CAPITOLO III - conoscenze
{ALESSANDRO}
Sono felicissimo per questa opportunità. Ne farò buon uso. Sta volta so che ce la posso fare.
Noi cantanti siamo appena usciti dallo studio e ci stiamo dirigendo all'albergo dove staremo la notte.
Devo dire che i produttori di amici devono avere proprio tanti soldi per prenotare almeno 25 camere, lerché in tutto saremo 70 aspiranti ai banchi, compresi i ballerini che faranno domani i casting.
Ci stiamo dividendo in stanza e io adocchio già il numero di quella di Giordi. É la 256B, la mia é la 249B.
Io sono in stanza con Mameli e Giacomo Eva. Lei invece con Ellynora e Noemi, le ragazze con cui parlava sempre in sala relax.
9.15
Ieri sera è tato divertente: tra Mameli che faceva lo scemo e Giacomo che provava a dormire fallendo miseramente c'era proprio da ridere. Alla fine siamo andati a dormire alle 2:13. Bell' inizio.
Siamo scesi nel bar dell'albergo e ci sono altri ragazzi con cui Abbiamo intenzione di fare un giro per Roma nel pomeriggio, perché i ballerini fanno oggi i casting e dobbiamo lasciarli lo studio libero, quindi noi ci torneremo domani per provare per la puntata.
Appena scendono tutti ci dividiamo in gruppetti per uscire. Siamo almeno 30 e sarà un caos se usciamo tutti insieme.
Visto che non ci conosciamo ancora bene, io instintivamente vado da Giordi e le chiedo se lei con Ellynora e Noemi voglio aggiungersi a noi.
«ehi Gio»
«ciao Ale» ci abbracciamo
«pensvo di invitare te e le tue compagne di stanza ad uscire con noi oggi»
«aspetta che chiedo» va a parlare con loro e vedo che annuiscono felici entrambe
«va bene» dice sorridendo
É bellissima quando sorride*
Cervello ma che dici?!
lo vuoi negare?
Be... No
Hai ragione.
«Ale ci sei?» la voce di Giordi mi riporta a casa dal mio viaggio sulle nuvole duratl 7 secondi. Manco la Nasa.
«sisi, scusa. É che stavo pensando»
«a cosa?»
inventa una scusa, inventa una scusa, inventa una scusa
«a cosa fare nell'uscita»
davvero? "a cosa fare nell'uscita"?
«a. Okay»sorride ancora
Dopo il suo sorriso vedo due mani arrivare sulle mie spalle. Penso subito a quel simpaticone di Mameli.
«allora Ale? Vengono anche loro?»dice mameli tutto sorridente.
Manco avesse sniffato coca
«si veniamo anche noi»dice Giordana
«piacere, Giordana»
«io sono Mario, in arte Mameli»
«ehi Gio! Fai conoscenze e non ci dici nulla?» dice avvicinandosi Noemi
«vi stavo per chiamare»
«sisi va bene, non ci credi neanche tu. Comunque piacere, io sono Noemi»
«e io sono Ellynora»
«piacere ragazze. Io sono Mario, in arte Mameli, lui é Alessandro, e quel vecchio troglodita là giù é Giacomo» l'ultima parte la dice a voce alta attirando l'attenzione di Giacomo che si avvicina a noi, che stiamo ridendo, presentandosi
«allora dove andiamo?»chiede Elly
«pensavamo di fare un giro per Roma»dico
«Roma é molto grande»dice Giordi
«allora possiamo andare al Colosseo e dopo a prendere qualcosa da mangiare per pranzo»
«per me va bene. Voi?»dice Giordi sorridendo
Tutti gli altri accettano quindi ci dirigiamo alla fermata del pullman ed aspettiamo che arrivi così che possiamo andare al Colosseo.
Il pullman non tarda ad arrivare e in neanche 10 minuti arriviamo a destinazione.
Sono le 10.5
Appena arrivati c'erano un casino di persone, ed era solo mattina presto, quindi decidiamo di non starci più di tanto però, tra conoscerci meglio e qualche risata si fanno le 11.45.
«ragazzi é quasi mezzo giorno, volete mangiare?» chiede Elly
«si, ma dove?»chiedo
«conosco un posto dove fanno dei panini buonissimi, a piedi ci mettiamo 5 minuti»dice giordi
«per me va bene»
«anche per me»
Da lì decidiamo di andare nel posto citato da Giordi. Ci siamo fidati senza problemi perché lei é di queste parti e conosce la zona, non come noi.
«ecco siamo arrivati»ci comunica Giordi dopo 4 minuti di camminata
«bel posto»commento
«ci vengo sempre quando esco con gli amici; i panini li fanno subito e sono buonissimi»
«così peró mi stai facendo venire fame»dice Giacomo
«allora ordiniamo»
Ci avviciniamo al bancone e ordiniamo i panini.
Io ne prendo uno prosciutto cotto e brie. Mameli uno crudo e salsa rosa, che gusti strambi, e appena ordina Giordi sto attento a cosa gli piace, non si sa mai; ordina un panino con il prosciutto crudo e provola.
Me lo ricorderò.
Ci sediamo su una panchina in un parchetto lì vicino. Okay lo ammetto, le panchine erano due, non ci stavamo su una sola.
Io, Giordi, Noemi su una panchina, mentre Mame, Giack ed Elly sull'altra.
Io e Giordi iniziamo a parlare.
«carico per domani?»
«si! Non vedo l'ora di sapere cosa canterò»
«io spero solo di farla bene, qualunque essa sia»
«la farai bene, tranquilla. Un talento come te non verrà sprecato facendo passare qualcuno senza grinta, voce o una penna come la tua»
«
io non so tutte ste cose»
«si invece, arrivi dritta al cuore delle persone, e ti ho sentito cantare solo due volte»
«lo...pensi davvero?»
«certo! Se no non lo direi»
A quelle mie parole Gio sorride e sussurra, come per non farsi sentire, forse neanche da lei stessa
«grazie. Davvero»
«non c'è bisogno di essere timidi»
«non so timida»
«allora perché non alzi lo sguardo?» mi avvicinl al suo capo basso
«poi ti spiego»
«perché dopo?»
«ora non mi va»
«ti vergogni?»
Mugula qualcosa ma non riesco a capire niente e proprio in quel momento veniamo interrotti.
«ehi ragazzi! Noi vogliamo andare, venite con noi o vi lasciamo qua?» dice Mameli.
Perché ci interrompe sempre.
«ma che ore sono?»
«l' una e un quarto» risponde Mame
«andiamo?»
«all'una e mezza passa un pullman che ci porta alla fermata da dove siamo partiti stamattina»dice Giordi
«allora andiamo»
Ci incamminiamo.
Sono le 13 e 27.
Anche se il pullman parte a e mezza, é già arrivato, quindi saliamo e prendiamo posto.
Giacomo si siede con Ellynora, Mameli con Noemi, e io con Giordi.
Appena l'autobus parte provo a prendere parola con Gio ma non ci riesco. Non so perché ma avevo una sensazione strana. Lei se ne sta lí, ferma a guardare la strada dal suo posto che é quello vicino al finestrino.
Non mi parla, non fa niente, sta ferma e basta. Allora mi avvicino io.
«Gio...» non si muove
«Gio...»dico toccandole la spalla.
Lei lentamente cambia la sua visuale: dalla strada, a me.
«Ale so cosa vuoi chiedermi. Ne parliamo dopo»
«dopo quando?»
«dopo»
Le nostre facce non esprimono niente. Abbiamo solo gli occhi fissi su quelli dell'altro. É lei a interrompere quel momento alzandosi dal suo posto perché l'autobus era arrivato alla fermata da cui siamo partiti la mattina.
{GIORDANA}
13.52
Siamo appena entrati e nella hall ma degli altri ragazzi candidati ai banchi non c'é traccia quindi decidiamo di sederci sulle poltroncine dell' ingresso per parlare.
«allora?» mi chiede Ale avvicinandosi a me
«cosa?»
«é adesso il "dopo", no?»
«no»
«non mi va di dirlo» contino
«perché?»
«perché é una cosa privata e non mi va di dirla ai quattto venti. Mi devo davvero fidare»
«non ti fidi di me?»
«non ancora»
Vedo Ale con una faccia strana, un mix tra delusione e incomprensione. Lo capisco. Mi dispiace dirgli questo ma sono solo sincera.
«faccio fatica a fidarmi di chi conosco da tanto, pensa da poco»
«non sei obbligata a dirmelo se non vuoi»
«ma io voglio dirtelo»
Prima di avere una sua reazione passano un paio di secondi. I più lunghi di tutta la mia vita.
«ma non ora, giusto?»
«giusto...»
Entra un gruppetto di 4 ragazzi che era uscito sta mattina.
«ehi ragazzi noi andiamo a vedere un film in camera nostra, venite?» dice un ragazzo molto giovane rivolgendosi ad Ale, Mame, e Giacomo; non sarà manco maggiorenne
«ragazze non vi dispiace?»dice Giacomo
«non c'è problema»
E allora noi ragazze siamo salire in camera nostra. Prima di entrare in ascensore guardo in direzione dei ragazzi e vedo Ale che ci sta fissando, precisamente sta fissando me.
La nostra visuale visiva si interrompe per via delle porte automatiche dell'ascensore.
Siamo entrate in camera nostra.
1
4.30
«che facciamo ora?»chiede Elly
«io ne approfitto per finire una canzone»
«come si chiama?»chiede Noe
«"casa". L'ho iniziata a scrivere 2 anni fa ormai»
«ma a che punto sei?»
«il testo l'ho finito. La base musicale non ancora»
«ce la fai sentire?»
«ma non è ancora finita» ribatto
«non fa niente»
accendo il computer e infilando la chiavetta con dentro le mie canzoni
•Casa viaggio,
Casa libertà,
Casa involucro di tutte le mie età,
...
Casa é il posto dove tu,
Mi penserai•
«Gio é bellissima!»
«si, é fantastica!»
«grazie»
«se vuoi ti possiamo aiutare noi per la musica?» mi propongono
«no grazie ragazze, voglio fare tutto da sola»
«okay va bene. Tienici aggiornate però»
«ovvio» lrendo il mio PC, metto le cuffie, e mi metto all'opera.
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