Capitolo 19
"Gentile Amity
Finalmente dopo tempo ho l'occasione di scriverti e, molto probabilmente, un giorno avrò anche l'opportunità di conoscerti.
In questi anni sei riuscita ad avere una buon fama, ti sei fatta una vita nuova, una nuova strada illuminata nascondendo tutto il tuo sentiero passato buio e pieno di buche.
Non era la cosa giusta, mia cara.
Per questo motivo ho deciso di far venire fuori la verità che tu nascondevi con cura.
La mia fortuna è stata di avere Darren dalla mia parte.
Te lo ricordi?
Eiichi mi aveva detto che sei sempre stata in ottimi rapporti con quel ragazzo solitario, non è una cosa rara essere amica di una persona con un carattere del genere.
Che dire... è stata una grande fortuna sapere cosa è successo direttamente da lui.
Pensavi fosse morto? Invece no.
È stato proprio lui quello che ha pubblicato le informazioni su di te.
È qui in questa città, è molto vicino a te e vede ogni tua mossa ed è anche pronto a sotterrarti sempre di più.
Sei sorpresa?
Io l'ho solo sollecitato, tutto qui.
Anche io ho i miei motivi, di certo non l'ho fatto perché mi dispiaceva per Darren.
La mia azienda non accetta il fatto che esista una scienziata troppo intelligente che non faccia parte dell'azienda stessa.
Spero di poterti vedere di persona per parlare personalmente di questo fatto alquanto spiacevole.
Aspetto una tua risposta.
Saluti,
Arturo Lewis"
Rileggo di nuovo la mail, la rileggo una terza volta e poi anche una quarta.
Ho capito un paio di cose su Arturo Lewis rileggendo la mail:
1. Non è a conoscenza del fatto che io e Darren ci parliamo come due semplici amici.
2. È convinto di avere il coltello dalla parte del manico.
Sembra davvero sicuro di sé, si vede da come scrive.
Questa storia non mi piace per niente...
Una cosa è certa: ha proprio il coltello dalla parte del manico.
Devo assolutamente parlare di questa storia con Darren, voglio avere una conferma, sono incerta se credere o no a questo tizio.
D
opotutto una mail così potrebbe essere inviata da chiunque conosce Darren.
Potrebbe anche essere così, e sinceramente spero vivamente che sia così, mi faciliterebbe le cose se fosse una persona "normale" piuttosto che il boss di una grande azienda.
Claudio bussa alla mia porta dicendo che è pronto il pranzo.
Farlo dormire per due ore l'ha rimesso in forze più degli altri giorni, dorme di meno ed è più energico, non mi sembra possibile.
La tavola è piena di cose da mangiare, la maggior parte è carne, ma c'è anche del pesce.
Gli dico, come sempre, che potrebbe evitare di cucinare così tanto dato che cucina solo per me e lui e non per tutti gli abitanti di questo palazzo.
Lui, come sempre, dice che vuole che io abbia la possibilità di scegliere tra tante cose.
Non mi ascolterà mai, questo è poco ma sicuro.
Dopo pranzo torno nel mio studio, continuo a scrivere il mio discorso fimo all'ora di cena.
Ho scritto meno di mille parole, è stato maggiore il tempo che ho impiegato a pensare qualcosa di decente e minore il tempo impiegato a scrivere.
Devo impegnarmi molto si più se voglio fare una buona impressione.
A cena sempre la stessa storia, Claudio cucina più cose del dovuto, io gli dico di smetterla, lui dice la stessa frase idiota.
Che vita monotona...
Adesso che ci penso Claudio mi sembra più un maggiordomo piuttosto che un assistente.
È da un po' che non lavoriamo, siamo entrambi troppo presi dalla mia reputazione che stiamo trascurando il lavoro.
Finché non si lamenta posso andare avanti così, non mi dispiace avere la casa più lucida del solito.
Poco dopo che lui esce per tornare a casa sua, io aspetto quindici minuti prima di uscire di casa, devo assolutamente parlare con Darren.
Porto con me il tablet, devo mostrargli la mail.
Uso l'ascensore e mi dirigo al piano terra, stavo per uscire ma mi sono bloccata subito quando ho visto la macchina di Claudio ancora parcheggiata, lui però non è dentro.
Se fosse andato a parlare con Darren?
Spero davvero che non faccia cose stupide...
Adesso come faccio a parlare con Darren?
Non voglio che Claudio scopra della mail e, cosa ancora più importante, non voglio che scopra che sono in "buoni rapporti" con Darren.
Devo riuscire a vedere dove si è nascosto, trovare un modo per distrarlo e sgusciare dentro il palazzo dove vive e lavora il mio amatissimo Darren.
Se invece Claudio è assieme a Darren... sono fregata.
Mi guardo intorno, cerco il mio stupido assistente in ogni singolo punto che la vista mi permette di vedere, ma di lui non vedo neanche una ciocca di capelli.
Alla portineria del palazzo di Darren non c'è nessuno, nemmeno Darren stesso, comincio a pensare davvero male.
Rifletto qualche minuto su cosa potrei fare e subito mi viene in mente un'idea.
Ritorno nel mio appartamento, vado nel mio studio e apro la finestra.
Chiamo Claudio al cellulare, risponde dopo il secondo squillo.
-Ti serve qualcosa?- chiede senza neanche dire "pronto".
-Nulla di particolare.
Senti... stavo guardando il panorama dalla finestra del mio studio e ho notato la tua macchina nel parcheggio.
Non è che mi stai tradendo, vero?-
-Certo che no.
Non potrei tradirti con nessun'altra!-
Temevo che avrebbe frainteso ed infatti è andata così.
Almeno sono riuscita a comunicargli bene ciò che volevo.
-Dove sei andato?
Non mi tirare fuori la storia che ti si è rotta la macchina perché so che se fosse così saresti tornato qui.
Non dirmi neanche che stai tornando a casa a piedi o in autobus perché la tua casa è dall'altra parte della città e a quest'ora non ci sono autobus.-
-Sei gelosa?-
-Ma che... no, non sono gelosa!-
Il mio tono è troppo alto e ho detto tutto molto velocemente, sono due cose che possono far pensare che io sia realmente gelosa.
In realtà sono solo stupita per questa domanda assurda.
Dall'altra parte del telefono sento un leggero sospiro, poi sento -sono nel bar qui vicino, avevo bisogno di rilassarmi con qualche centilitro d'alcol.
Adesso però me ne torno a casa, un bicchierino mi sembra più che abnastanza.-
-Ricordati che devi guidare, aspetta qualche minuto prima di partire.
Non sono mai stata così protettiva nei suoi confronti, ma onestamente non mi va di perdere un buon assistente.
Guardo il palazzo dove abita Darren per poi riguardare il locale, in effetti non è male come postazione per spiarlo.
Vedo Claudio uscire dal locale, non sembra ubriaco, per fortuna non mi ha mentito.
Appena è vicino alla macchina alza lo sguardo e mi saluta con la mano, io ricambio.
-Buonanotte, Amity- dice scandendo bene le parole.
-Buonanotte, Claudio- gli dico per poi chiudere la chiamata.
Passano dieci minuti, lo vedo partire per poi scomparire tra i palazzi di questa città grigia.
Finalmente posso rivedere Darren.
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