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Capitolo 20

-Non mi aspettavo che si facesse vedere così presto- dice Darren dopo aver letto tutta la mail.

-Lui sa che noi ci parliamo normalmente?- gli chiedo riprendendo il tablet.

-No, non lo deve assolutamente sapere.
Se lo scopre finisce tutto.-
Mi fa piacere che l'abbia detto, sopratutto il modo con cui l'ha detto: velocemente, come se l'avesse detto senza pensarci.

-Come dovrei agire secondo te?-

-Non chiederlo a me.
Ricordati che io non sono dalla tua parte, ma dalla parte del tuo nemico.
Io ti parlo solo per passare il tempo, ma sappi che non ti aiuterò.
Cerca di ricordatelo.-

Prima in paradiso e poi di nuovo sulla terra, devo ammettere che questa caduta è quella più dolorosa di tutte.
Potrei illudermi che sta solo fingendo, ma pensandola così farei solo del male a me stessa.

Seguono i soliti minuti d'imbarazzo che seguono una conversazione, non li sopporto.
Devo riuscire a dire qualcosa di sensato...

-Il tuo amico ha cambiato postazione, però è comunque facile da notare- dice battendomi sul tempo, anche io volevo esporre lo stesso argomento -questa volta però ha rinunciato quasi subito. Stava parlando al telefono, con te presumo.-

-Secondo te come potevo venire qui se c'era lui nei paraggi?-

Silenzio, di nuovo.
Non finirò mai di dirlo: odio questi momenti.

-Darren...- lo chiamo come una bambina chiama il suo papà, c'è molta infantilità nella mia voce.

-Dimmi-

È seduto nel letto, accanto a me, entrambi fissiamo il pavimento, sembriamo due sconosciuti come tanti, seduti su una panchina qualunque in un parco qualunque.

Però c'è una differenza tra due sconosciuti e noi.
Io e Darren abbiamo un contatto fisico: le nostre mani si sfiorano.
In effetti non è proprio così, ma la distanza è così poca che è quasi inesistente.
Piano piano però iniziano a toccarsi, la sua mano sale sopra la mia, la stringe e col pollice l'accarezza dolcemente.
Dopo svariati minuti si allontana ma io non voglio smettere, prendo il più velocemente possibile la sua mano e attorciglio le mie dita alle sue, lo lego a me, gli nego la libertà, lui è mio.

-Ti amo!- gli dico.
Troppo velocemente, troppo fuori luogo.
Due semplici parole uscite nel momento meno opportuno.

Lui rimane in silenzio, le nostre mani sono ancora unite.
Sembra che mi abbia ignorata, oppure sta solo cercando un modo per rispondere.

-Amity...- prova ad iniziare, ma non sa come andare avanti, sembra una cosa davvero ardua per lui.

-Dimmi tutto quel che senti.
Anche un "ti odio" va bene, almeno ho la certezza che hai dei sentimenti verso di me, negativi ma li hai comunque.-

-Tutto quel che sento?
Va bene...
Vorrei prenderti, baciarti e farti mia.
Poi penso subito che hai tentato di uccidermi pur di salvarti la vita e... impazzisco solo all'idea.
Però c'è anche un altro motivo che mi spinge a non volerti con me, ad ignorarti.-

-Sarebbe?-

-La mia vita.
Non durerà per molto.
Voglio starmene buono e in pace senza pensare alle persone che lascerò quando morirò.-

Ci penso qualche secondo, peso ogni singola parola e poi dico -forse è una cosa stupida... ma credo che dovresti liberarti.
Sarebbe meglio se avessi qualche momento felice nei tuoi ultimi giorni piuttosto che passarli in una lurida portineria o a ad eseguire gli ordini di quel Lewis.-

-In effetti... va bene! Stasera prendo una pausa e sto con te, andiamo a casa tua.-

Non ha nemmeno dovuto pensarci due volte, è insolito.
Dirgli così ha fatto più effetto del previsto... ma è davvero Darren?
Forse è solo un modo per entrare in casa mia e rovistare tra i miei documenti per poi dire qualcosa a Lewis, ma non m'importa.
Potrei chiedergli "perché a casa mia e non a casa tua?" ma non voglio rovinare il momento.
Anche la reputazione può essere messa da parte per qualche ora, adesso voglio solo stare con il mio amato.
Questa sua decisione però è comunque molto insolita... diceva che dovevo "stare sempre in guardia perché non siamo amici" e adesso fa così, potrebbe essere un modo per mettermi in guardia... non saprei che dire.

Ho deciso: ascolterò il cuore.

-Non sapevo avessi un appartamento così piccolo- dice Darren facendo un giro per tutte le stanze -con i soldi che ti ritrovi puoi benissimo vivere in una casa molto più grande, il doppio come minimo.-

-Se lo dici tu- dico soltanto.
Sinceramente penso che il mio appartamento sia troppo grande per una persona sola.
Però capisco il suo ragionamento... Darren condivideva l'ultimo piano di un immensa torre con Eiichi, e poco dopo anche con me.

Entra infine nell'ultima stanza ancora da visitare: lo studio.
Sinceramente non m'interessa se cancella o viene a conosca di alcune informazioni importanti, è il mio Darren e non riuscirei a vietarglielo.

-Almeno qui non ti sei risparmiata!- dice sedendosi sulla sedia girevole davanti alla scrivania -mobili stupendi, sedie comodissime, computer costosissimi. Ti piace lavorare al meglio a quanto pare.-

In effetti non ha tutti i torti, amo lavorare col meglio.

-Che noia!- dice guardando il computer, non mi ero accorta che stava leggendo il mio discorso, mi sono dimenticata di chiudere la pagina -pensi davvero di fare bella figura con questo discorso assolutamente privo d'interesse?-

-Chi ti ha detto di leggerlo?- gli chiedo imbarazzata, spero vivamente di non avere la faccia tutta rossa.
Cerco di prendere il controllo del mouse ma lui non me lo permette, è troppo veloce e forte.

-Io avrei un po' di sonno... dato che qualcuno oggi ha interrotto il mio riposo e non sono più riuscito a riaddormentarmi- dice girandosi verso di me, il suo sguardo mi fa uno strano effetto, non proprio imbarazzo ma quasi... è così bello ma da un lato mette paura.
Spero non mi stia guardando perché sto diventando rossa come un peperoncino, ma se continua così brucerò anche il triplo di un peperoncino.

-Beh... se vuoi riposare c'è il divano. Però dovresti tornare in portineria se...- gli dico, ma lui mi zittisce quasi subito.

-1) Ho detto che sto a casa tua! Non ho voglia di tornare in quel posto piccolo e sporco.
2) Il divano non è stato inventato per dormirci.
Voglio dormire nel letto.-

Che principino... non ricordavo fosse così.
In qualche modo siamo simili riguardo questo.
Spero che intenda la stessa sistemazione che anch'io ho in mente, mi farebbe davvero piacere che si avveri il mio desiderio.

-Hai già fatto il giro della casa, c'è solo il mio letto disponibile e quello è il mio. Non voglio dormire sul divano.-

-Ti fa così schifo dormire con me?-

Desiderio avverato.

-Non è che mi da fastidio... potrebbe darti fastidio avere poco spazio.-

Per fortuna il mio letto ha 2 cuscini, non sopporto dormire con un solo cuscino ma mi adatterò.
Siamo nello stesso letto, le nostre schiene si sfiorano, fa uno strano effetto essere assieme a lui.

Da quando mi ha fatto quella strana richiesta non smetto di pensarci... e se fosse un modo per farmi un brutto tiro?
Non riesco a pensare che sia una cosa a fin di bene, un modo per distrarsi, anche se sto parlando di Darren.
Ho il dubbio che quel Lewis gli abbia fatto il lavaggio del cervello, che l'abbia convinto a fare cose che non farebbe mai, ho paura.

Darren si gira mentre io continuo a dargli le spalle, mi avvolge la vita con il suo braccio e mi sussurra nell'orecchio -smettila di pensare a cose negative.-

-Come...-

-Lo sento da come respiri.
Adesso calmati e dormi.-

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