Capitolo 10
Mi hanno rinchiusa nella soffitta.
Ho sentito il rumore della serratura, e sono sicura che nessuno sia appena uscito dalle stanzette della soffitta.
Vado verso la porta da dove sono entrata, cerco di aprirla ma niente da fare, ho la conferma ai miei sospetti: sono veramente rinchiusa dentro.
Potrei ipotizzare che qualcuno abbia chiuso a chiave la porta vedendola casualmente aperta, ma è impossibile data l'ora, nessuno controllerebbe la soffitta la notte.
Però il portinaio forse...
Forse si è svegliato per colpa mia e sta facendo un controllo del palazzo per vedere se i suoi sospetti sono corretti.
Potrebbe essere, ma non voglio crederci.
Ogni parte del mio cervello vuole credere che sia stato Darren a rinchiudermi, che mi abbia teso una trappola, non vuole lasciarsi l'occassione di vedermi.
Vorrei veramente che fosse così, ma dovrò aspettare per sapere la verità.
Mi siedo per terra, vicino ad una piccola finestra sporca, rabbrividisco al pensiero di quanti germi ci siano in quel metro cubo di spazio, ma non posso fare altrimenti, non voglio stare in piedi per chissà quante ore.
Mi annoio, stare in questa lurida soffitta è noioso e allo stesso tempo assai pauroso.
Voglio tornare a casa, distendermi sul mio letto e abbandonare la mia mente a quei sogni che ti fanno sentire in pace con te stessa, che ti invitano a non svegliarti e a rimanere per sempre in quel mondo tranquillo e meraviglioso.
Potrei chiamare Claudio per dirgli di venirmi a prendere, ma con la mia solita testa non ho preso il cellulare, nemmeno il tablet.
La prossima volta devo organizzarmi meglio se non voglio fare una delle cazzate giganti quanto questo palazzo.
Il tempo quà non passa mai, non so cosa fare per passare il tempo.
Ormai ho già capito che quà dentro non ci sono le informazioni di cui ho bisogno, ci sono solo degli inutili ragni.
Mi tolgo il cappotto e lo distendo per terra, arrotolo la sciarpa per fare in modo che sembri a grandi linee un cuscino e la metto sopra il cappotto.
Sono peggio di un barbone, ma meglio di niente, almeno non sono all'aria aperta, di notte.
Dovrei dormire qualche ora, oggi è stata una giornata stancante s non ho avuto modo di riposare.
Mi distendo lentamente in quel mio letto temporaneo e chiudo gli occhi.
Sarà difficile dormire bene, sono abituata a luoghi confortevoli, e di certo questo non è un luogo confortevole.
Mi sono viziata troppo in questi anni.
Se fossi rimasta in montagna sarei un po' più selvaggia di ora, mi sarei adattata molto più facilmente alla situazione.
Ma di certo non voglio tornare indietro, nonostante i miei sbagli sono felice delle mie scelte, dopotutto ho potuto incontrare Darren è ho conosciuto qualcosa che non sapevo riguardo il mio passato.
Ero riuscita per poco a prendere sonno, ma ho sentito dei rumori.
L'ascensore è in funzione.
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