alla fine anche se sono un po' classisti e arretrati, non sono così male... E tua nonna è il mio punto debole" confesso, guardando Luke sorridere prima di attirarmi a sè e posare un bacio sulla mia testa.

"Fai partire?".

"Non aspettavo altro".

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