•Trentaseiesimo giorno
Come la luna e il sole, in quei giorni gli occhi di Hermione e Draco si erano inseguiti, senza mai incontrarsi.
Non sapeva se fosse un gioco o una sfida. Hermione sentiva gli occhi del Serpeverde sulla schiena durante le lezioni, ma lo controllava in Sala Grande.
Non l'aveva ancora colto in fallo, e non aspettava altro. Perché ne era certa, anche se non capiva il motivo di quella specie di interesse.
Non l'aveva visto al lago, ma il sentiero ben segnato nella neve le suggeriva che non era poi così lontano. Ma non era riuscita a incontrarlo. Perciò, anche quel giorno si sedette nel suo riparo, in attesa. Era questo che aveva scandito la sua routine, in quel periodo: l'attesa. Aspettava di sentirlo, per coglierlo in flagrante. Aspettava di incrociarlo nei corridoi, per puntargli uno sguardo accusatore, che lui puntualmente ignorava.
Solo quella mattina, in biblioteca l'aveva visto, e dopo essersi seduta, aveva sentito il suo sguardo bruciarle addosso. Così aveva alzato gli occhi, ma lui era già concentrato sul suo libro. Cominciava a dubitare della sua sanità mentale: era lei che si stava immaginando tutto? Hermione l'aveva guardato, frustrata, finché un sorriso non aveva piegato la bocca del ragazzo da un lato.
Sapeva che lo stava osservando.
Non sapeva più chi di loro fosse la preda, chi il predatore. Si sentiva sempre in agguato, pronta a colpire, ma di fatto erano gli occhi di ghiaccio, quelli che seguivano e colpivano il bersaglio. O almeno era ciò che credeva.
Così aspettò ancora, quel giorno. E quando Draco comparve dagli alberi, quasi le parve un miraggio. Nonostante le attese interminabili, finora non l'aveva più visto laggiù e quasi non si aspettava di incontrarlo, perciò la sua apparizione la sorprese, e ora non sapeva cosa fare. Fino a un attimo prima gli sarebbe andata incontro, pronta a ricordargli la forma della sua mano, che aveva saggiato al terzo anno.
Invece attese.
Perché sapeva che se non l'avesse cercato, l'avrebbe fatto lui. Attese.
Ma il ragazzo non la cercò. Non provò a incrociare il suo sguardo. Passò oltre, accanto alla riva, senza guardarla, e se ne andò rapido verso il castello.
Non la cercava? Si era sbagliata per tutto il tempo?
Avrebbe voluto avere il coraggio di seguirlo.
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