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Capitolo 33: Fine

Tre giorni dopo...
Il funerale si è appena concluso, adesso il corpo di mia madre giace in una fredda bara, ma credo che sia molto meglio di quella cella gelida.
Qui ci sono altri cadaveri, mentre in quella stanza il suo corpo era solo e lontano da tutti.
Il suo posto è qui, in un cimitero, qui sarà accolta dai suoi coetanei, non sarà più triste.
Mi piace pensarla in questo modo.

Mi avvicino alla bara e l'osservo attentamente.
C'è una foto, la sua, è stata scattata pochi minuti dopo averla tirata fuori da quella cella.
Ha gli occhi chiusi e la pelle pallida, si nota subito che è stata scattata quando era già morta.
Ma per quanto sia orribile il modo con cui è stata scattata, rimane comunque la miglior foto che abbia mai visto.
Ritrae mia madre, una persona speciale, per me è stupenda.

-Poteva almeno sorridere- dice Adriano avvicinandosi assieme a Claudio.

-Già...- dico, non mi sembra la cosa adatta da dire ad un funerale ma cerco di non farglielo notare, dopotutto sta cercando di rallegrarmi.

-Peccato però che tu non sia riuscita a trovare i tuoi parenti...- dice Claudio -moltissimi canali ti hanno aiutata cercando di trovare persone che conoscessero tua madre attraverso la TV. Purtroppo nessuno si è fatto vivo, né amici... né parenti...
Avevi l'opportunità di conoscere qualcuno d'importante, che peccato... mi dispiace.-

-Non importa.
Non lo facevo per me, ma per mia madre.
Pensavo che se a darle l'addio fossero stati dei parenti che conosce bene ne sarebbe stata felice, per questo ho accettato l'aiuto della TV.-

-Ma che brava figliola...- dice Darren abbracciandomi alle spalle.

-Sono una figlia esemplare!- rispondo cercando di liberarmi.
Le risate non sono adatte ad un funerale, ma oggi è diverso, non è un funerale qualunque.

-Va bene...- dice Claudio cercando di attirare l'attenzione -la macchina è lontana, vado a prenderla così non farete tanta strada.-

Non poteva esserci occasione migliore... è il momento di parlare con Adriano.
-Allora?- gli chiedo -quando glielo dirai?-

-Che impicciona!
Quando sarò pronto glielo dirò!-

-Io e Darren partiremo tra qualche giorno... ci riuscirai per questo lasso di tempo?-

-Ma che è una gara?
E poi... dove dovreste andare?-

-Non si cambia discorso!
Allora?-

-Non rispondo!-

Due settimane dopo...
-Casa dolce casa!- dico sdraiandomi nel prato, in sei anni l'erba è ricresciuta, non c'è più nessun segno di bruciatura, come se nulla fosse successo.
È impossibile che abbia fatto tutto la natura, dopotutto i resti delle case non scompaiono grazie ad essa.
Di sicuro i villaggi vicini avranno cercato di spegnere l'incendio e di salvare le poche persone rimaste.

-E io dovrei costruire una casa in mezzo al nulla?- chiede Darren guardandosi intorno -da solo per giunta!-

-Non sarai solo!
Chiederò agli abitanti del villaggio vicino.
Li conosco e sono sicura che non si sono dimenticati di me, almeno credo.-

-Tu sei pazza...-

-Ne sono pienamente consapevole.-

Le cose tra me e Darren vanno a gonfie vele, e non siamo gli unici ad andare d'accordo.
Adriano ha confessato i propri sentimenti a Claudio.
Ovviamente Claudio  provava solo amicizia nei suoi confronti, ma non ha ancora rifiutato.

Un anno dopo...
Finalmente la casa è stata completata.
Finalmente io e Darren avremo una casa tutta nostra, vivremo in pace e in solitudine.
Darren non accetta il fatto di vivere in questo modo.
La corrente e l'acqua calda non ci mancano ma abbiamo praticamente tagliato i contatti con il resto del mondo.
Il cellulare prende molto difficilmente e, se prende, utilizziamo quei pochi secondi per sentire la voce dei quei due che sono rimasti in città.
Odia vivere in questo modo, eppure sopporta in silenzio.
Sa che sono nata qui e sa che voglio rimanere qui, quindi non dice niente.

Due anni dopo...
Oggi finalmente rivedo Claudio e Adriano.
Sono venuti a prenderci all'aeroporto.
Anche se sono troppo curuosa ho paura di chiedere come si è risolta la situazione, per il momento meglio lasciar perdere.
Al momento ho altro a cui pensare.

-Ma guarda un po'... non mi avevate detto questa bella notizia.- dice Claudio avvicinandosi a me, è chiaramente sorpreso.

-Volevamo farvi una sorpresa!- dico abbracciando entrambi.

-Era ovvio che prima o poi sarebbe successo...- commenta Adriano, la sua espressione non cambia mai... neanche in situazioni del genere.

-Non fatevi strane idee!- dice Darren -siamo venuti qui per avere dei buoni dottori, mica per vedere voi due!-

-In due anni sei sempre il solito s...- cerca di dire Claudio, ma io lo fermo prima che inizino a litigare -evitiamo perfavore, staremo qui per cinque mesi, non voglio iniziare questa "vacanza" in questo modo.-
Entrambi annuiscono, si guardano negli occhi e sospirano.

Siccome staremo qui per un po', ho chiesto di poter riavere la mia casa per questi mesi, il proprietario non ha rifiutato, anche perché era ancora libera dopo due anni.
In questi cinque mesi sono stata praticamente solo e soltanto dal dottore.
Il dottore ci ha detto che il bambino non avrà problemi, crescerà in perfetta salute.
M'impegnerò affinché mio figlio rimanga in salute, non gli farò mancare nulla, avrà tutto l'affetto necessario, voglio dargli quel che io ho ricevuto da Ford.
Pur non essendo sua figlia, mi ha trattato come tale insegnandomi da solo tutto quel che dovevo sapere.
Io voglio fare lo stesso con il mio bambino, sono sicura che anche Darren farà lo stesso.
Quando avrà almeno cinque o sei anni ci trasferiremo in città, così farò felice sia il mio futuro bambino sia il bambino adulto, ovvero Darren.
Il piccolo comincerà la scuola, sarà il migliore della classe, avrà tanti amici e magari avrà pure qualche piccola corteggiatrice.
Avrà una vita perfetta, non si preoccuperà di nulla se non "che giocattolo posso chiedere a mamma e papà?"
A proposito... chissà come sarà.
Magari assomiglierà di più al suo papà, avrà i suoi stessi occhi e i suoi stessi capelli... oppure a me... con delle guance morbide e il corpo minuto.
Oppure potrebbe assomigliare ad entrambi, chissà come sarebbe se fosse un misto tra noi due...

Il giorno della nascita...
Un maschio, un piccolo cucciolotto maschio.
Ha gli occhi di suo padre e le guance morbidissime, è proprio una meraviglia.
Cerco di resistere, ma dopo qualche minuto inizio a piangere come una fontana, sono felice che sia nato, temevo il peggio per lui.
Poche ore prima del parto il dottore ci aveva comunicato di "alcune complicazioni", sono entusiasta di sapere che va tutto bene.
A malavoglia, porgo mio figlio ai dottori, l'osservo gli ultimi secondi prima di vederlo scomparire.
Riposo qualche ora nel mio lettino d'ospedale, ho partorito la notte ed è stato molto faticoso e stancante.
Ha iniziato presto a rompere... ho paura per quando ci sveglierà la notte per via dei suoi pianti.

-Avete già deciso il nome?- chiede Claudio.
Finalmente mi sono alzata dal letto e sto andando a vedere il mio bambino assieme a "mio marito" e i due... "fidanzati"?

-"Ha" deciso il nome- ribatte Darren -quando ho provato a dire qualcosa mi ha subito zittito.-
È vero, avevo già in mente il nome e non volevo cambiarlo.
Ovviamente anche a Darren piace, alimenti l'avrei cambiato, anche se con dispiacere.
Ma per fortuna non è andata cosi, meglio no?

Finalmente arriviamo a destinazione, davanti a noi c'è una vetrata, dall'altra parte ci sono una decina di bambolotti tenerissimi.

-È quello in prima fila!- annuncio, non potrei mai scambiare quegli occhi identici a quelli del padre.

-Che nome...- commenta Adriano, è scritto in grande sul piccolo cartello davanti alla culla -è strano...-

-È perfetto!- risponde Darren con un'occhiataccia.

-Ero sicuro che Amity avrebbe scelto un nome unico e speciale- dice Claudio voltandosi verso di me.

-Light...- mormoro guardando il mio pargoletto, metto una mano sul vetro pensando di poter arrivare a toccare mio figlio -Light, come la luce che vedrà durante il suo cammino.-

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