Esseri Umani
Dedicato a chi si ama
Anche quando la vita si mette nel mezzo.
L'amore. L'amore sempre continuerà.
"Passiamo alla prossima storia. Questa una bella storia, forse alcuni di voi la conoscono, magari in parte, forse alcuni no. È la storia di una coppia che è nata in una dei miei studi e che io ho visto nascere, crescere, maturare e sbocciare."
Maria si ferma un attimo. Guarda verso le quinte, sa che li dietro quella tenda si nasconde un ragazzo dagli occhi verdi e dal sorriso brillante. L'ha visto davvero prendere il volo, lei. Non si è mai pentita delle sue scelte, da quella volta che lo ha visto seduto su una sedia di plastica per il casting da tronista. Sapeva che sarebbe stato lui anche prima che parlasse.
Gli occhi non mentono e Maria lo sapeva che quelli di Claudio erano puri.
Per questo non si stupì quando quel giorno ricevette una email dove gli chiedeva aiuto. E chi era Maria per non darglielo? E adesso lui era lì dietro che si consuma le mani per quanto se le stava mordendo, che continuava ad asciugarsi le lacrime peggio del giorno della scelta, perché oggi la persona che starà aldilà della tenda potrà perderla davvero.
Ma Maria sa che alla fine l'amore vince sempre, o almeno ci spera. Così lancia un sorriso di incoraggiamento a quel ragazzo che aspetta che lo chiami per sedersi su quel pouf e prosegue.
"Quando conobbi Claudio, era una estate di due anni fa. Lo scelsi subito senza neanche ascoltare gli altri perché mi aveva già convinto. Sapevo che sarebbe stato quello giusto, quello giusto per portare nella televisione italiana un argomento del quale ancora si faceva fatica a parlare. Ma lui è stato perfetto, perché il suo garbo, la sua delicatezza, la sua semplicità o forse solamente il suo buon cuore, ha conquistato tutti." Maria pronuncia quelle parole commossa, e prende una caramellina per continua a parlare. "Ma ha conquistato anche il cuore di un'altra persona completamente opposta a lui. Una persona difficile forse, con un bel caratterino, qualcuno che sapeva tenergli testa e che forse era più pazzo di Claudio stesso."
Tutti sorridono, anche Claudio lo fa da dietro la tenda. Ma sa anche lui che adesso arriva la parte più difficile.
"Escono dal programma, iniziato a viversi, ma da subito sono bersagliati dai media, dagli haters, dal cyber bullismo di una società che ancora mi tocca dirlo, ignorante. Ma non solo, anche persone a loro vicine che si sono ritrovati contro, ex vendicati, menzogne che hanno portato a mettere un punto a questa storia dopo solo tre mesi. Ma passa del tempo, Claudio riesce a scrollarsi di dosso le accuse che gli sono state lanciate e fa di tutto per riprendersi la sua persona. Dopo una serie di mesi di incontri nascosti, dopo un lungo percorso per guadagnarsi nuovamente la fiducia dell'altro, decidono di rifrequentarsi. Va tutto bene, ufficializzano, sono appoggiati dall'affetto vero e sincero di molto loro fans e tutto sembra andare bene quando un fantasma del passato e la mancanza di un dialogo, ritornano a far capolinea nella loro vita e gettano di nuovo nelle ombre della loro storia. Claudio si ritrova di nuovo spiazzato, ma questa volta non può far niente per sistemare le cose perché l'altra metà è andata via ancora e stavolta per sempre.
Inizia un periodo complicato per Claudio che prima cerca di negare, poi cerca di pensarci, incontra nuove persone, nuove amicizie, forse anche qualcuna che tanto buona non lo era. Ha vissuto sei mesi in questo stato, quando finalmente ha capito che non può andare avanti senza di lui, senza il suo Mario.
Questa è la storia di Claudio e Mario, questa è la storia di un perdono e di una speranza.
Facciamo entrare Claudio."
Il pubblico applaude commosso, anche Maria lo è. Si sono affezionati tutti a quella storia, anche chi l'ha vissuta dietro a uno schermo e adesso freme perché potranno vederla chiudersi per sempre.
Claudio entra in studio, imbarazzato, impacciato. Si avvicina a Maria e l'abbraccia mentre il pubblico continua ad applaudire, cerca in lei la forza per gestire e per affrontare quel uragano che sa che dovrà affrontare. Tira fuori un fazzoletto dalla tasca e si asciuga gli occhi.
"Come stai? Sei un po' agitato?" gli chiede Maria che prende posto accanto a lui e gli accarezza i capelli.
"So più emozionato del primo giorno." Sussurra e fa sorridere tutti. "Mi vengono poco le parole, oggi Maria."
"Fa niente. Adesso guardiamo la consegna della busta."
Claudio annuisce e porge lo sguardo verso lo schermo.
La clip inizia. Con Gianfranco, il famoso postino che va in giro per le strade di Roma, diretto verso l'indirizzo di Mario.
"Ciao, Maria. Oggi siamo qui a Roma per consegnare la busta a Mario Serpa." Gianfranco pedala per le vie della capitale, fino ad arrivare di fronte al palazzo dove a Roma, Mario abita.
Claudio sente il cuore che sta per scoppiargli dal petto, non sa come reagire quando lo vedrà, non sa neanche cosa dirgli.
"Eccoci qua. Questa la casa. Vediamo se Mario è presente." Gianfranco suona al citofono e nella sequenza successiva si trova davanti al pianerottolo con un Mario piuttosto stupido di chi si trova davanti.
Claudio sorride appena lo vede. È bellissimo, anche con addosso quel pigiama con i panda e i capelli arruffati di chi, lui sa bene, si è appena alzato dal letto.
"è uno scherzo?" inizia il romano, non appena si rende conto delle telecamere.
"Ciao. Sai chi siamo?" chiede Gianfranco.
"Certo che sì, ma non capisco."
"Stiamo cercando Mario Serpa, abbiamo per lui un invito da parte di Maria De Filippi." Continua il postino, tirando fuori dalla tracolla la classica busta mentre Mario continua a ridere chiedendogli se si trova su Scherza A Parte.
"Allora prima dobbiamo farti delle domande. Ti chiami Mario Serpa e sei nato ad Anzio."
Mario si tocca l'occhio sinistro imbarazzato e incredulo e poi sussurra un debole "Sì"
"Hai 32 anni."
"Sì"
"E fai l'opinionista a Uomini e Donne."
"Sì."
"Bene, allora sei tuo." Gianfranco consegna la busta e Mario la prende tra le mani. "Adesso chiamo Maria e glielo chiedo. Non può essere vero."
"E tutto vero, noi ti aspettiamo in studio. Sai come si dice sempre alla fine?"
Il viso di Mario si apre di un sorriso che illumina tutto il viso e riscalda anche il cuore di Claudio e risponde "C'è posta per te."
La clip finisce e anche Maria si alza dal pouf, senza però prima confortare un altro po' Claudio che si sta letteralmente sciogliendo. Continua a torturarsi le mani tra di loro e se li passa poi sui jeans ogni due secondi.
Ci siamo, pensa.
Ci siamo, davvero.
Maria passa dall'altra parte dello studio e si avvicina al postino. "Gianfranco, Mario ha accettato l'invito?"
Seguono quelli che sono dei secondi di panico per Claudio che trattiene il fiato fino a quando non sente "Il signor Mario ha accettato l'invito ed è qui con noi."
Mario entra, applaudito dal pubblico che lo ama e che ormai lo conosce. È imbarazzato mentre avanza verso Maria e l'abbraccia. "Cosa mi hai combinato?" gli chiede e lei scrolla le spalla prima di invitarlo a sedersi.
Proprio dall'altra parte della busta.
Mario prende posto e si guarda in giro. È spaesato, non si aspettava niente di tutto ciò. Aveva sempre visto il programma, alle volte anche scherzandoci, mai si sarebbe aspettato di potersi trovare lì un giorno.
"Te lo aspettavi?" rompe il ghiaccio, Maria.
"No, Maria. Devi immaginare che non c'ho neanche saliva." Tutti ridono compreso Claudio. "Però tu lo sai, Maria. Quindi puoi dirmelo. No, perché sto a fa la schiuma, c'ho un'ansia da quel giorno che ho ricevuto la busta." Ed eccolo il solito Mario, quello che sembra impenetrabile e poi si scioglie per il nulla, quello che va in paranoica per la minima cosa, che si preoccupa sempre per tutti. Quello un po' più fragile, ma non debole.
"Adesso io apro la busta e vedremo chi c'è dall'altra parte che ti manda a chiamare. La persona dall'altra parte resta in silenzio e dirai tu se vuoi sentirla parlare o meno."
Mario annuisce. Non vede l'ora di sapere chi ci sia dall'altra parte. Eppure, in cuore suo lo sa già. Se lo sente dentro, ne sente quasi l'odore nell'aria e per questo a paura.
Paura di cedere, di rimettere in discussione di nuovo tutto, di provare la felicità che ormai da troppo tempo non sa più che cosa sia. Ha paura di dire sì, ma ha paura di più a dire no.
Per questo chiude gli occhi mentre la busta rivela chi si ritrova dall'altro lato.
E non ha bisogno di aprire gli occhi. Le note di Esseri Umani di diffondono e lui si sente un po' morire. Sullo schermo scorrono lente le immagine sue e dell'unico amore della sua vita. I loro primi sguardi, le esterne, le immagini della loro scelta, le lacrime, la gioia e poi una carrellata di foto. Claudio e Mario a Verona, i selfie stupidi, le cene insieme sul divano, le gite fuori porta. Tutte quelle foto che erano rimaste private solo tra loro due, scorrono velocemente raccontando una storia che non ha proprio voglia di finire. Ci sono foto mentre fanno la spesa, altre sulla neve. Le foto di Natale, quelle a Berlino, il compleanno di Mario, poi quello di Claudio, il viaggio in Tailandia. È tutto un album che racconta la loro vita insieme che si sofferma sull'ultima foto e quella scritta che a Mario fa tremare il cuore. L'avevano scattata per San Valentino dello scorso anno ed è davvero orribile, ma allora non è mai importato.
E tu, sei disposto a perderci?
La clip termina e appare l'inquadratura di Claudio.
A Mario manca il fiato. Manca sempre il fiato quando lo vede, ma adesso, vederlo così difficoltà dopo così tanto tempo, gli fa dimenticare di tutto e vorrebbe solamente andare ad riabbracciarlo.
Ma non può, perché loro non stanno più insieme e gli occhi gli bruciano per quanto gli fa male il cuore.
Tutto l'amore, tutto quello che aveva chiuso dentro di se, riemerge prepotentemente e sta lì a dirgli che può anche far finta che non esista, ma invece esiste e vuole amare.
"Immaginavi fosse lui?" gli chiede Maria e lo distoglie dai suoi pensieri, perché lui non ce la fa. I suoi occhi sono rimasti incastrati in quelli di Claudio e non ne vogliono sapere di lasciarsi andare.
Sospira e "Sì." Risponde. "Non poteva essere altro che lui."
Claudio gli sorrise anche se i suoi occhi stanno piangendo, ma Mario non ricambia.
"Sei arrabbiato?" continua Maria.
"Sì", risponde Mario perché è vero lo è. Anzi è incazzato nero perché non lo vede da troppi giorni, non si sentono ma secoli eppure, non riescono a lasciarsi ed è un tira e molla estenuante e lui forse non ha più la forza per lottare. "Sono molto arrabbiato, in realtà."
"Perché?" gli chiede la donna con fare materno e lui davvero ci tenta a capire il perché ma non lo sa neanche lui. Sono troppe le cose o forse non è niente.
Scrolla le spalle e pensa a questi due anni, a quante volte a pianto e a quante volte ha riso. Pensa a tutto e non riesce e guardare Claudio, così si fissa la punta delle scarpe. "Perché ci ho investito troppo in questa storia che davvero, Maria, non capisco più neanche perché siamo qui a parlarne se in realtà è qualcosa di concluso e finito."
E adesso è Claudio che vorrebbe urlare e Mario lo sa perché sente il peso delle parole non dette, e sa che nulla porterà a buona fine.
"Che ne dici di ascoltare quello che ha da dirti prima?"
Mario annuisce e così Maria si rialza di nuovo e avanza aldilà dello studio. Guarda Claudio e lo incoraggia con un sorriso.
Ma Claudio non sa se ce la fa. Si sente stanco, spostato, spogliato da tutto. Sapeva che non sarebbe stato semplice, ma non pensava che avrebbe fatto così male. Cerca di non pensarci e si appella a quel sorriso che ha visto in Mario mentre guardava le loro foto scorrere. Si appiglia a quella speranza e trova la forza di parlare.
"Ciao." Sussurra solamente. Il cuore gli batte forte. Le mani tremano, così come la voce. "Non te lo aspettavi, eh? Eppure una volta te l'avevo detto che sarei venuto a prendermi anche in capo in mondo." Guarda Mario e Mario annuisce anche se mantiene alto quel muro d'orgoglio che Claudio sa che forse può ancora abbatterlo. "Io... ci ho pensato molto e ho capito che non potevo andare più avanti così. Mi manchi, Mario. La tua assenza riempie ogni luogo e io non ce la faccio più. Ti vedo ovunque, tra i muri di casa nostra, per le strade della mia città che stava diventando anche tua, in ogni piccola abitudine, in ogni gesto. Mi manchi e non voglio vivere con la tua assenza, voglio vivere con la tua presenza." Sussurra con le lacrime agli occhi e il cuore in gola.
"E questo quando te ne sei accorto? Prima o dopo che hai permesso che me ne andassi?" gli chiede nero e lo è davvero nero.
Claudio deglutisce e "L'ho sempre saputo. Lo hai sempre saputo."
"Io non so un bel niente da un po'."
Claudio sospira e lancia uno sguardo a Maria che lo incinta a continuare. "Sono stati mesi difficili questi per me. E lo sono stati anche per te. Possiamo negarlo quanto vuoi, ma non stiamo bene. Sono sei mesi che ormai ufficialmente non stiamo insieme e quante volte siamo già caduti in tentazione? Sette volte, Mario. Se non ero io, eri tu a venire da me. Ci urlavamo contro, ci odiavamo ma poi finivamo sempre per amarci per poi tornarci ad ignorarci il giorno dopo. Io non ne posso più di te che ci sei e poi non ci sei più. Voglio stabilità, voglio di nuovo te a casa mia, voglio vederti con i miei vestiti addosso, andare a passeggiare mano nella mano. Rivoglio tutto." Termina il suo discorso e non ha più fiato. Beve un sorso d'acqua e spera veramente di trovare un graffio in quel muro.
Mario abbassa la testa. Dentro di sé la tempesta. Non sa se crederci, non sa cosa pensare. Sa solo che lui non sa se può farcela ancora, se potrà di nuovo riaprire il suo cuore senza che venga spezzato ancora una volta.
"Come posso fidarmi di te? Ci abbiamo provato troppe volte, Clà e non è andata bene nessuna delle volte. Perché farci male ancora?"
Già, perché farsi male?
"E' da un mese che non abbiamo contatti. So che ti senti con qualcuno..."
"Lo stai facendo anche tu, Claudio."
"E solo una finta. Ci sei ancora tu."
Ed è tutto lì in un ci sei ancora tu, per dire che c'è solo lui, lui e basta.
O lui o nessun altro.
E restano a guardarsi negli occhi e si leggono dentro tutte le paure che nascondono e le parole che non possono pronunciare. Ma Mario non cede, scuote la testa e non gli crede o non vuole crederci.
Maria lo raggiunge se si siede di nuovo accanto a lui. "Cosa ti frena?" gli chiede.
"Da dove inizio?" le sussurra e davvero se dovrebbe elencare tutti i motivi che lo portano a dirgli di no e sì, non finirebbe prima di domani. "Ci abbiamo provato tre volte. Ci abbiamo creduto tre volte. I primi mesi va sempre bene, è sempre tutto stupendo e poi viene fuori sempre qualcosa e ci perdiamo. Forse ci amiamo ma non possiamo stare insieme. Ci feriamo noi, mentre dovremmo curarci perché ognuno sta troppo sulle sue, perché abbiamo due caratteri di merda che insieme non possono stare. Chiedere scusa, dire di riprovarci, non servirebbe a nulla, perché andrebbe bene per due mesi e poi ritorneremo a scannarci. È così ormai. È una storia che già conosco a memoria."
Mario si guarda le mani. Gli fa male dire di no, ma c'era lui poi a dover riattaccare i cocci di lui stesso. C'era solo lui quando era rotto e doveva cercare un modo per stare in piedi, per rialzarsi perché ogni volta ne riusciva più sconfitto, più a metà.
"E' vero che in questi mesi ci sono stati giorni dove ci siamo visti, forse perché non riusciamo del tutto a lasciarci andare, ma io devo lasciarlo andare, devo farlo per me."
Sente Claudio trattenere il respiro dall'altro lato. Sente Claudio che vorrebbe alzarsi e andare contro il format del programma e raggiungerlo dall'altra parta, prendergli il viso tra le mani e chiedergli di riprovarci e ancora, e una parte di lui lo vorrebbe anche, perché lo sa che a quei occhi verde non può resistere, che cederebbe subito e non può permetterselo.
"Perché vi siete lasciati l'ultima volta?" gli chiede allora Maria.
"Volevamo cose diverse. Io volevo qualcosa di più e lui probabilmente non era ancora pronto e io non posso fargliene una colpa, non posso chiedergli di fare qualcosa che non si sente, ma non posso neanche trascorrere tutte la vita ad accontentarmi di una felicità a metà. E poi vabbè, tante troppe persone che tra di noi si sono sempre messe in mezzo e siamo scoppiati." Sussurra, il dolore di quei giorni ancora presente in lui. Gli occhi che lacrimavano, mentre prendeva le sue cose e riempiva un trolley. Quelle parole urlate quel "basta" che ha perforato i timpani e quel "non ce la faccio più così" e non ce la faceva più davvero.
"Io ci ho parlato un bel po' prima. È davvero sicuro stavolta." Cerca di convincerlo Maria, prendendogli una mano e togliendogli quella lacrima all'angolo dell'occhio.
"Che me la dà la certezza che io mi posso ancora fidare?" sussurra con la voce che gli muore in gola, il cuore che continua a spezzarsi.
Quante volte può spezzarsi un cuore?
"Te lo giuro, Mario. Che non mi importa più di niente!" risponde Claudio, che non ce fa a rimanere ancora un altro secondo in silenzio. Perché quelle parole lo stanno uccidendo, perché vedere Mario che molla è qualcosa che non aveva mai visto e non ci è abituato. E ha paura, cazzo. Una paura enorme di perderlo e di non poter far nulla per evitarlo. "Te lo giuro che non permetterò mai a nessuno di mettersi ancora in mezzo tra di noi." E lo sta urlando, gli sta urlando il suo dolore, insieme tutto al suo amore.
"Lo dici ogni volta..."
"Ma questa volta è davvero vero. Perché sono pronto. Ho dovuto pensarci allungo ma son pronto davvero. Voglio te e me insieme, voglio costruire con te una famiglia, voglio sentirmi completo."
"E cosa ti ha fatto cambiare idea? Cosa ti ha fatto andare oltre le tue paure?"
"Tu. La tua assenza. È di quella di cui ho paura matta di non averti più tra le mie giornate. È quello che temo, è quello che non mi fa respirare e che mi ha fatto capire che sono pronto, che a poco a poco posso darti tutto ciò che vuoi."
Perché non ne può più di girare per casa e non trovarlo, non ne può più di sentirsi solo, triste, incontentabile. Non ne può più di sentirsi vuoto.
"E qui che sbagli. Non devi farlo per me. Io non te l'ho mai chiesto di farlo per me. Devi farlo perché lo vuoi tu." Gli risponde Mario.
E ha ragione. Lui non era pronto. Non era pronto a pensare a un futuro da sposati, forse ha sempre odiato quel aspetto. Per lui non è una firma, non è un anello che li teneva legati, ma per Mario forse sì. Per Mario e il suo desiderio di famiglia che lui spaventata ma che poi ha capito. È la necessità di sentirsi legato all'altra persona, è la bellezza di poter crescere qualcuno insieme, di condividere l'amore, di fidarsi dell'altra persona a tal punto di volere tutto ciò che per troppo tempo detestava.
E tutto questo lo ha capito senza di lui, tutto questo lo ha portato a comprare quella scatolina che pesa come un macigno dentro la tasta della sua giacca.
"Sai cosa è questo. È un anello. L'ho comprato per te." Sussurra, mentre tira fuori la scatolina di velluto blu e lo guarda degli occhi. E Mario, Mario sbianca. "Perché io voglio chiederti di sposarmi. Voglio sposarti. E non lo faccio per compiacerti, lo faccio perché lo voglio io perché ne ho bisogno io. Non mi interessa se abiteremo a Verona o a Roma. Chiedimi di traferirmi e io lo farò subito. Perché ho smesso con tutte quelle cazzate, perché ho capito non voglio più vivere di ricordi. Voglio sposarti, voglio andare in giro e dire che sei mio marito, non me ne vergogno più, voglio baciarti davanti al Colosseo, e poi voglio farlo davanti alla mia Arena. Non più paura del futuro, o forse sì ne ho paura se tu non ci sei. E certo che non sarà facile. Litigheremo ancora, ci odieremo ancora, magari me ne andrò di nuovo o lo rifai tu, ma tanto lo so che i miei passi mi ritorneranno di nuovo da te. E io non sono disposto a perderci. Non sono disposto a perdere noi. Perché in amore vince chi ama, non chi lascia. E tu, tu Mario. Tu, sei disposto a perderci?"
E Mario li crolla, perché non ci vuole credere e invece ci crede. Perché lo vede nei suoi occhi e piange perché lo ama da morire e non aspettava altro che questo. E vede Claudio che piange e non riesce a trattenere i singhiozzi, mentre il pubblico applaude ma lui non lo sente, perché c'è solo Claudio e non vede l'ora di abbracciarlo.
"Che dici Mario, togliamo la busta?" gli chiede Maria, con un sorriso complice.
Mario tira su col naso e poi chiede un attimo di dire tutto la cosa. "Ho sbagliato anche io tantissimo con lui, Maria, non ci sono mai stati colpevoli tra di noi e anche io devo chiedergli scusa." Afferma, perché davvero è stato un stronzo e uno orgoglioso "Però promettermi una cosa Claudio", sussurra di nuovo rivolto verso di lui. "giura che questa è l'ultima volta. Giura che non ci perderemo più perché io non ne ho più le forze."
"Te lo prometto."
"Tolgo?"
"Sì, togli."
E la busta va via mentre di nuovo le note di Esseri Umani riempiono lo studio.
E Mario corre, e Claudio fa lo stesso. E piangono ancora mentre si ritrovano l'uno tra le braccia dell'altro, mentre si stringono, mentre si baciano e ritornano a respirare dopo essere stati in apnea per troppo tempo.
"Sei uno stronzo, ma ti amo ancora." Gli sussurra sulle labbra, Mario
"Ti amo, anche io." Risponde Claudio e appoggia la testa nel suo posto preferito al mondo, li nascosto tra le pieghe del suo collo. E restano lì a ballare quel lento fino a quando Mario non sussurra al suo orecchio.
"Ma adesso devi chiedermelo."
E Claudio si distacca appena. Prende di nuovo la scatolina dalla tasca e si inginocchia davanti a lui.
Gli prende la mano e sorride emozionato.
"Mario Serpa, vuoi sposarmi e rendermi l'uomo più fortunato al mondo?"
E Mario tentenna prima abbassarsi alla sua altezza e baciarlo sul naso.
"Dovresti già saperlo da quella volta che ti ho detto mille volte sì, che per te un sì lo troverò sempre."
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È tutta colpa di Twitter e dei sui tweet che mi fanno pensare queste cose.
So solo che mi mancava scrivere e ritornerò presto.
Spero che questa one short vi piacerà. Fatemi sapere. ❤️
Sabry.
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