Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

•Ottantunesimo giorno

Il ritorno a Hogwarts fu più difficile del previsto per Hermione. Rivedere i suoi genitori era stato come tornare bambina, nonostante tutto quello che era successo. Dopo la visita a casa, aveva capito che sentiva la mancanza di quella normalità, dell'indifferenza del mondo Babbano di fronte agli avvenimenti degli ultimi anni. Fra le mura della sua infanzia si era sentita più al sicuro che mai. Aveva relegato la bacchetta in fondo al baule, e non l'aveva più toccata, fino al suo ritorno a scuola. Era stata felice di tornare, ma la sensazione di paura che l'aveva lasciata alla sua partenza, era tornata più presente che mai.

Il Lago era ormai una tappa quasi fissa, e visto che i ragazzi tardavano ad arrivare e lei passava le sue giornate pressoché da sola, apparte qualche ora in compagnia di Neville, andava sempre al suo rifugio. Aveva aspettato un paio di giorni senza notizie, fin quando Harry le aveva scritto, dicendole che sarebbero rimasti alla Tana anche per il Capodanno, visto che la signora Weasley era provata dall'assenza di Fred e l'umore di George sembrava essere peggiorato durante le feste. Nella busta c'era anche un bigliettino di scuse di Ginny, ma nonostante ciò Hermione rimase delusa. Avrebbe passato il capodanno da sola, col pensiero che a casa Weasley l'atmosfera sarebbe stata di lutto.

Ecco cos'aveva lasciato loro la guerra. Ecco la loro ricompensa. Dolore, solitudine e morte.

Era stata tentata di tornare dai suoi, ma poi aveva lasciato perdere, perché avrebbe dovuto chiedere un secondo permesso alla McGranitt, e solo per pochi giorni. Così si rannicchiava sotto il suo albero, al riparo dalla neve, che non cadeva più da giorni. Sembrava che il tronco si fosse adattato alla forma di Hermione, ma, dopo un'accurata ispezione, appurò che era stata lei ad adattarsi alla sua superficie trovando il punto esatto in cui un incavo nel legno la accoglieva.

Si stringeva nel mantello e aspettava. Neanche lei sapeva bene cosa.

Che il tempo passasse. Che i ragazzi tornassero. Che l'anno nuovo portasse cambiamenti. Che finalmente la felicità bussasse alla porta.

Ma a quanto pareva per tutto ciò doveva aspettare. Perché quando si trattava della sua felicità c'era sempre un compromesso. Ma era così stufa di aspettare.. Avrebbe voluto essere come una di quelle stupide protagoniste dei film americani natalizi, che poteva baciare uno sconosciuto sotto il vischio la notte di capodanno, o correre all'aeroporto a dichiarare il suo amore, o piangere sotto la neve.

Voleva una vita normale, voleva cose normali, che non comprendessero incubi e attacchi di panico. Voleva finire la scuola, trovare un lavoro, e sì, anche l'amore.
Lo voleva disperatamente.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro