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10 mesi prima, nel settore Epsilon
"Capitano stiamo esaminando questa stella da 2 giorni non pensa che dovremmo lasciare questo compito alla flotta civile" disse il primo ufficiale "Probabilmente hai ragione, ma il mio istinto mi dice che sta per succedere qualcosa" "Se lo dice lei capitano" "Facciamo così, rimaniamo altre 14 ore poi ripartiamo" "Ai suoi ordini". Le ore passarono e il turno di giorno lasciò il ponte di comando a favore del turno di notte, comandato dall'ufficiale di rotta "Signore rileviamo una massa ignota e in continuo aumento dall'altro lato della stella" comunicò l'ufficiale scientifico "La mantenga sui sensori e mi faccia sapere". Pochi minuti dopo la massa aveva raggiunto dimensioni considerevoli "Svegliate il capitano e il primo ufficiale" il capitano non aveva ancora fatto in tempo ad arrivare in plancia che da dietro la stella comparvero decine di migliaia di navi sconosciute. Non erano di nessuna razza conosciuta e non si muovevano seguendo un senso logico, ognuna andava dove voleva; però la massa aveva complessivamente un'unica direzione ovvero la nave. "Capitano in plancia!" gli ufficiali non fecero in tempo ad alzarsi che il capitano rispose "Seduti e aggiornatemi" "Alle ore 3:00 abbiamo rilevato una massa dall'altra parte della stella e pochi minuti dopo aveva raggiunto dimensioni considerevoli, pari quasi a quelle di un pianeta e l'ho fatta svegliare" disse l'ufficiale di rotta "Allora che cos'è quella cosa che ci sta venendo in contro?" disse il capitano sedendosi sulla sua poltrona; l'ufficiale di rotta deglutì rumorosamente "È appunto la massa che le dicevo, mentre ci raggiungeva in plancia si è rivelato che la massa era in realtà una flotta aliena" "Un primo contatto con una razza aliena, interessante. Ma non ne conosciamo le intenzioni per cui voglio tutte le squadre sveglie e ai loro posti, alziamo gli scudi, ma non attiviamo le armi" il capitano si alzò e raggiunse l'ufficiale di plancia addetto alle comunicazioni "Mandi un messaggio alla nave guida aliena comunicandogli che veniamo in pace e non vogliamo rogne, in sostanze le solite cose" "Agli ordini capitano, ma ho difficoltà a individuare la nave guida si muovono in maniera così caotica" "Capitano, una parte delle navi ha dato energia alle armi e hanno accelerato" comunicò tranquillo l'ufficiale tattico. In brevissimo tempo la nave terrestre e una parte della flotta aliena si trovarono con le armi cariche pronte a spararsi "Non dobbiamo sparare per primi" le ultime parole famose. Subito dopo le navi aliene iniziarono a sparare, già dopo pochi colpi gli scudi erano al 30% e la nave aveva subito danni allo scafo "Mandate una richiesta di soccorso alla più vicina colonia o base spaziale terrestre" urlò il capitano sopra il rumore degli impatti delle armi nemiche sugli scudi "Ritiriamoci, massima energia ai motori" pochi istanti prima della partenza e della relativa salvezza un colpo centrò i motori mandandoli in sovraccarico e facendo esplodere la sala macchine. Ovviamente senza sala macchina non c'era più energia tranne quella che proveniva della batterie di emergenza che serviva a mantenere attivo il sistema di areazione e il controllo temperatura. Il capitano, che aveva un taglio sul sopracciglio sinistro causato da una caduta per colpa di un'impatto, raggiunse l'ufficiale delle comunicazioni "È riuscito a mandare il messaggio di soccorso?" "Non lo so, una parte sicuramente è partita, ma non so quanto" "Capitano!" richiamò l'attenzione l'ufficiale tattico "Le navi aliene ci stanno affiancando" lo poteva capire grazie a quel briciolo di energia che aveva reindirizzato ai sensori di prossimità "Mano alle armi ci stanno abbordando". I minuti che seguirono furono interminabili anche se brevi, tutti gli ufficiali di plancia stavano aspettando armati alle loro postazioni, al buio, che qualcuno venisse da loro. Un urlo fuori dalla porta poi un'impatto contro l'unica porta d'accesso alla plancia, poco dopo il rumore e l'odore di una fiamma ossidrica che iniziava a tagliare la porta. Il capitano si alzò e si schiarì la voce "Signori, siamo giunti alla fine, non credo che ci daranno la possibilità di tornare a casa per cui vi ringrazio dei meravigliosi anni che avete donato alla flotta e alla nostra meravigliosa nave, l'Armony. Come molto prima di noi dobbiamo morire molto giovani per colpa di alcune razze aliene che non ci capiscono o non ci tollerano..." un'improvviso tonfo di metallo e il capitano non fece in tempo a mettersi al riparo che la sua testa rotolò lontano dal suo corpo.
"Capitano cosa ci facciamo qui a esaminare detriti?" "Abbiamo ricevuto un'ordine" rispose al limite della pazienza il capitano al suo giovane primo ufficiale "Ma perché hanno mandato propio noi della Lie? È un compito più adatto a una nave meno avanzata oppure di una nave della flotta civile" il capitano non c'è la faceva più e gli urlò contro "Per sua informazione ho richiesto io questo incarico dato che il capitano dell'Armony, nave per la precisione di cui stiamo esaminando i resti, era un mio ottimo amico" un attimo per riprendere fiato "Mi dispiace che questo sistema solare di 8 pianeti non la soddisfi, ma gli ordini li prendo io per cui smetta di disturbarmi e si metta al lavoro" "Certo signore, un'ultima cosa. Questo sistema solare ha nove pianeti" "Ha passato il limite, sul rapporto inviatomi dalla Terra c'è precisamente scritto 8 pianti, vuole controllare prima che la butti in cella?" "Il resoconto dei sensori i dice che il sistema ha 9 pianeti". Immediatamente il capitano si fece assorto "Confrontate la mappa inviatami dal centro della flotta con il resoconto dei sensori e poi avviciniamoci a questo pianeta in più, nel frattempo alzate gli scudi e date energia alle armi" tutti eseguirono gli ordini. Entrarono in orbita del pianeta "Fate un esame completo coi sensori e mettete sul visore principale questo pianeta mancante" l'immagine fu scioccante: sembrava un'enorme oceano nero, con infinite diverse correnti ognuna delle quali era una nave "Date energia ai motori ci ritiriamo" "Ma signore..." tentò di dire il primo ufficiale "Eseguite!" lo interruppe il capitano. Ovviamente non fecero in tempo perché il pianeta si mosse per inglobarlo e le manovre della Lie furono vane. Ormai era dentro questo sottospecie di pianeta e se ci fosse stato un'osservatore esterno avrebbe potuto vedere dei lampi di luce che provenivano delle fessure che si aprivano fra le navi dato l'elevata velocità e per ultimo un'enorme esplosione, dopo la quale le navi tornato al loro pigro movimento".
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