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You deserve to die

  "Don't be lonely, don't be jealous

Your turn is coming

How could I forget?"

-Painted smile


Jeff's pov

La notizia era ormai su tutte le televisioni.

"Ricordiamo che i due famigerati serial killer conosciuti dal pubblico come Homiciadal Liu e Jeff the Killer sono in città, si invitano le persone a chiudersi bene in casa la notte e a segnalare ogni attività ritenuta sospetta..."

"Sentito amico? Dovresti chiudere meglio la finestra, potrebbe entrare qualcuno di spiacevole"

Scoppiai in una risata guardando il cadavere ai miei piedi.

Un lago di sangue si allargava e impregnava il tappeto, mi allungai sul divano e appoggiai i piedi sul cadavere.

Prima di scegliere quella casa avevo osservato bene tutte le abitazioni della via.

Nonostante fosse notte fonda però questa era l'unica con una luce all'interno.

Mi ero avvicinato con passo felpato nel giardino mal curato e avevo sbirciato all'interno.

Era la finestra di un salotto e un uomo di circa venti anni stava guardando una serie televisiva.

Vagai il mio sguardo per la stanza.

Scatole di cibo preconfezionato era abbandonate in giro per la stanza.

Probabilmente viveva da solo.

Un sorriso mi si allargò sul volto quando sentii la serratura della finestra scattare.

Mi leccai le labbra, già pregustavo il momento in cui avrei saziato la mia sete di sangue.

Con un tonfo sordo entrai in casa.

"È finta Arturito!"

La TV accesa coprì ogni eventuale rumore.

"Ma sei stato bravo!"

L'uomo si mise a ridacchiare.

Estrassi il coltello e mi avvicinai.

Un passo alla volta.

Alzai il coltello e mi fermai alle sue spalle.

L'uomo rise ad un'altra scena della serie e questa volta iniziai a ridere anche io.

L'uomo si voltò di scatto e io allargai il mio sorriso.

"Che ti succede?"

Iniziai la frase ma fui interrotto da una malsana risata che fuoriuscì dalla mia bocca

"Come mai non ridi più?!"

Ricominciai a ridere nutrendomi della sua paura che stava invadendo tutta la stanza

Afferrai il panino da fast food che aveva in mano e glielo infilai in bocca con violenza, immobilizzandolo tenedo la lama del coltello sulla sua gola.

"Che c'è? Hai paura per caso?"

L'uomo iniziò a mugulare

"Pensa che ironia, passi il tempo a friggerti il cervello su questa merda di programmi televisivi o quel che cazzo è, tanto che non mi hai sentito arrivare"

Ricominciai a ridere, la paura era palpabile ma io ne volevo ancora.

Ancora.

E ancora.

"Che fine patetica la tua"

L'uomo cercò di divincolarsi ma io fui più veloce.

"Torna a dormire"

Affondai il mio coltello nel suo collo e recisi la carotide.

Una bellissima fontana di sangue iniziò a zampillare dal suo collo mentre agonizzava e soffocava nel suo stesso sangue.

Per poco non soffocai anche io nelle mie stesse risate, dovetti trattenermi la pancia e asciugare le mie stesse lacrime.

Incisi il sorriso sul suo volto prima di gettarlo giù dal divano e cambiare canale.

E così ero finito a mangiarmi hamburger e patatine con un cadavere per poggiapiedi e la cronaca del telegiornale.

Improvvisamente un rumore attirò la mia attenzione.

Il rumore non veniva dal piano di sopra ma dalle mia spalle.

Qualcuno era entrato dalla finestra che avevo lasciato aperta.

Cercai di mantenere una posa rilassata, mangiai un altro boccone tenendo il panino con la mano sinistra mentre con la destra rafforzavo la presa sul coltello nella mia tasca.

L'intruso era agile e scaltro perché ad un orecchio non allenato come il mio non sarebbe stato possibile percepire alcun rumore.

Alcuni pochi passi e sarebbe stato esattamente alle mie spalle.

Alcuni pochi passi e sarebbe stato nel raggio d'azione del mio coltello.

Tre.

Due.

Uno....

Mi girai di scatto compiendo un ampio fendente col coltello.

Lo sentii incontrare della resistenza e strappare un tessuto.

Ma fu tutto quello che percepii perché la luce accecante di una torcia mi ferì gli occhi che non potevano essere protetti dalla palpebre.

Imprecai e per la sorpresa caddi all'indietro sbattendo la testa a terra ma mi rialzai immediatamente cercando di affondare il colpo nella figura confusa che era ora davanti a me.

Il bastardo mi afferrò il polso della mano armata ma io non mollai la presa mentre cercavo di vedere oltre il fascio di luce.

Improvvisamente la luce scomparve destabilizzandomi e un violento colpo alla testa e una forte spinta mi fece inciampare in ciò che era a terra.

Persi la presa sul coltello e il peso di un corpo mi costrinse al suolo stringendomi un laccio intorno al collo.

Non vedevo nulla e iniziava a mancarmi il respiro però non cercai di rompere il filo ma continuai a tastare a terra cercando il mio coltello.

Dal rumore che avevo sentito non doveva essere caduto molto lontano.

"Che c'è? Non respiri per caso?"

La figura si mise a ridere e per tutta risposta gli sputai in faccia.

"Muori bastardo"

Una voce rabbiosa sibillata tra due fila di denti stretti mi giunse all'orecchio nel momento in cui afferravo il coltello per la lama.

Con un tondo cercai di fargli saltare la testa, imprecando la figura lasciò la presa permettendomi di respirare ancora.

Mollai un pugno e con anche un calcio me la scrollai di dosso.

Mentre mi alzavo sentii un rumore di vetri rotti e subito dopo un dolore al fianco.

Del sangue caldo iniziò ad appesantire la mia felpa.

"Figlio di puttana!"

Mi stava facendo incazzare, da quando ero arrivato in questa città di merda non me n'era capitata una giusta

"Torna qui pezzo di merda!"

La figura stava correndo via, sentivo i suoi passi concitati sul pavimento e poi il rumore dell'erba che veniva piegata dalle scarpe.

Non vedevo un cazzo, ovunque mi girassi vedevo i rimasugli di quella luce che mi si era impressa sulla retina.

Mossi qualche passo ma rischiai di inciampare.

La rabbia mi corrodeva da dentro.

Non poteva farla franca con un trucco così stupido.

Senza pensarci due volte, mentre ancora non vedevo quasi nulla mi misi a correre.

Intravedi la finestra e la superai con un salto facendomi leva con una mano.

La figura non era lontana.

Intravidi qualcuno che forzava la serratura di una finestra della casa di fronte e corsi nella sua direzione.

"VIENI QUI BASTARDO!"

La figura confusa si voltò al mio grido ma non riuscii a distinguerne il volto.

La serratura della finestra scattò quando ero ormai a pochi passi.

L'adrenalina e la furia facevano scorrere sempre più sangue nelle mie vene che però continuava poi ad uscire dalla ferita al fianco, sfiancandomi.

Scavalcai la finestra quasi subito dopo di lui ma sbattei il piede al cornicione della finestra e rotolai a terra.

Mentre ansimavo e cercavo di rialzarmi sentii la porta del retro aprirsi e sbattere subito dopo

"TORNA QUI SE NE HAI LE PALLE BASTARDO!"

Sentii il rumore di uno sciacquone alla mia destra.

Una porta davanti a me si aprì all'improvviso e io balzai in piedi.

Mi si stava appannando la vita quando intravedi una figura femminile oscurata dalla luce alle sue spalle.

Poi il sopra e il sotto si confusero e assaggiai il sapore del pavimento.

Che città di merda.

Pensai.

Poi il nulla.


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Hola!

Si ho fatto francese alle medie.

A parte questo ecco il nuovo capitolo!

La scuola è iniziata da una settimana per me e già faccio il conto alla rovescia per Halloween.

Come va a voi?

Piaciuto il capitolo?

Lasciate un commento e ci vediamo venerdì

~poitre1234

(Che poi a volte non "firmo" neache ma vabbè)

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