15-pericolosa.
«No significa no.» mi lamentai a gran voce.
Alexander volevano che usassi il mio potere per aiutare suo zio a trovare una compagna, capisco che vorrebbe passare più tempo con me, e che suo zio è una piattola scassa maroni, ma no significava no.
Dopo l'ultima volta non so se sarei riuscita a rifarlo senza avere un crollo nervoso, in più se mio padre lo scopriva mi avrebbe riportato al palazzo Divino, che per me era come una prigione, si è molto lussuoso e vi trovi qualsiasi cosa tu voglia, ma la mia immagine su quel luogo non cambiava lo odiavo punto e basta a parte Bagon, lui è adorabile ma non è questo il punto della questione.
«Ti prego patatina, ti scongiuro.»
Come mi ha chiamato? E no, solo perché stiamo insieme non accetto stupidi nomignoli umilianti, soprattutto "Patatina" gli ricordo forse un tubero? Tirai indietro le orecchie per far capire il mio disappunto, aggiungendo tra un ringhio e l'altro:
«Tu richiamami di nuovo in quel modo e ti apro in due»
Alexander fece il finto offeso, come se ciò potesse farmi qualche effetto. Sì prima avevo avuto qualche attimo di debolezza, ma aimè per lui l'effetto del siero era svanito, portando via con se tutta la mia bontà degli ultimi giorni. Non che io non fossi felice con lui, ma stava diventando umiliante arrossire e fare la timida, non è da me, quindi quando una mattina mi svegliai e riuscì a prendere a parole ogni essere vivente mi senti così felice da poter toccare il cielo con un dito.
«Non fare quella faccia, no significa no. E poi cosa facciamo se la sua mate e di un membro rivale o peggio ancora un umana? Vuoi forse infettare il tuo beta mescolandolo alla plebaglia?» dissi di fatto per farlo ragionare.
Alexander mi guardò imbronciato per ancora per qualche istante per poi dirmi con tono scherzoso:
«Come si ottiene la pozione che ti ha ha dato mio zio? Se non ricordo male glie la data tuo padre giusto?»
A quella risposta gli ringhiai minacciosa, avvertendolo: «Tu prova a ridarmi quella brodaglia e sei morto.»
«Dio come mi sei mancata…» mi rispose per poi afferrarmi con decisione e rubarmi un bacio appassionato.
Ad Alex piaceva il mio lato dolce, ma disse anche che era così che mi aveva conosciuta, dunque non voleva cambiarmi per nessuna ragione al mondo, io invece penso che sia semplicemente masochista, e siccome sono una dea meravigliosa e saggia la mia ipotesi era quella più attendibile.
«Tu sei tutto scemo, a furia di trasformarti in un cane rognoso il cervello si sarà ristretto. Sicuro, ora se non ti dispiace avrei delle faccende urgenti da sbrigare, e per quanto vorrei starmene qui a subirmi tutte le tue idiozie, devo proprio scappare.» dissi ad Alex con tono autoritario.
Ovviamente Alexander provò a controbattere ma non gli diedi il tempo di dire nulla che mi ero già teletrasportata nella foresta. Per prima cosa mi spogliai posando i miei vestiti su un cespuglio, e mi trasformai dirigendomi nel branco di Farina e Biscotto.
Appena gli raggiunsi sia loro che il resto del branco mi accolsero scodinzolando, ed essendo primavera vi erano numerosi cuccioli fastidiosi intenti ad annusarmi con curiosità, uno di loro in particolare era molto familiare, sembrava un mix tra Farina e Biscotto, non è che…
"Elieen ti presento nostro figlio" Biscotto interruppe i miei pensieri presentandomi il suo cucciolo con entusiasmo.
"Spero solo che non diventi scemo come il padre." Disse Farina sbuffando innervosita.
Deduco che quel maschietto ne aveva combinate una della sue per far arrabbiare Farina, e visto che la consideravo un po' come la mia coscienza, essendo molto più riflessiva e ragionevole di me deve aver combinato per forza qualcosa. Ma non mi sarei mai aspettata che loro due, insomma, decidessero di mettere su famiglia, insomma li vedevo più come due fratelli, anche se non avevano nessun legame di sangue.
"Non mi sminuire davanti al piccolo Farin_Biscotto." Intervenne Biscotto con tono scherzoso.
"Se lo chiami di nuovo così giuro che ti mordo" rispose ancora più infastidita.
Dopo alcuni minuti buoni a litigare, in fine Farina si decise a raccontarmi cos'era accaduto, in pratica Biscotto voleva chiamare il suo piccolo unendo i due nomi con cui io gli avevo dato, ma lei era estremamente contraria, e come darle torto? Faceva proprio schifo come nome, ma non ero qui per intervenire in una lite di famiglia, avevo una faccenda da sbrigare di estrema urgenza. Così interveni dicendo:
"ragazzi ascoltatemi, non ho tempo da perdere oggi ci sarà la prima luna piena dell'anno e sapete benissimo cosa accadrà. Questa sera sarà l'unica volta in cui non riuscirò a controllare la mia parte animale, e sono già pericolosa per conto mio, quindi avrei bisogno del vostro aiuto."
Farina e Biscotto si guardarono terrorizzati. Ebbene sì, come specificai tempo fa, anche se assomiglio ad un licantropo non lo sono affatto e durante la prima luna piena del dell'anno nuovo, mi trasformo e perdo conoscenza.
Quand'ero a palazzo papà mi rinchiudeva in un una cella rinforzata, la quale il mattino seguente era completamente distrutta. Quando ripresi finalmente conoscenza, mi ritrovai dinanzi ad uno scenario senza eguali c'erano corpi smembrati da per tutto: donne, bambini, adulti, anziani non risparmiai nessuno o quasi chi si salvò ne rimase gravemente ferito, alcuni morirono pochi giorni dopo mentre chi fu abbastanza forte da sopravvivere a ciò che gli avevo fatto mio padre dovette uccidergli… il perché? Bhe, era un discorso cui non volevo affrontare nemmeno con me stessa, troppi brutti ricordi, troppa sofferenza…
Non avevo detto niente ad Alexander solamente perché lo conoscevo così bene, da sapere che avrebbe voluto starmi accanto tutta la notte, cosa che è alquanto non pericolosa, ma di più. Difatti quando fui esiliata e mi ritrovai a passare la luna piena dell'anno nuovo lontano dal palazzo, commisi un secondo massacro, risvegliandomi la mattina seguente ricoperta di sangue, circondata nuovamente da cadaveri smembrati.
Quindi facevano bene ad avere paura, ripeto, di solito controllo la mia parte animale con molta facilità, ma questa sera sapevo con certezza di non poterlo fare. Essere la Dea luna ho molti vantaggi, tra cui anche molto potere, ma tutto questo a un prezzo ed il mio è diventare un vero e proprio mostro. Non volevo che Alex mi vedesse in quella maniera.
********
*Dal punto di vista di Alexander*
Ero davvero sconcertato dal comportamento di Elieen, non capivo del perché tenere segreta la nostra relazione quando io ero così felice da volerlo gridare al mondo intero. Forse si vergognava di me? In fondo disse più e più volte che sia io che gli altri licantropi eravamo dei plebei hai suoi occhi, ma forse il motivo di tale comportamento consisteva dal fatto che aveva paura, molto probabilmente era per questo, perché quando la guardavo leggevo chiaramente nei suoi occhi che era felice tanto quanto me.
L'unica cosa che mi dispiace un po' e che l'effetto del siero sia già finito, si è stata in quella condizione per sei mesi, ma speravo che durasse un po' di più, tanto quello che bastava da farle confessare che mi ama. Anche se un altra parte di me voleva che lo facesse perché se lo sentiva, non perché vi era costretta.
Sì, lei mi ripeteva di continuo che mi voleva bene e che teneva a me, ma non mi aveva mai detto la parola "Ti amo." Forse ci stavo rimuginando un po' troppo, dovevo sentirmi già fortunato che si era lasciata andare, in principio solamente la parola "coppia" la mandava letteralmente nel panico, mentre ora lo siamo. Dovevo darle più tempo ed essere paziente con lei, il problema è che io volevo sposarla, avere una famiglia, invecchiare assieme a lei e tutta questa lentezza non faceva altro che mettermi ansia.
Lei è l'unica donna che sia riuscita a farmi provare sensazioni simili, le mie storie precedenti non erano altro che un passatempo o un modo per sfogare i miei impulsi sessuali, ma ora era totalmente diverso, io l'amavo, è da morire anche. I miei pensieri furono interrotti dal mio Beta che raggiungendomi con un aria preoccupata mi disse in preda al panico:
«C'è un problema con i due licantropi con cui Elieen a fatto l'imprinting, anno morso le loro rispettive compagne e sui loro rispettivi corpi è apparso un marchio. Non sappiamo cosa sia, ma sono preoccupati per la loro salute, urlano dal dolore dicendo che gli brucia eh..e..» un colpo di tosse per via della corsa affannata che fece mise fine al suo monologo, così risposi con tono ovvio:
«Che vuoi che ne sappia io, va da Elieen e chiedilo a lei.»
«E questo il problema, non la troviamo da nessuna parte…» mi rispose titubante mio zio.
«COSA? SE NÉ ANDATA!» Urlai fuori di me. Perché lo a fatto, pensavo che ormai tra noi ci fosse onestà, ma soprattutto che avrebbe smesso di scappare ad ogni minima cosa. E se fosse scappata perché gli ho messo pressioni? Stavamo insieme da due mesi, e non facevo altro che ripetergli ti amo in continuazione, forse si è agitata e se ne andata, no devo calmarmi, sto divagando in fondo Elieen rimane pur sempre un lupo solitario e fa spesso questo genere di cose, magari si è fatta solo un giretto e non mi ha detto niente certo.
«Da quando tempo e sparita?» chiesi cercando di sembrare il meno preoccupato possibile.
«Non so, ero impegnato ad addestrare le nuove reclute tu da quant'è che non la vedi?» mi chiese dubbioso.
Ci ripensai un po' è l'ultima volta che la vidi fu stamattina quando mi disse che aveva degli impegni da fare, ed essendo sommerso di lavoro non lasciai l'ufficio da all'ora, ma ormai era tardo pomeriggio, doveva essere già tornata…
«E da sta mattina che non la vedo, mi ha detto che avevano delle faccende da sbrigare, ma se in realtà fosse scappata perché gli ho messo troppe pressioni? Io volevo che mi dicesse almeno una volta che mi amava, solo questo forse si è infastidita ed è scappata chi sa dove… eh eh..» risposi a mio zio facendomi prendere dal panico, ma egli mi fermò immediatamente cercando di tranquillizzarmi:
«Sta calmo così ti verrà un infarto. Elieen tornerà, sai com'è fatta a solamente bisogno dei suoi spazzi è stata sola per così tanto tempo che deve semplicemente abituarsi alla nuova condizione, sta tranquillo tornerà.» si fermò un secondo, e guardandomi seriamente preoccupato aggiunse timoroso:
«Sei cosciente che se viene a sapere che mi hai detto della vostra relazione, non solo sei un Alpha morto ma lo sono pure io, vero?»
Possibile che gli facesse così paura? Insomma in fin dei conti anche se è una dea rimane pur sempre una donna, che figura ci faccio se dinanzi a lei Bastian sembrava un cane bastonato? Ah… lasciamo perdere, fatto sta' che mio zio era l'unico a conoscenza del mio vero piano, dunque mentigli sarebbe stato inutile perciò fui onesto con lui, e poi rimane pur sempre il mio Beta se non posso confidarmi con lui con chi lo avrei fatto? In più non sono mai stato bravo a mantenere i seguenti, quando ci provavo sudavo talmente tanto che sembrava mi avessero fatto un gavettone, e per evitare questo dovevo dirlo ad almeno una sola persona.
«Tranquillo se tu non le dici niente lei non saprà niente. Però mi è salito un dubbio… e se suo padre fosse venuto a conoscenza di ciò che a fatto è la rapita ed uccisa!» dio solo al pensiero mi saliva il panico il problema è che come ipotesi era anche plausibile.
«Alex rilassanti, nessuno a detto niente è lo so perché sono sotto stretta sorveglianza finché non sarò sicuro al cento per cento che non diranno niente. Quindi sta buono, fa i tuoi doveri da Alpha ed aspetta paziente il suo ritorno, ti ricordo che è di Elieen che stiamo parlando, la stessa ragazza che ha staccato a morsi la testa di uno dei nostri.» mi rimproverò mio zio.
Aveva ragione, lei sa difendersi benissimo da sola senza che io gli facevo da giardia del corpo, il problema è che nonostante sapessi ciò rimanevo comunque preoccupato, avevo una strana sensazione che non permetteva alla mia anima di placarsi.
*********
*Elieen*
Farina è Biscotto mi portarono in una vecchia base militare abbandonata da tempo, nessuno sapeva della sua esistenza a parte noi tre, la scoprimmo per caso tre anni fa. È a un'ora di distanza dal branco di Alexander e quello di Dancan situata proprio in mezzo alla linea di confine tra i due territori, dunque perfetta per potermici nascondere.
Ormai noi eravamo abituati a questo posto è sapevamo con certezza dov'erano stare dimenticate tutte le mine anti uomo ancora attive, ma gli altri no è nella mia forma animale non ero così ragionevole da poterle evitare, dunque se per caso sarei riuscita a scappare, le bombe mi avrebbero fermata, ovviamente una mina fatta per degli stupidi umani di certo non poteva uccidermi, ma avrebbe potuto ferirmi quel tanto che basta per rallentarmi e mettermi fuori uso per un po' di tempo.
Senza perdere altro tempo entrammo nella base dimenticata.
La struttura era interamente sotterranea, ricordava vagamente un un alveare, in tutto c'erano quindi piani sotterranei ed io andai proprio all'ultimo per maggiori precauzioni.
Prima di entrare nella cella di contenimento, che in questo settore ve ne erano davvero tante i due lupi mi fermarono sul ciglio della porta, questa volta fu Biscotto a prendere parola, chiedendomi con tono preoccupato:
"Ma non dovresti avvertire Alexander? Quando sta sera non farai ritorno si preoccuperà, non ci hai pensato?"
Mi voltai verso di lui, ed abbozzato un sorriso amaro gli risposi:
«Preferisco litigare con lui più tosto che farmi vedere in questi stato.» ed anche perché avevo paura di fargli del male.
"Ma Elieen almeno inventati una scusa plausibile per non farlo preoccupare, insomma non è giusto nei suoi confronti." Intervenne finalmente Farina,
di solito era lei che interveniva sempre per prima facendo le veci della mia coscienza, ma questa volta anche se aveva ragione dovevo mentirgli a fin di bene, ero pericolosa e potevo far del male, non solo a lui ma anche a tutto il suo branco, perciò no, ed anche se bugie anno le gambe corte e prima o poi vengono sempre a galla, almeno per sta sera dovevo sparire dalla sua vita, era la cosa più giusta da fare non solo per lui, ma anche per gli altri, se si sarebbe ripetuto l'evento di mille anni fa, il mondo avrebbe conosciuto una creatura estinta da secoli o perlomeno mio padre li sterminò tutti e fece anche bene perché erano imprevedibili, instabili, feroci perdendo qualsiasi tratto umano, dovevo evitarlo per il bene di tutti. Dunque, senza nemmeno rispondergli mi chiusi dentro, andando a sedermi in un angolo della cella in attesa che tutto questo inferno finisca presto, volevo tornare da Alexander al più presto.
*******
Le ore passarono ed ormai doveva essere sera, a breve la luna sarebbe sorta ed io avrei perso conoscenza trasformandomi in una bestia. Non lo nascondo, avevo paura, e se la cella non avesse retto? E se avrei fatto del male alle uniche persone che tengo, compreso Farina è Biscotto? No non voglio, odio essere fragile, come odio avere paura il mio orgoglio non me lo permetteva, eppure adesso avevo molto di più da perdere rispetto al passato.
Di fatti al tempo con mio padre, non ebbi mai un buon rapporto ci limitavamo a discorsi formali, mia madre non ebbi mai l'occasione di conoscerla mi abbandonò subito dopo la mia nascita, sparendo dalla faccia della terra, magari l'unico che mi diede un po' d'amore fu Bagon che mi crebbe come una figlia, ma a parte lui non avevo niente per cui lottare, ora invece ero circondata da persone che a modo loro mi volevano bene, quindi è più normale che in questo momento accantonai l’orgoglio per preoccuparmi delle persone a me vicine.
I miei pensieri furono distratti da dei ringhi di Farina e Biscotto al di là della porta. Mi avvicinai di scatto chiedendo loro nel panico:
«Cosa succede? Ragazzi rispondetemi»
Ma al posto di una risposta sentì solamente i loro guaiti di dolore, spaventandomi maggiormente. Provai a chiamarli diverse volte ma non ebbi nessuna risposta eccetto per un rumore sospetto proveniente dalla porta, qualcuno aveva aperto la porta, ma chi? Come faceva a sapere dove mi trovavo?
Non volendo uscire, ero pericolosa, così corsi a rannicchiati in un angolo della cella cercando di trattenere la belva che si stava svegliando in me. La luna stava per sorgere e qualcuno aveva aperto la porta, non va bene. Me lo sentivo perché dentro di me iniziò a crescere una rabbia smisurata, i ringhi divennero impossibili da controllare e la vista si fece via via più sfocata.
Mi scossi violentemente con dei fortissimi schiaffi sul viso, ed anche se per poco sembrò funzionare, a quanto pare il dolore placava la mia bestia.
A distrarmi nuovamente fu la porta, che si spalancò violentemente, dinanzi a me però non vidi nessuno quindi mi venne spontanea chiedermi del perché liberarmi, per poi dileguarsi? Non aveva alcun senso o almeno per me.
Ma nonostante la vista che si faceva sempre più debole, riuscì ad intravedere Biscotto e Farnia distesi per terra in grumo di sangue, i loro toraci si muovevano ancora cosa che mi sollevò un poco, ma con quelle ferite non sarebbero sopravvissuti allungo.
Dovevo salvarli ed alla svelta prima che perdessi conoscenza, mi teletrasportai proprio nel bel mezzo della sala pranzo del branco di Alexander, tutti gli sguardi si soffermarono su di me, passando dallo stupore al terrore.
Ero su un tavolo, con la schiena ricurva in piena trasformazione, ringhiavo, ululavo ed urlavo così forte da far indietreggiare tutti i presenti. Non ebbi il coraggio di guardare Alexander, non volevo vedere la paura dipinta suoi occhi, e poi non avevo tempo dovevo sbrigarmi.
Mi voltai di scatto verso il medico del l'accampamento e con molta fatica riuscì a spiegargli le coordinate dove vi erano i miei due lupi, alche lui senza discutere si alzò di scatto correndo da loro immediatamente.
«Elieen cosa ti sta succedendo!» sentì una voce familiare alle mie spalle.
Mi voltai ed incrociai gli occhi preoccupati di Alexander, Bastian al suo fianco sbiancò come una mozzarella e l'unica cosa che riuscì a dire fu:
«Rin-chiu-detemi…» mi costo molto pronunciare quella parola perché l'ultima sillaba sembrò più come un ruggito demoniaco che rituono per tutta la sala.….
Non potevo teletrasportai di nuovo, non né avrei avuto le forze ma dovevo farlo, cosciente che una volta arrivata a destinazione non sarei stata più io, ma la bestia, dovevo andare in un luogo isolato dove non avrei potuto far del male a nessuno… dovevo allontanarmi il più possibile da loro, così mi teletrasportai ignorando il mio uomo che mi chiamava disperato.
Nota autore:
Ecco Elieen insieme hai cuccioli del branco.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro