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Episodio 4

Erano passati diversi giorni da quando aveva avuto quell'incontro ravvicinato con Draco. E da allora sembrava che si fossero calmate le acque.

Perlomeno il ragazzo non aveva più cercato contatti con lei, e se da un lato la cosa la faceva sentire sollevata, dall'altro invece provava vergogna. Non sapeva che pensare del suo comportamento così incostante.

Con il weekend ormai alle porte doveva aver trovato una sostituta molto facilmente, o almeno questo era quello che credeva, finché il venerdì mattina mentre si affrettava verso l'aula di Rune Antiche, Hermione si imbatté nel ragazzo.

Nel corridoio c'erano molti studenti di fretta, e sbattere contro qualcuno era inevitabile, ma l'idiota con cui si era scontrata le aveva fatto volare tutti i libri, e quando riconobbe Malfoy provò il familiare senso di irritazione che solo la sua presenza riusciva a causarle "Va a farti fottere Malfoy".

Lui si era fermato, e Hermione non cercò neanche di recuperare i libri da terra, perché con un movimento della bacchetta si impilarono rimanendo sospesi alle sue spalle. Le labbra del ragazzo fecero un guizzo, come un sorrisetto trattenuto a stento "Non credevo che me l'avresti mai chiesto" ribatté.

Come diavolo poteva essere così idiota?!

Eppure non riusciva a staccargli gli occhi di dosso, in qualche modo aveva sperato che non fosse tutto già finito, e quell'invito la lusingò quasi quanto la infastidì.

"Puoi scordartelo" si voltò, continuando verso l'aula, ma lui prese a seguirla, e l'affiancò dopo qualche falcata.

"Non ti sei più fatta viva" le fece notare.

"Potrei dire lo stesso di te" ribatté Hermione.

"Potevi farlo. Anche tu sai dove trovarmi" rispose tranquillo.

"Ah ah, quindi dovrei venirti a cercare nel tuo buco sotterraneo e offrirmi a te come un tributo per il kraken?" le venne quasi da ridere.

"Chi l'avrebbe detto che alla Granger piace farsi desiderare..." commentò parandosi davanti a lei mentre le bloccava la strada con un braccio. Quando provò a superarlo dall'altro lato lui le bloccò la fuga, intrappolandola contro la parete.

Hermione si guardò intorno, dove ormai non c'era più nessuno "Draco che diamine stai facendo?!" sibilò cercando di spingerlo via "Potrebbe vederci qualcuno, levati" iniziava a innervosirsi.

Lui stavolta rise "Non sto scherzando... Devo andare a lezio-" non fini perché le coprì la bocca con la mano "Sì, sì, c'è lezione, non puoi mancare, studentessa modello, eccetera eccetera... Io ho un'idea migliore".

Hermione se avesse potuto probabilmente l'avrebbe già incenerito con gli occhi, e visto che a causa della sua sudicia mano non poteva pronunciare neanche una sillaba, gli diede un morso alle dita senza pensarci due volte. Finalmente si allontanò abbastanza da farla passare, ma ancora da parte sua ricevette solo un tono divertito "Questo è lo spirito giusto, anche se dovresti andarci piano, l'altra volta ti sono piaciute tanto".

Hermione arrossì, e stufa delle sue provocazioni gli voltò le spalle, con l'intenzione di andare a Rune Antiche anche se terribilmente in ritardo. "Granger aspetta" tentò di fermarla prendendole il braccio, ma si divincolò "Andiamo... Ormai non puoi più entrare" lo ignorò come di solito faceva lui.

"D'accordo, sto esagerando" ammetté Malfoy in un ultimo tentativo di farsi ascoltare da lei "Ma... credevo che il tuo fosse... fosse stato un sì. Insomma, se non ti va questo accordo puoi tirartene fuori quando vuoi" le disse.

"Ho passato davvero una settimana di merda, Draco, non voglio avere altri problemi ok? Mi basta sapere che non mi hai attaccato qualche malattia venerea e per me possiamo anche chiuderla qui" rispose meno sicura di quanto avesse voluto.

"Cosa?!" la guardò stranito.

"Sono giorni che sento dire di una certa Angie che bazzica il tuo dormitorio, immagino che non sia l'unica... Ma lasciamo perdere, quello che mi interessa sul serio te l'ho già detto" spiegò lei, e rimase zitta, in attesa di una risposta.

"Angie..." disse ridacchiando "Angie sei tu idiota, dovevo inventarmi qualcosa per coprirci".

"Cosa? Come... cioè non vai a letto con altre?" domandò confusa.

"No, non vado a letto con altre. Anche se è, insomma, solo sesso preferisco la monogamia" rispose un po' risentito, al che Hermione decise di credergli, visto che probabilmente la causa del suo disappunto era proprio lei.

"Vada per la monogamia" commentò lei, e subito aggiunse "Ma preferirei mantenere i miei orari, se non ti dispiace, ci hanno quasi scoperti per colpa tua, perciò evitiamo... incontri diurni" strinse le labbra, scrutando il suo viso perplesso che si faceva sempre più rilassato.

Alla fine annuì "D'accordo, ma visto che ormai è troppo tardi per Rune Antiche..." le prese un braccio e iniziò a camminare, trascinandola verso le scale. A ogni angolo dava una sbirciata prima di sorpassarlo velocemente.

"Dove stiamo andando?" domandò Hermione, assicurandosi che i suoi libri fluttuanti la stessero ancora seguendo.

"Il bagno dei Prefetti a quest'ora è deserto" disse voltandosi verso di lei, giusto per vedere la sua espressione che si faceva severa.

"Draco rischiamo di essere espulsi!" ribatté.

"Allora vediamo di convincerti" ribatté, prima di prenderle il viso fra le mani e tuffarsi sulle sue labbra. Hermione sentì i libri precipitare a terra, poggiò le mani su quelle di Draco e rispose al suo bacio inaspettato.

Dopo qualche istante lui si allontanò, e riprese a trascinarla, stavolta senza proteste. Si bloccò solo ricordandosi dei libri, e a quel punto il ragazzo la lasciò, precedendola per controllare che la via fosse libera.

Quando arrivarono alla porta Draco sussurrò la parola d'ordine, e si infilarono in fretta nell'apertura.

La stanza era piacevolmente calda, al contrario dei corridoi freddi del castello. Ma la vasca era quasi vuota, così Hermione si avvicinò ai rubinetti e scegliendo i flussi più caldi lasciò passare i getti d'acqua. Si voltò verso il Serpeverde già senza maglione, intento a slacciare la camicia, perdendosi in un attimo di contemplazione.

Non l'aveva mai fatto prima, perciò ammirare il suo corpo fu una scoperta piacevole. Lui incrociò il suo sguardo, un'espressione profonda gli scuriva il volto. Anche Hermione a quel punto si spogliò sotto i suoi occhi attenti, lasciando l'uniforme sul pavimento.

L'acqua ormai gorgogliava invitante fino al bordo. I due entrarono sprofondando nella schiuma, senza dire niente per tutto il tempo per non infrangere quella loro fragile bolla che aveva resistito fino a lì.

I loro occhi bastavano. Le loro mani si trovarono nell'acqua, che copriva Hermione fin sopra il seno e Draco fin sotto il petto. Si allacciarono, e lui l'attirò a sé, gli occhi grigi affondavano in quella pelle d'ambra.

Le spalle piccole, i riccioli voluminosi e quelle labbra monopolizzavano la sua vista, e lo convincevano sempre di più che quel gioco valeva il rischio.

La mano insaponata di lei gli scivolò sul petto, regalandogli un tocco fresco in contrasto con la sua pelle bollente. Le bolle scoppiavano ai loro movimenti, lasciando ormai intravedere ciò che prima era solo intuito.

"Vieni, proviamo una cosa..." le disse guidandola verso il gradino. Lui si sedette, finendo poco sotto la sua altezza, giusto la testa fuori dall'acqua. Hermione si abbassò su di lui posando le labbra sulle sue, e lui la baciò, portandole le mani dietro le cosce come in un abbraccio.

Lei gli cinse il collo, mentre giocava con i suoi capelli, attorcigliandoli sulla nuca. Il ragazzo sospirò contro la sua bocca, causandole un moto di soddisfazione.

Poi però interruppe il bacio, lasciandola confusa, ma subito riprese a baciarle la spalla, e scese verso il seno, prendendolo fra le labbra, tormentandolo delicatamente con gli denti.

Chiuse gli occhi stringendolo a sé, godendo di quel piacere nuovo, le sfuggì un gemito, e sentì che anche lui era eccitato. Con uno strattone la tirò verso di lui, e a cavalcioni, con le ginocchia poggiate sul gradino le lasciò il comando.

La mano di Draco passò sul suo fondoschiena, mentre con l'altra sostenne la sua erezione, facilitandole la posizione. Quando fu pronta si lasciò scivolare su di lui, seguendo i suoi movimenti.

Le mani del ragazzo la guidavano, la toccavano, esplorando la sua pelle. La superficie dell'acqua si increspava, e i loro respiri concitati si mescolavano con lo sgocciolare dei rubinetti in un'atmosfera umida e seducente.

Stavolta Hermione sentiva la presenza e i movimenti di lui, che aveva abbandonato la cautela della prima volta. Non ci mise molto a trovare il punto giusto su cui insistere, e assecondata da Draco, la scarica di piacere che le faceva vibrare il corpo arrivò presto.

Il ragazzo non si fermò, prolungando quel momento, per seguirla dopo qualche istante. Le loro fronti si toccavano, e i loro respiri si mescolavano affannati. Hermione però non aveva il coraggio di guardarlo negli occhi in quel nuovo silenzio immobile.

Draco si avvicinò sfiorandole le labbra schiuse con le sue, rimasero in sospeso qualche secondo, finché lui non la baciò ancora. Hermione sentiva nel petto una sensazione strana, simile a preoccupazione. Quel bacio non era come gli altri.

Era oltre il loro accordo, o forse no? A lei certo piaceva. Ancora stretti l'uno all'altra, ancora uniti, le loro labbra avevano un sapore diverso. Le braccia di lui le cingevano la schiena, ma era la sua bocca a tenerla imprigionata.

Quand'erano ormai senza fiato, con le labbra gonfie si separarono, Hermione cercò di ricomporsi per quanto fosse possibile, mentre lui rimase appoggiato al bordo, a osservarla. Si passò una mano sui capelli biondi, bagnandoli completamente.

"Devo andare" gli disse, sciacquandosi il viso arrossato, senza riuscire a raffraddarsi. Lui non rispose, ma uscendo dalla vasca la ragazza sapeva che dietro di lei i suoi occhi la seguivano.

Infatti Draco guardava con apprezzamento le sue forme solcate da piccole gocce d'acqua, di cui si liberò in fretta con un movimento fluido della bacchetta. La ragazza sapeva il fatto suo. Non lo degnò di uno sguardo, finché impeccabile non fece fluttuare i libri dietro di sé, e credendo di non essere vista lanciò un'occhiata nella sua direzione. Incrociò il suo sguardo, curioso, e si affrettò a distoglierlo.

Sparì dietro la porta lasciandolo immerso nell'acqua profumata, ormai senza schiuma, senza nessuno da toccare.

Draco si immerse trattenendo il respiro, chiudendo gli occhi. Il quel momento ovattato sentì che forse qualcosa era andato storto. Perché l'aveva baciata? Aveva seguito l'impulso di un momento, dopotutto faceva parte dell'accordo, era solo piacere.

Eppure sentiva che forse... era stato diverso. Riemerse prendendo una boccata d'ossigeno, disperatamente, quasi stesse soffocando. Si affrettò a uscire dalla vasca, con i pensieri che vorticavano più dell'acqua.

Presto l'avrebbe rivista, e allora avrebbe avuto tutto chiaro, si ripeteva. Doveva rivederla il prima possibile.

Spazio autrice

Ragazzi eccomi qua con il nuovo capitolo! Spero vi sia piaciuto, e se avete notato qualche errore di ortografia è perché ammetto di non averlo ricontrollato '-.- Votate e commentate con le vostre opinioni,

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