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Rialzai la testa e aprii gli occhi, la cerimonia era conclusa e venni avvicinato dal mio isterico attendente Alberto "Buongiorno signore, andato bene il viaggio" mi chiese mentre faceva il saluto "Riposo, si viaggio piacevole, grazie Al" "La accompagno al suo alloggio se vuole" "Grazie" non avevo bisogno di nessuna guida, quando ero ancora all'accademia avevo studiato la planimetria della nave: la conoscevo a memoria. Durante la passeggiata chiesi ad Al "Ma i due marine che ci seguono?" "Come da protocollo sono la sua scorta" sorrisi "E da chi dovrebbero proteggermi?" "Non ne ho idea, però il comma 5.4.2 del regolamento di comportamento su una nave impone che un qualsiasi ammiraglio anche junior" aggiunse anticipando una mia possibile obiezione "debba essere sempre scortato" annuì "Va bene, credo che questo sia il mio alloggio, comunica agli ufficiali superiori che alle 12:00 li voglio nella sala riunioni" "Agli ordini signore" fece il saluto e si diresse non so dove per comunicare agli ufficiali l'ora e il luogo della riunione. Entrai nel alloggio e potei verificare che era inutilmente grande e sfarzoso, suvvia ho capito che sono il capo però si esagerava, avevo una sala di almeno 5x3 metri, sul lato lungo c'era un divano con i cuscini di seta di fronte c'era un piccolo tavolino, alle spalle del divano c'era una grandissima finestra che dava sullo spazio. Avevo sempre nella sala un tavolo da pranzo e in un angolo un piccolo scritto, costruito a posta su mia richiesta e il trasporto aveva fatto impazzire Jo per non rovinarlo. Anche la mia camera da letto era inutilmente grande, avevo a disposizione un letto matrimoniale con ovviamente le lenzuola di seta e un armadio a muro che copriva un'intera paratia; dall'altra parte dell'alloggio rispetto alla camera da letto c'era il bagno con una vasca molto grande, l'idromassaggio e anche una doccia, per ultimo c'era un piccolo studio dove sugli schermi avevo la condizione della nave e attraverso il mio codice di sicurezza personale potevo accedere a tutti i sistemi. La cosa che mi sorprese di più furono le rifiniture di tutti i mobili perché erano di oro e di argento. Mi ricordai del regalo che mi aveva fatto il mio professore, lo cercai nella stanza e lo trovai buttato in malo modo sul mio letto, mi avvicinai e vidi che un'intero ramo del mio bonsai era stato spezzato "Se trovo quel figlio di una pulsar che ha rovinato il mio bonsai lo assegno a vita alla pulizia dei condotti dei rifiuti" dissi a mezza voce. Passai il resto della mattinata a tagliare la chioma per riportarla alla simmetria originaria, a curare i tagli che avevo inferto alla chioma e a fertilizzare il terreno per dare speranze alla piantina di ricrescere. Mancavano 30 minuti alla riunione quando smisi di sistemare il mio bonsai, ero convinto di essere in orario dato che mi sarei dovuto semplicemente cambiare di abito, cambiai parere drasticamente quando aprii le porte dell'armadio e vidi la mia nuova divisa: era completamente nera tranne per le righe turchesi ai alti oltre a ciò vestivo un mantello anch'esso nero tranne per il bordo inferiore che era turchese. Impiegai troppo tempo a vestire il mantello perché non riuscivo a chiudere la fibbia che lo teneva al mio collo.

"Siediti e stai calmo" sussurrò Alice a Joseph che stava camminando intorno al tavolo nella sala riunione, Jo obbedì e si sedetti sulla sedia al fianco di Alice "Fra esattamente un minuto il nostro caro capo sarà in ritardo, ti sembra possibile? Pensavo che almeno alla prima riunione sarebbe arrivato puntuale" sibilò preoccupato Jo "Non è ancora arrivato in ritardo, ha ancora una 20 di secondi" gli rispose Alice "Speriamo". "-7. -6. -5. Eccolo" sospirò sollevata Alice quando la porta della sala si aprì "Buongiorno a tutti" dissi entrando, sperando che non si vedesse la goccia di sudore che sentivo sulla tempia: avevo corso per tutti i corridoi che avevo trovato vuoti per arrivare in tempo alla riunione. Tutti i miei ufficiali scattarono in piedi e rimasero sull'attenti finché non gli diedi il comando di riposo; non sapendo come sedermi con il mantello alle spalle preferii rimanere in piedi per cui mentre parlavo camminavo intorno al tavolo. "Abbiamo ricevuto gli ordini di portare la nave sui confini con alcune specie aliene che non sono felici dei trattati con la Terra, dopo ciò dobbiamo andare a indagare sulla scomparsa di due incrociatori leggeri nel settore epsilon" breve e conciso "Partiremo domani mattina; alle 10:00 lasceremo il bacino spaziale con rotta per Marte che voglio utilizzare per aumentare la velocità di uscita dal sistema solare. Voglio il rapporto sulle vostre sezioni entro le 8 di domani mattina sulla mia scrivania" "Signorsì". "Potete andare" con ordine uscirono dalla stanza: per primo Alec generale dei marine di bordo poi Alice ricercatore capo, Elen Fruá capo addetto ai sistemi di combattimento e mentre stava uscendo Jo "Jo aspetta un attimo" Jo si fermò e torno a sedersi "Dimmi Jules" "Primo come ci si siede con sto cavolo di mantello?" passammo almeno altri 20 minuti a cercare di capire come sederci con sto cavolo di mantello e a ridere perché alcuni tentativi erano veramente assurdi; con ancora le lacrime agli occhi "Secondo: so che può essere una strana domanda, ma riesci a recuperare per me un vaso?" gli spiegai cosa fosse successo e lui mi rispose "Non penso che troveremo un  vaso per bonsai nelle stive, ma vedo cosa posso rimediare" "Grazie, ah un'ultima cosa se ne avete voglia vi aspetto a cena tu e Alice" "Volentieri a che ora?" "Per le 20?" "A dopo allora" disse uscendo.  Mentre tornavo nel mio alloggio venni raggiunto da Al "Signore se oggi pomeriggio ha tempo sarebbe il caso che facesse un giro per i reparti principali per farsi vedere dall'equipaggio sarebbe un modo per iniziare bene con l'equipaggio" "Ottima idea Al se non ti dispiace vorrei iniziare dalla palestra di addestramento marine, mentre vado in la avverti il cuoco  che questa sera a cena avrò due ospiti e mangeremo nella mia cabina" "Agli ordini signore" disse mentre correva via ad avvertire il cuoco. Mi metteva sempre ansia avere a che fare con Al: era un'ottima attendente e ci sapeva fare con l'organizzazione delle giornate, ma era iperattivo: quando ti parlava passava da un lato all'altro seguendo il suo discorso; ad esempio era sul tuo fianco destro e ti stava parlando delle tonnellata di carote da imbarcare poi lo perdevi un'attimo di vista e puff ricompariva sul tuo lato sinistro e ti parlava del consumo di elettricità dell'impianto di riciclo dell'aria; ti faceva venire il mal di testa, ma era maledettamente bravo per cui lo sopportavo. La palestra dei marine non era una semplice palestra come constatai quando ci entrai perché la zona con i pesi e le macchine ginniche era solo una piccola parte relegata a un'angolo, il resto dell'enorme sala era diviso in poligono di tiro, percorso ad ostacoli, zona di simulazione dove poteva essere proiettata un qualsiasi scenario per preparare i marine ad affrontarlo e su un lato il centro di controllo dove il generale organizzava e dirigeva le varie operazioni. Appena entrai potei beneficiare di qualche istante di invisibilità perché nessuno mi aveva notato e potei guardare i miei marine allenarsi: dovetti ammettere che erano stati scelti on cura: erano davvero molto bravi. Purtroppo dopo pochi minuti un soldato mi raggiunse e prima ancora di essersi completamente avvicinato mi urlò "Questa è una zona riservata si identifichi prego" sorrisi "Veramente non sa chi sono?" "No e gradirei che si identificasse" nel frattempo si era avvicinato abbastanza da potermi riconoscere, in teoria, decisi che mi sarei divertito "Se lei non sa chi sono certamente non devo dirglielo io" confusi la guardia, ma quasi immediatamente si riscosse "Senza un'identificazione valida non può stare qui se ne vada per favore" mi comunicò sempre con tono piatto "Non ci penso nemmeno" replicai ridendo ormai sotto i baffi "Si identifichi lei piuttosto" aggiunsi "Sono il soldato semplice Frencis Morge... Non sono io che si deve identificare" dicendo questo si avvicinò e mi afferrò per un braccio e mi iniziò a trascinare fuori. Il soldato era decisamente più alto di me e i suoi bicipiti erano probabilmente il triplo dei miei, ma comunque cercai di liberarmi sfruttando i corsi di arti marziali che ero stato costretto a seguire all'accademia; riuscii a liberarmi e a farlo cadere e addirittura riuscii a sedermi sopra di lui per bloccarlo "Le farò rapporto" disse Frencis "E a chi vorrebbe farlo?" gli chiesi con fare canzonatorio, nel frattempo intorno a noi si era radunato un piccolo capannello di persone che stavano osservando la lotta divertiti, "Al generale" affermò risoluto "E cosa gli dirà? Nessuno mi ha attaccato e bloccato a terra grazie ai suoi possenti 75 kg?" dissi imitando la sua voce. Passarono alcuni secondi di silenzio nei quali entrambi ci rendemmo conto di una cosa: ero estremamente leggero e data la potenza muscolare di Frencis e la gravità leggermente diminuita che c'era sulla nave sarei stato sollevato è ribaltato in pochi secondi, tentai di rimediare, ma la mia muscolatura non poté competere con quella del soldato e in pochi secondi mi ritrovai sdraiato a terra con Frencis che con un braccio mi bloccava la gola e con il proprio peso mi schiacciava a terra "E ora cosa mi dici sbruffone?" non riuscivo a rispondere dato che avevo ovvie difficoltà a respirare. Sentii una voce familiare "Cosa sta succedendo qui? Fatemi passare, banda di caproni" era il generale che era venuto a indagare, ci mise un po' di tempo per riuscire a raggiungermi, evidentemente c'era parecchia gente ad assistere "Cosa state combinando voi due razza di cre... Ammiraglio?!" urlò con voce decisamente sorpresa l'ultima parola "Soldato alzati e tutti voi sull'attenti" tutti scattarono sull'attenti compreso Frencis che aveva ormai capito il casino in cui si era messo "Caporale Num prenda una sedia e un bicchier d'acqua per l'ammiraglio" aggiunse prima di mettersi sull'attenti anche lui. Mi presi un paio di secondi per alzarmi e quando lo feci aspettai il bicchier d'acqua prima di dare l'ordine di riposo e dire qualcosa. Arrivato il caporale rifiutai la sedia, ma presi volentieri il bicchier d'acqua lo bevvi e diedi l'ordine. "Mi scusi ammiraglio, non mi aspettavo un'ispezione a sorpresa. L'atteggiamento del soldato Morgenster non sarà tollerato, lo metterò subito agli arresti! Caporale ci pensi lei" prima di rispondere mi presi il tempo di sistemarmi il mantello "Caporale si fermi" dissi a voce chiara e ferma priva di qualsiasi emozione; il caporale si immobilizzo, mi avvicinai a Frencis lo guardai con lo sguardo più duro che riuscissi a fare e dopo una decina di secondi che per il soldato probabilmente sembrarono ore, gli tesi la mano, mano che dopo uno sguardo molto confuso, strinse "Complimenti soldato bellissima presa al collo dovrà insegnarmi la contro mossa e sopratutto ottima applicazione dei regolamenti, non permettere a nessuno di avvicinarsi a una zona sensibile della nave senza essersi fatto riconoscere, complimenti" enfatizzi l'ultima parola con una pacca sulla schiena "Quindi non saranno presi provvedimenti disciplinari contro di me?" chiese confuso Frencis "Nessuno sono stato io a provocarla sarebbe scorretto da parte mia punirla" mi avvicinai ad Alec probabilmente ancora un po' scosso "Generale vedo bene o quello alle sue spalle è un percorso ad ostacoli standard?" "Si esatto perché?" rispose evidentemente ancora confuso, non era da lui scordarsi un "signore" all'interno di una frase "Quando eravamo  all'accademia nessuno era riuscito a battere il mio record quest'anno forse qualcuno qui vorrà provarci" un paio di mani si alzarono "Benone vi aspetto sulla linea di inizio" dissi entusiasta mentre mi slacciavo il mantello e lo lasciavo ad Alec.

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