21-Addio Bagor
*due anni dopo*
Alexander era tornato un licantropo dopo il desiderio, o almeno così credevo perché non sono testata allungo da accertarmene, ma avevo portato tutto a come doveva essere di conseguenza sono più che certa che avrà già incontrato la sua mate. Infondo era questo il suo desiderio.
Mi pentivo ogni secondo che passava di ciò che avevo fatto, nonostante sapessi benissimo che era la scelta più giusta. Alexander e la sua combriccola mi mancavano molto, in un anno che sono stata lì, mi sono sentita di famiglia più di quanto non mi sia sentita qui, ma se c'è una cosa che ho imparato stando con lui, che amare una persona non significa essere egoisti, ma prendere decisioni che siano giuste per il tuo lui.
Si certo, avrei potuto chiudere gli occhi ed osservarlo da lontano ma avevo paura, paura di trovarlo fra le braccia di un altra donna, paura di vederlo innamorato di un altra, avevo paura di scoprire che lo avevo perso per sempre.
In questi due anni ricevetti un sacco di preghiere egoistiche come un tempo, del tipo: fammi incontrare la mia mate, o cambiami la mia mate perché non voglio che sia lei, ecc… solo Alexander non venne mai da me, possibile che mi abbia già dimenticato?
Forse era questo luogo ad isolarmi dal resto della popolazione, ma i conti non tornavano comunque perché anche se ero rinchiusa nel vuoto, gli altri licantropi li percepivo.
Cos'è il vuoto? É uno spazio dove non scorre né tempo, né ci sono altre forme di vita. Sono stata esiliata qui, da sola lontano da Bagor, da Alex e tutte le persone a me care.
Ma ripeto, anche se mi pento di essermi allontanata da lui, saperlo felice e con una vita normale mi basta per sopportare questo inferno.
********
*Due anni prima.*
*Dal punto di vista di Bagor*
«Elieen deve saperlo, ormai piange da ore se solo ne venisse a conoscenza…» esclamai euforico.
«E come, se suo padre la tiene prigioniera, però non capisco del perché lei non si ribella.» mi rispose Alexander furibondo.
«Perché è il destino di ogni semidio che è diventato un dio complimento. Vedi, Elieen in passato a lottato tanto per prendersi la sua indipendenza, e dopo secoli ad ignorare le preghiere, suo padre non ebbe altra scelta che esiliarla dal palazzo. Ma ora è diverso, lei a salvato te, e riportato in vita delle persone morte, qui la faccenda si complica, dobbiamo salvarla altrimenti suo padre la giustizierà.» prosegui preoccupato.
É già, Elieen aveva infranto la regola più importante di tutti, non rompere l'equilibrio dell'aldilà, quando ha riportato in dietro quelle anime dalla morte si è condannata da sola. Ma la sua condanna e ben maggiore dalla pena di morte….
«E cosa stiamo aspettando? Andiamo da lei» urlò Alexander in preda al panico.
«Non e così semplice, dopo aver interagito con voi, non so come ma il padre di Elieen ne è venuto a conoscenza, e mi ha esiliato sulla terra. Non posso più andare a palazzo, e tu sei di nuovo un licantropo.» gli risposi. Non fraintendermi volevo aiutare veramente la mia bambina, non si meritava tutto questo, ma proprio non sapevo come farlo se solo Alexander fosse rimasto un semidio lo avrei aiutato a diventare un dio complimento come la mia bambina.
«E se trovassimo la madre di Elieen? Lei potrebbe aiutarci, so che l'ha abbandonata e che è instabile, però è l'unica alternativa che abbiamo.» disse all'improvviso Bastian sbucando dal nulla.
In effetti aveva ragione, con per certo non ci avrebbe aiutato, ma avremmo potuto costringerla a farlo, nel corpo di Alexander sono più che certo che sia rimasta qualche traccia di Elieen, e sua madre avrebbe potuto aiutarci a far tornare Alexander un semidio per poter raggiungere la mia bambina, si potrebbe funzionare. Così spiegai le mie dedizioni hai due Licantropi, che senza indugi acclamarono alla mia proposta con entusiasmo, affermando che avrebbero fatto di tutto per Elieen, ed io non potevo esserne più felice, perché meritava la verità.
«Dobbiamo sbrigarci allora, più passa il tempo è più rischiamo di perderla per sempre.» dissi ad entrambi pizzicandomi i canini sporgenti. Lo facevo spesso quando avevo molte cose a cui pensare.
Elieen doveva venire a conoscenza di ciò che aveva scoperto Alexander, solo così sarebbero stati entrambi felici, in più come ho detto prima, dovevo tirarla fuori da quella prigione prima che sia troppo tardi.
«Nessuno andrà da nessuna parte miei cari» squillò all'improvviso una voce famigliare.
Ci voltammo entrambi per poi ritrovarci davanti Deborah con le mani lungo i fianchi intenta a fissarci con un ghigno divertito.
«Deborah, perché lo stai facendo, lei è tua amica, ed ha l'opportunità di essere finalmente felice.» rughi infuriato.
Deborah a quella risposta corrugò la fronte, urlando indignata: «LEI SAREBBE MIA AMICA?» scoppiò in una risata isterica, per poi proseguire con tono di voce più basso, ma ugualmente arrabbiata: «Era mia amica quando mi ha separato dal mio amore? Sai cosa si prova quando il tuo lui ti guarda e ti dice che è stato uno sbaglio? Che non ti ama? No? Bhe io si, per colpa del capriccio di Elieen, mi ha separata da Titanus.»
Bastian ed al Alexander mi guardarono confusi, ma io avevo capito a chi si riferiva… Agli antenati di Alexander, gli stessi q cui Elieen assegnò la stessa mate per noia. Non potevo credere alle mie orecchie, la dea della discordia faceva questo per il suo amore perduto, proprio lei che non dovrebbe provare un simile sentimento per via della sua natura.
«Deborah capisco la tua rabbia, ma Elieen non lo sapeva, si ha sbagliato in passato, però se avrebbe saputo cosa provavi per Titanus non vi avrebbe mai separati.» provai a farla ragionare. «E poi cosa ci guadagni da tutta questa storia? Niente, farai soffrire solamente due persone.» dissi per finire.
«Certo che ci guadagno.» mi rispose ridacchiando. «Le sto togliendo tutto, proprio come lei ha tolto a me: Dimitri il suo amico di infanzia, Alexander il suo amore, Stravos suo padre, e te… l'unico che l'ha veramente amata come una figlia.» fini la frase con un ghigno malefico per poi avanzare verso di me.
Alexander e Bastian avanzarono subito in mio soccorso, ma si fermarono all'improvviso fissandomi ad occhi sgranati. Inizialmente non capivo, poi sentì uno strano bruciore al petto e non capivo cosa stesse succedendo finché non abbassai lo guardo e vidi Deborah che conficcava la sua mano nella mia gabbia toracica, mentre stringeva il mio cuore con un sorrisetto dipinto in volto.
«Alex» dissi in preda a dolori lancinanti. «Non importa cosa accadrà, ma promettimi che troverai Gardner e ti ricongiungerai alla mia bambina. Promettimi che lotterai per la sua felicità.» fini la frase mentre una lacrima mi solcava le guance.
Anche se stavo per morire, ciò che mi rassicurava era il fatto che la mia bambina non era sola, con lei c'era Alexander, Bastian ed il suo branco che stavano lottando per riportarla a casa.
«Deborah lascialo andare, se hai qualche problema con Elieen non fare la codarda ed affrontala, ma lui non c'entra niente.» Ruggì Bastian.
«Bagor ti prego resisti! come troverò Gardner senza di te? Ma soprattutto, come farà Elieen senza di te? So che puoi ribellati.» prosegui anche lui, ma con le lacrime agli occhi.
«Ragazzi, so che c'è la fareste. Come so che lamerete come lo amata io. Si all'inizio può sembrare sgarbata, ma sono felice che gli abbiate dato l'opportunità di farsi conoscere, quindi grazie ragazzi, grazie per non esservi arresi e vi prego, continuate a lottare, Elieen non merita l'esilio eterno.»
Quelle furono le mie ultime parole, perché subito dopo Deborah mi strappò il cuore dal petto.
Nota autore:
Scusatemi se questo capitolo e più corto rispetto hai soliti ma ho davvero tanto lavoro in questi giorni, chi ancora non lo sa io lavoro sette giorni su sette, ed anche se la domenica faccio mezza giornata la stanchezza rimane.
Comunque sia sono riuscita ad aggiornare comunque, spero che il capitolo vi sia piaciuto come sempre e vi ringrazio di cuore per il sostegno, la pazienza e perché mi seguite nonostante tutto quindi grazie di cuore a tutti voi.
Un ultima cosa, presento uscirà il seguito di fiori di ciliegio.
Si chiamerà: la donna della morte.
Questa qui sotto e la copertina.
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