Chapter 20: Over Again
"Un... Ballo?".
La mia domanda incerta fa comparire il più piccolo dei sorrisi sulle labbra di Luke, ma cerco a tutti i costi di ignorarlo per concentrarmi sull'espressione estasiata di Liz Hemmings.
"Un ballo, cara. Hai mai partecipato a un ballo?" Domanda lei con l'aria di chi sa già la risposta, perchè senza ombra di dubbio sa che una come me di ceto inferiore non ha mai partecipato a un evento del genere.
"Il ballo scolastico vale?".
"Oh cielo, Diana, no!" Interviene nonna Grace con una risata, facendomi cenno di sedermi accanto a lei, "devi sapere che per noi i balli sono molto importanti, è dal diciannovesimo secolo che li organizziamo ed è un'ottima occasione per le ragazze di buona famiglia di trovare marito... Beh, per te che hai già il miglior partito possibile serve come debutto in società, un ballo delle debuttanti 2.0".
Osservo attonita la nonna di Luke, cercando di capire se è seria o se sta scherzando, ed evidentemente ci metto troppo perchè è Claire a salvare la situazione con un sorriso affabile.
"Ma è meraviglioso! Ho sempre sognato di partecipare a un ballo, da bambina sognavo di essere una principessa!" Esclama, e probabile agli Hemmings sembra convincente, ma per me che so che il suo cartone preferito è Mulan sembra quasi uno scherzo.
"Sono felice che siate felici" sorride Liz, rivolgendosi poi verso di me per guardare la mia reazione, ed esattamente come Claire sorrido, prendendo poi per mano Luke.
"Sarà un evento magnifico, ne sono certa. Cosa potrei volere più dalla vita?".
Per cominciare, una via di fuga.
"Purtroppo però non abbiamo abiti adatti per un'occasione del genere, non pensavamo a un tale evento mondano" continua Claire, lanciandomi un'occhiata perchè effettivamente nelle nostre valigie c'è tutto il suo armadio, ma nulla di vagamente indossabile a un ballo.
Nonna Grace agita una mano per aria: "sciocchezze, tesoro, sciocchezze. Avete mai sentito parlare del guardaroba delle donne Hemmings?".
Io e Claire ci scambiamo uno sguardo perchè sì, ricordiamo entrambe la nottata passata a leggere curiosità sulla famiglia più in vista di New York con Arba intenta a darsi alla cucina francese, e una di queste stranezze riguardava proprio un leggendario guardaroba milionario che dovrebbe racchiudere gli abiti d'alta moda indossati dalle donne della famiglia dagli anni Cinquanta ad oggi.
"Certamente, non credo che esista newyorkese che non ne abbia mai sentito parlare" rispondo, e Liz sorride, compiaciuta dalla risposta.
"È reale, e ovviamente potrete accedervi. Solo per quella sera, naturale. È del tutto eccezionale, in genere solo le donne Hemmings di sangue o per matrimonio possono accedervi".
Posso solo immaginare i commenti di Claire nella sua testa.
Ed è Claire a parlare nuovamente: "siete una famiglia squisita, assolutamente squisita. Mi chiedevo se fosse possibile invitare un'amica molto cara sia a me che a Diana, viene anche lei da una famiglia in vista, ma di Boston. I De Wittebucketer, non so se li conoscete".
Lancio un'occhiata a Claire, un'occhiata che urla 'che cosa diamine ti stai inventando' perchè Arba non solo non fa De Wittebucketer di cognome, ma non è nemmeno di Boston.
"Ma certo che conosciamo" esclama Liz, sorpresa, "ed è vostra amica?".
Mastico a stento un'imprecazione mentre annuisco: "amica da tanto, tantissimo tempo".
"Potete invitarla, allora. Sarà un piacere fare la sua conoscenza" conclude la mamma di Luke con quell'aria saccente che la contraddistingue.
E mi basta incrociare lo sguardo di Luke per capire che quella del ballo non è assolutamente un'idea fantastica.
***
"Io sarei una cosa?" Domanda per la terza volta Arba dall'altra parte dello schermo, incredula, ed io mi limito ad incrociare le braccia al petto e a fissare Claire perchè questa è tutta opera sua.
"Una De Wittebucketer" ripete piano, "credo sia il nome di Rose di Titanic... O almeno, una reinterpretazione verosimile visto che la famiglia di Luke ci ha creduto. Non saprei scriverlo, ovvio, ma pronunciarlo non è poi così difficile".
"Ti sei inventata di sana pianta che fossi di stirpe più o meno reale e che fossi di Boston? Io odio Boston!" Esclama Arba, superando finalmente lo shock iniziale, ed io mi ritrovo a nascondere a malapena un sorriso.
"Ma potresti invitare Steven".
"Ha calpestato i miei sentimenti, non ho intenzione di farmi calpestare la dignità. Se ne vada dalla sua congiura, io merito di meglio" ribatte lei, più arrabbiata di quanto mi aspettassi, "mi porterò dietro Michael, magari a lui andrà bene e ci sarà qualcuno che lo tratterà bene".
"Però c'è un enorme buffet, a quanto dice nonna Grace" tento, e quelle parole sono abbastanza per far comparire un sorriso sulle labbra di Arba.
"Mi avete appena convinta. Adesso devo solo noleggiare un vestito".
"A proposito, come sta il mio appartamento?".
Arba tentenna qualche secondo, guardandosi attorno: "un po' disordinato ma nulla di atroce".
"La mia dispensa?".
"Se tu mi lasci solo quelle cazzatine al riso soffiato vegane è ovvio che dopo il primo giorno io debba fare la spesa".
"Oh".
"Ho usato la tua carta di credito" aggiunge velocemente, facendomi sgranare gli occhi.
"La mia carta di credito?! Ma come cavolo l'hai ottenuta?" Strillo, facendo scoppiare a ridere Claire e sorridere colpevole Arba.
"Potrei averle fatto le foto... E potrei aver pagato online... Almeno mi hanno consegnato la spesa a casa, noi universitari poveri e in crisi non abbiamo molto tempo".
"Hai rotto con questa storia dell'universitario povero" sbuffo, ma prima che possa dire qualsiasi cosa bussano alla porta di camera di Claire, e immediatamente lei si alza, aprendo appena la porta.
"Sì, Antonio?" Domanda a voce sufficientemente alta da farmi capire che si tratta del maggiordomo.
"La signora Hemmings mi ha chiesto di portarle questo abito, dice che è per il ballo. La invita ad indossarlo" risponde lui quasi con voce meccanica, tanto che per un attimo mi chiedo se non gli abbiano fatto il lavaggio del cervello.
"Oh" risponde Claire, prendendo una gruccia e una fodera lunga in mano, "molto gentile da parte tua, Antonio, grazie mille. Per caso l'altro è per la signorina Diana?".
"Sì, signorina".
"Allora puoi lasciarlo a me, non preoccuparti. È in ottime mani" sorride lei, prendendo una seconda gruccia, e non appena si gira verso di me mi guarda incredula.
"Inizio a pensare che siano delle streghe. Ci hanno preso le misure senza che lo sapessimo?!".
"Non so che dirti, Claire. Sono inquietata quanto te" sospiro, perchè oltre a essere inquietata, inizio anche ad essere abituata alla nonna e alla mamma di Luke che sembrano non accorgersi minimamente che il massimo dell'interazione che abbiamo io e il loro pargoletto d'oro è stata 'mi passi il sale?'.
Le prendo dalla mano quello che dovrebbe essere il mio vestito, e non appena apro la fodera nera rimango folgorata dalla quantità di satin rosso davanti a me che arriva a toccare il pavimento, aprendosi poi in una scollatura profonda che sembra quasi emulare due foglie.
È un abito a dir poco bellissimo, e il fatto che sia rosso mi lascia interdetta e piacevolmente sorpresa.
Solo quando abbasso lo sguardo verso il fondo del vestito, però, mi accorgo di un bigliettino che deve essere caduto quando ho aperto la cerniera.
Mi chino a raccoglierlo, confusa, trovando un'unica frase scritta in stampatello.
'Mi sono comportato da stronzo. Sala cinema a mezzanotte?'.
E per quanto cerchi di ripetermi che questo non cambia nulla, non riesco a impedire al mio cuore di accelerare il suo battito.
Le cose andranno meglio prima del ballo? Durante il ballo? Dopo il ballo?
Luke nasconde un gemello cattivo?
Arba finirà il buffet degli Hemmings?
Stay tuned per scoprirlo!
Grazie mille come sempre.
Amore e biscotti per tutte,
Chiara.
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