~Funfair~ (Daniel Ricciardo)
Io e Daniel eravamo stati migliori amici, eravamo cresciuti insieme, ma in seguito ad un litigio ci eravamo persi di vista. Ed era stata tutta colpa mia e dei miei sentimenti. Sebbene sapessi che fosse fidanzato, per di più con mia sorella, gli confessai di essermi innamorata di lui. Come se poi, potessi avere qualche speranza con lui. Ruppi tutti i ponti anche con mia sorella Grace. Non riuscivo a stare accanto a lei senza pensare al ragazzo che aveva al suo fianco. Ed andò avanti così per un paio di anni, fino a quando Max, caro amico di entrambi, non decise di invitarmi a trascorrere con lui e la sua fidanzata Dilara la Pasqua a Monaco. Nominò il Luna Park e quindi non potetti far altro se non accettare. Probabilmente non lo avrei fatto, però, se avessi saputo che ci sarebbe stato anche Daniel. Fu come una doccia fredda quando lo vidi lì, in tutta la sua bellezza, attendermi all'aeroporto per condurmi da Max. Non gli rivolsi la parola, o almeno non gli parlai se non per lo stretto necessario. D'altronde, ero ancora arrabbiata con lui.
《Dan, devo rivelarti una cosa.》 Il mio migliore amico mi sorrise e mi fece cenno di continuare. Ero davvero tesa, ma ormai avevo deciso che avrei confessato i miei sentimenti. 《Tu mi piaci, molto.》 Il suo sorriso scomparve, sul suo volto vi era unicamente un'espressione sconvolta e... delusa.
《T/N, dannazione, sto con tua sorella!》 Iniziò a girare per la stanza, passandosi più volte la mano tra i capelli. 《E stiamo per sposarci! Ti ho detto di dimenticare quel giorno, quel bacio e quello che ne è conseguito. E soprattutto di non innamorarti di me!》 Sentii la rabbia ribollire nel mio petto. Mi avvicinai a lui e gli puntai un dito contro.
《Tu hai preso ciò che avevo di più importante, avevi giurato che l'avresti lasciata per me! Ma era tutta una menzogna, vero? Qual era il tuo scopo? Dimostrare agli altri che potevi scoparti anche la sorella della tua fidanzata? Che avresti potuto averci entrambe? Forse per te è stato uno scherzo, un gioco, ma ricorda che io con te ho perso un qualcosa che non avrò mai più indietro. Tu, purtroppo, sarai sempre una parte di me ed anche io, nonostante tu mi stia allontanando in questo momento, lo sarò di te.》Me ne andai, non solo da quella casa, ma anche dalla sua vita.
《Vedo che sei... cambiata.》Riferì ad un tratto lui, ma io non risposi. Era vero. Quei due anni li avevo trascorsi a cercare di migliorarmi, ma anche e soprattutto a cancellare qualsiasi aspetto che avrebbe potuto ricondurmi a lui. Avevo tagliato i capelli in un bellissimo caschetto, avevo frequentato molta palestra, perfezionando così quelle forme sinuose che mi aveva donato Madre Natura. Non ero mai stata una brutta ragazza, ma forse neanche tanto bella da essere alla sua altezza. 《Dobbiamo trascorrere nella stessa casa quattro giorni, ti prego almeno di collaborare.》 Si voltò a guardarmi ed io lo fulminai con lo sguardo.
《Ah, ora devo essere io a collaborare? Non sono venuta per trascorrere il tempo con te, ma con Max e Dilara, quindi vedi di non rovinarmi questa Pasqua. Già mi hai rovinato la vita. Grazie.》 Puntai lo sguardo fuori dal finestrino, pregando mentalmente che quel viaggio terminasse presto.
《Neanche io sono venuto per te, se ti può interessare. Anzi, neanche sapevo che saresti venuta!》 Urlò lui.
《Oh, neanche io!》 Lo imitai. 《Ma sicuramente se avessi saputo della tua presenza, non avrei mai preso quell'aereo.》 Sputai quelle parole con tutta la rabbia che avevo in corpo e lui tacque. Aveva capito di essere nel torto.
《Smettila di comportarti come una bambina, diamine!》 Gridò Daniel, da lontano. 《Solo quello sei, una fottuta bambina! Non fai altro che piangere e lamentarti. La vita non è semplice T/N, e mai lo sarà. Ma, soprattutto, non potrai sempre avere ciò che vorrai, soprattutto se ciò appartiene a qualcun altro. E fidati, non lascerò Grace per te.》 Quelle parole giunsero come lame e mi colpirono dritto nel petto. Faceva male sapere cosa pensasse in realtà di me.
《Quindi è questa la tua opinione di me? Non sono altro che una bambina che si è concessa al fidanzato della sorella, per un capriccio. Non è così?》 Rimasi zitta per un attimo, per poi continuare. 《Non è così?》 Urlai. Ormai ogni nostro incontro terminava così: con grida ed offese. Tutto l'amore e l'amicizia erano svaniti, lasciando posto unicamente al rancore ed alla rabbia da parte di una ed il nervosismo e la confusione da parte dell'altro.
Per fortuna ben presto giungemmo a casa di Max. Scesi dalla macchina, sbattendo forte la portiera, gesto che l'australiano odiava, e mi avviai verso l'enorme villa che avevo davanti. Normalmente sarei rimasta a contemplarla, ma in quel momento non volevo far altro se non sparire. O far sparire Daniel.
《Ehy T/N, ben arrivata.》 Mi accolsero i due ragazzi, ma io li degnai semplicemente di un "Ciao, grazie dell'ospitalità, dov'è la mia camera?" Entrambi non se la presero, avevano capito il mio stato emotivo. Fu Max ad accompagnarmi nella mia stanza e, una volta chiusa la porta, iniziò a pormi delle domande riguardo il viaggio.
《Innanzitutto, perché non mi avevi detto che ci sarebbe stato anche lui?》Sospirò.
《Perché altrimenti non saresti venuta ed io, invece, volevo ci fossi.》
《Allora avresti potuto non invitare lui.》 Continuai.
《È il mio migliore amico!》 Riferì lui.
《Ed io sono la tua migliore amica!》 Scosse la testa e mi prese la mano tra le sue.
《Vedrai, andrà tutto bene.》
《Solo se uno dei due muore. E non sarò io a fare quella fine.》Ridacchiò.
《Ora rispondi alla mia domanda, però.》
《Ha cercato di aprire un discorso, ma siamo finiti con il litigare. Ormai è di routine.》 Rivolsi lo sguardo da un'altra parte. 《E poi lui e Grace non dovevano stare nel proprio letto a procreare... Che ne so? 20 figli?》
《Credo siano un po' troppi, anche per Daniel. Comunque non lo sai? Si sono lasciati poco dopo che hai rotto i ponti con lui.》
《Certo che è proprio coglione.》Sussurrai io, per non farmi sentire, ma Max comprese ugualmente.
《Non brilla di intelligenza, questo si era capito. Altrimenti non ti avrebbe fatta scappare quel giorno, ma soprattutto non ti avrebbe spezzato il cuore.》 Sorrisi amaramente.
《Comunque, cercherò di godermi questi giorni, con o senza Daniel. Volevo andare al luna park e divertirmi e così farò.》 Mi alzai, pronta per andare a salutare, come si deve, anche Dilara.
《Ora sì che ti riconosco.》 Mi abbracciò ed insieme uscimmo dalla stanza. Arrivammo nel salone e vidi Daniel con la ragazza. Le andai incontro ed allargai le braccia. Lei mi strinse a sé e mi sussurrò all'orecchio di non preoccuparmi, perché non era arrabbiata. Le sorrisi.
《Cosa volete fare oggi?》Chiese Max, quando noi due ci separammo.
《Io e T/N andremo a fare un po' di shopping, voi trovate un passatempo.》 Prese la borsa ed uscimmo velocemente fuori. Voleva aiutarmi ed io non potevo esserle più grata. 《Perdonami, io non sapevo del difficile rapporto con Daniel.》 Mossi la mano come a scacciare un brutto pensiero. Entrammo in macchina e dopo diversi attimi di silenzio, iniziai a parlare.
《Non è colpa tua e neanche di Max. Voleva aiutarmi a recuperare un po' di felicità.》 Sospirai. 《Io, purtroppo, non ho mai smesso di amarlo. Neanche per pochi secondi. È sempre nella mia mente, ricordo il sapore delle sue labbra e le sue strette attorno al mio corpo. Per me era importante, Dil, non so se comprendi. È stato la mia prima volta, in tutto.》Spalancò gli occhi. 《Sì, lo so cosa starai pensando. E fidati, con il senno di poi mi sono odiata anche io per quello che avevo fatto. Ma non mi sono mai pentita. Io l'ho voluto fermamente e, forse, se potessi tornare indietro nel tempo, rifarei lo stesso identico sbaglio. Il problema è che ero molto instabile emotivamente in quel periodo della mia vita, cercavo un appiglio e l'unico che mi era sempre stato accanto, anche nei momenti difficili, era lui. Iniziammo ad uscire molto più frequentemente, veniva a casa mia o io andavo a casa sua. Andavamo nei locali a ballare. Trascurava Grace per me. Credevo di interessargli, almeno un quarto di quanto interessasse a me. Poi venne quel giorno. Avevamo entrambi alzato un po' il gomito, non quanto bastasse ad ubriacarci, ma comunque a farci essere più sicuri di noi stessi. Eravamo in discoteca, stavamo ballando uno al fianco dell'altra. Ci siamo fatti prendere dalla foga del momento e ci siamo baciati. Io mi sentivo al settimo cielo, mentre lui non faceva altro che spingermi a sé. Volevamo entrambi di più, molto di più. Ci saremmo concessi anche nella stanza accanto a quella di mia sorella, in quel momento. Nessuno dei due aveva intenzione di terminare ciò che avevamo iniziato, per questo motivo Daniel chiamò un taxi, che ci portò al suo appartamento. I due non convivevano, i miei genitori erano sempre stati chiari al riguardo. Solamente dopo il matrimonio. Entrammo dentro baciandoci, chiuse la porta con un calcio e poi successe. Mi giurò che avrebbe lasciato Grace, perché era attratto fisicamente da me. La relazione clandestina durò a lungo, perché era convinto che non vi fosse alcun sentimento da parte mia. Quando, però, gli rivelai il mio amore... è successo quello che è successo. Ho rotto tutti i ponti con mia sorella e con lui. O meglio, avevo.》
《Diamine, quindi ha fatto tutto ciò solo...》 Non la feci terminare.
《Solo per divertimento personale. Forse una scommessa, chi sa.》
《Hai mai cercato di andare avanti, di dimenticare?》 Scossi la testa.
《Come si può dimenticare il ragazzo che è stato la mia prima volta? Quello che mi è stato accanto per più di 20 anni? Quello che continuo ad amare nonostante tutto ciò che mi abbia fatto?》 Tacque, non sapendo come rispondere. E la ringraziai mentalmente di ciò. Ben presto arrivammo al centro commerciale e, una volta parcheggiato, vi entrammo. Girammo per diversi negozi, fino a quando Dilara non si fermò davanti ad uno di questi e mi tirò dentro, prima ancora che potessi vedere in quale fossimo entrati. Prese una tuta corta di jeans e me la pose davanti.
《Provala.》 La presi senza obiettare. Era molto bella, ma era corta ed aderente, non mi sarei sicuramente trovata a mio agio. Una volta infilata, uscii così da farmi vedere da lei. Si girò a guardarmi ed iniziò ad applaudire. 《Ti prego, comprala. Stai benissimo. Dovresti metterla domani.》 Mi voltai verso lo specchio. Fasciava alla perfezione le mie forme, sembrava fosse quasi stato ideato per me. Decisi di ascoltarla.
《Va bene e ti aiuterò a trovare qualcosa. Sorprenderai Max.》 Sorrisi e lei mi imitò. Osservai attentamente tutti i capi, fino a quando non trovai qualcosa di adatto all'occasione. Presi in mano un crop top bianco ed una gonna a ruota corta rosa. Li provò. 《Sei davvero fantastica.》 Le sorrisi.
《Credo che li comprerò.》 Annuii ed entrambe pagammo i nostri acquisti. Una volta uscite dal negozio, le giunse una chiamata.
《Ehy amore, dimmi pure.》 Si allontanò ed io non la seguii, non volevo metterle pressione. Non udii granché del loro discorso, al di fuori di un "Sta dando di matto?". Dopo una decina di minuti, Dilara tornò da me ed io non le posi alcuna domanda, non volevo obbligarla a parlare. Girammo per il centro commerciale, fino a quando non si fece tardi e decidemmo di tornare a casa.
Quella serata non fu particolarmente movimentata. Mangiai e subito dopo andai a rintanarmi nella mia camera, non avevo intenzione di vedere Daniel. Non ero ancora pronta.
Il giorno seguente ero molto più serena e riposata. Scesi in cucina, salutai tutti ed andai ad aiutare Dilara a preparare la colazione. Non ero mai stata una ragazza pigra, mi piaceva molto aiutare ed avere sempre qualcosa da poter fare.
Dopo aver mangiato andai a farmi una doccia veloce, ma quando uscii mi scontrai contro il petto di qualcuno. Sperai fosse Max, ma la sorte non fu dalla mia parte. Alzai lo sguardo ed incontrai gli occhi castani di Daniel, che mi scrutavano attentamente. Arrossii e feci per andarmene, ma lui mi richiamò. Mi voltai a guardarlo, in attesa che parlasse.
《No, niente. Non preoccuparti.》Voltai le spalle e tornai nella mia camera. Volevo sapere cosa avesse da dirmi, ma non gli avrei mai chiesto direttamente di rivelarmelo. Iniziai a vestirmi, mi truccai leggermente, indossai le mie scarpe da ginnastica e dopo aver preso una giacca di jeans ed una borsetta, scesi. Vi era unicamente Max, che era già pronto. Sentendo un rumore di passi, si voltò verso di me e rimase ad osservarmi, per poi sorridermi.
《Credo che dovremmo tenerti d'occhio.》 Rise ed io scossi la testa divertita.
《E non hai ancora visto la tua fidanzata.》 Neanche il tempo di dirlo che scese, affiancata da Daniel, che non mi aveva ancora degnato di uno sguardo.
L'olandese rimase a fissare Dilara per un'infinità di tempo, fino a quando non tossii, attirando l'attenzione dei due e dell'australiano. Daniel mi guardò da testa a piedi e chiuse la mano a pugno, cosa che faceva quando era particolarmente sorpreso oppure nervoso.
《Daniel, non dobbiamo perderle di vista per nulla al mondo.》 Continuò Max ed il mio connazionale annuì, senza staccare gli occhi da me. Guardai Dilara e lei sorrise, per poi farmi un occhiolino. Uscimmo di casa ed una volta fuori, parlò nuovamente l'olandese.《A proposito, T/N tu andrai in macchina con Daniel.》 Io strabuzzai gli occhi, mentre il ragazzo al mio fianco non si scompose affatto. Mi trattenni dal mandarlo a quel paese. Non controbattei, aspettai semplicemente che Daniel aprisse la portiera per entrare in macchina. Sarebbe stato sicuramente un lungo viaggio. Accese la radio e la sorte volle che trasmettessero "Boneyards" dei Parkway Drive. Era la nostra band preferita e quella canzone ci aveva accompagnato in quella nuova esperienza che stavamo vivendo. Avrei tanto voluto baciarlo, lì, in quella macchina, e gettarmi alle spalle tutto ciò che era avvenuto. Dargli una seconda possibilità. Ma non lo feci. E neanche lui disse nulla, si limitò ad alzare il volume della radio, quasi volesse che io soffrissi di quella condizione. O forse cercava solamente di coprire i suoi pensieri, ma dalla sua espressione non mi sembrò ci fosse riuscito. Non ci rivolgemmo la parola per tutto il tragitto. Quando arrivammo ed uscii dalla macchina, potetti finalmente respirare. Ero stata davvero poche volte al Luna Park ed era per quel motivo che lo amavo infinitamente.
Trascorsi tutta la mattinata ed il pomeriggio sulle attrazioni, qualsiasi si presentasse davanti ai miei occhi. Non mi fermai neanche per un minuto e ciò fece sorridere sia Max che Dilara. Sembravo più piccola di loro, eppure avevo quasi l'età di Daniel.
《Ragazzi, che ne dite se andassimo sulla ruota panoramica? Vi prego, adoro rimanere sospesa in aria.》 Annuirono e ci dirigemmo tutti verso l'attrazione. Chiaramente Max e Dilara andarono nella stessa cabina ed io e Daniel ci ritrovammo, per la seconda volta in quella giornata, rinchiusi nello stesso posto. Per di più angusto. Cercai di non prestargli molta attenzione, ma non appena la giostra partì iniziò a parlare.
《Io non ce la faccio più.》 Proferì ed io lo guardai confusa. 《Non riesco più a sopportare il fatto che non mi degni di uno sguardo.》
《Non lo meriti, semplice.》 Sbuffò.
《So di aver sbagliato con te, T/N, ma prova anche a metterti nei miei panni! Cosa avresti fatto tu al posto mio?》 Cercai di contenermi, quanto più possibile.
《Vuoi proprio saperlo?》 Annuì. 《Non avrei illuso una povera ragazza. Tolto questo, avrei lasciato la mia fidanzata. Matrimonio o non matrimonio.》 Continuai. 《Hai giocato con i miei sentimenti Daniel, credevo tenessi a me almeno un quarto di quanto ci tenessi io. Ma mi sbagliavo. Io per te ero solo un divertimento.》 Scosse la testa e vidi che stava iniziando ad agitarsi. Sbatteva il piede per terra. La giostra si fermò.
《Quello non sarebbe mai dovuto accadere.》 Iniziò a passarsi la mano tra i capelli.
《Vedi? Continui a negare l'evidenza! Tu eri sobrio, perfettamente sobrio quella sera. Perché mi hai baciata? Perché non ti sei fermato? E perché hai continuato, nei mesi a venire?》
《Perché anche io lo volevo, dannazione!》 Alzò la voce e fui costretta a tappargli la bocca con una mano. 《Perché ti desideravo. Tu eri diversa. Eri così sicura di te, così bella, così spensierata. Mentre Grace... era solo Grace. Era adorabile, ma Grace non era te.》 Sussurrò lui. 《Ma non avevo il coraggio di lasciarla, di rivelarle ciò che avevamo fatto.》
《Tu mi hai chiamata bambina.》 Gli ricordai.
《Dovevo trovare un modo per giustificarmi, per fare in modo che non sentissi più i sensi di colpa che salivano a galla! A me è piaciuto quello che c'è stato tra di noi, qualsiasi cosa fosse. Dannazione se mi è piaciuto. E non riesco ancora a dimenticare quella notte, T/N, e le notti che l'hanno seguita. Non passa giorno che io non pensi a quanto sia stato coglione a lasciarti andare, a perderti. Eri l'unica cosa certa della mia vita e ti ho fatta allontanare. Sono stato malissimo dopo quel litigio, per giorni interi. Non mangiavo, non uscivo, mi ero ridotto allo stato di barbone nella mia stessa casa. Lasciai Grace e decisi che mi sarei dedicato solamente alla Formula 1, ma neanche quello ha aiutato.》 Sospirò. 《Perché nella mia mente c'eri e ci sei solo tu. Sono stato uno stronzo, ma questo stesso stronzo, se non fosse sopra questa giostra, si prostrerebbe ai tuoi piedi per chiedere il tuo perdono.》 Rimasi sconvolta dalle sue parole. In silenzio, continuai ad osservarlo, fino a quando non avvicinò il suo volto al mio e fece scontrare le nostre labbra. Lo strinsi a me, come se in quel modo non potesse fuggire. Avevo timore si pentisse del suo gesto, per la seconda volta e che ci saremmo allontanati di nuovo. Si staccò da me e mi sorrise. 《Questa volta non ti lascio, beauty.》
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