Monsters
"You've got no place to hide.
And I'm feeling like a villain, got a hunger inside.
One look in my eyes, and you're running cause
I'm coming going to eat you alive."
-Monsters, Ruelle-
Jacob
Michel aveva portato Jacob in casa a forza, lottando contro i suoi tentativi di scappare e tornare da quella donna, ma questa volta non l'avrebbe fatta franca, non l'avrebbe lasciato andare per nessuna ragione.
Per tutto il tempo, tutta la sera e buona parte della notte, Jacob non aveva fatto altro che piangere.
Michel aveva cercato di farsi raccontate qualcosa, di sapere cosa gli fosse successo da sconvolgerlo così tanto, aveva cercato di consolarlo e calmarlo ma non aveva avuto grandi risultati e ormai i suoi nervi, seriamente messi alla prova, erano a pezzi.
Il bambino aveva parlato di uomini mascherati che volevano portare via la sua fantomatica mamma e poi si era rimesso a piangere stringendo un ciondolo che prima non aveva tra le mani, probabilmente datogli dalla donna, aveva dedotto Michel.
Aveva cercato di toglierglielo di mano, di sbarazzarsene o anche solo di vederlo, ma non c'era stato nulla da fare perché ogni volta che cercava di prenderglielo, qualunque maniera usasse, Jacob urlava come un'ossesso e ricominciava a piangere.
Michele non voleva avesse qualcosa di quella donna ma non ce la faceva più a sentirlo piangere così lasciò stare il ciondolo e tornò a pensare alla sua precedente proprietaria.
Quella donna non le era piaciuta affatto ma, ripensandoci ora a mente fredda e con Jacob al sicuro, aveva qualcosa nello sguardo che gli aveva trasmesso un'infinita tristezza ed angoscia.
Aveva visto rabbia per impotenza, una disperazione così profonda che gli era sembrato di guardare in un pozzo senza fondo e poi lo sguardo, quello sguardo di chi sa di stare per perdere tutto ma non può fare nulla per evitarlo.
Lo aveva fatto sentire strano quello sguardo, che fosse davvero la mamma di Jacob?
Ma era davvero giovane, era davvero possibile che fosse lei?
Certamente non poteva fidarsi della prima sconosciuta che si fosse presentata alla sua porta ma quella ragazza... cosa le era successo in passato?
C'erano davvero degli uomini armati nel bosco con i quali aveva combattuto e che avevano cercato di farle del male?
Lei certamente era armata, quando aveva estratto il coltello aveva temuto il peggio e invece sembrava lei quella che avrebbe dovuto difendersi da un grande pericolo incombente e non loro.
Michele scosse la testa.
Non aveva tempo per dedicarsi a quella ragazza, il suo piccolo Jacob veniva prima di tutto, le aveva riportato indietro Jacob, le era grato e tanto gli bastava, ora voleva solo calmarlo e tornare alla vita di tutti i giorni.
Dopo un' ora, mezz'ora buona o forse di più, Michele non avrebbe saputo dirlo, che Jacob piangeva arrivarono i poliziotti, annunciati prima dal suono delle sirene e poi da un leggero bussare alla porta quando raggiunsero l'abitazione.
Michele non poteva essere più arrabbiato e stremato di così quando aprì la porta d'ingresso, dopo aver lasciato Jacob nella sua camera e, una volta faccia a faccia con i due uomini in divisa, sfogò su di loro tutti i sentimenti negativi che gli si erano accumulati addosso nel corso di quella sera.
"Era ora! Saranno passate più di due ore da quando vi ho chiamati!"
Il signor Benedict in genere non era tipo da urlare e aggredire la gente ma quella giornata era proprio da dimenticare.
"Signore si calmi, ora andiamo a cercare il bambino e-"
Il poliziotto cercò di calmarlo con una voce pacata, infatti anche lui era un genitore e poteva capire l'ansia della persona davanti a lui ma avevano fatto davvero il possibile per arrivare in tempo, il paese era abbastanza distante e isolato rispetto alla città.
"Non ne ho più bisogno grazie mille"
Sibilò Michele a denti stretti e stringendo lo stipite della porta con la mano.
Avevano idea di quanto tempo ci avessero messo?
E se un'animale lo avesse aggredito?
E se fosse caduto in una buca e si fosse fatto seriamente male?
Mai, mai si sarebbe perdonato se fosse successo qualcosa a Jacob.
Se non fosse stato per quella donna forse a quest'ora...
"Una donna lo ha riportato indietro. Era armata di coltelli e macete mi pare, e aveva anche un pugnale, mio figlio ha detto che c'erano altri uomini armati nel bosco. Esigo"
E calcò abbastanza bene la sua richiesta.
"Esigo che voi andiate a controllare per l'incolumità non solo mia e di mio figlio ma anche per il resto degli abitanti di questo posto"
I poliziotti si guardarono un momento negli occhi.
Quella era una zona tranquilla in genere, erano rari disordini simili eppure sapevano che per il paese vi erano diversi psicopatici a piede libero.
Entrare nel bosco da soli, due contro tre se era giusto ciò che diceva l'uomo, non era una proposta allettante.
"Ne è sicuro? Non può essere una fantasia del bambino?"
Chiese con insicurezza uno dei due, il più giovane ed inesperto, per accertarsene.
A quella domanda Michel rimase per un secondo a bocca aperta e senza parole.
"Mio figlio, è tornato terrorizzato e io stesso ho visto quella donna, sono CERTO che in quel bosco ci sia qualcosa che non va!"
Aveva alzato la voce per l'ennesima volta.
Chiunque lo avesse guardato in quel momento poteva vedere nei suoi occhi e dal suo atteggiamento che non si stava inventando nulla.
Rispetto alla mattina era visibilmente scosso e stressato.
L'abbigliamento formale e in genere impeccabile era completamente disordinato e molte ciocche si erano liberate dalla presa del gel andando ad incorniciare gli occhi chiari che sembravano ripetere sempre la stessa cosa: è un incubo, voglio svegliarmi.
Il poliziotto più adulto che aveva più esperienza sospirò e cercò di tranquillizzare ancora il signor Benedict.
Con persone simili era inutile discutere.
"Va bene signore si calmi. Mentre il mio collega chiama i rinforzi io le faccio qualche domanda, può portare qui suo figlio?"
Mentre parlava fece un gesto con la mano al collega che si avviò verso la volante per poi prendere anche una cartella con alcune foto segnaletiche, non era così sicuro ma forse sarebbe potuta tornare utile.
"Certo che no! Mio figlio è distrutto e non me la sento neanche di lasciarlo da solo un secondo di più"
Con infinita pazienza il poliziotto fece ragionare Michel che alla fine, tra sbuffi e borbottii vari, si fece convincere e fece entrare i due uomini andando a prendere il figlio in camera sua che intanto aveva smesso di piangere.
Una volta tutti in salone il poliziotto più anziano chiese a Michel di descrivere la donna che aveva visto mentre il più giovane scartabellava il fascicolo in cerca di una foto in particolare.
Alla fine ne tirò fuori due.
La prima era una vera e propria foto segnaletica con tanto di profilo, nome e cognome e altezza.
Ritraeva però una ragazza molto più giovane e molto meno sciupata di quella che aveva visto quella sera, forse appena maggiorenne.
Nella seconda invece era sempre la stessa persona ma più grande, non era una foto segnaletica ma più uno scatto fortunato, era sfocata e ingrandita ma era sicuro fosse lei anche se c'era qualcosa di diverso nello sguardo.
Nella prima era spento, quasi rassegnato, nella seconda era quasi folle e persino spaventoso.
Jacob si era sporto verso il tavolo mettendosi sulle punte ma tenendo sempre il ciondolo in una mano e i suoi occhi lucidi si illuminarono vedendo le foto.
"È la mamma, è la mamma! Però qui è quando ha gli occhi cattivi"
Si girò a guardare Michel e l'uomo vide che stava per mettersi di nuovo a piangere.
"Papà la mia mamma tornerà vero? Vero papà?"
A Michel si strinse il cuore a sentire quella voce implorante e vedere quegli occhi innocenti e addolorati che non ebbe il cuore di rispondere ne per dirgli la verità ne per mentirgli, distolse lo sguardo.
"Questa è (t/n) (t/c), è stata arrestata la prima volta all'età di 18 anni accusata di una serie di omicidi per poi scappare e far perdere le sue tracce. È attualmente una serial killer instabile in fuga. Secondo le ricerche svolte e le parole del suo medico sembra sia mentalmente instabile"
Michele sbiancò a quelle parole e dovette reggersi al tavolo per non cadere.
Suo figlio era stato, per chissà quanto tempo poi, in balia di una pazza psicopatica armata che avrebbe potuto ammazzarlo da un momento all'altro!?
Oh Cristo, e lui che credeva di essere stato un buon padre.
Si portò una mano alla fronte quando una risata nervosa gli uscì dalla bocca.
"Inizialmente si pensava fosse accompagnata da questo qui, questo lo hai visto piccolo?"
Il poliziotto mostrò la foto di un ragazzo, non capiva quanti anni avesse in quella foto ma fu il volto a colpirlo.
Deturpato e rovinato, forse bruciato, grandi occhi spalancati e contornati di nero, con un largo sorriso inciso sul volto, non avrebbe mai voluto incontrarlo dal vivo.
Jacob dal canto suo si spaventò un poco a vedere la foto e subito scosse la testa deciso.
Il poliziotto sospirò e prese altre foto dalla cartella.
"Cerchiamo di mantenere questo tipo di indagini riservate quindi vi prego di tenere per voi questa conversazione. La donna che ha visto dovrebbe far parte di questa cerchia qui di ricercati, ne riconoscete qualcuno che corrisponda ai due nel bosco?"
L'uomo sparse le foto e a momenti Michel non ebbe un infarto.
Chi erano quei mostri di cui stava vedendo le foto?
Oltre al ragazzo di prima ce n'era altri.
Uno aveva il volto sfigurato e pieno di cicatrici, un'altro brandiva due accette e uno ancora sembrava essere senza occhi con una maschera blu addosso.
Uno psicopatico era vestito da pagliaccio in bianco e nero, una foto mostrava un'uomo alto e senza volto e altre due ancora mostravano uno incappucciato di cui non si vedeva il volto e uno con una maschera bianca con i contorni degli occhi e della bocca nero pece che davano al volto un'espressione totalmente inespressiva.
Un'ultimo, indossava anche lui una maschera bianca ma lì vi era uno smile con un sorriso rosso e degli occhi neri.
Meno di ogni altra cosa voleva che Jacob vedesse quelle cose.
Il bambino, ignaro dello sgomento del padre però, stava guardando attentamente quelle foto.
Cosa avevano a che fare con la mamma?
Forse loro sapevano dov'era ora.
Uno per uno li osservò attentamente cercando di memorizzarli.
Impresa facile dato che strani e inquietanti come apparivano probabilmente avrebbe avuto gli incubi per tutta la notte.
Alla fine indicò l'incappucciato e quello con la maschera.
"Questi qui"
Disse con sicurezza.
"Ne sei certo?"
Il poliziotto apparve allarmato.
"Si"
I due uomini in divisa si guardarono inquieti finché uno dei due non prese la parola mentre l'altro rimetteva a posto le foto.
"Va bene, puoi lasciarci soli con papà piccolo?"
Jacob annuì e corse in camera.
Ora che era più calmo si era ricordato delle ultime parole della mamma e voleva assolutamente controllare.
Di corsa e tenendo sempre stretto in mano il ciondolo iniziò a mettere a soqquadro la stanza e alla fine trovò ciò che cercava tra i disegni nel cassetto.
Anche ripiegata in quattro aveva le dimensioni di un foglio normale, era una grande mappa dei pirati che aveva costruito insieme alla mamma in diversi giorni e che usavano per giocare e raccontare storie.
Si era rovinata in più punti e alcune parti erano malmesse ma la parte centrale, la più importante, era ben visibile.
Guardò la cartina.
La mamma lo aveva aiutato a dividere il foglio in quadratini con la squadra e la matita e aveva disegnato le isole in punti precisi della mappa, lui aveva colorato il mare e aveva segnato i percorsi, lei aveva colorato le isole e accanto, con il pennarello nero, aveva dato un nome ad ogni isola.
Jacob guardò a lungo quella grande isola centrale.
La mamma era per caso andata a cercare il tesoro di Barbanera?
Continuò a guardare l'isola inginocchiato sul pavimento ma non gli veniva in mente nulla.
Forse uno di quei personaggi strani nelle foto sapeva qualcosa della sua mamma, forse lui sapeva dove si trovava quell'isola.
Ci pensò a lungo ma la sola idea di andare a cercare quelle persone lo terrorizzava.
Però rivoleva la sua mamma.
Però loro lo teorizzavano.
Però voleva la sua mamma...
Mentre rifletteva i suoi occhi si fecero pesanti, la testa ciondolò di lato e alla fine, quando Michel ancora scosso e provato dalla conversazione che aveva avuto, salutò i poliziotti per l'inizio delle ricerche nella foresta e andò da Jacob, lui stava già dormendo da un pezzo.
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Amatemi, due aggiornamenti in due giorni consecutivi.
Che svolta prenderà la storia?
Ve lo dico io muoiono tutti in un disastro nucleare.
Mi trovate in vena di drammi, che ne pensate?
Addio
poitre1234
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