~Surprise~ (Charles Leclerc)
One-shot scritta da
OrchideaSolitaria
Ero fidanzata con Charles solo da pochi mesi e non avevamo ancora festeggiato Pasqua insieme. Non che a casa mia Pasqua si festeggiasse poi molto, ci limitavamo a pranzare tutti insieme con i nonni come tutte le altre domeniche. Con l'unica piccola differenza consistente in un indice glicemico che grazie alle uova di cioccolato si impennava alle stelle. Ero sempre stata golosissima di cioccolato, da piccola preferivo il fondente, poi mi ero convertita al cioccolato al latte.
L'anno precedente purtroppo Pasqua non l'avevamo festeggiata affatto, perché mia nonna Céline ci aveva lasciati qualche giorno prima a causa di un infarto. La sua morte era stata particolarmente dolorosa proprio perché inaspettata: nonostante i suoi 74 anni non si portava dietro particolari problemi di salute. Quest'anno avrei vissuto la Pasqua più originale dei miei primi vent'anni. Infatti non l'avrei festeggiata con la mia famiglia: mi trovavo con Charles a Monaco ed eravamo d'accordo che per l'occasione sarei stata adottata dalla sua famiglia, composta da Pascale, sua mamma, e i suoi fratelli Lorenzo e Arthur. Speravo davvero di non essere fuori luogo in mezzo a persone che si conoscevano da una ventina d'anni e avevano sicuramente un affiatamento che io potevo solo sognare. Questi pensieri mi affollavano la testa nel dormiveglia del mattino. La sveglia puntata per le 9 doveva ancora suonare e non avevo fretta lo facesse. Probabilmente Charles sì, perché venne a darmi il buongiorno con un bacio sulla tempia, che mi fece sciogliere qualcosa dentro. Mi alzai piuttosto riposata e aprii la finestra per respirare l'aria fresca del mattino.
Contavo di fare una doccia con calma, lavare e piastrare i capelli e poi indossare il vestito verde che avevo già scelto ieri dopo aver rovesciato sul letto qualsiasi cosa avessi nell'armadio. Prima di scartare qualsiasi cosa l'avevo sottoposta a una prova, anche se ricordavo benissimo che il vestito viola corto aveva già tentato di strangolarmi i polmoni. Ci avevo messo un intero pomeriggio, ma fortunatamente Charles non era presente ad assistere a tale disagio e d'altra parte la missione era compiuta: avevamo un vincitore.
"Buongiorno, mon amour!" dissi a Charles allegra. "Buona Pasqua!"
"Buona Pasqua a te, vai a prepararti. Oggi abbiamo tante cose da fare! Mi raccomando, vestiti comoda".
C'è da dire che mai nella vita esultavo più di quando mi dicevano le paroline magiche 'vestiti comoda'. Mettermi elegante non faceva per me e mi sentivo più goffa del solito. Però ci tenevo a fare buona impressione sulla sua famiglia, d'altra parte.
Sollevai un sopracciglio e senza dire niente andai a prendere il vestito verde appeso ad una gruccia sulla maniglia dell'armadio.
"Quindi questo non va bene?" gli domandai per conferma.
"No, chérie, meglio di no. Una tuta andrà benissimo, credimi".
Capii la bellezza di eseguire gli ordini senza protestare, togliendosi così di dosso ogni responsabilità. Feci a Charles il gesto di un pollice in su e mi andai a cambiare. Una felpa e un paio di leggins dopo, mi infilai nella Stelvio Quadrifoglio di Charles, diretti verso casa dei suoi. Anche lui si era vestito in modo sportivo, pensai che i suoi genitori fossero persone informali che non apprezzavano i fronzoli.
"Come sempre il compito di dj è tuo" mi disse, invitandomi a scegliere la musica. Feci partire dal mio cellulare una canzone dei Coldplay, Hymn for the weekend, e mi rilassai osservando il mio ragazzo che guidava sicuro. Poi c'ero io che avevo impiegato un anno per prendere la patente. Mi pesava tantissimo questa cosa, ma non osavo confrontarmi con un pilota di F1.
Charles accostò nei pressi di un grande parco alberato.
"Problemi con la macchina?" chiesi. "Cos'è successo?"
Scosse la testa.
"Tutto secondo i piani amore, scendi".
Lo vidi aprire il bagagliaio ed estrarre un cestino come quelli che si usano per il campeggio.
"Tempo fa mi avevi detto che ti sarebbe piaciuto fare un picnic come quelli dei film e che non l'avevi mai fatto... e volevo fosse una sorpresa. Ai miei non dispiacerà, ci tenevo a passare del tempo con te. E poi possiamo fare il contrario di quello che fanno le persone normali, gita a Pasqua e pranzo in famiglia a Pasquetta".
Si poteva chiedere un ragazzo migliore di così? Io avevo aspettative basse, ma ero sicura che Charles fosse troppo per chiunque.
Mi sollevai sulle punte dei piedi per baciarlo sulle labbra, mi sovrastava di una spanna. Gli scompigliai i capelli scuri e lo seguii mentre stendeva sull'erbetta verde una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Mi sentivo davvero la protagonista di un film e amavo il contatto con la natura, tanto che sfilai le scarpe.
Mangiammo il cibo che aveva portato, frutta, tramezzini, snack. Era cibo semplice ma buono. Quando ormai avevamo finito ed ero sicura non sarei riuscita a inghiottire più nemmeno una briciola, Charles scomparve per recuperare dall'auto un uovo di Pasqua di cioccolato al latte, proprio come piaceva a me. Le sorprese non erano finite.
Non avevo mai passato il giorno di Pasqua con la persona che amavo.
Quella mattinata tranquilla strideva con il caos della mia famiglia numerosa, ma mi sentivo pervasa dalla piacevole pace che pervade chi sa di essere al posto giusto con la persona giusta. E anche il clima della giornata non era male, Dio era stato misericordioso.
"Sei felice, chérie?" mi chiese Charles.
"Sì, Charles. Se penso al clima cupo che si respirava in casa mia l'anno scorso dopo la morte di mia nonna... credo tu abbia portato la pace nella mia vita. Quando stai male non pensi mai ai momenti meravigliosi che puoi ancora vivere. Ti amo".
Ci abbracciammo stretti.
"Ti amo anch'io, signorina filosofa. Vuoi aprire il tuo uovo di Pasqua?"
Annuii felice come una bambina.
Liberai l'uovo dalla carta argentata che crepitava sotto le mie dita.
Nell'istante che precedeva il colpo secco per rivelare la sorpresa all'interno, pensai che ogni giorno regalava le sue sorprese, che c'era una specie di uovo di Pasqua da rompere ogni mattina e che vivere significava avere il coraggio di farlo. Non sempre si ottengono le cose che si vorrebbero, a volte le sorprese sono negative e il cuore annega di dolore, ma non bisogna mai impedire alla vita di stupirci.
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