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9-Come cane e gatto.

Nota autore:

Dovevo aggiornare la prossima settimana, ma poi ho pensato... Al diavolo questa settimana aggiorno due volte.

Buona lettura.

*****

*Dal punto di vista di Alexander*

Bastian ed Elieen stavano urlando ormai da ore su ogni minima cosa, ed io ero sempre tirato in mezzo. Ad esempio, proprio in questo momento stavano discutendo perché Elieen aveva mangiato il budino di mio zio, ed anche se negava, si sentiva da lontano che il suo alito odorava di cioccolato. Ma meno mi ci metto in mezzo e più la mia salute mentale né trae sollievo. Già è dura governare un territorio così vasto, figuriamoci fare da baby-sitter a questi due.

All’ennesimo litigio penso per un fermacarte spostato male, non ho sentito bene, o per lo meno non volevo sentirli, tanto ogni scusa era buona per attaccar briga gli urlai esasperato:

«ORA BASTA!» Feci un grosso respiro per poi continuare: «Se dovete litigate tutto il tempo allora penso proprio che voi due dobbiate stare separati.» indicai Bastian dicendogli svogliatamente «Tu va dalle reclute ed insegnarli a combattere. Elieen tu rimani con me.»

Bastian mi guardò malamente bofonchiando che ero disonesto e ragionavo con il pene. Ok ammetto che Elieen e di certo un bel vedere ed è molto meglio stare in sua compagnia, più tosto di quel brontolone di mio zio, eh! Ok, forse ha ragione non stavo tanto ragionando con la testa, ma al solo guardarla sentivo la voglia irrefrenabile di farla mia. E non so perché ma avevo anche un strano istinto di morderla, non per ucciderla o farle male mi pare ovvio. Mi diedi un piccolo buffetto sul viso per riprendermi. Quando Elieen avendo visto tutto mi canzonò divertita:

«Ma lupacchiotto, se ti prendi a schiaffi da solo mi togli tutto il divertimento.»

Ma le sembra questo il momento di scherzare? Io stavo lottando contro me stesso per non strapparle i vestiti di dosso e lei mi prende pure in giro?

«Oh, no il lupacchiotto e ferito nel orgoglio perché una donna si sta facendo beffe di lui? Povero. Povero lupo.» continuò lei con tono beffardo.

Se voleva giocare e sia, mi avvicinai a lei di scatto strappandole la maglietta di dosso. Inizialmente protestò ma appena iniziai a leccarle i seni come quella volta alla festa si arrestò di colpo. Come immaginavo le piaceva quando lo facevo, e per quanto lei potesse negare, la sua coda parlava per lei, visto che scodinzolava in maniera frenetica.

«Fermati» mi sussurrò.

«Davvero vuoi che mi fermi?» gli risposi con malizia.

«S-si.» balbettò lei.

«A me non sembra che tu voglia fermarti.» gli risposi mentre continuavo a leccargli il seno. Mentre con la mano destra esploravo ogni centimetro del su corpo.

Lei non rispose, si limitò a ringhiare ma a parte questo non mi fermò, quindi continuai perché neanch'io potevo più farlo. La desideravo a tal punto da farmi impazzire, persino la notte sognavo il suo meraviglioso corpo.

Mi tolsi anch'io velocemente la maglietta buttandola chi sa dove per poi tornare da lei: per baciarla, toccarla, ed esplorare ogni centimetro del suo corpo lasciando una scia di dolci ed umidi baci.

Ecco perché volevo che lei rimaneva con me, insomma queste cose posso farle solo con lei e con nessun'altra ragazza. Anche volendo non ci riuscirei, non aveva occupato solo il mio cuore ma anche i miei pensieri. Mentre stavo per toglierle i pantaloncini la porta del mio ufficio si aprì.

Come da aspettarselo era appunto mio zio, fermò sulla soglia a fissarmi con disappunto. Elieen per via della sua apparizione si riprese dallo stato di trans, e con un calcio mi scaraventò contro il muro.

Mi rialzai a fatica, certo che ne aveva di forza la  ragazza, ma in fondo è sempre una dea.

Mi era tutt'ora assurdo pensare che fosse realmente la dea luna, ma aveva dato più di una prova di esserlo, nonostante mio zio insista che sia un infiltrata e poi ora grazie a lei siamo persino alleati con i nostri acerrimi nemici. Insomma è qui da quando? Una settimana? E già a fatto molto più di tutti i miei antenati. Non mi importava se a Bastian lei non piaceva, anzi, meglio così, non avrei sopportato l'idea di loro due che ridevano e scherzavano pacificamente. Solo al pensiero motivo di gelosia.

«Davvero? Alex, mi hai cacciato per sbatterti questa puttana?» come la chiamata?  Stavo già per salutargli a dosso, in preda alla rabbia, quando Elieen intervenne prima che potessi farlo io urlandogli contro:

«Rimangiati tutto quello che hai detto, io sono una ragazza di classe.» provai a coprirla visto che era dal busto in su seminuda ma lei mi scansò malamente urlandogli nuovamente:

«Rimangiatelo subito stupido chihuahua.»

«Tsk, non ci penso nemmeno. Se tu hai classe io sono il papa» rispose lui, ignorando totalmente che fosse nuda. Ma anche se a lui non importava a me si, non voglio che la vedano tutti. Così provai nuovamente a coprirla ma ancora una volta mi scansò malamente essendo troppo concentrata ad insultare il mio beta:

«Io ho così tanta classe che mi esce persino da culo se proprio vuoi saperlo»

«Puttana» gli ringhiò nuovamente.

«Nano da giardino.» gli rispose Elieen ringhiando a sua volta.

«Sei tu che sei una spilungona, non io che sono basso» ringhiò nuovamente Bastian.

«La mia altezza è giusta sei tu che hai dei complessi d'altezza. E secondo me non è la sola cosa piccola che hai oltre all'altezza, e capocchia di spillo?» sputò veleno lei.

«Oh, adesso ti interessi anche al mio pene? Evidentemente quello del Alpha non ti basta, eh troietta?» sputò veleno mio zio. Questa conversazione stava prendendo una brutta piega, se non intervenivo molto probabilmente avrebbero fatto a botte o si sarebbero ammazzati a vicenda.

E da come avrete potuto capire, era così che passavano le giornate, tutto il giorno. Ogni maledetto minuto. E non ero solo io a non poterne più dei loro battibecchi, ma anche il resto del branco non né poteva più.

Non potendo più sopportare questa situazione, presi Elieen di peso mettendomela in spalla, e coprendola con un lenzuolo la chiusi incamera sua ordinandole di vestirsi e di raggiungermi immediatamente nei sotterranei, altrimenti avrei detto a Bastian del suo segreto. Odiavo minacciarla, ma se glie lo avrei chiesto normalmente con molta probabilità, ed è più una certezza, non mi avrebbe mai ascoltato. Infatti come previsto fece quello che le avevo detto, anche se contro voglia. Dovevo risolvere quanta situazione prima di impazzire del tutto.

*********

*Elieen*

Non capisco perché Alexander se la prenda anche con me, e stato quel nanerottolo a cominciare per primo, non io. E pensare che ci stavamo tanto divertendo un attimo fa, stupido Beta, va bene che sono una donna ma anche noi abbiamo i nostri desideri da soddisfare, non solo gli uomini. Sembra che lo fa quasi a posta ad interromperci e non è nemmeno la prima volta. 

È vero che volevo mantenere le distanze da Alexander o perlomeno fare in modo di ferenare questi sentimenti ma che potevo fare se lui mi saltava a dosso in quel modo? Sarà timido, imbranato ed anche bonaccione ma sa essere molto provocante quando vuole e diventa praticamente impossibile resistergli.

Mi scossi da questi pensieri essendo ormai arrivata hai sotterranei. Non capisco del perché mi abbia chiesto di venire qui. Percorrevo gli umidi e semi bui sotterranei quando all'improvviso mi senti trascinare per un braccio. Alexander accese la luce, fissandomi con una nota di rimprovero.

Ma dovevo essere io quella arrabbiata, perché c'era anche qul tappo di Bastian? Non tollero che respiri la mia stessa aria, così feci per andarmene ma niente da fare, il portone era chiuso a chiave. Ma quando la chiusa? Io non lo visto ed è grave perché dovrei sapere tutto, ma ero talmente impegnata a fulminare suo zio che non feci caso a nient'altro.

«Bene, pur a costo di impazzire io stesso staremo qui finché voi non andrete d'accordo. Perché sia io che gli altri del branco non c'è la facciamo più.» disse all'improvviso Alexander.

Ma è pazzo? Già mai, preferisco morire più tosto.

«Preferirei morire più tosto che fare l'amicone con lei.» ringhiò infastidito suo zio.

«Anche se  la cosa mi nausea soltanto a pronunciare ciò che sto per dire… ah! Concordo con il pistolero svelto!»

Bastian mi guardò inferocito per poi ringhiarmi furioso: «Come ti permetti ad insinuare una cosa del genere? Tanto per la cronaca, ti scoperei così forte da farti pregare in ginocchio per che io la smetta.»

Come prego? Spero che scherzasse, quel cane bastardo non sarebbe in grado di fare niente, figuriamoci far godere una donna, così gli risposi con tono di sfida:

«Ah si? Dai fatti avanti se hai il coraggio mezzo uomo»

Bastian divenne rosso dalla rabbia. Stava già per farsi avanti con uno sguardo minaccioso quando Alexander si mise in mezzo fra noi due con uno sguardo a dir poco terrorizzato, esclamando:

«O detto che dovevate andare d'accordo, ma non così. E tu zio, non osare toccarla o giuro su mio padre che ti castro con le mie mani»

O piccolo, e geloso lui. Che tenero, come se mi sarei fatta veramente toccare da quel pulcioso bastardo, non ci tengo proprio a contrarre la lebbra.

Ma vederlo così geloso mi è venuta un idea per andarmene di qui, se provocavo Bastian quel tanto che basta per far infuriare Alex sarei uscita da questo sotterraneo puzzolente. L'idea di flirtare con suo zio mi faceva venire i conati di vomito, ma al momento era l'unica soluzione, tra poco era ora di cena ed avevo fame, e dubito che mi avrebbe fatto uscire senza un compromesso. Così gli risposi trattenendo una risata:

«Ma davvero? Quale modo migliore per andare d'accordo con lui, se non con del sano sesso riparatore?»

Alexander mi punto il dito contro con gli occhi rossi per la rabbia per poi esclamare: «Tu non fai sesso con nessuno.»

«Ma davvero? Nemmeno con te?» gli risposi beffarda. Ed è lì che Alpha perse totalmente la testa mi guardò sorpreso ed imbarazzato per poi riprendersi e rispondermi leggermente imbarazzato:

«Ok, ora non prendere le mie parole alla lettera. Non proprio con nessuno.»

Suo zio mi guardò disgustato all'inizio, ma dopo qualche secondo ad osservare sia me che Alex capì cosa aveva in mente e decise di stare al gioco rispondendogli:

«Allora posso farmela giusto? L'hai detto tu che può farlo!»

Alexander fulminò suo zio con lo sguardo, facendo tornare nuovamente i suoi occhi rossi, mente io e Bastian c'è la ridevamo sotto i baffi. Nemmeno a lui piaceva fare combutta con me, proprio come me, ma a nessuno dei due piaceva stare nella stessa stanza quindi se volevamo andarcene dovevamo giocare sporco. Povero ed ingenuo Alpha, caduto in trappola da noi due. Almeno quel cane bastardo non è così stupido come credevo, non mi aspettavo che capisse al volo.

«Fuori di qui, per i miei gusti ora andate pure troppo d'accordo. Andatevene via prima che uccida mio zio.»

Bingo. Come previsto Alexander aprì la porta ed il primo ad uscire fu proprio Bastian, ma appena provai ad uscire anch'io lui mi fermò fissandomi con uno sguardo talmente ferito che mi pentì immediatamente di averlo provocato il qual modo, forse sono stata un po' troppo cattiva. Se non rimedio subito mi torturerà con quello sguardo da cane bastonato per giorni:

«Tranquillo non ho intenzione di fare cose con tuo zio, solo il pensiero mi disgusta. Lo detto solamente per uscire fuori di qui»

Appena pronunciai quelle parole il suo volto sì illuminò proprio come quello di un cane fedele verso il suo padrone. Alcune volte, anzi, spesso dubitavo seriamente delle sue capacità da Alpha, insomma non né aveva la stoffa. Ma è proprio questo suo lato tenero a renderlo adorabile... Aspetta, che diavolo ho pensato? Alexander non è adorabile, si di bel aspetto ma… fastidioso, si…

"Cerchi di convincere te stessa?" Mi canzonò Farina sbucando dal nulla facendomi sussultare. Alexander appena la vide si accucciò ad accarezzarla parlandole come se fosse una ritardata:

«Ciao piccolina, che ci fai qui!»

Farina gli ringhiò contro tanto da farlo indietreggiare.  Alexander mi guardò confuso, ma potevo capire benissimo il comportamento della lupa, al suo posto non mi sarei limitata a ringhiargli contro… ma va bhe che lei è una bonacciona e risaputo. Dopo alcuni studi convenevoli con Farina Alex mi richiamò, essendo già di un mostruoso ritardo per la cena. Così ci incamminammo verso la sala da pranzo.

Nei branchi non tutti potevano partecipare hai pasti con Alpha, solo i membri più importanti o che si distinsero in battaglia, ma soprattutto senza la presenza del capo non potevano nemmeno iniziare a mangiare. Quindi non mi stupì per niente delle occhiatacce da parte degli altri membri del branco. Mi sa che questi cani bastardi non anno ancora capito con chi anno ha che fare, sarà meglio rimetterli in riga e far capire chi comanda da ora in poi:

«Se non la smettete immediatamente di fissarmi così, giuro che vi cavo gli occhi con un cucchiaino e ve li faccio in goiare»

Dal tono e dallo sguardo capirono immediatamente che non era una minaccia detta giusto per dirla, e poi avevo già stappato morsi la testa di un loro compagno. Infatti tornarono tutti con la testa sul piatto ed una volta che Alexander fece il primo boccone anche tutti gli altri iniziarono a mangiare in silenzio.

Alexander e Bastian mi fissavano con rimprovero, ma avevano iniziato loro, non dovevano guardarmi così ne tantomeno pensare di potermi intimidire, io sono una dea. La dea luna con precisione.

Mentre addentavo un cosciotto di pollo notai una ragazza dai capelli neri e gli occhi marroni che mi stava letteralmente fulminando con lo sguardo. Nonostante la mia minaccia continuava imperterrita, di coraggio né aveva ma volevo proprio vedere se da morta dimostrava altrettanto coraggio.

Dopo che continuava a fissarmi per dieci minuti buoni non c'è la feci più, lanciai la coscia di pollo contro un licantropo a caso urlando contro la ragazza:

«Si può sapere che diavolo hai da guardare? Cos'è vuoi veramente che ti cavi gli occhi?.»

La ragazza mi guardò furibonda, non capisco se sia masochista o semplicemente una suicida, perché se continuando così gli farò male sul serio. Basta, lei è il suo sguardo di sfida anno superato il limite, afferrai il cucchiaio pronta a lanciarmi su di lei ma i miei intenti omicidi furono fermati da Bastian che mi si lasciò praticamente addosso come farebbe un giocatore di football.

Come da aspettarselo iniziammo a prenderci a botte  ma proprio mentre stavo per spaccargli la faccia Alexander ed egli altri membri del branco intervennero per separarci.

«Tu sei un uomo morto» gli ringhiai furibonda.

«E tu sei pazza. Se osi sfiorare Aaliana giuro su dio che ti uccido sul serio, non mi importa se sei la troietta del Alpha.» mi disse di risposta.

«A cominciato lei. Nessuno osa sfidarmi» gli risposi più furiosa di prima.

Bastian stava già per rispondermi a tono quando un "Basta" detto in coro dall'intero branco mise a tacere entrambi. Ok, forse questa cosa ci era sfuggita un tantino di mano, ma quel beta da quattro soldi non faceva altro che sfidarmi, cosa dovevo fare se osava mettersi contro la mia autorità?

Alexander disse agli altri di riprendere la cena mentre trascinò noi due fuori dalla sala pranzo per portarci nel suo studio. Una volta all'interno chiuse la porta facendoci cenno di sederci, ed una volta che ci fummo accomodati ci disse furioso:

«Questa situazione deve finire. Bastian lei resterà qui che tu lo voglia o no è devi fartene una ragione perché sono io che la voglio qui. Ed Elieen, per favore smettila di voler uccidere ogni essere vivente. Domani dovrò partire per andare nel territorio di Dancan, volevo portarvi entrambi ma a quanto pare non mi avete lasciato altra scelta. Bastian tu resterai qui e prenderai le mie veci. Elieen tu verrai con me.»

A me stava bene, più stavo lontana da Bastian e meglio è, ma lui non la pensò come me, si innervosì parecchio, infatti esclamò infastidito:

«Perché non resta lei?»

Alexander lo guardò inarcando un sopracciglio, rispondendogli con tono ovvio:

«Ha tentato di cavare gli occhi di Aaliana con un cucchiaino. Devo seriamente risponderti?»

Bastian anche se non gli andava giù che andassi con lui capì la situazione è rispondendo con un "Si Alpha" uscendo dall'ufficio con il suo permesso. Leccaculo, quando gli conviene fa tanto il formale? Più lo conosco è più mi disgusta.

Alexander prima di andarsene mi guardò seriamente esclamando:

«Cerca di non fare la pazza con il branco dei Black fangs.»

Pazza. E una questione di punti di vista, diciamo che ho qualche problemino con il controllo della rabbia, ma che sarà mai. Se nessuno mi provocava, guardava, parlava o respirava la mia stessa aria ero innoqua dopo tutto. Sul serio pensa che sono pazza? Aspetta… perché mi interessa quello che dice? Oddio prendo le sue parole seriamente? Ok forse sono pazza sul serio.











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