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Capitolo 32

-Sapevo che ci saresti riuscita- dice Darren aprendo la porta d'ingresso, come faceva a sapere che stavo arrivando?
Forse perché qualcuno gli ha detto del mio arrivo, oppure aspettava guardando dalla finestra?

-Sento un senso di liberazione che non puoi immaginare...-

-Vieni. Claudio preparerà un buon the per rilassarti.-

-Chi ha detto che lo devo prepare io?- chiede Claudio, credo proprio che sia inutile sperare che quei due la finiscano.

-Perché sei l'unico servetto tra noi- dice Adriano col suo solito sguardo serio, starà dicendo per davvero?

Intanto che Claudio prepara del the caldo, io cerco di spiegare cosa è successo con l'aiuto di Adriano.
Non c'è molto da dirgli dato che aveva praticamente pianificato tutto.
Ci soffermiamo però sull'esilarante faccia di Lewis.
Avrei tanto voluto una macchina fotografica per scattare una foto e ricordare per sempre quella faccia stupita, come se tutto quello che sentiva non fosse altro che qualcosa d'immaginario, frutto di tante bugie.
Ha tentato di mascherare tutti i suoi peccati con quella faccia palesemente ridicola, ma con quei filmati sotto gli occhi del gudice non poteva andare tanto lontano.

-Io non ho detto nulla- dice Claudio appoggiando il the sul tavolino -hanno fatto tutto loro due.-

-Fatti due domande...- dice Adriano.

-Ma tu non eri mio amico?!-
Per la prima volta vedo un miracolo.
La bocca di Adriano cambia leggermente forma, ha sempre quell'espressione seria... ma adesso sta ridendo.
Ma che magia è questa?

-Piuttosto...- dice Claudio cercando di cambiare discorso -che cosa farete adesso che quello là è in prigione?-

-Chi lo sa... magari vivrò in pace per il resto dei miei giorni. Pochi ma non importa...- dice Darren.
Gli do un pizzicotto sul braccio senza farmi notare dagli altri due.
Mi guarda come se non avesse capito il perché.

-Io forse aprirò un negozio per apparecchiature elettroniche- risponde Adriano guardando il soffitto -quand'ero piccolo volevo avere un negozio tutto mio. Adesso che ho abbastanza soldi potrò realizzare questo sogno.-

-Non è una cosa da poco...- commenta Claudio, poi si volta verso di me e chiede -tu cosa farai?-

-Di sicuro smetterò di fare la scienziata, non ne posso più- rispondo.

-E quindi io che fine farò?-

-Penso che tu sia abbastanza grande per scegliere il tuo futuro da solo.
Sei stato con me per imparare il mestiere dello scienziato?
Diventa uno scienziato!-

-Penso che nel negozio che aprirò mi serviranno degli aiutanti...- dice Adriano -magari potresti lavorare con me se non riesci a diventare uno scienziato.
Anzi... sono sicuro che andrà così.-

-Ma perché dite tutti che sono un incapace?- dice fingendo di essere triste facendo così ridere tutti.

Sia Adriano sia Claudio tornano nelle rispettive case, Darren invece  rimane con me, non lavora più in portineria e non ha nemmeno più la casa di prima.
-Che intenzioni hai?- chiede Darren appena si chiude la porta d'ingresso.
-Non saprei... al momento voglio solo scappare da qui.
Non scherzavo quando ho detto di voler lasciare il mio lavoro, ormai a questo mondo non servo più.-

-A me si però!-
Rimango stupita da quelle parole, così semplici ma allo stesso tempo piene di significato.
Era da tempo che Darren non dimostrava i suoi veri sentimenti per me... è incredibile.
-Mi sono sempre chiesto cosa facessi nel tuo studio tutto questo tempo mentre io mi occupavo del tuo caso... facevi delle ricerche, non è così?
Ho sbirciato un pochino e ho trovato cose molto interessanti...
Stai cercando di rendermi come te, sbaglio?-

-Non sbagli affatto.-
Che senso aveva nasconderlo?
Ormai aveva visto tutto.
È vero, da giorni cerco un modo per renderlo immortale, non voglio vederlo morire mentre io vivo normalmente... è ingiusto.
Sono una vera e propria egoista, ma che ci posso fare?
Lo voglio con me e non permetterò a nessuno di toccarlo, lui è solo mio.

-È tempo sprecato, non ci riuscirai mai.
Guarda quel vaso lì, quello con dentro i fiori viola e blu.
Carino, vero?-
Darren si avvicina a quel vaso, lo prende e lo scaglia contro il muro, i cocci si sparpagliano per tutta la stanza.
Io non gli dico niente, so già dove vuole arrivare.
-Per quanto fosse bello, adesso è rotto.
Ti piaceva e di conseguenza vorresti farlo tornare come prima... eppure... non è possibile.
Rimarrà per sempre così, nessuno può aggiustarlo, niente lo riporterà indietro.
Siccome ti piaceva così tanto... decidi di tenerlo comunque, così raccogli i cocci e li rimetti dov'era prima il vaso.
Sì, facciamo così.-
Darren prende un paio di cocci e li mette sopra lo scaffale.
Vorrei dirgli di smetterla, ma ho paura di prendermi delle urla.
Il suo volto mi fa paura...
-Col tempo i cocci non cambieranno... mentre la stanza intorno a loro cambieranno sempre, ogni giorno ci sarà un oggetto nuovo e giovane.
Non è bello sentirsi così, sentono il desiderio di voler cambiare, di voler essere come prima se non meglio... eppure non possono esaudirlo.
Si potrebbe ridipingere ogni singolo pezzo... ma si corre il rischio di farsi male, meglio evitare.
Io sono così, proprio come questo vaso rotto.
Durante la mia vita mi sono rotto, sono diventato un inutile esperimento andato male.
Eppure ho continuato a vivere come se nulla fosse, nascondendo tutte le mie paure e preoccupazioni.
Durante questa mia "vita da morto" ho incontrato una ragazza che mi ha fatto innamorare, riuscendo così a farmi dimenticare il mio passato.
Mi sentivo giovane, mi sentivo nuovo, proprio come gli altri oggetti della stanza.
Poi però è riuscita non so come a rompermi di nuovo andandosene da me, facendo ritornare in me pessimi ricordi.
Qualche anno dopo è ritornata, ma io ho cercato di allotanarla raccontandole del mio passato.
Lei però non si è allontana, al contrario, ha cercato di ricostruirmi.
Buffo, vero?
Forse l'ha fatto perché si sentiva in colpa, voleva solo aggiustare se stessa, non me.-

-Come puoi pensare questo...- gli dico, c'è un limite a tutto.

-Amity...- dice voltandosi verso di me -rompimi di nuovo se vuoi.
Non m'importa più ormai...
Sei sempre stata così egoista, adesso è il mio turno.
Ti starò appiccicato fino al resto dei miei giorni, non m'importa se ti do fastidio, questo è quel che voglio e quel che farò.-

Corro verso di lui ignorando i cocci, l'abbraccio e cerco di tenerlo stretto il più forte possibile.
Lui ricambia, mi stringe la vita e mi solleva in aria, non vuole farmi scendere.

Ho un sacco di ricordi brutti: la morte di Ford, la distruzione del mio villaggio, la gente maltrattata, la morte di mio padre e quella più o meno di Darren, rivedere la città "sospesa nel mare" sott'acqua, la mia vita crollare per una notizia riguardante il mio passato, la conoscenza di Lewis e la sua denuncia.
Sono dei ricordi pessimi ed è bruttissima la sensazione che si prova quando si vivono momenti del genere, ma non li cambierei mai.
Mi hanno permesso di conoscere Darren sempre più a fondo e di riuscire ad innamorarmene completamente.
Ho provato ad ucciderlo, è vero, ma... non so dire il perché... questo fatto ci ha avvicinati.
Non sembrava affatto, eppure più cose negative succedevano più noi due ci attaccavamo.
Magari c'era una terza persona che ci costringeva a stare assieme nonostante tutto...
Beh... se così fosse... dovrei dire una cosa a quella persona: grazie!

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