Diamanti e frigoriferi
«Se volevi vedermi senza maglietta bastava chiedere, sai?»
Bloccò immediatamente il cellulare e nello schermo nero vide riflessa la faccia divertita di Carlos. Fa che non sia nudo. Fa che non sia nudo. FA CHE NON SIA NUDO. Pensò mentre lui la aggirava per poi ricomparire di fronte a lei. Fortunatamente indossava un paio di jeans e una stupenda e coprentissima t-shirt della squadra.
«È stato Nick a mandarmi quel video» disse fingendo nonchalance e scusandosi mentalmente con il suo migliore amico per quell'accusa.
«Allora, forse, dovrei chiederlo a lui.»
«Si, forse dovresti. Di sicuro apprezzerebbe.»
«E tu no?»
Sul volto del pilota comparve un sorriso malizioso e lei si sentì avvampare, così cercò di cambiare argomento.
«Penso che non riuscirò più a guardare il tuo compagno di squadra negli occhi.»
«Perchè?»
Le parve di cogliere un leggera sfumatura di irritazione nella voce di Carlos, cosa che le diede la sicurezza di aver evitato la domanda.
«Beh, la sua fanbase è piuttosto... selvaggia e ricca di immaginazione. Ma anche la tua non scherza da quanto ho visto.»
Carlos si passò una mano tra i capelli, ridacchiando imbarazzato.
«I fan a volte sanno essere piuttosto fantasiosi in effetti, e creativi. Ma non ci faccio molto caso ad essere sincero.»
«Si certo, come no. Scommetto che invece ti diverti un mondo nel vedere quei reel, nel goderti le attenzioni di tutte quelle donne e ragazzine che ti guardano da ogni parte del mondo con gli occhi a cuoricino e gli ormoni impazziti.»
«Al momento sono interessato solo agli ormoni impazziti di una certa ragazzina in particolare, e lei ha tutta la mia attenzione. Come ti senti?»
«Morta» avrebbe voluto rispondere, ma non era sicura di come lui avrebbe interpretato la cosa. Deglutì un paio di volte a vuoto mentre quegli occhi castani la fissavano intensi e preoccupati.
«Bene» riuscì ad articolare in poco più che un sussurro.
Si schiarì la voce con un colpo di tosse e riprovò.
«Bene. Sto bene, grazie.»
«Sicura?»
«Si, la nausea sembra essere passata e a dir la verità comincio ad avere anche un certa fame.»
«Allora che ne dici di andare a mangiare?»
«La trovo un'ottima idea. Senti, pensi che da qualche parte nel paddock io riesca a rimediare un pacchetto di caramelle allo zenzero o di gomme da masticare? Ho letto che potrebbero aiutare con le nausee...»
«Non lo so, ma posso provare a chiedere.»
«Grazie.»
Lui le sorrise, prima di avviarsi verso la porta.
«Aspetta!» lo fermò «sono... ehm... sono presentabile?»
Si era fiondata fuori dal bagno in fretta e senza guardarsi allo specchio e non voleva rischiare di uscire nell'hospitality con macchie di dentifricio varie, mascara colato o capelli da pazza. Carlos si voltò a guardarla, aggrottando la fronte come se la stesse studiando e osservando attentamente.
«Mmm...» mugugnò avvicinandosi.
Poi le prese il mento tra le dita, facendole scorrere in modo spudoratamente lento il pollice sul labbro inferiore. Si ritrovò a trattenere il fiato finché lui non le sorrise soddisfatto e ritirò la mano.
«Che... che cos'era?»
«Oh, niente. Avevo solo voglia di farlo.»
Rimase senza parole, con il cuore che le batteva in petto stranamente veloce. Poi sentì l'indignazione ribollirle nelle vene.
«Se la tua fanbase sapesse quanto sei odioso, Carlos, rimarresti con zero fan!»
Lui si mise a ridacchiare.
«Fidati, niña, se la mia fanbase sapesse quello che ho appena fatto, prenderebbe fuoco. Ora forza, andiamo a mangiare.»
Incapace di aggiungere altro semplicemente lo seguì.
«Una pacca sulla spalla, Francesca?! Una pacca?! Quell'uomo è salito sul podio, ha conquistato l'argento in una gara sprint e tu cosa fai quando lui ti viene incontro tutto sudato e sorridente? Gli dai una pacca sulla spalla. UNA PACCA. SULLA SPALLA. Chi sei, Francesca, il suo allenatore di football?!»
Nella sua testa, l'immagine della vena che pulsava sulla fronte di Nick era più nitida che se lo avesse avuto davanti in carne ed ossa.
«No cara, ti dico io cosa avresti dovuto fare. Avresti dovuto allungare le tue belle manine, prendergli quel volto scolpito dagli dei tra le dita e stampargli un bacio su quelle sensuali e carnose labbra da ispanico. Questo avresti dovuto fare, mia cara. Così le Wags danno il saluto ai loro piloti al rientro da una gara.»
«Punto primo. Le cosa? Punto secondo. Sono piuttosto convinta che si dica spagnolo, non ispanico. Punto terzo. Non credo che potrei fare una cosa del genere.»
«Perchè no, Fra?! Perchè?»
«Perchè no, ok?! Non... Non abbiamo quel genere di confidenza...»
«Tesoro, direi che è un pò tardi per fare la timida, non credi? La pagnotta che cuoce nel tuo dolce forno non è certo finita lì grazie alla polvere di fata...»
«Davvero di classe, Vostra Grazia» e fece rotare gli occhi anche se lui non poteva vederla.
«Miss Amoro, non osate usare Bridgerton con me, ne prendere in giro il mio amato Duca di Hastings!»
«Hai ragione, chiedo scusa» ridacchiò nel telefono, divertita dal tono da vecchia e altezzosa signora che il suo coinquilino aveva assunto.
Dall'altro capo la risata di Nick le fece eco.
«Scherzi a parte, Fra, di cosa hai paura? Perchè non ti butti? In fondo per il mondo voi due ormai state insieme, tra non molto annuncerete la gravidanza, che c'è di male nell'aggiungere un pò di intimità, un pò di Chili, in tutto questo?»
«Niente, penso... è solo che...»
«Andiamo Francesca, lo hai guardato bene? Quell'uomo è sexy, da morire. Come puoi resistere a quei suoi bellissimi e seducenti occhi scuri? A quel corpo da favola? Come fai a non voler affondare le mani in quella chioma morbida e perfetta?!»
«Nick, smettila!»
«E poi, oltre che essere bellissimo, è anche un vero gentiluomo. Guarda solo come si prende cura di una stronza senza cuore come te.»
«Grazie davvero per il complimento, eh!»
Nick semplicemente la ignorò, proseguendo con la sua arringa.
«È intelligente, gentile, simpatico e si vede che è stato educato come si deve. Non è una cosa da dare per scontata al giorno d'oggi, sai? Hai per le mani un vero e proprio diamante, Miss Amoro, un Visconte fra la marea di baronetti e marmaglia che il genere maschile offre ai più, vedi di non rovinare tutto comportandoti da frigorifero.»
«Tesoro, tutto bene con Massimo? Non stai passando un pò troppo tempo su Netflix?»
«Si, a meraviglia, ci stiamo godendo la convivenza e dedicando a una maratona di serie romantiche. Comunque, non cambiare argomento signorina!»
«Ricordami di dare fuoco al divano quando torno.»
«Francesca!»
«Va bene, va bene, cercherò di lasciarmi un pò andare... ma non ti prometto scintille o fuochi d'artificio. Quelli ci sono già stati e guarda in che situazione mi hanno portata... Però hai ragione, non lo definirei esattamente un visconte, ma per certi versi è quasi un uomo d'altri tempi, all'antica. Mi ha persino chiesto di sposarlo...»
«HA FATTO CHE COSA???»
Allontanò il telefono dall'orecchio prima di diventare completamente sorda. In quel momento Carlos uscì dal bagno indossando nient'altro che un paio di boxer neri. Le rivolse un'occhiata interrogativa accennando al cellulare che giaceva abbandonato in mezzo al letto e da cui la voce isterica del suo coinquilino gracchiava senza sosta.
«È Nick.»
«Ciao Nick!» fece il pilota, avvicinandosi al telefono.
Nel farlo si allungò inevitabilmente sul letto, proprio sopra di lei, portando i suoi bronzei addominali pericolosamente vicini alla sua faccia.
«Ciao Carlos!»
La voce di Nick risuonò provvidenziale, impedendole di fare ciò che i suoi pensieri intrusivi le avrebbero imposto di fare, ovvero dare un morso a Carlos, che aveva avuto l'audacia di schiaffarle davanti agli occhi quel ben di Dio. Si affrettò a recuperare il cellulare e riportarselo all'orecchio, mentre il pilota, molto lentamente, ritornava in posizione eretta.
«Potresti metterti qualcosa addosso?» gli sibilò.
Per tutta risposta lui incrociò le braccia al petto.
«Questa è la mia camera, Francesca. Posso fare quello che voglio. E poi, hai già visto tutto quello che c'era da vedere, no?» la prese in giro infilandosi poi un paio di pantaloncini e una T-shirt.
«Quella era una tua imitazione?» le chiese Nick.
«Ho il sospetto che lo fosse, si.»
«Molto accurata. Hai intenzione lasciargliela passare liscia?»
«No, credo proprio di no.»
«Bene, perchè ho giusto qualche idea su come potresti punir...»
«Nick, tesoro, ti richiamo, ok?» non aveva proprio voglia di sentire le oscene idee partorite dal suo coinquilino.
«Va bene, ma sappi che il nostro discorso non è ancora chiuso. Ho ancora domande da farti e soprattutto voglio sapere cosa gli hai risposto!»
«Certo, certo. Tutto quello che vuoi. Ti voglio bene, Nick, e salutami Max.»
«Anche io te ne voglio. Mi raccomando, rendimi fiero, tigre!»
«Ahhhhhhhh» si abbandonò ad un sospiro esasperato dopo che Nick ebbe riattaccato, chiudendo gli occhi e godendosi quell'attimo di pace e silenzio.
Poi Carlos cominciò a ridacchiare.
«Qualcosa ti diverte?»
«Nulla in particolare, sto solo aspettando che tu venga a punirmi» le rispose sfoderando un sorriso decisamente malizioso.
«Scordatelo» cercò di stroncarlo ma non riuscì a trattenersi dal mettersi a ridere anche lei. «A quanto pare l'accoglienza che ti ho riservato oggi può essere considerata una punizione più che sufficiente. Nick mi ha paragonata ad un frigorifero, e scommetto che a perderci è l'elettrodomestico...»
«In effetti sei stata un pò ingessata, si. Ma non importa.»
«Scusami, è che non so ancora bene come comportarmi, cosa ci si aspetta che io faccia... Però oggi hai fatto una gara fantastica, per quanto possa valere detto da me, ed è più che giusto da parte mia accoglierti come meriti, cosa che oggi non ho fatto, quindi...» disse alzandosi in piedi e spalancando le braccia «vieni qui.»
Lui la guardò per un attimo, come se non fosse davvero sicuro di poterlo fare.
«Oh, andiamo! Non mordo!» Forse.
Lo sentì ridacchiare e subito dopo se lo ritrovò tra le braccia.
...
«Sicura di stare bene?»
«Sì, Carlos.»
«Ne sei assolutamente certa? Hai preso una di quelle caramelle per la nausea?»
«Si, guarda!»
Francesca spalancò la bocca per mostrargli la caramella, come una bambina, con l'evidente intento di disgustarlo. Ma la cosa lo fece solamente sorridere mentre lei roteava gli occhi esasperata dopo aver richiuso le fauci.
«Bravissima. Però sei davvero sicura di non voler assistere alla gara dall'hospitality? Lì puoi sederti, fa meno caldo e ci sono molti meno rumori. La gara sarà decisamente più lunga di quella di ieri, potresti stancarti di più...»
«Quello penso sia un problema che riguarda molto più te che me. A guidare sei tu, non io.»
«Francesca, dico sul serio. Mi sentirei molto più tranquillo se...»
Le parole gli morirono in gola quando lei gli prese il viso tra le mani, attirandolo verso il basso perchè i loro occhi si trovassero alla stessa altezza.
«No, io dico sul serio, Carlos. Sto bene, molto meglio di ieri e dell'altro ieri. Quindi ora fammi la cortesia di smetterla con tutte queste preoccupazioni inutili, di concentrarti sulla gara e di andare a prepararti o riscaldarti o qualsiasi cosa tu faccia prima di scendere in pista, siamo d'accordo? Io sarò proprio qui, nel box, a fare il tifo per te e se dovessi sentirmi male, cosa che ti assicuro non succederà, ti prometto che chiederò immediatamente a tuo cugino di accompagnarmi alla motorhome. Va bene? Fai si con la testa se hai capito.»
Sospirando annuì e lei gli rivolse un mezzo sorriso lasciandolo andare. Nonostante il caldo del Texas, avvertì il gelo lì dove le mani Francesca si erano posate brucianti e poi ritirate. Avrebbe tanto voluto afferrargliele e riportarle sul suo volto, lì dove secondo lui stavano più che bene, ma non era esattamente sicuro di come lei avrebbe potuto reagire, così lasciò perdere, scuotendo la testa.
«Tu come ti senti?»
Non riuscì a nascondere del tutto la sorpresa nel sentirsi rivolgere quella domanda. Fino a quel momento Francesca non gli era parsa particolarmente interessata a lui e al weekend di gara, se non in un paio di occasioni e commenti, ma gli fece piacere vedere, in quel momento, sincera curiosità sul suo volto.
«Non saprei. Mi sento carico, certo, ma... un po' nervoso, devo ammetterlo. Parto dalla terza posizione, e vorrei rimanere lì o magari scalare ancora. Ma sarà difficile. Charles mi segue da vicino, e con Max e Lando in lotta per il campionato, oggi non si scherza.»
«Ok... Max è il biondo carino con gli occhi azzurri e il numero uno, e Lando il ricciolo simpatico in arancione che mi hai presentato, giusto?»
«Si, esatto» rispose asciutto, infastidito dal fatto che lei avesse utilizzato aggettivi come "carino" e "simpatico" parlando di altri uomini e che avesse persino notato il colore degli occhi di Verstappen. Poi però la vide stringersi nelle spalle e quella stupida gelosia venne immediatamente spazzata via.
«Scusami. Io... io non bene cosa dire o fare, per aiutarti. Non sono mai stata un granchè come cheerleader.»
«Sai cosa potrebbe essermi d'aiuto?»
«Cosa?»
«Un abbraccio.»
«Ma davvero?» lo guardò lei sollevando un sopracciglio.
Poi però, alzando gli occhi al cielo in un'espressione che non riusciva a non trovare adorabile, lei gli circondò il torace con le braccia e lo attirò a sè. Si lasciò avvolgere completamente da quell'abbraccio, attirandola a sua volta delicatamente a sè per la vita. Chiuse gli occhi, appoggiando la guancia contro la tempia di lei, e per qualche istante ci furono solo loro due. Tre in realtà.
Era sempre stato molto riservato riguardo la sua vita sentimentale, aveva sempre cercato di limitare quel genere di effusioni di fronte alle mille telecamere e occhi indiscreti che affollavano il paddock e ogni altro posto che non fosse privato, limitandosi a piccoli gesti fugaci, ma con Francesca si trovava continuamente a desiderare qualcosa di più, quasi che la ritrosia di lei lo stimolasse a cercare sempre più disperatamente un contatto, come in quel momento.
Inspirò profondamente, godendosi il calore del corpo di lei contro il suo e quel delizioso profumo di vaniglia che ormai associava esclusivamente a lei. La sentì cominciare a divincolarsi, segno che quel momento stava ormai giungendo a termine, ma la trattenne ancora per un attimo, cercando di memorizzare quanto più possibile di quella sensazione, poi la lasciò andare.
«Ti senti meglio?»
«Molto, grazie. Ma sai cos'altro potrebbe aiutarmi?»
«Sentiamo.»
«Un bacio» la provocò.
Lei lo guardò interdetta per un attimo, poi però, con sua enorme sorpresa e lasciandolo con una certa aritmia, gli mise le braccia al collo e si alzò sulle punte, avvicinando il viso al suo. Erano ormai a pochi millimetri uno dall'altra e lui poteva quasi già assaporare il sapore delle labbra di lei sulle sue in una eco di quella notte passata insieme. Chiuse gli occhi, sentendosi uno dei protagonisti delle serie tv che gli piaceva guardare nel tempo libero, e attese. Attese. E attese. Fu quasi tentato si sporgersi in avanti, colmando quella distanza, ma la voce di lei lo fece desistere.
«Sai, invece, io cosa penso che potrebbe aiutarti? La promessa di un bacio.»
Aprì gli occhi per incrociare quelli di lei, meravigliosamente brillanti sotto il sole americano e le luci al neon del box.
«Tu sali su quel podio, porta a casa un bel trofeo e le mie labbra saranno tue.»
Trattenendo il respiro la guardò sfoderare il sorriso più malizioso che le avesse mai visto fare, prima di staccarsi da lui, ridacchiando compiaciuta. Quell'espressione, lo sapeva, gli sarebbe rimasta impressa come minimo per l'eternità.
«Sai, non sei poi così male come cheerleader» disse ingoiando a fatica la saliva e sforzandosi di articolare una frase che avesse un minimo di senso logico.
«Grazie. E ora vai, credo ti stiano aspettando.»
Annuendo le rivolse un ultimo sorriso prima di avviarsi, sentendosi più carico e determinato che mai. Sarebbe salito sul podio e avrebbe reclamato quel bacio, poco ma sicuro.
--- spazio autrice---
Come ogni mercoledì, rieccoci qui con un nuovo capitolo.
Nick mi mancava un pò e così, eccolo ritornare su questi schermi, più carico che mai. Spero abbia fatto piacere anche a voi rivederlo.
Rispetto al precedente, questo capitolo è stato di gran lunga più divertente da scrivere, e molto più soddisfacente. Cosa dite, vi è piaciuto?
E soprattutto, fanbase di Carlos, siete d'accordo con lui? Avreste preso fuoco? Let me know.
L'esito della gara lo conosciamo tutt*, ma che dite, Francesca manterrà la sua promessa?
Come sempre, io vi ringrazio per aver letto e ci vediamo alla prossima.
*kiss Silver_Fame
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