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Dati

Jake fissó il dottor Smith, ma questa volta non si stupì di aver visto quella lettera da una distanza incredibile. Stava iniziando ad abituarsi a tutte quelle stranezze, per il momento voleva solo sapere se poteva fidarsi del signor John.
《Mi risponda》 disse calmo 《A cosa le servono tutte quelle strambe informazioni?》
Non rispose. Jake osservò ancora quella lettera e vi si avvicinò.
Certo, c'erano anche delle informazioni che un vero dottore avrebbe dovuto avere dei suoi pazienti, ma altre no; il dottor Smith non era uno psicologo.
C'erano informazioni sui suoi incubi all'ospedale, ma lui non ne aveva mai parlato con nessuno.
《Risponda!》 Gridò Jake furioso.
《Jake, tu parli nel sonno e...》
《La smetta di mentirmi, lo so che non è vero!》 Disse spingendo il dottore contro il muro, gli rimase attaccato per le spalle.
《Vedi, qualcuno mi ha spiegato che questo sarebbe successo》 iniziò a spiegare il dottore《Sfortunatamente, non so se sono visioni del futuro o sogni di altre persone; potrebbero essere parecchie cose questi tuoi incubi》
Nessuno parlò.
《C- cosa intende dire?》chiese Jake agitato.
《Le tue nuove abilitá, ottenute dopo il trapianto delle retine, non ti permettono solo di vedere i fantasmi, ma anche di vedere i loro sogni e i loro incubi se loro te lo permettono. Potresti anche riuscire a percepire i loro pensieri e le loro emozioni instaurando con loro un qualche legame. Michael mi aveva scritto un messaggio, dicendo che tu avresti avuto alcuni dei suoi incubi e questo, ha detto, sarebbe stato il suo segnale dopo la morte.》
《Vorrebbe dirmi che...》
《Sì Jake, tu sei un collegamento tra la vita e la morte》
Jake cadde a terra, non era pronto per una cosa del genere.
《Quelli come Micheal》 continuò il signor John 《Sono molti pochi, ma tu sei uno che li ha... come dire? "Ereditati" e questo non era mai successo prima.》
Jake fisso il dottor Smith stupito. Era impossibile che non fosse mai successa prima una cosa del genere, non poteva essere vero. E questo, cosa faceva di lui? Uno diverso? No, molto peggio. Un esemplare unico. Cosa faceva la gente ha soggetti come lui? Li osservava e faceva esperimenti.
《Jake va tutto bene?》 Chiese John avvicinandosi.
《Stia lontano da me!》
《Io non voglio farti del male. Voglio proteggerti》disse lui fermandosi e sorridendogli in modo amichevole.
Jake, osservò l'uomo che gli stata in piedi davanti. Poteva essere chiunque e avere qualsiasi intenzione nei suoi confronti, ma non sapeva se credere o no alle parole che aveva appena detto. Quei suoni sembravano parole neutre e senza alcun significato, indecifrabili e in una lingua incomprensibile.
Jake si alzò e uscì dalla porta di corsa.
Era sconvolto e non voleva vedere nessuno, desiderava solo sparire da quel mondo che ormai aveva assunto un aspetto contorto e confuso. Molte persone gli pasarono vicine, in quel momento realizzò di non avere su gli occhiali. Si fermò e abbassò lo sguardo, nessuno doveva vedere i suoi occhi, nessuno doveva scoprire il suo segreto. Andò nel primo vicolo che trovò e ci si nascose, all'ombra di case alle quali non aveva mai prestato attenzione prima d'ora. Si appoggiò a uno dei muri e voltò il viso in direzione del marciapiede, non potè fare a meno di pensare a una cosa: chissá quante di quelle persone erano morte. Avrebbe voluto andare da ognuna di loro e chiederglielo, l'idea lo fece sorridere e una lacrima gli rigò la guancia destra. "E pensare che una volta non guardavo in faccia nessuno per non parlarci, adesso non guardo in faccia nessuno perchè non voglio essere visto."
Chiuse gli occhi e iniziò a pensare a quello che gli era appena successo, pensò al dottor Smith, a Micheal e a tutte quelle ipoteso sui suoi... poteri.
"Mi dispiace Micheal,ho fallito miseramente."
Mike fece un balzo che lo trascinò fuori dai suoi pensieri, cosa era successo? Si era addormentato? Stava sognando il signor Smith?
"Forse, ho sbagliato. Non dovevo comportarmi così, dopottutto e solo un ragazzo." La voce era triste e rotta da un singhiozzo, cosa stava succedendo.
"Deve sentirsi male, molto male. Siamo stati noi a scegliere per lui, lui non voleva per sé un destino del genere." Ci fu una pausa.
"Non so nemmeno se mi stai ascoltando, ma ti parlo comunque. Chissá se riesci ancora a sentire il mio pensiero... Jake probabilmente no, lui non è abbastanza collegato a me per questo. Anzi, si sará giá scordato di me sulla via di casa. Ha perfino scordato qui i suoi occhiali." Sentì delle lacrime su viso, ma non ne aveva nessuna.
"Pensavo avrebbe capito..."
《Adesso ho capito》 disse Jake con un tono talmente basso che era quasi inudibile. Iniziò a correre e si avviò verso l'unico posto di cui gli importava al momento, che altro poteva fare?
Dopo un tempo che gli sembrò infinito, arrivò davanti alla porta che aveva visto poco prima e vi entrò senza bussare.
Il dottor Smith era seduto alla sua scrivania, le braccia incrociate su di essa e il viso immerso e coperto leggermente dalle maniche del camice.
《Dottore!》 Gridò Jake pieno di gioia e si avvicinò a quell'uomo che ora gli sembrava, più di prima, la persona alla quale avrebbe affidato la sua vita.
Il signor Smith lo guardó e sgranò gli occhi, gonfi e rossi, chissá quanto si era sentito in colpa.
《Dottore, non si preoccupi. Sto bene, lei, piuttosto, non mi sembra molto in forma.》Disse sorridendogli 《Non mi ha offeso, ero solo un po' terrorizzato all'ipotesi che lei mi stesse mentendo, ma ora non ho più dubbi. Adesso lo so e le chiedo scusa se non le ho creduto.》
John sembrava confuso, ma lo sguardo di Jake gli fece capire subito cosa stava succedendo 《Ma come è possibile? Tu e io non abbiamo un grande legame.》
《Ma lei è Michael Parker, voi ne avevate uno potente. Talmente potente che vi tiene legati anche dopo la sua morte.》

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