Capitolo 4
Avete presente quando si guida seguendo il GPS, perché non potevate passare dall'ufficio del turismo per avere la mappa del villaggio, solo perché volete andare a casa il piú veloce possibile, e poi il GPS vi porta si, davanti a un supermercato, e si il piú vicino, ma che é chiuso la mattina del Sabato? Ecco. Io ho presente visto che ora mi sono fermata davanti a un'altro supermercato che é distante 1 km dall'altro. Comunque. Chiudo la macchina e entro nel supermercato che accuanto pare si chiama Redet. Le pareti sono rosse mentre il soffitto e il pavimento, come anche tutto il resto (tranne le persone e la merce, si intende), bianco. Prendo un carrello di quelli che si tirano a mano, rigorosamente rosso e bianco, e comincio a girare per il supermercato prendendo: due bottiglie di succo di albicocca, due di pera, e due di pesca; nove pacchi di pasta, uno di gnocchi, uno di tortellini e due di spaghetti; tre bottiglie di sugo; una di olio; cinque scatolette di tonno; due scatoline di pancetta; tre pacchi di riso; due blocchi di burro; due confezioni di uova; quattordici mele; due confezioni di salmone e una di platessa; otto confezioni di carne; sette buste di prosciutto e tre file di pancarré. Metto tutto nel carrello aggiungendovi tre bottiglie di acqua e quattro bustine di camomilla e mi fermo alla cassa. -E che cavolo!- Sbuffo guardando le file lunghe un metro che ci sono a ogni cassa. Io mi unisco a quella apparentemente più corta e nel frattempo aggiungo una scatolina di tic tac alla fragola. Dopo essere avanzata di un paio di posti la ragazza che é davanti a me si gira e mi sorride -ciao! Sei nuova? Non ti ho mai vista qui, e questo supermercato é frequentato da tutti gli abitanti di Fiste- Ha una voce chiara e leggera ma non é molto forte. Ha gli occhi azzurro limpido, i capelli castani e mossi. É alta poco più di me (io sono 1 e 80 quindi lei sará 1 e 83-84) e ha il fisico giusto per le ragazze: non troppo magro ma con neanche una traccia di ciccia in piú. Gli sorrido cercando di non farmi distrarre dalľuomo davanti a lei che stá schioccando le dita a ritmo di non só che -ciao! Si, sono nuova. Sono arrivata giusto questa notte- -Uao! E a che ora sei partita?- -verso le due meno dieci- -deve essere stato davvero un viaggio stancante- -puoi contarci. Molto meglio avere le scope- -preferisco i thestral- -come ti chiami?- -Melody, tu?- -bel nome! Charity- -ODDIO LO VOGLIO- scoppio a ridere per poi zittirmi di botto dopo due secondi e guardarmi intorno con la faccia così rossa da fare invidia ai capelli dei Weasley. Lei imbece ride ma non forte come me. Sospiro -beata te che controlli la tua risata. Io ogni volta o ridacchio come una contessa o rido come uno con quattro piume sotto le ascelle che gli fanno il solletico. Lei ridacchia. -bé, dipende dal livello di umorismo che hai- scrollo le spalle-probabilmente. Dove abiti?- La fila é quasi finita. Per fortuna, vorrei pranzare prima delle tre. -al numero 50 di Via dei passeri. Tu?- faccio un sorriso a bocca aperta, che sembra piú che altro una posa della bocca per mostrare un apparecchio inesistente, ma quando ti viene da ridere. -al numero 47 di Via dei Passeri. Sei vicino in diagonale a destra rispetto a me!- -che bello! Cosí non devo girare mezzo villaggio!- -giá!- ridacchio -Hai ridacchiato!- -Evviva!- gioisco per poi scoppiare in un altra fragorosa risata. Ammutolisco e mi sbatto una mano in faccia -sono scema- lei sorride- non dire cosí dai!- É arrivato il suo turno. Comincia a tirare fuori le cose dal carrello è nel mentre canticchia la musica di Harry Potter. Sembra avere qualcosa come 19 anni e mezzo. -tu da quanto sei qui?- lei finisce di riporre le cose e vá dall'altra parte della cassa. Più o meno una settimana. Credo che ti troverai bene qui. Prende una busta e si allontana -io vado. Ci vediamo!- e esce. Io finisco di depositare il delizioso contenuto del carrello, metto tutto nella busta, saluto la commessa che é leggermente robusta ma sembra molto gentile, e esco anche io. Carico la busta da un chilo nel portabagagli e mi avvio verso casa. Dopo dieci minuti arrivo, svuoto la busta nella credenza di legno di abete e nel frigo color crema(che schifo di colore) e metto la pentola sul fuoco per fare gli spaghetti, poi apparecchio. Tiro fuori detersivo e straccio e comincio a pulire i mobili. Dopo aver pulito il bagno e il salotto sento il timer che squilla, poso tutto, mi lavo le mani e comincio a mangiare
Scusate tantissimo per ľ attesa, ma ci ho messo tipo due giorni per ideare questo capitolo é poi sono stata impegnata con la tesina (gli esami di terza media dovrebbero essere aboliti). Spero che mi perdonerete😊 Comunque! Vi é piaciuto questo capitolo? É noioso? Secondo voi come si svilupperà la storia? Ciaooo
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