Capitolo 8
Il mio discorso lo lascia a bocca aperta, nel vero senso della parola.
Dato che sta mangiando... non è un bello spettacolo.
-Dottoressa Ford... no... Amity... io ti ringrazio per tutto quel che mi ha appena detto, adesso mi sento davvero felice. Sapere queste cose è davvero incoraggiante.
È come se le avessi sempre sapute, però sentirselo dire mi dà una forza inimmaginabile.
La ringrazio davvero!-
Ha fatto confusione, mi ha dato del tu solo una volta e del lei due volte, questa cosa insignificante riesce a farmi ridere leggermente.
Sarà difficile abituarsi a questo cambiamento per lui, meglio così, almeno non sono l'unica.
Dopo pranzo ritorno al computer, non riesco a staccarmi da quel monitor, lì dentro ci sono tutte le informazioni su quel computer che mi ha rovinato l'immagine, le informazioni su dove si trova il mio amato Darren, sento il bisogno di stare attaccata a questo computer, se non lo faccio ho paura di perdere quelle informazioni.
Anche se le annoto su tanti foglietti, la paura rimane.
È una strana sensazione quella che sto provando in questo momento... non so cosa sia esattamente.
Claudio entra nel mio studio verso le 5, l'ora del the, non potrei vivere senza quella bevanda così buona.
Mi volto verso di lui, fa un piccolo passo all'indietro, l'ho spaventato.
-Hai gli occhi tutti rossi!
Da quanto tempo non stacca gli occhi dallo schermo?-
-Devi darmi del tu- gli ricordo.
-Non è il momento per ribadirmelo!-
Appoggia frettolosamente il vassoio che teneva in mano, il the nella tazzina barcolla facendo uscire qualche goccia.
Claudio si avvicina e con la mano mi tocca sotto il mento, mi fa girare la faccia due o tre volte mentre mi osserva gli occhi, sembra che stia contemplando un oggetto di alto valore.
Va bene la confidenza, ma non troppa.
Gli do uno schiaffetto sulla guancia per farlo tornare alla realtà e gli dico -sto bene, non c'è bisogno di preoccuparsi per cose così futili.-
-Non sono cose futili! Non capisce che...-
-Sparisci! Lascia qui il the e vattene, devo lavorare e non voglio distrazioni. Esci!-
Prova a dire qualcosa, però ci ripensa e non dice nulla, se ne va nel modo più silenzioso possibile.
Il mio lavoro riprende, il tempo passa, ogni secondo con gli occhi fissi su quello schermo pieno di immagini, file, siti, informazioni.
Solo a pensare a cosa ci sia al suo interno mi viene il mal di testa.
Sono ormai le 9, Claudio bussa alla mia porta, molto piano e lentamente, credo abbia paura di disturbarmi, non credo che gli faccia piacere quando mi sfogo su di lui.
Ha ragione, il fatto che Darren è vivo ha suscitato in me molti ricordi che mi hanno portata ad essere stressata, ansiosa di vederlo.
L'unico modo per sfogarmi è prendermela con Claudio, lui sopporta in silenzio.
È stupido.
Esco dalla mia stanza verso le 11, o forse mezzanotte, non ho guardato bene l'orario, so solo che è notte e fuori c'è il buio totale.
Claudio ha lasciato un bigliettino attaccato alla porta dello studio, ha scritto che mi ha lasciato la cena sul tavolo.
Deve averla preparata verso le 9 o poco prima dato che il piatto è completamente freddo.
Non importa, tanto non ho fame.
Piuttosto, ho voglia di vedere come stanno le cose nel palazzo qui accanto...
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