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Capitolo 32 • Forse é stato un errore

C A P I T O L O  X X X I I
~
• F o r s e  é  s t a t o  u n •
e r r o r e

Inutile dire che quando, cinque minuti dopo, uscii dalla classe vuota, presi la mia borsa e scappai subito lontana da lui, nonostante sapessi che lo avrei rivisto entro altri cinque minuti. Lungo il tragitto per la classe di Matematica, un'enorme mole di domande prese piede nella mia mente. Perché Rose e Matt non vi avevano detto chi fosse William Cole? Rimettendo insieme tutti i pezzi, non avevo trovato ancora una risposta plausibile a questa domanda.

E poi, assieme a quella, altre mille domande mi si riversarono nella testa. Chi era Will? West era anche lui un Dominus dalla parte del re? In caso contrario, come facevano a conoscersi? E in tutto questo mi ero dimenticata di Adam... Will sapeva come si era ridotto il suo amico?

Raggiunsi la classe di Matematica troppo in fretta per i miei gusti. Per fortuna, nonostante avessi perso tempo ad andare al mio armadietto e a baciare per cinque minuti di troppo Will, arrivai prima che la professoressa Chase chiudesse la porta. Rose e Matt erano già seduti e immaginai che non avessero spostato lo sguardo dalla porta per assicurarsi che io arrivassi. Subito vidi Rose rilassarsi, ma non feci in tempo a dire qualcosa che la professoressa Chase mi posò una mano sulla spalla.

«Vada a sedersi, Lewis.» mi disse. «Potrai parlare dopo con Ward...»

Così, rendendomi conto di non voler parlare affatto con Rose o con Matt, raggiunsi il mio posto, cercando accuratamente di evitare lo sguardo di Will, nemmeno fossi una quattordicenne. William però, visto che alla fine non ce la feci a resistere, non mi degnò nemmeno con uno sguardo. Almeno la sua parte razionale si era già svegliata; riguardo alla mia, non ne ero molto sicura. Mi sedetti di fianco al muro, desiderando ardentemente di poter sprofondare sotto terra come aveva fatto Adam.

L'avere Will così vicino dopo quello che era successo... la cosa mi spaventava e mi rendeva arrabbiata più che mai. Will non era il William Cole che conoscevo, o meglio, che credevo di conoscere. Sì, probabilmente tutto il suo carattere era rimasto invariato, ma ero sicura di starlo considerando in modo totalmente diverso. Rabbrividii al pensiero di chi mi trovassi di fianco e non potei fare a meno di chiedermi se fosse un generale dell'esercito come lo era Adam. Mi ritrovai a sperare con tutto il cuore che non lo fosse: non so se sarei riuscita a guardarlo in faccia, questa volta.

Mentre la professoressa Chase faceva l'appello, dentro di me non potei più ignorare la ferita che Will mi aveva inferto. L'avermi presa in giro... l'avermi consolata per la questione West, per poi lasciarmi scoprire che in realtà lui lo conosceva... Sì, adesso che tutte le emozioni mi stavano riempendo di nuovo, mi sentivo letteralmente sconvolta. Non ci potevo ancora credere... Will... un Dominus? Risposi flebilmente all'appello, prima di lasciarmi sprofondare contro il muro.

Durante quella lunghissima ed interminabile ora, stetti ben attenta a non toccare Will nemmeno con un dito. Probabilmente sarebbero potute succedere due cose, principalmente. O mi sarei scatenata come una furia su di lui, urlandogli contro per avermi mentito e per avermi presa per il culo per mesi, oppure lo avrei baciato lì, seduta stante.

Al suono della campanella, non mi girai nemmeno per vedere Will prendere tutte le sue cose e uscirsene subito dalla classe, con Bella al seguito, ovviamente. Chissà cosa avrebbero fatto, adesso... non potei non pensarci, visto quello che era appena successo. Subito Rose arrivò da me. Sentii solamente il rumore dei suoi tacchi arrivare e, dall'assenza di passi più leggeri, capii che Matt doveva essere andato a cercare Wynter.

«Com'è andata l'ora buca?» mi chiese subito. «L'hai usata per esercitarti, vero?»

Mi limitai ad annuire, sicura che, se avessi parlato, mi sarei lanciata addosso pure a lei.

«Dove sei andata?» mi chiese sempre allegra, mentre uscivamo dalla classe. «Hai trovato una classe vuota? Fuori c'è un tale temporale...»

Presi dei respiri profondi, mentre uscivamo nel trambusto del corridoio. Rose se ne accorse subito.

«Ei, che hai?» mi chiese appoggiandomi una mano sulla spalla, che feci del mio meglio per non scrollarmi di dosso.

«Ho che non mi avete detto la verità! Ho che William Cole è un fottutissimo Guardiano. Ho che ho baciato William Cole e voi non mi dite perché cavolo non avrei dovuto farlo!» fu quello che avrei voluto dire. Ma non so per quale strano motivo, non lo feci.

«Niente.» le dissi, scuotendo la testa.

«Sembri sconvolta...»

'Beh, in effetti...'. Ancora una volta, non risposi con quello che avrei voluto dirle veramente.

«Sono solo incredibilmente stanca, Rose.» le dissi evitando il suo sguardo, mentre nel frattempo Matt e Wynter ci raggiungevano.

«Eccovi...» disse.

Io guardai Wynter, notando che girava in lungo e in largo lo sguardo, come se stesse cercando qualcuno.

«Come minimo starai cercando William Cole.» dalla mia bocca uscì questo, rivolto alla ragazza.

Lo feci involontariamente, guadagnandomi l'occhiata stupita di Rose addosso. Matt invece girò lo sguardo attorno, come per cercarlo anche lui a sua volta. 

«Perché, sai dove si trova, piccola vesek

Alzai gli occhi al cielo, non essendo in vena di pazienza.

«Come mi hai chiamata?» chiesi evitando di risponderle e dimenticandomi che, con la sua domanda, aveva confermato il mio pensiero.

Lei fece per parlare, ma Matt la precedette: «Ok che William è un bel ragazzo, ma non c'è bisogno di seguire tutti i suoi spostamenti...» disse con una risatina nervosa, lanciando però un'occhiata di traverso a Wynter. Lei scrollò le spalle e tornò a guardarsi intorno. Era davvero strana, quella ragazza, davvero un mistero, ma io non volevo e non desideravo importarmene.

«Cosa significa vesek?» chiesi a nessuno in particolare.

«Significa pura.» Matt rispose subito, contento di aver qualcosa di cui parlare, anche se questo qualcosa costituiva un potenziale insulto.

«Ah...» fece Rose. «E in che lingua sarebbe?»

«Vyseriano.»

«E perché mi ha chiamata pura?»

«È un termine dispregiativo.» e lanciò un'occhiataccia a Wynter, che però non sembrava seguire la conversazione. «Si usa per indicare voi Domini della Luce.»

«Infatti mi sembrava un insulto.» borbottai stancamente, senza prendermela più di tanto.

Non ne avevo proprio le forze. Mi sentii subito addosso lo sguardo sia di Rose che di Matt.

«Che cos'hai?» chiese subito lui.

«Niente. » cercai di dire, ma dalla mia bocca uscì un flebile sussurro, che comunque fu sovrastato dalla voce di Rose.

«È solo incredibilmente stanca.» disse ironicamente, lanciandomi un'occhiata eloquente.

«Rose...» alzai gli occhi al cielo.

Fu allora che Rose si spazientì, sbottando: «Ok, ora la smetti di fare così!». Senza che io lo sospettassi anche lontanamente, Rose mi afferrò per un polso e cominciò a trascinarmi per i corridoi.

«Ei Rose, ma che...» tentai di protestare e di opporre resistenza, ma lei mi stava trascinando davvero con forza e io non riuscivo a fermarmi e a piantare i piedi per terra; sicuramente stava usando l'aria per farmi muovere con lei.

«Rose?!» sentii la voce di Matt dietro di me e capii che intanto ci stava seguendo.

Rose riuscì a fendere la folla senza alcuna difficoltà e io rischiai più volte di cadere per terra e di venire letteralmente trascinata in giro per la scuola. Non riuscii nemmeno a capire che Rose stava camminando verso l'uscita del cortile interno della scuola. La porta, di solito dura da aprire, si spalancò al semplice tocco di Rose, che mi portò in mezzo alla tempesta. Sentii Matt raggiungerci, prima che la porta si chiudesse e impedisse a qualsiasi altra persona di uscire e di seguirci.

«Ma io dico, sei impazzita?» sbottai subito, mentre mi cominciavo già a bagnare da capo a piedi.

«C'è qualcosa che tu non ci vuoi dire!» disse, ottenendo un'espressione corrugata da parte di Matt.

Feci per aprire bocca e contraddirla, ma da quella non uscì niente. Perché avrei dovuto contraddirla quando aveva perfettamente ragione?

«E qualcosa di grosso visto che non mi sei mai sembrata così sconvolta!» la pioggia sembrava non toccarla nemmeno un po'; sembrava che sopra la sua testa ci fosse una sorta di campo di forza invisibile che le fungeva da ombrello, cosa che non pensò nemmeno di estendere a me e a Matt, che intanto eravamo già bagnati fradici.

Non provai nemmeno a farlo anche io, ero troppo sconvolta e arrabbiata. Mi limitai a guardarla con rabbia: era questo che voleva? Voleva che io le sputassi addosso tutto quello che era successo?

«Cazzo Evelyn, ma lo sai che dobbiamo dirci le cose se vogliamo uscirne indenni?» sbottò lei.

Stava prendendo la pazienza, lo sapevo bene; ma la stavo per perdere anche io; non riuscii a trattenermi dall'urlarle: «Non ne usciremo mai indenni, Rose!».

«Ragazze...» cominciò Matt, ma sia io che Rose lo fulminammo con lo sguardo.

«Sei strana, ti dimentichi di parlarci delle tue crisi, sei una fontana vivente... Tu non stai bene e non ce ne parli Evelyn! Andar bene hai una seconda personalità che sta prendendo piede dentro di te!»

«Nessuno ti ha mai detto di dover sopportare tutto questo.»

«Ma l'ho fatto, quando potevo infischiarmene come ogni singolo Dominus che ti guarda!»

«Non ti ho chiesto io di farlo.» misi subito le mani avanti, vedendo la faccia di Rose storcersi in una smorfia.

«Ma l'ho fatto comunque.» ripetè. «E tu non hai nemmeno un minimo di gratitudine!»

Rimasi zitta a guardarla livida di rabbia.

«Non ci dici nulla Eve. E come facciamo ad aiutarti se tu ti tieni tutto per te?»

«Forse perché quello che ho da dire è proprio quello che non volete sentire!» sbottai, rivolta ad entrambi.

«Ok...» disse Matt calmo, mettendo le mani avanti. «Adesso prendiamo tutti un respiro...»

«E no Matt.» lo interruppi subito. «Perché probabilmente non avete chiara una cosa. Io qui non sono l'unica a non dire agli altri le cose.»

Rose aprì la bocca per parlare, ma poi la richiuse. Adesso era la prima a non avere più parole da dire.

«Di cosa stai parlando?» chiese lei piano.

Matt invece rimase zitto e io fui quasi convinta che stesse riflettendo e anche capendo a cosa mi stessi riferendo.

«Dai Rose, lo chiedi ancora dopo quello che è uscito dalla mia bocca poco fa?» dissi stancamente, dimenticando per un attimo la furia nei suoi confronti.

Avevo bisogno di sfogarmi con lei. Avevo bisogno di sfogarmi con i miei migliori amici di quello che era appena successo, indipendentemente dal fatto che se la prendessero con me o no. Dalla voce di Matt capii che lui aveva indovinato: «Eve...». Lo guardai subito, mentre si passava la mano davanti al viso, come per cancellare l'inquietudine che lo affliggeva. Era un gesto così simile a quello che faceva William...

«Non capisco...» disse Rose con voce stanca, mentre involontariamente estendeva il suo campo di forza anche a me e Matt.

«Lo hai scoperto stamattina?» disse però Matt, ignorando Rose.

Annuii, provando una voglia irrefrenabile di sedermi per terra, in mezzo al fango.

«Matt...» disse lei, continuando a non capire.

«Mi dispiace Eve...»

Scossi la testa, cercando di mantenere la calma. Vedendo che non parlavo, Matt si rivolse a Rose, dandole le tanto aspettate risposte con due, semplici parole: «William Cole.». Vidi Rose spalancare la bocca, guardandomi con un'infinita tristezza e anche incredulità.

«Come lo hai scoperto?» disse poi lei, con voce più dolce.

«L'ho sentito parlarne.» dissi, non riuscendo a trattenere una risatina isterica al ricordi di lui che parlava con Weston.

«Ma con chi?» fece Rose rivolta più a Matt che a me.

«Con Weston.» disse lui, al posto mio, ottenendo il mio sguardo sorpreso. «Non è così, Eve?»

«Ma come...»

«L'ho capito con la tua crisi...» disse, ma io non mi soffermai a capire il reale significato delle sue parole.

«Allora adesso capisci perché devi stargli lontano?» mi chiese Rose, sempre parlando a bassa voce.

«Perché non me lo avete mai detto?» replicai cercando di scacciare da me stessa tutta la stanchezza; sia Rose che Matt rimasero zitti, scambiandosi occhiate.

«Per quale, dannato motivo?» ripetei cercando di attirare la loro attenzione. «Perché Rose?»

«Non lo so...» sussurrò lei.

«Sai quanti motivi mi sono venuti in mente?» le dissi, parlando piano come lei. «Magari tu eri solo gelosa, magari perché eravate solo preoccupati per la mia vita amorosa, per la mia reputazione... ma mai, mai mi sarei aspettata questo...»

«Eravamo preoccupati per te, Eve. Ma ce lo hanno detto dall'Istituto Zero di non dirti nulla di lui.» disse Matt.

«Credevo che aveste mandato a fanculo l'Istituto Zero nel momento in cui mi avete raccontato chi fossi.»

«E infatti è così.» disse Rose. «Ma...»

«Ma che cosa?» dissi subito. «Non mi sembra comunque che i vostri piani per tenermi lontana da lui abbiano funzionato.»

Lo dissi senza pensare, ottenendo occhiate stupite da entrambi.

«Dai Matt, non posso crederci che voi lo abbiate pensato davvero!» quasi mi rimisi a piangere pensando a due ore prima.

«Cazzo, Eve...» disse Rose quasi sull'orlo delle lacrime anche lei.

«Vedi? Sembra una questione di vita o di morte e voi non avete fatto altro che aumentare la mia attrazione nei suoi confronti!»

«Che cosa?» strillò subito Rose alla parola attrazione.

«Rose, parliamoci da ragazza a ragazza.» sospirai scuotendo la testa. «Non c'è una sola ragazza qua dentro che non trovi William attraente...»

«Eve, cos'è successo fra voi?» disse subito Matt, interrompendomi; aveva la voce seria come non gliel'avevo mai sentita prima.

«Niente!» dissi subito, probabilmente troppo in fretta.

«Evelyn...» Rose sembrava aver perso ogni controllo; la guardai bene e, vedendo la sua faccia priva di quella maschera che la caratterizzava, mi ritrovai a parlare.

«Siamo solo amici, ok?» le dissi cercando di sembrare convincente.

«Eve...» fece anche Matt.

Non volevo confessare quello che era successo in quell'aula vuota. Non volevo affatto. Qualcosa dentro di me mi diceva che se lo avessi fatto, sarebbe successo un casino.

«Eve, non ci avrai mica fatto sesso...» mi disse Rose ormai senza ritegno.

Capii che c'era qualcosa dietro anche in questa semplice frase. Non era gelosia nei confronti di Will, quella che provava: Rose sembrava essere davvero preoccupata, come se il solo sfiorarlo potesse segnarmi la vita per sempre.

«No...» le dissi, e lei subito si rilassò, ma Matt non cedette.

«Ma vi siete baciati, vero?» disse, mentre io cercavo di evitare il suo sguardo.

Rimasi zitta, chinando il capo e muovendo il piede a disagio nel fango. Per la prima volta, non volevo sentire quello che volevano dirmi. Perché anche io mi sentivo incredibilmente in colpa, perché William probabilmente era davvero una persona orribile tanto quanto Adam, perché probabilmente tutta l'ora che avevamo passato insieme era stata una certa trappola per farmi cadere dritta nelle sue braccia. Perché probabilmente era stato tutta una finzione, la nostra amicizia, quell'ora gloriosa in cui eravamo stati anche qualcosa di più... Sentii Rose sospirare sonoramente.

«Almeno dimmi che non ne sei innamorata, Eve...» disse con una nota di panico nella voce.

«Rose...» cercò di fermarla Matt, mentre la campanella di fine intervallo suonava.

«Evelyn, dimmi che non sei innamorata di lui, che non ti stai innamorando di lui...»

Dei, la sola prospettiva mi faceva sbellicare dalle risate. L'attrazione c'era sempre stata, non lo potevo negare, ma commettere lo stesso errore della scorsa volta? No, non poteva capitare. E per fortuna, quella era una delle poche certezze che mi stavano accompagnando in quelle settimane turbolente. Non me lo potevo proprio permettere, non solo adesso; se volevo davvero bene a me stessa, non mi sarei mai permessa di innamorarmi di nuovo.

Di certo non mi sarebbe dispiaciuto passare un altro po' di tempo con lui... beh, prima di scoprire la verità, sia chiaro. Ora che la mia io impulsiva e menefreghista era tornata a freno, mi ero resa conto che non mi sarei più permessa di finire avvinghiata a lui.

Eppure era ancora lì; quella fottutissima attrazione carnale capace di mandare in tilt tutte le convinzioni che mi permettevano di pensare quelle cose, che mi permettevano di salvaguardare me stessa dal pericolo che Will poteva rappresentare. Ma c'era qualcosa che non andava e lo capivo. Non ero innamorata, ma non potevo considerare quello che eravamo una semplice amicizia.

«Non mi innamorerei mai un'altra volta di uno come lui.» constatai cercando di aggrapparmi forte a quelle convinzione e di scacciare via dalla mia mente tutti i pensieri compromettenti.

Questa volta Rose non fu l'unica a rilassarsi, anche le spalle di Matt si abbassarono. Rose sembrò recuperare un po' di amor proprio.

«Allora possiamo dirti...» cominciò, ma la mia attenzione sviò da lei non appena la porta della scuola si aprì.

Non ne uscì nessuno. Anche Matt e Rose si girarono verso la porta, lei dimenticandosi quello che stava dicendo. Improvvisamente, sentii una forte corrente d'aria e delle parole.

Girai subito lo sguardo verso Rose e Matt, che intanto non stavano sentendo nulla di quello che sentivo io. La testa cominciò a girarmi e io barcollai, portandomi una mano alla tempia che cominciava a pulsare.

«Cazzo mi ero dimenticato della crisi!» sbottò Matt mentre sentivo Rose raggiungermi e sorreggermi.

«Eccolo.» diceva una voce dentro la mia testa.

Ero sicura che provenisse dal vento, ne ero così sicura...

«Eccolo là, come se niente fosse, come se non fosse stata colpa sua quello che mi è capitato...»

Sentivo che questa voce non mi apparteneva. E dei, mi sembrava di averla sentita poco prima...

«Questo è quella cosa che chiamano toilette?»

«Matt...» dissi mentre la voce cominciava a farsi più distante.

«E adesso avrò vendetta...»

«Evelyn, che c'è? Sta per arrivare la rabbia?» disse preoccupato.

«Dove hai lasciato Wynter?» gli chiesi però.

«Finalmente renderò giustizia...»

«Oh no...» disse lui piano, girandosi come per assicurarsi che lei non fosse lì con noi.

«Cazzo Matt, quella ha intenzione di uccidere qualcuno...» dissi ormai priva di forze.

Ma sapevo chi stava cercando e sapevo anche chi aveva trovato. E come facevo adesso a fregarmene di lui? Come facevo a non cominciare a correre verso la porta, nonostante sentissi di stare per picchiare per terra da un momento all'altro?

Come facevo a non considerarmi il più grande essere vivente incoerente di tutta la storia dell'umanità?

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