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fanculo Alejandro Rodriguez

Ma possibile che ogni cazzo di volta in cui ho un impegno importante devo fare tardi?
Beh lasciatemelo dire, si è possibile.
Tutta colpa di Sam che mi ha tenuta sveglia tutta la notte.
Mi stava raccontando di un certo Matt, dice che l'ho conosciuto e che ero presente quando si sono scambiati i numeri, ma io sinceramente non mi ricordo niente.
Insomma, sono conosciuta per la mia scarsa memoria.
Ero così tanto stanca che mi sono addormentata mentre lei mi parlava.
Infatti, adesso sono in ritardo di cinque minuti, spero di non fare una brutta impressione col signor Rodriguez.
Cinque minuti dopo sono davanti al bar/ristorante dove spero di riuscire ad ottenere il lavoro fisso.
Mentre entro mi sale l'ansia, sono una persona molto ansiosa, bella vita di merda la mia.

Mentre cerco Violet vedo il signor Rodriguez uscire dal suo ufficio.
Merda. Merda. Merda.
Si avvicina a me sorridendo. Perchè mi sorride? Sono arrivata in ritardo.
Per non sembrare maleducata sorrido anche io.
-Chris eccoti qua. Sono arrivato poco prima di te, abbiamo fatto un pò di ritardo entrambi. Sorride mentre mi dice queste parole.
Continuo ancora a chiedermi quanti anni ha. È un uomo così affascinante..
CHRISTINA DAVIS SMETTILA!!
-Mi scusi per il ritardo signor Rodriguez.
-Chiamami Martin. Tranquilla, non fa niente anche io ero in ritardo. Mi sorride.
Ma non gli fa male la mascella a forza di sorridere?
-Come dice lei sign... Martin. Ricambio il sorriso.
-Volevo farle conoscere mio figlio, ma a quanto pare verrà più tardi. Nel frattempo vado a chiamare Violet così ti spiega un pò come funzionano le cose qui, il tuo turno finisce alle 6:30 prima di andare venga nel mio ufficio così firmiamo il contratto.
Non mi da neanche il tempo di rispondere che è già diretto verso la cucina per chiamare Violet.
Mentre aspetto decido di andare a sedermi su uno dei tavoli vicino alla porta.
Pochi minuti dopo sento Violet chiamare il mio nome.
-Chriisssss! Mi abbraccia.
Rimango spiazzata da questo suo gesto ma poco dopo ricambio l'abbraccio.
-Heh Violet. Le sorrido mentre mi allontano dall'abbraccio.
-Allora come stai? Mi chiede.
-Abbastanza bene, avrò dormito si è no 4 ore. Tu come stai?
-Io benissimo grazie. Ma come fa ad essere così allegra alle 9 di mattina? Io vorrei essere ancora a letto, se solo potessi.
-Mi fa piacere. Le sorrido.
-Dai vieni con me che ti faccio fare un giro. Mi prende dalla mano e mi tira con lei verso la cucina.
-Allora ti presento un paio di persone. Lui è Carlos è il fratello di Martin, anche lo chef del ristorante. Lei e Rosa, lui e Jessie, lui è Trevor e lei è Maria la moglie di Carlos. Mancano Alisia e Aubrey. Ragazzi lei è Chris la nostra nuova barista.
-Ciao Chris. Dicono loro tutti contemporaneamente.
-Ciao ragazzi. Gli saluto sorridendo.
Sto cercando di nascondere il fatto che non mi ricordo i loro nomi.
-Bene, adesso che conosci quasi tutti andiamo a farti vedere dove devi passare la maggior parte della tua giornata.
Usciamo dalla cucina e ci dirigiamo verso il punto bar del ristorante.
-Bene eccoci qua. Dimmi che sai fare tutto perchè mi scoccia spiegarti tutto. Mi dice sorridendo.
-Sì Violet so fare tutto, ma apprezzo il tuo aiuto lo stesso. Ironizzo.
-Ma quanto sei simpatica? Mi prende in giro.
-Me l'hanno detto molte volte, quindi lo sono e tanto anche.
-Fanculo. Ride mentre lo dice quindi so che non è seria.
-Violeeetttttttt. Sento urlare qualcuno.
-Oh merda è arrivato il figlio del capo.
-Perchè sta urlando il tuo nome?
-Perchè dovevo portargli la colazione dieci minuti fa.
-Ah allora fai meglio ad andare. Le dico.
-Vieni con me così te lo presento.
Ci dirigiamo verso la cucina.
Inciampo su qualcosa ma non cado. Che fortuna.
Quando alzo la testa vedo quei occhi, quei occhi che ho sognato per due mesi interi.
-Riccioli d'oro? Mi chiede lui sorpreso.
-Alex? Gli chiedo altretanto sopresa.
-Che ci fai qua? Mi chiede.
-Sono la nuova barista, tu saresti il figlio del capo?
-Eh si sono io, ti dispiace vedermi? Sorride.
No, ovvio che no. I tuoi occhi mi hanno tormentato per due mesi. Ah ecco. Ora mi ricordo tutto bene.

FLASHBACK
Mi sono appena svegliata dopo una lunga nottata insonne. Sono andata ad una festa con delle mie amiche, però siamo tornate un pò più tardi dell'orario dovuto.
Mi siedo sul letto e appoggio i piedi per terra, mi allungo sul comodino per prendere il telefono. Guardo l'ora 14:30. Cazzo mia madre mi ammazza. Accendo internet per vedere se qualcuno mi ha scritto o per guardare qualche novitá su facebook e instagram. Entro su whatsapp e rispondo ai messaggi delle mie amiche, che come me si sono svegliate poco fa.
Sam mi ha chiesto di andare con lei a prendere un vestito per un evento a cui deve partecipare stasera. Le rispondo immediatamente e ci mettiamo d'accordo per vederci sotto casa mia alle 5:30.
Nel frattempo mangio, guardo un pò di tv e mi faccio una doccia. Sono pronta giusto in tempo, scendo e saluto Sam.
-Allora amo come va? Le chiedo.
-Bene dai, ho un pò mal di testa ma va tutto bene. Te amore?
-Anche io amo. Quindi dove andiamo?
-Prima saliamo in macchina e dopo ti dico. Mi dice lei.
Salite in macchina lei fa partire la macchina e mi informa che dobbiamo andare da Forever 21. Con la musica a tutto volume e noi che cantiamo a squarciagola arriviamo dal negozio in poco tempo.
Ci dirigiamo verso il negozio e le chiedo quale fosse il vestito.
-Questo qua. Mi dice prendendo in mano il vestito per farmelo vedere. È molto bello, è di pizzo, lungo fino a metá coscia e sono sicura che a lei stará benissimo.
-Vai a provarlo che voglio vederlo.
-Subito Capo. Ironizza. Come avevo previsto il vestito le stava benissimo. Sono soldi ben spesi.
Mentre paga, le chiedo se vuole andare a bere qualcosa nel bar accanto. Mi dice di si e ci dirigiamo verso il bar.
Mentre ordiniamo, il mio occhio cade su due ragazzi. Su uno in particolare. È molto bello, oserei dire bellissimo. Ha dei capelli castano scuro, non riesco a capire se i suoi occhi siano verde chiaro o azzurri, ma posso dire con certezza che sono bellissimi. Mi becca fissarlo e si avviccina, insieme all'amico.
-Sai che è da maleducati fissare così le persone? Mi dice lui..
-Non stavo fissando, stavo solo guardando ce un pò di differenza.
-Beh, a me non piace essere guardato. Mi dice con un tono di voce superiore. Dio la sua voce...
-Non è colpa mia, volevo guardare e ho guardato. Gli dico io..
-Sei sempre così maleducata con tutti?
-Detto dal ragazzo che non vuole essere guardato ma mi sta parlando.
-Touchè. Dice lui.
Nascondo un sorriso per non aparire molto fiera di averlo fatto zittire.
-Io sono Alex e lui è Matt. Si presentano.
-Io sono Chris e lei è Sam, piacere.
-Come mai qua tutte sole? Chiede Matt.
-Chi ti dice che siamo sole? Risponde Sam.
-Scusa, non volevo essere sgarbato. Sembra davvero un bravo ragazzo questo Matto. È non smette di fissare Sam. Mmh buono...
Alex invece se ne sta zitto e in piedi davanti a me.
-Beh ragazzi volete sedervi con noi o avete di meglio da fare? Chiedo io..
-Abbiamo meglio da fare. Risponde occhi verdi.
-Beh allora ciao. Ripondo, parecchio scocciata dal tono di voce di Alex. -Ehm, scusa Sam, volevo chiederti se potevo avere il tuo numero. Chiede Matt a Sam. Lei guarda me e io faccio di sì con la testa. Si scambiano i numeri e si salutano.
-Ciao ragazze. Ci saluta Matt.
-Ciao Matt. Tu non saluti occhi verdi? Chiedo ad Alex.
-A presto riccioli d'oro.
Tutto questo in un giorno, non sapevo che lo avrei reputato il giorno più fortunato della mia vita. Maledetti quei occhi verdi.

FINE FLASHBACK
Adesso mi ricordo anche di cosa mi stava parlando Sam ieri sera e di Matt.
-Oh riccioli d'oro ci sei?
-Sisi scusa. Abbasso lo sguardo, già lo so che sono diventata rossa come un peperone...
Lo sento ridere e alzo subito la testa.
-Perchè ridi? Gli chiedo.
-Perchè stavi pensando a me è sei arrossita subito appena sei uscita dal pianeta dove magari io e te eravamo nudi. Ride. Che testa di cazzo.
-Grazie riccioli d'oro. Sorride.
Ops, l'ho detto ad alta voce.
-Prego occhi verdi. Gli sorrido.
-Mmm occhi verdi, mi piace.
Alzo gli occhi al cielo e mi volto per andare verso il bancone.
-Hai intenzione di seguirmi? Gli chiedo.
-È proprio quello che sto facendo.
Coglione.
-Fai come vuoi.
-Allora quindi lavorerai per me da adesso no?
-Non per te, per tuo padre.
Gli rispondo seccamente mentre tolgo la giacca e la borsa per appenderle alla parete vicino al bancone.
-Penso che mio padre o Violet ti abbiano detto che io e lui dirigiamo il posto, quindi in poche parole lavori anche per me. Cazzo sorridi coglione?
-Fanculo Alex.
-Agressiva, mi piace.
-Mi lasci lavorare in pace? Gli chiedo.
-Uffa va bene, vengo a romperti dopo. Se ne va, ma non lontano come speravo io.
Si siede ad un tavolo proprio davanti al bancone e comincia a fissarmi.
Dio se è bello.
Gli sorrido e comincio a mettere apposto tutto per oggi.

Sono le 6:30 è ho appena finito il mio turno.
Alex non si è mosso da quella sedia per tutto il pomeriggio. Mi fissava, così atentamente che mi faceva venire l'ansia.
Quel ragazzo ha problemi.
Mi dirigo verso l'ufficio del sign.. volevo dire Martin.
Busso e aspetto che mi risponda.
-Avanti. Sento dire da dentro.
Apro la porta ed entro.
-Ah Chris ti aspettavo.
Mentre chiudo la porta, qualcuno la ferma.
La apro di nuovo per vedere chi ci sia.
Ovvio. Quel ragazzo è ovunque.
Entra dentro.
-Ciao papá..
-Alejandro, che ci fai qua?
-Ci lavoro? Chiede lui retoricamente.
-Sempre il solito. Chris presumo che avrai giá conosciuto mio figlio? Mi chiede.
Oh si, due mesi fa signore.
-Sisi giá conosciuto.
-Perfetto. Com'è andato il lavoro? Alex ride. Ovvio che ride.
-Bene grazie signo.. Martin. Devo abituarmi a chiamarlo Martin.
-Mi fa piacere. Allora firmiamo questo benedetto contratto? Mi chiede.
-Si, anche subito. Sorride.
-Non vede l'ora di lavorare con me.
Alex taci cazzo.
-Lascialo perdere. Metti una firma quà e siamo apposto.
Firmo e poi mi alzo.
-Bene signorina Davis, ci vediamo quà domani alle 8:30 in punto, non ritardi eh. Mi sorride mentre si alza.
-Certo Martin, a domani. Ricambio il sorriso.
Esco dal ufficio e so giá che Alex mi sta seguendo.
Merda piove. Non ho neanche l'ombrello.
-Vuoi un passaggio riccioli d'oro? Mi chiede.
-No grazie aspetterò.
-Dai andiamo. Mi prende la mano e ci dirigiamo verso il parcheggio.
Abbasso lo sguardo sulle nostre mani intrecciate è sento il calore salirmi sulle guance.
Fanculo Alejandro Rodriguez.

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