Capitolo 6
Le ore seguenti furono estenuanti; non riuscii a toccare cibo, ma non sapevo se era per tutti i pasticcini che avevo mangiato, o per la tremenda confusione che avevo in testa.
Mentre penso e ripenso a quella strana situazione, mi accorgo che dal momento in cui svenni non vidi più quella luce, la mia cara vecchia e malinconica luce, che mi aveva quasi fatto impazzire e che un po' mi manca.
A quel punto però mi sorge un dubbio:
E se la luce e Ruby fossero in qualche modo collegati?
Dal momento in cui non la intravidi più, arrivò nella mia vita Ruby, e per tutto il tempo in cui lui era presente la luce non si fece viva.
Le due cose possono anche coincidere visto che il bagliore in realtà era un ragazzo, se non è per il fatto che egli aveva gli occhi di un blu unico, fantastico,
capelli di un marrone scuro e la carnagione leggermente olivastra; invece Ruby aveva gli occhi ambrati, i capelli castano chiaro e una carnagione abbastanza scura.
Quindi devo abbandonare del tutto quell'ipotesi.
Non ebbi più ne svenimenti, ne mal di testa, nulla; era strano, ma mi sto preoccupando di non avere più quei sintomi e di non aver nemmeno capito la causa di questi.
L'unica cosa che so è che mi vengono solo quando mi sento strana e appare la luce.
Anche se sono sollevata di non provare più quel dolore fastidioso, che mi porto dietro da ben due mesi.
Ho una strana sensazione, come se mi mancasse qualcosa da quando quella luce beh, mi trapassò; qualcosa di enormemente grande, importante e fondamentale.
E poi vidi quell'uomo, un signore abbastanza anziano, alto con i capelli tra il grigio e il nero e con gli occhi di un marrone scurissimo, quasi nero, proprio come i miei.
Lo conosco, me lo sento, e anche bene, ma nella mia mente stanno ancora circolando le stesse domande da settimane:
-Chi era quell'uomo?-
-E perché mi sentivo così triste per la sua uccisione?-
Ma non sapevo mai darmi risposta.
Provai a ricercare nella mia memoria qualcuno che gli potesse somigliare ma niente, nessuno gli assomigliava, come nessuno riusciva a trasmettermi lo stesso calore e la stessa familiarità che solo lui mi faceva provare.
Poi mi concentrai, invece, su quella luce, che non era altro che un ragazzo con, qualcosa di luminosissimo in pugno.
Mi impegnai al massimo per ricordarmi che cosa aveva tra quelle mani sporche di sangue, che poco prima avevano strappato la vita a quell'uomo.
<Un arco!>
Urlai.
<Teneva in pugno un arco, da dove era appena stata scoccata una freccia>
Dissi euforica
Com'era fatto a sfuggirmi questo dettaglio!
L'arco era molto brillante, e talmente luminoso da riuscire ad accecare chiunque la guardasse.
Sembrava esser fatto di platino o di un materiale simile, con l'impugnatura di colore blu, lo stesso blu degli occhi di quel ragazzo che assomigliava tanto a un angelo, a un angelo maligno.
Mi alzo dal letto e per schiarirmi le idee decido di andare a farmi una doccia rinfrescante; così entro nel bagno, fin troppo piccolo, e inizio a spogliarmi fino a quando, tolta la felpa, noto che l'ampio punto dove si trova lo stomaco è tutto irritato e di colore violaceo; sono rigida, non riesco a muovermi.
Sono spaventata a morte.
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-Spazio aggiornamenti
Ciao a tutti ragazzi, intanto vi ringrazio non so quanto per tutto il supporto, quasi 1K visualizzazioni e più di 350 voti; non so veramente come ringraziarvi.
I capitoli arriveranno, non preoccupatevi, magari 1 a settimana o anche 2.
(Scusate se questo capitolo è un po' corto, ma è un passo importante per la storia)
Tanti baci
Sofy❤️
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