Episodio 7
Dopo una lunga settimana di contatti limitati col Serpeverde, Hermione si decise a parlare con Ron, sperando che i suoi sforzi fossero stati notati.
A quanto pareva però i suoi sforzi 'poteva metterseli in quel posto' a suo dire, perché infatti a Ron non era ancora passata. Lei aveva provato a spiegare la situazione, a fargli capire che era tutto un'enorme confusione, e lui l'aveva appellata con termini non propriamente gentili, si era sfogato e alla fine si era pure calmato, ma quando sembrava che la tempesta fosse passata aveva chiesto "Perciò non lo rivedrai più?" anche se il tono era più quello di un'affermazione.
Hermione rimase interdetta, cercando di capire come esattamente il ragazzo aveva estrapolato dal suo lungo discorso sulle scelte sbagliate una frase del genere, ma non ricordò proprio di averla pronunciata.
"Ron... non è così semplice" lo bloccò, un po' crudelmente, ma con sincerità.
"Bhe, invece sì!" ribatté, riportando il discorso proprio da dove era iniziato "Non c'è niente di difficile in tutto questo" disse alzando gli occhi al cielo come in un gesto di impazienza "Io sono ancora innamorato ti te, tu lo sei?" domandò alla fine senza mezzi termini.
"Ron, io... no, non credo di esserlo" confessò, sentendo il petto che si svuotava di ogni speranza nutrita fino a quel momento.
"Quindi ami lui?" disse amaro il Grifondoro.
"No, certo che no" ribatté altrettanto sicura.
"Bhe, allora spiegami per quale motivo continui a vederlo!" si arrabbiò. Era un circolo vizioso, lei credeva di aver finito con i continui litigi e il ragazzo era sempre pronto a trovare il tasto dolente della situazione. Stavolta però Hermione non gli diede la soddisfazione di una risposta, si limitò ad alzare le sopracciglia, in attesa che ci arrivasse da solo.
"Ci vai a letto?!" si allontanò da lei con uno scatto, neanche fosse un'appestata. I suoi occhi erano terribili, e lei lasciò che la mente imprimesse per bene l'immagine nella memoria, con una didascalia a caratteri cubici: NON TORNARE MAI PIÙ CON QUESTO STRONZO.
Assimilato per bene il messaggio, si sentì a posto con sé stessa, e ogni minuto in più passato in presenza di Ron sarebbe stato solo masochismo. Senza aggiungere altro se ne andò dalla Sala Comune, lasciandolo a inveire contro di lei alla presenza di qualche sfortunato passante. Solo allontanandosi Hermione capì bene cosa aveva appena fatto: aveva rotto con Ron. Stavolta in maniera definitiva, senza possibilità di ripensamenti. Iniziò a piangere, correndo verso la sua stanza, emotivamente devastata, e desiderosa di compagnia di genere esclusivamente femminile.
Dopo aver parlato a lungo con Ginny, la ragazza capì che tutto quel parlare era stato completamente inutile. Per quanto l'amica la potesse rassicurare, o capire, la sua vita sentimentale rimaneva un disastro. Ron era stato il suo amore, e non avrebbe mai voluto arrivare al punto di lasciarlo, per poi ferirlo, per poi essere ferita da lui. Eppure eccola lì, spalmata sul letto, più distrutta che mai.
"L'avevi mollato mesi fa, perché te la prendi tanto?" chiese per l'ennesima volta la rossa.
"Ginny, fatto è che credevo di avere... una porta aperta diciamo, e ora che invece si è chiusa, non so, magari avrei preferito..." cercava le parole per spiegarsi senza riuscirci troppo bene.
"Ti dico io cosa pensi: tu volevi tenere il piede in due staffe, anche se Ron in realtà non ti interessa da un bel pezzo!" la rimproverò Ginny, e come darle torto? Praticamente stava dicendo quello che lei voleva ammorbidire un po'.
"Sono una persona orribile" si commiserò Hermione, coprendo il volto con le mani.
"Smettila, non sei orribile! Lo so che chiudere definitivamente con Ron è stato difficile, non ti rende una brutta persona pensare che possa esserci ancora qualcosa fra voi, ma ora dovrai smettere di aspettarlo. È il momento giusto, tu non vuoi più tornare indietro, e neanche lui" spiegò Ginny con logica impeccabile.
"Che amica saggia che ho" commentò Hermione deridendo il suo discorso da Oscar.
"Amica che accompagnerai a Hogsmeade a far compere perché sei in debito con lei" aggiunse prontamente lei.
"D'accordo, prometto che oggi mi farò perdonare per essere diventata così noiosa" Ginny le prese la mano aiutandola ad alzarsi, e non la lasciò fuggire avvinghiandola in un caldo abbraccio Weasley.
'Far compere' era diventato 'facciamoci una burrobirra' che era diventato 'facciamone un'altra!' e il motto della giornata continuava a evolversi man mano che l'alcool cominciava a entrare in circolo alle due Grifondoro.
Si era fatto tardi, perciò si erano fatte portare della zucca fritta ed erano rimaste ai Tre Manici di Scopa, mangiando e bevendo. Prima i ragazzini erano tornati al castello, e man mano che l'ora di cena passava, in molti tornavano per divertirsi, tanto che la locanda si era riempita nuovamente.
"Non credevo che ci fosse tanta vita notturna qui" ammise Hermione guardandosi intorno stupita. Come avevano fatti tutti a uscire dal castello?
"Già povera amica mia, dimenticavo che tu non facevi parte del giro..." scherzò Ginny.
"Hey! Non è... d'accordo magari è vero, ma non c'è niente di male ad essere responsabili" ribatté lei.
"A proposito di responsabilità: guarda un po' chi c'è laggiù" rise la rossa portandosi il boccale alle labbra sorridenti. Hermione si voltò verso la porta, dove alcuni Serpeverde, tra cui Draco stavano entrando, per sua solita fortuna guardò nella sua direzione, incrociando il suo sguardo molesto mentre prendeva un sorso di burrobirra.
Le andò di traverso e iniziò a tossire cercando di riprendersi "Gra-zie per la s-soffiata" disse sarcastica, strozzandosi a ogni parola "Potevi darmi al-meno un via libera strategico" borbottò, ma l'altra sembrava divertirsi.
"Oh-oh" lei sgranò gli occhi "Sta venendo qui..." bisbigliò, facendosi sentire a malapena. Hermione non fece in tempo a chiedere chiarimenti perché una mano si poggiò sulla sua sedia e la faccia di Malfoy si piantò incuriosita su di lei.
"Che ci fai qui?" esordì con la solita delicatezza.
"Ciao anche a te" rispose Hermione, cercando Ginny, ma lei lasciò il suo posto con velocità record "Ci lascio soli, devo andare a salutare... qualcuno" se la svignò senza neanche voltarsi, sparendo fra la calca che cominciava a formarsi nella locanda.
"Che c'è? Ti ho bruciato il terreno di caccia?" gli chiese con una punta di sfida.
"Non cominciare" commentò lui "È che è molto strano vederti in un posto che non sia una biblioteca, un'aula o la stia stanza".
"Che idiozia" disse Hermione sorseggiando la sua burrobirra.
"Ah sì? Hai scavanto un sentiero nella pietra a forza di fare avanti e indietro dalla biblioteca!" la prese in giro lui, per poi buttare giù tutto in un sorso quello che c'era nel suo bicchiere. Fece una smorfia, probabilmente non era qualcosa di leggero.
La osservò qualche secondo in silenzio, e poi si avvicinò per farsi sentire meglio sopra il baccano "Ne vuoi uno?" i suoi occhi erano così scuri lì dentro, in quel buio sembravano assorbire le ombre della locanda. Si bloccò un istante su quei pensieri, e dopo un tempo decisamente imbarazzante annuì, aggiungendo un debole "Sì, uno".
Lui si allontanò verso il bancone, a prendere altri bicchieri, e Hermione cercò Ginny con lo sguardo, individuandola quando due pollici alzati nella sua direzione incorniciarono il suo sorriso candido. Lei rispose con uno sguardo arrabbiato, facendole segno di tornare, ma la Grifondoro la ignorò, rimanendo dov'era.
Poi Draco invase di nuovo la sua visuale, catturando la sua attenzione "Tutto d'un fiato!" esclamò con un insolito entusiasmo, dandole il bicchiere. Li fece tintinnare l'uno contro l'altro, e buttò giù il liquido color caramello senza pensarci due volte.
Lei avrebbe almeno voluto sapere cos'era, ma contagiata da quel gesto spavaldo lo seguì a ruota, ingurgitando quello che probabilmente era fuoco allo stato liquido. L'ultimo sorso fu molto difficile da mandare giù, tanto che portò la mano davanti alla bocca per paura di sputarlo.
Il ragazzo rideva, il viso arrossato a causa del Whiskey, perché ormai ne era sicura che fosse Whiskey Incendiario, mentre lei in difficoltà si aggrappò al tavolo. Effetto istantaneo. Pensò fra sé e sé.
"Èh strano" gli disse Hermione, sentendo la bocca che si intorpidova, e il cervello che si annebbiava.
"Cosa?" domandò lui.
"Vedrti.. ridere. Per.. una volta. Senza sorrisetti, maliziosità..." che aveva detto? Aveva senso? Niente aveva più senso nella sua testa. Era come se fosse sott'acqua, vedeva le labbra di lui muoversi e non sentiva una parola "Mi piace stare sott'acqua" disse a tutti e a nessuno.
Fece fatica a seguire la risposta del ragazzo "Per Salazar, Whiskey per farti dire maliziosità" poi le strinse il braccio con cui si appoggiava al tavolo. Perché lo faceva? C'era già lo schienale a cui appoggiarsi. Si mosse, rendendosi conto di trovarsi su uno sgabello, e che forse la sua presa non guastava troppo l'equilibrio.
Non poté fare a meno di guardare la sua mano, e notare stupita che dalla sua manica arrotolata spuntava la cicatrice dove prima c'era il Marchio Nero. A pochi centimetri dalle sue dita invece, coperta attentamente sul braccio della ragazza, un'altra cicatrice.
Hermione subì quel pensiero quasi come fosse uno schiaffo. Fece per scendere e mettersi in piedi, chiedendosi perché aveva voluto fare quella spacconata da idiota. La testa le girava terribilmente e lo stomaco anche di più. Il ragazzo le chiese qualcosa che non sentì "Che hai detto?" biascicò confusa.
"Stai bene?" chiese lui con tono altrettanto vago. Lei sentì lo stomaco fare una capovolta, e per paura di vomitare non proferì parola e scosse la testa in un assenso silenzioso.
"Vieni in bagno, prima di vomitare qui in mezzo" disse lui all'incirca, prima di guidarla con cautela, spingendola attraverso una porta.
Quando entrarono Hermione si rese conto che quello era il bagno delle donne e era importante che facesse una cosa "Hey!" si voltò verso di Draco "Esci dal bagno delle donne" disse seria. Dovevano pur mantenere un po' di mistero.
"Non vuoi vomitare davanti a me?" chiese divertito, e lei sbuffò colpevole, causando un altro fastidioso crampo allo stomaco.
"E poi questo è il bagno degli uomini" rise ancora il ragazzo. Hermione si guardò intorno notando in effetti degli orinatoi che prima non c'erano.
Chiuse gli occhi appoggiandosi a un cubicolo, per cercare di riprendersi. Fece due respiri lenti e la cosa parve funzionare: la sua pancia non vorticava più e il martellare alla testa si era fermato. Si voltò a guardare Malfoy, che la osservava attento, ubriaco fradicio, ma molto attento.
I suoi occhi grigi erano più insistenti del solito, dopo qualche istante le chiese "Va meglio?". Hermione annuì e si decise a rispondere "Sì, ma... mi serve... qualche minuto". Fu la volta del ragazzo di annuire, poi stirò un sorriso "Mi dispiace, non volevo stenderti".
Sembrò pensarci un attimo e poi aggiunse "In realtà volevo stenderti, ma in un altro senso". Hermione non riuscì a trattenersi e alla fine scoppiò a ridere "Sei un idiota!" commentò. Si avvicinò a lui, afferrandogli la maglietta per poi baciarlo con passione. "Molto meglio" gli disse a fior di labbra, prima di riprendere quello che per loro era diventato naturale.
Il ragazzo, disinibito dall'alcool quanto lei, fece subito scivolare le mani sul suo sedere stringendo la presa con piacere. Hermione si tuffò a capofitto sul suo collo, lasciandogli un succhiotto violaceo sopra la clavicola, mentre Draco si aggrappava ai suoi capelli sospirando.
Fece un paio di passi facendola sbattere contro il cubicolo, Hermione ridacchiò, senza sapere il motivo per cui lo faceva, e infilò le mani sotto la camicia di lui, completamente persa. Fece pressione coi polpastrelli, carezzando ogni centimetro disponibile, fino alla vita dei jeans.
"Dobbiamo andarcene da qui" le disse sfiorandole l'orecchio e i fianchi "A meno che tu non voglia farlo nel bagno" stavolta gli sfuggì un sorrisetto.
Hermione gli premette la mano sul viso "Levati quel sorriso dalla faccia, puoi scordarti di fare una sveltina al gabinetto". Hermione fece per uscire dal bagno, e voltandosi ad aspettarlo allungò una mano che lui afferrò, sospingendola poi in mezzo al caos di persone che sembravano essere aumentate. Senza il suo appoggio Hermione avrebbe barcollato pericolosamente, ma leggera come una piuma, la sua testa fluttuava già lontano da tutti, mentre trascinava il ragazzo verso l'uscita.
Draco la guardava confuso, ma contento della piega che stava prendendo la situazione: per una volta era lei a volerlo, e per una volta non sentiva che quella storia avesse un senso solo per lui. Non che avessero una storia. L'alcool lo stava stordendo, i pensieri frullavano incontrollati nella sua testa, e i piedi andavano avanti da soli. La seguivano senza doverci pensare.
L'aria fredda della notte li investì all'uscita, facendoli riprendere un po' dall'atmosfera soffocante dell'interno, ma i due non si fermarono, e prima per i cunicoli e poi per il castello correvano impazienti.
Ogni tanto Hermione si voltava a cercarlo, nonostante la stretta, per assicurarsi che fosse lì, o solo per ricevere una carezza dai suoi occhi.
Il tragitto si interruppe solo una volta, quando lui la strinse da dietro baciandole il collo, e con molta forza d'animo, la ragazza l'aveva allontanato per la seconda volta quella sera "Neanche un tunnel polveroso è l'ideale del romanticismo" gli aveva detto. Solo più tardi si era resa conto di quelle parole buttate lì, a cui nessuno dei due avevano dato peso, e che in quel momento le erano uscite con facilità allarmante. "Facciamo a modo tuo allora" le aveva concesso.
Pochi minuti dopo erano già alla porta della sua stanza, lui non smetteva di toccarla, abbracciandola da dietro, e approfittando per far scivolare le mani sotto la sua maglietta. Non si era mai sentita così a suo agio sotto i suoi tocchi, né li aveva mai desiderati così tanto.
Arrivarono in camera da letto in un vortice di vestiti abbandonati a terra, e braccia che si scontravano. Hermione cercava le sue labbra, mentre gli slacciava i pantaloni, quando lo liberò sentì la sua eccitazione premere contro i boxer. Fece scontrare i loro bacini, e lui rispose con un gemito di apprezzamento.
Si rese conto che in quel momento il ragazzo era completamente abbandonato a lei, l'espressione estasiata, le braccia inermi a carezzare le sue, lasciando che fosse lei a guidare il gioco. In un impeto di sicurezza, fece scivolare una mano sopra la stoffa, continuando a baciarlo. Il suo membro era sempre più rigido sotto i suo movimenti, e allora la ragazza si decise a far scivolare le labbra lungo il suo petto, che si alzava e abbassava rapidamente, scendendo verso l'ombelico, e più giù, alla fine tirò via i boxer.
Senza sapere bene cosa faceva, afferrò la sua virilità spostando la mano su e giù, prima di avvolgerla con le labbra. Lui reagì con un sussulto di piacere, e lei motivata da quella reazione passò la lingua sulla sua estremità turgida, sentendolo fremere al quel tocco. Alternava movimenti con la mano, per poi portarsi il suo membro alla bocca, concentrandosi sui punti sensibili. Lo stuzzicava con la lingua, ottenendo gemiti e sospiri, intanto lui si aggrappava ai suoi capelli sempre più vicino all'apice. finché lei non si allontanò, ricevendo uno sguardo contrariato.
Draco la osservò mentre si spogliava, gettando a terra gli indumenti che non avevano ancora subito quella sorte. Lei sostenne il suo sguardo, e poi lo tirò su di sé quando si lasciò cadere sulle coperte. Il ragazzo mantenne quel contatto, tenendola in sospeso. ora anche Hermione sentiva il petto fremere a causa del suo respiro irregolare, ma probabilmente era solo l'impazienza.
E poi lei che ne sapeva di impazienza? Forse sì, negli ultimi giorni si era ritrovata a desiderare che quel momento arrivasse presto, ma non poteva dire di averlo aspettato. O forse sì?
Poi lui prese a ricambiare il favore, prendendo le redini della situazione, iniziando a tormentare con le labbra e con la lingua il suo seno, non si fermò fino a che con un sospiro lei non strinse le braccia attorno alle sue spalle. Senza farla attendere ancora prese a baciarle il collo, saggiò con le dita fra le sue gambe, disegnando piccoli cerchi in cerca dei punti giusti. Quando lei si stava abituando a quella cauta esplorazione, il ragazzo fece scivolare la mani sulle cosce, smettendo di baciarla, si fece spazio per unire la sua bocca alle labbra della sua femminilità.
E quella bocca sapeva di magia, quando il ragazzo la muoveva un formicolio piacevole la invadeva, costringendola a piegarsi contro il letto. Credeva che volesse tenerla sulle spine, ma quando la sua lingua iniziò a farsi strada dentro di lei, i gemiti furono impossibili da trattenere, e senza rendersene conto strinse la presa sulla coperta, in balia di quel bacio a lei sconosciuto, e prima di quanto fosse mai successo, si sentì invadere dalla familiare sensazione di scossa che partiva dal suo centro.
Senza lasciarle neanche un momento, Draco si allontanò da lei, quel tanto che bastava per indirizzare il suo desiderio inappagato verso il suo ventre, ancora invaso di piacere. La penetrò intensificando quella sensazione, unendo i suoi sospiri a quelli di lei. Lei piegò le gambe, allacciandosi al ragazzo, che a quel punto invertì la loro posizione, portandola sopra di lui. Era diverso dalla quando aveva fatto la stessa cosa in acqua, ora lo sentiva premere sotto di lei anche di più. Con cautela replicò i movimenti, carezzandogli il petto, e l'addome. Hermione lo vide rovesciare la testa all'indietro, e poi poggiarsi sui gomiti per assecondarla. Il suo membro rigido insisteva, facendola fremere insieme a lui, alla fine il ragazzo l'attirò a sé, unendo le loro labbra in un bacio profondo, mentre anche gli orgasmi si univano fra loro.
Spazio autrice
Care lettrici, se avevate letto l'annuncio che avevo pubblicato sul mio profilo, avrete immaginato che alla fine ho optato per la riscrittura del capitolo (ecco perché ci ho messo un secolo 😢) . In compenso, noterete che è più lungo del solito, perché volevo farmi perdonare. In ogni casopero che vi sia piaciuto, se sì continuate a votare e commentare! A prestoo 😘
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