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No escape for you

"Li hai aiutati, li hai curati e tutto quello che sono stati in grado di fare è stato tradirti"

-?

Jeff's pov

La vidi salire al piano di sopra, con più calma questa volta, ma ogni volta che guardavo quelle scale mi tornava da ridere per la sua caduta.

Era un miracolo che non si fosse rotta l'osso del collo.

Sentii un'altro botto al piano di sopra e un'urlo.

Scoppiai a ridere per l'ennesima volta.

Quella ragazza era uno spasso, sarebbe stata una sfida ucciderla prima della sua sfiga.

Era una sprovveduta, sarebbe stato facile prenderla e poi...

Una serie di proposte diverse attraversò la mia mente e il sorriso si allargò sul mio volto.

Per prima cosa però dovevo fare qualcosa per quella pagliacciata delle corde.

Tirarle era inutile ma mi aveva lasciato con le mani libere.

Liberarmi sarebbe stato uno scherzo.

Con tanta pazienza che avevo acquisito durante i numerosi appostamenti che avevo fatto durante la mia nuova vita, sfilai le corde dalle braccia facendo attenzione a non stringerla ulteriormente.

Una volta libero guardai i nodi, erano davvero ben fatti.

Mettergliene uno al collo era una tentazione sempre più forte.

Mi guardai intorno per cercare il mio coltello, glie l'avrei fatta pagare per quello che mi aveva fatto passare.

Però mi aveva curato.

Era mio dovere sdebitarmi e prolungare il più possibile i suoi giorno di agonia.

Ridacchiai tra me e me quando una foto attirò la mia attenzione.

Era in bianco e nero appoggiata su un comodino, il colore della foto doveva essere un'effetto perché raffigurava una (t/n) molto simile a quella che avevo visto oggi che posava impassibile davanti ad uno specchio dove era possibile vedere la sua immagine riflessa.

Guardai meglio la foto, qualcosa non quadrava, c'era qualcosa di strano in quella inquadratura, qualcosa che mi sfuggiva ma non capivo cosa.

Il rumore di una macchina che si fermava davanti al vialetto distolse la mia attenzione dalla foto, cercai il mio coltello con lo sguardo.

Quella deficiente non doveva averlo messo tanto distante.

Era lì infatti, sul bancone della cucina che divideva in due il salone, in bella vista.

Lo afferrai di corsa e mi nascosi nel bagno sotto le scale, quello da cui lei era uscita la sera prima, nell'esatto momento in cui qualcuno iniziò a bussare alla porta con insistenza.

Appena entrato nel bagno il mio sguardo venne catturato dall'enorme quantità di bende e magliette ancora intrise di sangue.

Probabilmente le aveva usate per pulire il sangue a terra o chissà per cosa.

Un particolare attirò poi la mia attenzione, la serratura della finestra del bagnetto era difettosa e la finestra continuava ad aprirsi leggermente ogni volta che cercavo di chiuderla.

Mi stavo divertendo da matti in quella casa.

Rientrare sarebbe stato più facile del previsto.

Mentre compievo la mia piccola ispezione (t/n) aveva sceso le scale.

Dal buco della serratura fui in grado di vederla indugiare davanti al divano e guardarsi intorno con espressione preoccupata.

Dovetti mordermi una mano per non ricominciare a ridere e farmi scoprire.

Il bussare intanto si faceva sempre più insistente.

"Eccomi!"

Con titubanza diede le spalle all'interno della casa e aprì la porta.

La sua espressione, la confusione e la paura nei suoi occhi, era stata una delle espressioni migliori che avesse fatto fino ad adesso.

Ridi ancora se ne hai la voglia, tanto alla fine sarò io a farti sorridere.

Sempre se non si ammazza prima.

Scacciai quel pensiero con fastidio per concentrarmi sulla conversazione che stava avendo con il poliziotto alla porta.

"Ageeente! Come mai da queste parti?"

Era palesemente agitata.

"No (t/n), non va affatto bene, così scopriranno che nascondi qualcosa..."

Sussurrai con voce maliziosa.

"Va tutto bene signorina?"

"Ecco vedi? Hai fatto insospettire il signore..."

Continuavo a commentare le sue azioni tra me e me.

Una qualunque persona normale si sarebbe messa ad urlare di avere un pazzo in casa.

Ma lei no.

"S-si...Si va tutto bene, perché?"

LEI ERA COSÌ STUPIDA DA VOLER NASCONDERE LA MIA PRESENZA!!!

Non sapeva che l'avrei uccisa da lì a poco.

O forse si?

In ogni caso sembrava non importale.

Feci uno sforzo immane per non scoppiare a ridere paragonabile solo al suo sforzo per sembrare sicura.

"C'è stato un omicidio nella casa avanti poco distante dalla sua, volevamo sapere se avesse sentito qualcosa, i suoi vicini dicono di aver sentito delle urla in strada"

La sua reazione mi stupì.

Assunse un'espressione estremamente colpita e si portò una mano alla testa aggrottando le sopracciglia come se stesse cercando di ricordare qualcosa.

"Ecco... io..."

Chiuse gli occhi, sembrava cercare un ricordo che però non riusciva a trovare.

La fissai più intensamente per capire meglio.

Se non fosse stata sincera in quel momento sarebbe stata una splendida recita.

"Mi dispiace, ma prendo dei farmaci che mi fanno dormire. Non ricordo di aver sentito nulla sta notte"

In quel momento era sincera.

Eppure come poteva esserlo del tutto se quella notte era sveglia al piano di sotto?

Scacciai il dubbio con la semplice risposta che farmaco o no chiunque si sveglia per andare al bagno.

Il poliziotto la guardò per qualche secondo.

"Mi dispiace"

Aggiunse agitandosi sotto il suo sguardo.

"Non si preoccupi, la ringrazio per il suo aiuto. Faccia attenzione"

Era sul punto di andarsene quando guardò alle spalle di (t/n) e aggrottò le sopracciglia.

"Che ci fanno quei cappi sul divano?"

(T/n) sembrò farsi prendere dal panico perché iniziò a balbettare.

"E-ecco... io... volevo dire l'ospite... l'ospite che giustamente ospito ha... dei gusti particolari! Si ecco, il sadomaso!"

Trattenermi dal ridere fu una delle cose più difficili della mia vita.

Chi poteva accampare una scusa così idiota e imbarazzante se non lei?

Il poliziotto non insistette oltre.

"Dica anche al suo... ehm... ospite... di fare attenzione"

Non immagina quanta agente.

Detto questo si congedò e (t/n) chiuse la porta appoggiandocisi poi di schiena.

Si guardò intorno preoccupata.

Dio quanto amavo la sua espressione.

"Jeff...? Ci sei...?"

Non risposi, mi limitavo a sorridere mentre la vedevo avanzare titubante per la stanza fino a darmi le spalle.

Lentamente uscii dal bagno e mi avvicinai alle sue spalle.

"Che ne dici di parlare un po con me cara (t/n)?"

La vidi sobbalzare quando la pelle sul suo collo incontrò il metallo freddo del mio coltello.

"Ti preparo un tè?"

Mi misi a ridere tenendomi a lei per non cadere rafforzando così la presa delle mie mani, una intorno alla sua vita per tenerla ferma e l'altra sul coltello premuto sulla sua gola.

Una goccia di sangue iniziò a scendere come una lacrima lungo il suo collo.

"Certo ma il dolce lo porto io"

Sghignazzai.

Dio quanto amavo quella ragazza.



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(Notare la mia bellissima opera d'arte e ricordiamo che Jeff è un personaggio sensibile e quindi non va discriminato)  

E oggi è martedì!!

Che bello... un'altra settimana di scuola.

E meno male che siamo all'inizio.

Sperando di aver migliorato la vostra giornata (che persona superba che sono) dato che non ho fatto merenda torno a mangiarmi il riso e a vedermi Darling in the franxx.

Voi lo avete mai visto?

Se si, vi è piaciuto?

Xiaoo *poitre1234

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