Capitolo 31
"Ormai è Harlan a comandare laggiù," mormorai, mentre l'uomo di fronte a me prendeva immediatamente nota di quanto avevo detto su un bloc-notes. "Ma probabilmente già lo sai."
"Quando è stata l'ultima volta che hai parlato con lui?" Mi domandò, mentre mi mordevo il labbro e facevo spallucce.
"Non ricordo, ne è passato di tempo," dissi, mentre l'uomo smetteva di scrivere per alzare lo sguardo su di me.
"Come puoi non ricordare? Tutti si ricordano di aver avuto una conversazione con Harlan Styles," replicò, facendomi venir voglia di strangolarlo. Scossi la testa ai miei brutti pensieri, prima di incrociare educatamente le gambe e di posare entrambe le mani su di esse.
"Beh, è così," dissi, mentre l'uomo si tirava leggermente le punte dei capelli con le dita. "Tutto ciò che so è che si trova in Europa assieme ad altri ragazzi che fanno parte della sua gang."
"Oh, sì, avevo quasi dimenticato i suoi ragazzi," disse, appuntando qualcosa sul suo bloc-notes. "Sai che ha una nuova ragazza a casa sua?" Mi chiese, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"Ogni settimana ne ha una nuova," dissi, mentre l'uomo sospirava e poggiava la matita sulla scrivania.
"Questa qui è diversa, è a casa sua da quasi un mese. Una notte si è anche portato una bionda, ma ho come la sensazione che sia morta," disse, facendomi rimanere a bocca aperta, per poi cercare di nascondere il tutto con un colpo di tosse.
"Sai chi è la ragazza?" Domandai, temendo la risposta.
"No," disse, scuotendo il capo. "So che è una cara amica della fidanzata di Payne. Quando stavano insieme a casa di Harlan, hanno lasciato il cancello aperto e quando io mi sono avvicinato per avere una visuale migliore, lei mi ha quasi scoperto o meglio, i cani di Harlan lo stavano per fare," disse, facendomi spalancare gli occhi.
"Wow, non aveva mai avuto animali in casa sua. . .oltre a se stesso, naturalmente," dissi, facendolo leggermente ridacchiare.
"Non ha mai avuto un sacco di cose, fino a quando non è arrivata lei," disse, lasciandomi a corto di parole. "Chiunque sia, deve essere molto importante per lui."
"Ad Harlan importa solo di se stesso," dissi, mentre lui faceva spallucce e deglutiva rumorosamente.
"Ho la sensazione che questa ragazza sia diversa. Non so il motivo, non sono neanche riuscito a inquadrarla bene, ma da quel che ho visto, lei sembra essere molto. . .uhm, fragile." Mi disse, facendomi mordere il labbro dalla confusione.
"Perché dovrebbe tenere a casa una ragazza per così tanto tempo? E soprattutto, perché è in quella casa?" Domandai.
"Come ho detto prima, deve essere importante. Magari non per lui, ma per qualcun altro e. . .in qualche altra parte del mondo," disse. "Cercherò di andare fino in fondo a questa faccenda, sarò in Europa tra un mese quindi vedrò cosa posso fare," disse, mentre io annuivo e iniziavo ad alzarmi.
"Stai attento e non farti vedere da lui, ricordi cosa è successo l'ultima volta?" Lo misi in guardia, facendogli alzare gli occhi al cielo.
"Lo so," disse, afferrando il bloc-notes per poi metterlo nel cassetto. "Ti rivedrò presto?" Mi chiese, facendomi sorridere.
"Beh, a lavoro ho dei turni notturni in più perché le vacanze si stanno avvicinando. . ." Iniziai a dire. ". . .ma dovrei riuscire a trovare un po' di tempo libero subito dopo le vacanze."
"Bene," disse, passandosi una mano tra i capelli. "Allora ciao, mamma."
~
Il resto della nottata fu tutto sfocato. Harry mi aveva trascinata al piano di sopra per salutare i ragazzi e altra gente che conosceva lui. Io e Sophia non potevamo parlarci ma con un piccolo cenno del capo, riuscii perfettamente a capire a cosa stesse pensando.
Dopo essere entrati in macchina, ad Harry era venuta la brillante idea di alzare il volume della radio al massimo in modo da evitare qualsiasi tipo di conversazione. Era un atteggiamento da maleducati, ma in un certo senso ero felice di poter finalmente pensare agli eventi accaduti quella sera.
Harry mi aveva baciata. Non solo mi aveva baciata, ma era anche stato il suo primo bacio. Era difficile da credere che un uomo, così attraente, non avesse mai baciato nessuno. Ovviamente, era sotto l'effetto di qualche droga, il che mi faceva infuriare, ma nonostante tutto, mi aveva baciata. Sarebbe stata una cosa dolce se l'avesse fatto qualcun altro. Ciò che mi sorprendeva era quanto bene baciasse un ragazzo che aveva le labbra vergini. Beh, non del tutto vergini.
Si era vantato delle sue numerose esperienze al letto e di tutte le donne che era riuscito a conquistare. Nonostante tutto, mi stupiva il fatto che, per quanto grande fosse, non avesse mai baciato nessuna prima d'ora. Ma c'era anche un'altra domanda che indugiava nella mia mente; perché aveva deciso di baciare proprio me?
Sapevo fosse sotto l'effetto di qualche droga, ma non stava poi così male quanto quell'uomo che si era avvicinato a noi. Pensava fossi un'ingenua e che gli lasciassi fare tutto ciò che voleva? Forse aveva pensato che neanche io avessi dato il mio primo bacio? No, non poteva essere, perché aveva detto che sapeva del mio primo bacio, il che mi faceva domandare come cavolo facesse a sapere una cosa del genere. Spinsi quel pensiero nel retro della mia mente, almeno per il momento, per cercare di immaginare cosa stesse pensando lui riguardo il nostro bacio.
I pensieri mi ronzarono in testa per tutto il tragitto e, senza neanche accorgermene, ci ritrovammo davanti casa di Harry. Non appena ci avvicinammo al garage, il cuore cominciò a martellarmi contro il petto al pensiero delle parole uscite dalla bocca di Harry poco prima. Stava per punirmi. Avrei finalmente capito cosa intendesse dire con 'punire.'
Avevo lo stomaco sottosopra mentre Harry parcheggiava attentamente la macchina costosa. Dopo di che, la spense e prese la chiave. Mentre aprivo lo sportello, realizzai che Harry mi avesse nuovamente chiusa dentro. Lui sogghignò e uscì dalla macchina per venirmi ad aprire.
Una volta fuori dalla macchina, Harry mi spinse contro la macchina, il suo corpo sul mio. Il respiro gli veniva fuori lentamente, accompagnato dalla puzza di birra. Deglutii, pensando che mi avrebbe baciata di nuovo. Ma non appena si chinò ulteriormente su di me, capii che la sua destinazione non fosse affatto la mia bocca, ma il mio orecchio.
"Vai di sopra, nella tua camera, Ara. Ti raggiungerò presto," disse, facendomi rabbrividire. Finalmente mi lasciò andare, ma un secondo dopo sentii la sua mano sul retro della mia schiena, quasi sul mio sedere, mentre iniziava a seguirmi.
Ansimai per il suo gesto inappropriato e iniziai ad accelerare il passo. Sentii la sua risata dietro di me mentre le mie gambe iniziavano a correre per allontanarsi da lui e dirigersi verso la casa.
"Non con tanta fretta, Arabella," disse, e potei quasi percepire il ghigno nel suo tono di voce.
Le mie mani aprirono la porta del garage e subito mi diressi verso la grande scala, i miei piedi quasi a volare su di esse. Il mio corpo attraversò il corridoio prima di trovare la porta della mia camera e sbatterla violentemente.
Una volta in camera, annaspai in cerca di ossigeno e posai le mani sulle ginocchia. Quando ero più piccola, ero solita avere l'ansia e, avevo la vaga sensazione che se fossi rimasta in questa casa, sarebbe ritornata. Mi incamminai verso il letto, e mi ci tuffai sopra.
Non riuscivo a crederci che Harry mi avesse palpato il sedere! Beh, tecnicamente non proprio il mio sedere, ma il coccige, tuttavia era stato comunque inappropriato. A lui probabilmente non importava, lo aveva fatto a così tante ragazze. Sospirai e mi tirai su a sedere sul letto.
Dovrei mettermi il pigiama? So che Harry verrà qui per 'punirmi', ma ciò richiede che io resti con il vestito addosso? Le calze iniziavano a pizzicarmi la pelle e il mio corpo voleva semplicemente rilassarsi nel mio bellissimo pigiama, dopo una lunga nottata.
Proprio quando stavo per alzarmi e afferrare il mio pigiama, la porta cominciò ad aprirsi lentamente. Le mie labbra si schiusero mentre il battito cardiaco aumentava. Una volta che la porta fu interamente aperta, mi ritrovai davanti Harry con addosso solo i suoi jeans e le calze nere.
I suoi tatuaggi erano in bella vista e, per qualche strana ragione mi chiesi perché non mi avessero mai attratto prima d'ora. Entrò lentamente con il suo solito sorrisetto stampato sulle labbra. Deglutii rumorosamente mentre lui si mordeva il labbro.
"Arabella," disse beffardamente, facendomi venire la pelle d'oca. Rimase fermo davanti a me, fissandomi, mentre i miei occhi analizzavano il suo torso ma, improvvisamente, vennero attratti da qualcos'altro.
La sua mano destra stringeva la sua cinta marrone.
//
#ohchecazzofaiharry
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro