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Incontri notturni e dopobarba


Si lasciò cadere esausta sul coperchio del water dopo aver tirato l'acqua. Si sentiva stremata, stanca in ogni fibra del suo corpo, esaurita dalle nausee incessanti che l'avevano colpita ancora una volta senza preavviso. Allungò la mano tremante e chiuse il rubinetto del lavandino, interrompendo il suono dell'acqua corrente che aveva aperto per coprire i conati. Avrebbe voluto lavarsi i denti, ma in quel momento non ne aveva la forza, quindi si limitò a poggiare la fronte contro la superficie fredda del lavandino, cercando un po' di sollievo. La prospettiva di essere bloccata in quel ciclo di stanchezza e nausea, giorno dopo giorno, le appariva soffocante. 

Non riusciva a capire cosa avesse scatenato tutto quello: forse la cavalcata di qualche giorno prima, forse il viaggio, o magari il mal di testa da jet lag che non le dava tregua. O forse, semplicemente, il bonus iniziale di una gravidanza senza inconvenienti era finito, e ora doveva affrontare la dura realtà delle nausee mattutine, che però sembravano colpire a tutte le ore, specialmente di notte. Si chiese, in preda allo sconforto, e ai primi sbalzi d'umore che ormai facevano parte del pacchetto gravidanza, perché diavolo avesse accettato di partire con Carlos.

«Parti con me» le aveva detto mentre ancora la teneva abbracciata. «Parti con me Francesca, vieni con me negli Stati Uniti.»

Lei lo aveva guardato confusa.

«Non te lo sto chiedendo perchè non mi fido di te, o perchè voglio tenerti sotto controllo, te lo giuro, solo... mi sentirei molto più sicuro e tranquillo sapendoti con me e non da sola a Milano. Poi hai promesso che mi avresti dato la possibilità di farmi conoscere da te, e questa mi sembra un'ottima occasione, non pensi?»

All'inizio si era rifiutata. Fuggendo dal suo abbraccio e concentrandosi sul dissellare il cavallo e su mille altre cose pur di non pensarci, ma alla fine aveva capitolato, non aveva resistito a quegli occhi bruni e aveva accettato. Dopotutto Carlos aveva ragione, loro due avrebbero dovuto conoscersi, passare del tempo insieme, e sarebbe stato davvero difficile farlo nelle tre settimane successive se lei fosse rimasta a Milano. Così, una volta tornata nel suo appartamento, aveva fatto rapidamente i bagagli, riesumato il suo passaporto intonso da persona troppo povera per viaggiare, e poi era partita con lui, entusiasta all'idea di visitare gli Stati Uniti. 

Il viaggio però si era rivelato più estenuante del previsto, con il volo che si era trasformato in una vera e propria tortura. Nonostante avessero viaggiato su un jet privato, con tutte le comodità e i comfort possibili, le ore di volo le erano comunque sembrate interminabili. Aveva cercato di rimanere sveglia, leggendo un libro e guardando film e non aveva fatto altro che bere acqua per tutto il viaggio, alzandosi poi ogni tre per due per sgranchirsi le gambe e andare in bagno, tutto per evitare disidratazione e problemi di circolazione. 

Poi, una volta atterrati, ovviamente il jet lag aveva colpito. Era sempre stata una persona più attiva di notte che di giorno, abituata a fare le ore piccole, quindi fortunatamente adattarsi ai nuovi orari non era stato così tremendo come aveva immaginato, ma era stato comunque stancante e ancora non ci era riuscita del tutto. E come se non bastasse, ad aggiungere una bella ciliegina a quella torta di problemi, la gravidanza si era fatta sentire in tutta la sua intensità, trascinandola per la terza notte consecutiva in quel bagno, a combattere con le nausee che non le lasciavano tregua. 

Fortunatamente Carlos non sembrava essersi accorto di nulla e lei sperava che la cosa rimanesse così. Non voleva disturbarlo o dargli preoccupazioni, non in vista delle gare che avrebbe dovuto affrontare quel weekend e di tutti gli impegni che aveva. 

Sentendo finalmente la sensazione di nausea abbandonarla si fece forza, costringendosi ad alzarsi in piedi per lavarsi viso e denti. Il sapore del dentifricio alla menta la fece sentire incredibilmente meglio. Cercando di fare meno rumore possibile uscì dal bagno e, camminando in punta di piedi, raggiunse il letto che divideva con Carlos. Il pilota sembrava dormire sereno e indisturbato, così si infilò rapidamente sotto le coperte lasciando che il suo respiro tranquillo e regolare la cullasse tra le braccia di Morfeo, sperando con tutto il cuore di riuscire a dormire per il resto della notte.

...

A svegliarlo furono il fruscio delle lenzuola e il rumore di passi veloci che si allontanavano verso il bagno. Poi sentì l'acqua scorrere, e per qualche motivo la cosa gli sembrò strana, sospetta. Colse anche un paio di rumori soffocati, così decise di alzarsi e avvicinarsi.

«Francesca?» provò a chiamarla.

Nessuna risposta. Ma dietro la porta chiusa, sentì chiaramente il suono di conati. Ogni traccia di sonnolenza scomparve immediatamente, sostituita dalla più totale preoccupazione e spalancò la porta. 

Francesca era lì, inginocchiata sul pavimento, le mani aggrappate al bordo del water mentre ogni muscolo del suo corpo si contraeva per espellere nient'altro che succhi gastrici. Si precipitò immediatamente da lei, inginocchiandosi al suo fianco. Non sapendo bene cosa fare o come comportarsi, si lasciò guidare dall'istinto, spostandole, per prima cosa, i capelli dal viso che si era fatto pallido e madido di sudore. Poi prese ad accarezzarle piano e dolcemente la schiena, con movimenti circolari, cercando di darle conforto, di farle avvertire la sua presenza. Dopo un tempo che gli parve interminabile finalmente i conati cessarono e Francesca si lasciò andare, stremata, accasciandosi contro la parete.

«Francesca, cosa succede?» le chiese piano, il tono della voce che tradiva tutta la sua preoccupazione.

«Sono le nausee.»

La voce di Francesca suonò alle sue orecchie orribilmente flebile e rauca.

«Da quanto vanno avanti?»

«Da quando siamo arrivati» disse, gli occhi ancora chiusi.

Si sentì incredibilmente in colpa, lei stava così da più di due giorni e lui non si era assolutamente accorto di nulla.

«Mi dispiace, io non... non me ne sono accorto. Ma perchè non mi hai detto niente?»

Lei si lasciò sfuggire un sospiro prima di aprire gli occhi.

«Non volevo essere un peso o darti preoccupazioni. Hai già abbastanza stress e pensieri per conto tuo...»

«Francesca, eravamo d'accordo che mi avresti permesso di aiutarti, di starti accanto... So che non posso fare più di tanto per alleviare le tue sofferenze, ma almeno rendimi partecipe, lascia che mi prenda cura di te.»

Allungò una mano per toglierle una ciocca di capelli che le era ricaduta sul viso e le accarezzò la guancia. La pelle di lei sembrava congelata a contatto con la sua. 

Dopo un attimo la vide annuire, abbandonando il volto contro il suo palmo. Le diede una mano a mettersi seduta sul water e le porse spazzolino e dentifricio. Lei parve accoglierli come fossero la cosa migliore del mondo, sospirando di sollievo una volta finito di lavarsi i denti. Rimase a guardarla qualche minuto, accertandosi che stesse effettivamente meglio, poi, ignorando completamente le sue proteste, la prese tra le braccia e la portò a letto. Era leggera, troppo per i suoi gusti, e si ripromise che a colazione l'avrebbe fatta mangiare fino a scoppiare. 

Dopo averla adagiata fra le coperte le si sdraiò accanto e, senza minimamente prendere in considerazione il coro di lamentele che proveniva da Francesca, la attirò a sé, accarezzandole dolcemente la testa finché lei non smise di opporre resistenza e, esausta, si rannicchiò contro il suo corpo. Poco dopo la sentì scivolare in un sonno profondo e tranquillo, e lui fece lo stesso, lasciando che il suo profumo, ormai familiare, gli innondasse le narici.

...

Si rotolò nel letto, cercando di nascondere il viso sotto le coperte per poter dormire ancora un pò nonostante la luce filtrasse ormai prepotente dalle finestre. Mentre si rotolava però non incontrò nessuna resistenza, nessun altro corpo come invece si aspettava avrebbe dovuto fare, così, stropicciandosi gli occhi, si tirò su a sedere constatando che si, Carlos non era più nel letto con lei. 

Non era certo la prima volta, in quelle poche mattine che avevano passato insieme lui si era sempre alzato prima di lei, per qualche impegno o semplicemente per uscire a correre, o a pedalare, o ad allenarsi, ma per qualche motivo aveva pensato che quella mattina sarebbe stato diverso. Aveva scioccamente pensato di risvegliarsi tra le sue braccia, esattamente come si era addormentata... 

Al pensiero di quello che era successo durante la notte si sentì avvampare per l'imbarazzo. Non avrebbe mai voluto farsi vedere in quello stato da nessuno, men che meno da Carlos. Vulnerabile, intenta a fare qualcosa di così disgustoso... Lui però le era stato accanto e si era preso cura di lei. A malincuore fece segnare nel suo tabellone mentale una nuova crocetta nella colonna dei pro per il pilota.

 Istintivamente fece scorrere lo sguardo per tutta la camera, cercando segni della sua presenza e proprio in quel momento vide la porta del bagno aprirsi e il pilota uscire con indosso nient'altro che l'accappatoio, facendo salire di nuovo il conteggio delle crocette.

«Buongiorno» la salutò sfoderando uno dei suoi bellissimi sorrisi.

Lei però non gli rispose, incapace di articolare una singola parola mentre lasciava scorrere lo sguardo sull'uomo davanti a lei. Contro il bianco del tessuto la sua pelle ambrata e ancora bagnata risaltava più del solito mentre i capelli umidi gli si arricciavano leggermente sulla fronte, rendendolo incredibilmente sexy. 

Lo vide corrugare la fronte e avvicinarsi a lei, sedendosi poi sul bordo del letto per osservarla con sguardo attento.

«Come ti senti?»

«Meglio, grazie» riuscì ad articolare cercando di concentrarsi sul volto del pilota e non sulla cintura dell'accappatoio che sembrava dare segni di cedimento.

«Sicura?»

Lui si allungò verso di lei, accarezzandole il viso con dolcezza e con aria premurosa. Annuì non riuscendo a non notare quanto del corpo di Carlos ora fosse in bella vista proprio davanti a lei e quanto il suo profumo di dopobarba, mescolato al suo naturale sentore, fosse invitante. Maledetti ormoni pensò tra sé e sé prima di fuggire dal suo tocco guizzando fuori dalle lenzuola in una perfetta imitazione di un salmone intento a risalire un torrente.

«Sicurissa. Penso che mi farò anche io una doccia» e corse in bagno.

Chiudendo la porta dietro di sé udì la risata di Carlos.



Dopo la doccia si sentiva incredibilmente meglio. Le nausee che la avevano colpita durante la notte parevano un ricordo lontano e il mal di testa da jet lag sembrava essere finalmente scomparso. La sensazione di pulito poi, unitamente al profumo di bagnoschiuma, la facevano sentire pronta per affrontare quella giornata. Mentre finiva di asciugarsi i capelli sentì bussare alla porta del bagno.

«Si?»

La testa di Carlos fece capolino.

«Sei pronta?»

«Quasi.»

Pensava che lui se ne sarebbe andato, e invece rimase sulla porta, osservandola mentre finiva di prepararsi. Non sapeva se sentirsi più imbarazzata o infastidita dalla cosa. 

Finì rapidamente di asciugarsi i capelli, raccogliendoli in una crocchia morbida e poi passò al trucco. Niente di speciale o particolare, solo un filo di correttore per coprire le occhiaie e del mascara. Non tentò nemmeno di mettersi l'eyeliner, con Carlos a farle pressione non sarebbe mai riuscita ad ottenere un risultato decente. Come ultima cosa si spruzzò un pò del suo profumo preferito.

«Sono pronta!» dichiarò facendolo spostare dalla porta in modo da poter uscire.

Recuperò dalla valigia un maglioncino leggero che indossò sopra la canotta, e la giacca di jeans. Come ultima cosa si infilò le scarpe da ginnastica e prese borsa e occhiali.

Poi lei e Carlos uscirono dalla stanza, diretti, per la prima volta insieme, al paddock.



--- spazio autrice---

Rieccoci qui, come ogni mercoledì, con un nuovo capitolo.  Che ne pensate?

Volevo che fosse un capitolo un pò confy, cute, quasi intimo e con la giusta dose di disagio da parte di Francesca che comincia a fare i conti con i primi destabilizzanti sintomi della gravidanza, nonché con lo stare a stretto contatto con un certo pilota spagnolo di nostra conoscenza. Ci sono riuscita?

Grazie mille per aver letto!

*kiss  Silver_Fame

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