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JENNIE'S POV

Ecco il nostro signor Wing: cosa stava facendo lì seduto sulle poltroncine? Ma non ha sentito che doveva presentarsi nel MIO ufficio?

<<Buongiorno... Mi segua, prego. Ora sosterrà la prova per il lavoro>>

Lui si alzò e disse: <<Scusi, lei chi sarebbe? La segretaria del signor Lee? No perchè io ho richiesto un colloquio con il SIGNOR LEE, e con nessun altro>>

Io sono una ragazza dolce e tenera, ma quando le persone, ragazzi soprattutto, mi sfidano, divento una macchina da guerra. Ho la lingua lunga, mi è sempre stato detto, ma che ci posso fare...

<<Mi scusi lei, signor Wing, io le ho chiesto di seguirmi, evidentemente ci sarà un motivo>>

<<Come vuole lei...>>

Il ragazzo vuole tenermi testa. E si sbaglia. Nessuno sa tenermi testa.

Lo trascinai nel mio ufficio.

<<Mi scusi!>> disse Wing.

<<Come si permette di alzare la voce contro di me? Scostumato!>> gridai io.

Mi piaceva tenergli testa.

<<Ora lei se vuole questo posto di lavoro mi ascolti bene: Questa è una tavoletta grafica. Mi dimostri cosa sa fare. Disegni un abito casual, adatto per le occasioni di tutti i giorni. Ha tutto il tempo che vuole, e se prova a replicare giuro che la sbatto fuori!>>

<<Oh, va bene, stia calma signorina però!>>

Che nervi.

Iniziò a fissare la tavoletta. Poi guardava la pennina. Poi riguardava la tavoletta.

Il tempo passava e lui non si muoveva.

Con più calma, gli rivolsi la parola: <<Allora? Non hai idee?>>

<<Non è questo il problema, signorina...>>

Lo fermai subito. Capii tutto.

<<Anzitutto, per favore, sembri giovane no?>>

<<Ho 18 anni compiuti poco fa>>

<<Ecco, appunto. Anche io ho 18 anni. Ti prego, dammi del tu, e chiamami col mio nome, che è Jennie>>

<<Però anhe tu chiamami col mio nome, Dylan, e dammi del tu>>

<<Ok, grazie Dylan, ora: perchè non disegni nulla?>>

<<Beh, come dicevo prima, il problema è che io vengo da una famiglia che non lavora nel settore moda, e quindi a parte sulla carta, non so disegnare nulla su altro>>

<<E TU VOLEVI ANDARE A SOSTENERE UN COLLOQUIO DI LAVORO CON MIO PADRE? OHHHH!>>

Mi tappai la bocca. Stupida Jennie! Sei una cretina! Addio piano di evasione, addio lavoro da stalker e addio professionalità!

<<Tuo padre?>> chiese Dylan.

In quel momento mi resi conto di essere in un vicolo cieco: la mia coscienza mi suggerì di dire la verità: percepiva che se l'avessi fatto tutto sarebbe andato per il meglio.

<<Sì, Dylan, io sono la figlia di Arthur, Jennie Lee>>

<<O MIO DIO! Non sapevo che Lee avesse una figlia... Tra l'altro carina...>>

<<Io carina? AHAHAH, Dylan, ti ringrazio, ma io di carino non ho nulla! Sono un maschiaccio!>>

Dopotutto Dylan non mi sembrava così male. Non sembra uno che cerca guai. Va bene come persona.

<<Allora Dylan ascoltami bene: Io non voglio lavorare nella moda, perchè non mi piace. Io vorrei far parte della ditta di fianco a noi, la Xian. Io amo il marketing.>>

<<Fidati Jennie, non andare lì... Ho esperienze>>

<<Come fai da avere esperienze là?>>


DYLAN'S POV 

Jennie è una ragazza con la testa sulle spalle e con i piedi per terra. Ti puoi fidare di lei solo se lei si fida di te. Non cerca guai e sa benissimo cosa vuol dire difendere i propri diritti. E se qualcuno le fa un torto, stai pur tranquillo che te lo fa pagare il doppio. Quindi era meglio dire la verità.

<<Jennie, ascoltami bene. Lo so, è strano, ma in realtà io non sono chi tu pensi che io sia>>

<<Ah a... No, non ho capito nulla.>>

<<Insomma, io non sono Dylan Wing, perchè Wing è il cognome di mio padre.>>

<<Ok, e che problema c'è?>>

<<Ecco, io in realtà ho il tuo stesso sogno, cioè di evadere dalla "prigione" costruita da mia madre, che è Sonya Xian>>.

Sembrava che Jennie avesse perso il suo color carne della sua pelle. Si stava tramutando in pelle bianca. Poi riprese a parlare e si riprese pure il suo colorito.

<<Tu sei l'erede dei Xian!>>

<<Esatto. E io dovrei odiarti e fare di tutto per eliminarti. Ma non posso, perchè non è giusto. Anzi, forse è meglio se io vada, anche perchè se mia madre scopre che sono uscito di casa e non sono andato a lavorare, e che ora sono nel palazzo dei Lee a fare domanda per un lavoro da stilista credo che mi fucilerebbe all'istante!>>

Jennie, mentre io mi avviavo alla porta, mi precedette e chiuse la porta dietro di lei sbarrandomi la strada.

Mi guardò e disse: <<Non puoi lasciarmi sola, Dylan. Dovremmo essere nemici ed invece siamo diventati amici. Lo so. Almeno posso darti il mio numero di telefono? Così posso scriverti...>>

<<Certo! Dammi il telefono>>

Le diedi il mio numero e lei mi dette il suo.

Fatto ciò, Jennie mi accompagnò fino all'uscita.

<<Dylan, grazie. Se non ti avessi conosciuto, la mia vita sarebbe andata a decadere oggi!>>

<<L'onore è stato tutto mio. Ti ringrazio, Jennie. Ci sentiamo!>>

JENNIE'S POV

Oggi è stato il giorno più bello della mia vita.

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