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Lucas Di Grassi #2

Richiesta da MartinaT22
AU

Martine non ha mai detto a nessuno del suo segreto. Un segreto che non sa cosa potrebbe comportare se qualcuno dovesse scoprirlo, soprattutto se quel qualcuno dovesse avere cattive intenzioni. Ma non se ne è mai dovuta preoccupare più di tanto perchè nel corso degli anni è riuscita a nasconderlo discretamente bene, ma ha rischiato di essere scoperta un paio di volte e la paranoia l'ha spinta a lasciar perdere il suo dono per i tre giorni successivi. Non ha detto del suo dono di telecineta nemmeno a Lucas, nonostante stiano insieme da cinque anni. Nel momento in cui Lucas l'ha baciata per la prima volta, quasi sei anni fa, si è dovuta concentrare per riportare sul tavolino del salotto il bicchiere di vino che levitava a mezz'aria senza che lui si accorgesse di nulla e senza che il bicchiere si rompesse. Ha continuato a usare i suoi poteri solo quando era certa che nessuno fosse nei paraggi o in casa con lei, poi ha iniziato a prendere qualche rischio in più, passando a giocare e muovere gli oggetti mentre Lucas era in un'altra stanza della loro casa di Monaco, fino ad arrivare a farlo addirittura quando lui si voltava e non poteva vedere alle sue spalle. Negli anni ha sviluppato la capacità di eseguire le azioni più abitudinarie con il potere della mente senza nemmeno concentrarsi, è diventato naturale preparare la colazione al mattino mentre Lucas ancora dorme nel letto, lasciare che le tazze volino tranquille in giro per la cucina e si depositino sul tavolo accuratamente preparato, un gesto di routine che si interrompe sempre quando sente Lucas aprire la porta della loro camera da letto per scendere le scale.

La giornata di oggi non è diversa dalle altre, Martine si sveglia e la prima cosa che fa è lasciare un bacio leggero sulle labbra di Lucas che come sempre emette un piccolo gemito e si volta dall'altra parte, continuando a dormire indisturbato. Martine si mette a sedere sul letto in silenzio e rapidamente controlla nella penombra della stanza se nella notte non ha spostato o rotto qualcosa senza rendersene conto. Anche oggi la sua striscia di giorni senza incidenti notturni è intatta, portando il suo record a duecentoquindici giorni in cui ha dormito come un qualunque essere umano. Si alza e le tende della finestra più lontana dal letto si aprono di cinque centimetri, consentendole di vedere attorno a sé. Si infila velocemente la felpa che usa per stare in casa ed esce, chiudendo la porta alle sue spalle, ancora prima che lei raggiunga il bagno la luce al suo interno si è già accesa e la porta si spalanca silenziosa davanti a lei senza che abbia mosso un singolo muscolo. Mentre scende le scale spegne la luce in bagno e di sotto in cucina sente le ante della dispensa aprirsi cigolando appena e quando entra attorno a lei ci sono già tazze, posate e le tovagliette che fluttuano verso il tavolo. Con un gesto distratto apre la lavastoviglie e tutte le stoviglie al suo interno prendono il volo e si vanno a sistemare nei loro cassetti di appartenenza, che si aprono e si chiudono da soli mentre Martine accende la macchinetta del caffè e prende un biscotto volante che ha fatto arrivare dal barattolo sul tavolo. Lo sgranocchia mettendo una capsula nella macchinetta e due tazzine si avvicinano senza esitazione alle sue mani. Sovrappensiero prende l'agenda dal salotto e mentre il caffè scorre bollente dentro le due tazzine legge i suoi impegni per la giornata. Ricorda bene che la riunione delle cinque è stata spostata alle quattro quindi la penna che è arrivata in cucina insieme all'agenda ora cancella l'ora sbagliata e corregge senza fare il minimo rumore. Martine nota con la coda dell'occhio che un quadro è leggermente storto, quello si raddrizza e una delle tazzine si sposta sul tavolo della cucina. Dal frigo prende il cartone del latte e uno yogurt, insieme alla marmellata per Lucas.

"Martine." la voce di Lucas le gela il sangue nelle vene. Si volta verso la porta lasciando cadere tutto, il vasetto di marmellata che si spacca con un rumore sordo, il cartone del latte che si apre in un angolo, il vasetto dello yogurt che si ammacca, l'agenda con la penna che fa più rumore di tutto il resto e la seconda tazzina del caffè che si schianta a terra spargendo il suo contenuto in una macchia informe. Non riesce a interpretare il tono di voce di Lucas e tantomeno quello che sta succedendo dentro di lei, stringe il ripiano della cucina con una mano con talmente tanta forza che se pensasse troppo a questo potrebbe spaccarlo in due con il pensiero. "Che cosa..." lui fa un passo all'interno della cucina e lei vorrebbe arretrare, ma più di così non può. Sul viso di Lucas è dipinto stupore puro e quando Martine si accorge che aveva schiuso le labbra per lo spavento si affretta a richiuderle, senza distogliere lo sguardo da lui, che ora osserva tutto il casino per terra come se non avesse mai visto del disordine in vita sua. "Tu hai... tu... sai far volare gli oggetti?"

"Come fai a essere già qui? Non ho sentito la porta che si apriva." il tono della sua voce è contornato di una punta di timore.

"Che porta?"

"La porta della camera, la chiudo sempre. È così che so quando sei sveglio."

"Era aperta oggi." merda, pensa, realizzando che ha ragione. "Tu... sai far volare gli oggetti." sulle labbra di Lucas spunta un piccolo sorriso. Martine annuisce decisa, lascia andare il ripiano della cucina dietro di sé. "Da quanto tempo?"

"Da quando sono nata. Ma non so fare solo questo, so anche fare cose molto più interessanti... e potenzialmente pericolose."

"Del tipo?" il cuore di Martine rallenta il battito e lei si lascia andare a un sorriso.

"Vieni, facciamo colazione, ti spiego tutto mentre sistemo la cucina." i due si siedono a tavola e nel momento in cui sono uno di fronte all'altra attorno a loro comincia pian piano a ristabilirsi l'ordine. Lucas osserva come Martine stia ripulendo la cucina senza toccare niente e guarda tutto ciò che si muove con aria rapita e la bocca aperta. Vede che nel frattempo un'altra tazzina si è andata a posizionare sotto la bocchetta della macchina del caffè e dopo un secondo sta volando verso di loro.

"Stai facendo... tutto questo insieme?" Lucas volta la testa per guardarla stupito e lei annuisce prendendo in mano la sua tazzina di caffè. Lucas si accorge che la sua è ferma a mezz'aria ed esita a fare qualunque cosa, non sa se prenderla o lasciarla lì.

"Prendila, non morde." vedendo la sua riluttanza, Martine ridacchia e continua, "non succederà nulla finché non la prenderai o non deciderò di metterla da un'altra parte, non cadrà, potrebbe restare lì anche tutta la mattina per quanto mi riguarda." Lucas allunga la mano e prende la ceramica tiepida tra le dita con delicatezza.

"Non ti stanca fare tutto questo?"

"Tanti anni fa sì, ma nel tempo sono diventata più forte e le cose che consumano molta energia sono pochissime."

Martine racconta a Lucas ogni cosa del suo dono, comprese le due volte in cui ha rischiato di essere scoperta e l'inconveniente con il bicchiere di vino la sera in cui si sono baciati per la prima volta e lui la ascolta estasiato lanciando sguardi verso le cose che ancora si muovono per la cucina. Si alzano dal tavolo mezz'ora dopo e dopo che tutto il necessario per la colazione è sparito dal tavolo entrambi tornano al piano di sopra. Lucas resta sconvolto dallo scoprire che le tende delle finestre sono completamente aperte e il letto è già stato rifatto.

"È davvero incredibile. Se penso a tutte le cose noiose e faticose che ho fatto in questi anni quando avresti potuto farle tu senza il minimo sforzo." Martine ridacchia alle parole di Lucas mentre si veste senza alcun aiuto dei suoi poteri. "Quali sono le cose più... interessanti e pericolose che puoi fare?" chiede lui, genuinamente curioso. Non appena finisce di porgerle la domanda, nel lampadario sopra di lui la lampadina scoppia con un bagliore improvviso. "Oddio!" esclama e si accorge che è scoppiato solo il filamento che permette alla lampadina di illuminare la stanza. "Okay questa è molto interessante e pericolosa, meglio che non mi mostri nient'altro."

"Mi hai fatto buttare una lampadina perfettamente funzionante." risponde lei sarcastica, e un secondo dopo dalla porta spunta una lampadina nuova che sostituisce subito quella fulminata. Martine si concentra per un istante e...

"Ma che?" Lucas guarda la sua mano sinistra, vuota. "Mi stavi tenendo la mano?" lei annuisce. "Sentivo perfettamente le tue dita tra le mie... rifallo." Martine lo guarda in silenzio, con un accenno di sorriso, sente la pelle di Lucas, morbida, mentre lui segue con lo sguardo la mano invisibile che gli scivola sul polso e sull'avambraccio, un brivido lo scuote dalla testa ai piedi e sposta la mano, interrompendo quel contatto surreale.

"Devo davvero andare al lavoro adesso." dice, prendendo le sue cose e uscendo dalla camera, scendendo velocemente le scale. Si volta verso di lui, che l'ha seguita fino adesso e mentre la sua agenda vola dalla cucina nella sua mano sinistra non toglie lo sguardo dagli occhi marroni di Lucas. "Per favore, ho bisogno di potermi fidare. Non dire a nessuno di questo, la mia vita potrebbe essere in pericolo." Lucas annuisce con convinzione, fermamente, l'espressione seria. Martine gli sorride dolcemente e apre la porta, fermandosi sulla soglia di casa. "Mi raccomando. Devi portarti questo segreto nella tomba. E se dovessi dirlo a qualcuno, sappi che verrei a saperlo." conclude, seria, chiudendosi la porta alle spalle.

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