Get out alive
"No time for goodbye, he said
As he faded away
Don't put your life in someone's hands
They're bound to steal it away
Don't hide your mistakes
Cause they'll find you, burn you"
-Get out alive-
(T/n) e Jacob
Quelle parole, dette con un tono impaurito e tremante furono l'ultima cosa che sentisti per poi percepire un movimento alla tua destra che attirò immediatamente la tua attenzione.
Masky aveva fatto la sua mossa, era solo un bambino e gli dispiaceva certo, ma quello era il suo lavoro per quella sera e le direttive erano state chiare, nessun testimone, massima segretezza e quindi ora, per seguire quelle direttive, stava scattando verso il bambino per ucciderlo il più velocemente possibile.
"No!"
Il tuo corpo si mosse da solo ma questa volta non fu come quella volta alla stazione di polizia, fatto accaduto ormai una vita fa ma che ti saresti ricordata per sempre, questa volta eri completamente consapevole del tuo corpo quando afferrasti uno dei coltelli dalla cintura e ti parasti tra lui e il bambino.
Le lame si scontrarono producendo un clangore metallico che fece sobbalzare Jacob che cadde a terra dallo spavento.
Che stava succedendo?
Iniziaste a lottare, attaccavi Masky il più velocemente possibile, giocavi sulla velocità per poter mettere fuori combattimento lui il prima possibile e dedicarti a Hoody che, certamente, non se ne sarebbe rimasto con le mani in mano, il ragazzo dietro la maschera bianca però era più fluido nei movimento e riusciva a parare la maggior parte degli attacchi nonostante fosse continuamente costretto in difesa, un pensiero fisso ti spingeva a combattere, dovevi proteggerlo, e per questo eri decisamente più determinata di Masky.
In poco tempo nonostante la sua bravura, con una finta al collo con la lama e un calcio ben assestato nello sterno, lo atterrasti e gli puntasti la lama alla gola.
Non avresti esitato un momento se non fosse stato per il rumore della pistola che caricava il colpo in canna che ti veniva puntata alla testa e per lo sguardo innocente e preoccupato che ti seguiva ad ogni mossa.
Cosa stava facendo la mamma?
Era stata colpa sua?
Si sarebbe arrabbiata?
Queste erano le domande che affollavano la mente del bambino quando vide la scena e quasi quasi si mise a piangere, quasi, perché non poteva, non voleva piangere davanti alla mamma e perciò provò in tutti i modi a non farlo ma, nonostante tutto, una lacrima gli colò comunque lungo la guancia.
Ti girasti a guardarlo e il pensiero che quella potesse essere l'ultimo istante della tua vita improvvisamente ti sembrò la cosa peggiore del mondo.
Piccolo tremante e infreddolito, se tu fossi morta anche la sua vita sarebbe finita, se non lo avessero fatto fuori loro, il che era molto probabile nel caso di una tua dipartita, lo avrebbe fatto un'animale oppure sarebbe caduto, a causa del buio, in una buca, finendo per rompersi l'osso del collo e il suo piccolo corpo sarebbe rimasto lì nella foresta per chissà quanto tempo, preda degli animali, delle intemperie, sotto la pioggia e il bel tempo del giorno e della notte, a marcire come tutti quei corpi che avevi seppellito, ma lui, a differenza loro, non avrebbe avuto neanche una tomba, sarebbe stato mangiato dai vermi che avrebbero bucato la sua carne in decomposizione, sarebbe diventato il nido per le larve degli insetti e i corvi gli averebbero mangiato gli occhi e lo avrebbero depredato degli organi molli strappandoli senza alcun riguardo dal corpo morto del tuo piccolo adorato bambino.
Non potevi sopportarlo.
Se fossi morta non si sarebbe salvato.
"Lascia l'arma (t/n), non fare cazzate, sai che non vorrei ma a lui interessa solo di Undertaker... e io eseguo gli ordini"
Il bambino ascoltò il nome pronunciato dal ragazzo incappucciato che puntava la pistola e se lo ripeté a lungo nella testa.
Era quello il nome della sua mamma?
(T/n)
Gli piaceva come nome.
Questi pensieri lo aiutarono a distrarsi mentre tu ti alzavi lentamente lasciando il coltello a terra e portandoti le mani dietro alla testa ma, appena fosti in una posizione che avrebbe potuto darti abbastanza mobilità, scattasti e desti il via al piano di fuga che avevi velocemente formulato nella tua mente.
"Corri Jake!"
Con una gomitata improvvisa cambiasti la traiettoria di tiro del colpo dell'arma da fuoco che saprò nel vuoto, il rumore dello sparo si disperse nella notte spaventando degli uccelli che presero il volo dagli alberi sui quali dormivano e scapparono velocemente verso il cielo mentre tu infilavi un nuovo coltello, velocemente estratto dalla cintura, nella gamba di Hoodie e simultaneamente assestavi un calcio sui polmoni di Masky che si stava per rialzare e ora invece era tornato sdraiato a terra e cercava affannosamente di respirare.
Jacob oramai non ce la faceva più e, dopo aver visto quella scena e dopo aver sentito lo sparo, si era messo a piangere, immobilizzandosi per la paura.
Sapevi fin da subito che ti saresti messa nei guai ma non avevi molte scelte, l'avresti pagata cara certo ma lui doveva salvarsi, a qualunque costo.
Mentre correvi, voltando le spalle ai due ragazzi prima che si potessero anche minimamente riprendere, afferrasti Jacob di peso, troppo spaventato per correre e comunque troppo lento per fuggire in qualunque caso, e lo prendesti in braccio correndo più velocemente che potevi verso casa sua.
Non la tua, non la vostra, la sua soltanto, perché credere di poter rimanere insieme era una bugia a cui non potevi credere, una bugia, una come tante nella tua vita, con la quale non potevi più illuderti.
Più di sei anni e non avevi ancora imparato ad essere onesta, se non fosse stato per l'ansia e la serietà di quel momento ti saresti messa a ridere per l'ironia.
"Mammaaaa.... ho paura..."
Jacob, appena era stato preso in braccio, si era attaccato a te, stringendo la tua felpa scolorita con le sue manine e nascondendo il volto nell'incavo del tuo collo, tanto vicino da poterne sentire il respiro, come se tu fossi l'unica in grado di proteggerlo da tutte quelle cose brutte che c'erano in quel bosco.
Beata ignoranza quella dei bambini, la sua non era una bugia, lui ci credeva davvero, era la sua realtà quella, una realtà in cui tu eri il suo idolo e l'eroe che lo avrebbe sempre protetto, con il quale avrebbe affrontato mille avventure e con cui avrebbe passato tutta la sua vita, non sapeva che tu non ti consideravi minimamente in grado neanche di proteggerlo da te stessa, che madre irresponsabile eri stata, pensavi, perché era finita così?
Tutti i vostri giochi, i vostri scherzi e le storie che gli avevi raccontato erano ormai un ricordo lontano quando raggiungesti il perimetro della casa.
"...è scappato nel bosco non lo trovo! NON MI SERVE UNA VOLANTE TRA VENTI MINUTI MI SERVE ORA!"
Conoscevi bene quella voce, l'avevi ascoltata spesso, nascosta nell'ombra dove non poteva ne vederti ne sentirti, ma non l'avevi mai sentita così preoccupata, era Michel che discuteva con qualcuno, probabilmente la polizia, al telefono, Jacob sarebbe stato al sicuro con lui.
Cercasti di metterlo a terra, di liberarti da quel tenero e disperato abbraccio con la maggiore delicatezza possibile ma lui non voleva staccarsi da te per nessun motivo così cercasti di farlo ragionare e provasti a parlargli.
"Jacob devi ascoltarmi, non ho molto tempo, io devo andarmene. Non cercarmi più nel bosco Jacob, hai capito? Mai più, è pericoloso quel bosco, devi promettermelo Jake, piccolo mio, mai più e per nessuna ragione, dimenticami, io non esisto più..."
Cercavi di non piangere, di avere il tono di voce più serio e distaccato possibile mentre parlavi ma era così dannatamente difficile! Era così difficile staccarti per sempre da lui, perché sapevi che sarebbe stata una tortura guardarlo negli occhi, asciugargli le lacrime dal volto con entrambe le mani e dirgli di dimenticarti per sempre quando tutto quello che avresti voluto sarebbe stato passare con lui ogni singolo giorno della tua vita, stringerlo forte e non lasciarlo più andare.
Ma no, non eri destinata ad un percorso così facile, avevi imboccato la strada difficile, quel tunnel degli orrori che era la tua vita, e non potevi certo uscirne così facilmente.
Ma Jacob non capiva, guardava la sua mamma che cercava di non piangere e che le diceva quelle cose orribili, perché la mamma se ne stava andando?
Era colpa sua?
Non gli voleva più bene?
"...nooo... mammaaa..."
Voleva piangere, dirti di non andartene e stringerti forte ma non sapeva quale delle tre cose fare prima e quindi le fece tutte contemporaneamente.
"No Jacob! Basta! Non piangere ti prego...devi capirmi, t-tu devi capirmi... n-non ho più tempo! La mamma se ne deve andare per il tuo bene, devo-"
"EHI!"
Alzasti la testa di scatto a quella voce e improvvisamente ti rendesti conto che, se già prima avevi poco tempo, ora era completamente esaurito e adesso Michele, quell'estraneo che in realtà non c'entrava assolutamente niente con te e la tua famiglia, correva verso di voi per strapparti una parte del tuo cuore, si sarebbe preso il tuo bambino, ti avrebbe rubato tutto il tempo rimanete dell'infanzia di Jacob, avrebbe vissuto la sua adolescenza, i suoi primi amori, le cadute e le sue delusione, l'avrebbe visto rialzarsi e crescere e tu dove saresti stata in tutto quel tempo?
Dove?
La risposta era ovvia ma ti distrusse comunque, ovunque ma fuori dalla sua vita.
Senza che te ne accorgesti delle lacrime uscirono prepotenti dai tuoi occhi mentre guardavi l'uomo al quale avresti permesso di portateti via tutto quel poco che avevi, che aveva messo da parte il telefono con la chiamata ancora attiva e ,ora, stava correndo trafelato nella vostra direzione, ma infondo chi ti credevi di essere, non avevi scelto neppure il nome di tuo figlio, non potevi certo pretendere di far parte della sua vita.
Sicuramente aveva sentito il pianto di Jacob per essersi accorto di voi ancora mezzi nascosti dall'ombra della notte e oltre la staccionata che ne delimitava il confine.
"Che stai facendo! Lascialo andare!"
Quanto lo invidiavi in quel momento, lui poteva avere una vita normale, aveva tutto quello che tu avresti sempre voluto, un lavoro stabile e rispettabile, una bella casa in un delizioso paesino ma sopratutto aveva una famiglia.
L'ennesima fitta al cuore ti fece venire in mente un'idea mentre un'unico pensiero ti vorticava per la testa, ignorasti completamente le grida di Michele mentre ti staccavi la collana che tenevi al collo e la mettevi a Jacob mentre ancora piangeva disperato.
Se dovevi sparire almeno volevi che avesse un tuo ricordo, volevi lasciare un segno, seppur lieve, della tua presenza e del tempo che avevate passato insieme dandogli la cosa più preziosa che avevi con te in quel momento.
Non era tanto, un piccolo pendaglio con una pietra verde brillante, il colore della speranza ti avevano detto quando te l'avevano regalata, ingabbiata a mo di sonaglio in una piccola gabbietta circolare, era il tuo portafortuna, lo avevi avuto in regalo dai tuoi quando ancora eri felice e da allora non te l'eri più tolto.
Mai.
Che ipocrita, pensasti per un secondo, sai che deve dimenticarti ma non vuoi sparire.
"Staccati subito da lui!"
Pronunciò Michel con decisione quando arrivò a prendere di peso Jacob per staccarlo da te che, vedendosi allontanato dalla sua mamma, si era messo a strillare come un'aquila protendendo le braccia per tornare da te.
Quella scena, le sue urla e tutta quella disperazione, tristezza e dolore nei suoi occhi, ti spezzarono il cuore eppure non potevi più restare.
Ti alzasti di scatto, per abitudine, afferrasti l'elsa un pugnale che tenevi in uno stivale, sguainandolo e stringendolo forte per farti forza e feci un passo indietro assumendo un atteggiamento di difesa.
Ignorasti Michel che, mentre cercava inutilmente di nascondere e tenere fermo Jacob, ti guardava con rabbia e con aria di sfida, pensava volessi attaccarlo ma era chiaro che non avesse alcuna intenzione di lasciarti Jacob.
"Vattene via chiunque tu sia!"
Ti intimò cercando di ottenere la tua attenzione nonostante tu avessi occhi solo per il bambino che si contorceva e urlava per tornare da te.
Non potevi lasciarlo così! almeno un'ultima parola... una sola...
"La mamma ti vorrà sempre bene Jacob, sempre ricordalo"
Un'altro passo indietro, non potevi rimanere, in questo momento quei due si erano sicuramente ripresi e se fossero arrivati ne Michel ne Jacob si sarebbero salvati, il tuo sacrificio sarebbe stato inutile, lo sapevi eppure non riuscivi ancora ad andartene.
"Vattene via!"
Urlò Michel ancora una volta ma a te non importava nulla di lui, c'era ancora una cosa che volevi dirgli, una cosa che sentivi di dovergli dire e che forse, per quanto stupide fossero le tue speranze, speravi che, se lo avessi detto poi lui ti avrebbe trovata, ma non parlavi di Jacob, parlavi di Jeff che, nonostante tutto quello che avevano cercato di farti credere, eri sicura che non avesse mai smesso di cercarti, era l'unica spiegazione che ti fossi data a tutta quella segretezza che ti era stata imposta di rispettare.
Forse non aveva senso farlo ma ne sentivi il bisogno.
"La mamma se ne va nella grande isola dei pirati che abbiamo disegnato insieme, ti voglio bene e-"
"VATTENE VIA!"
Urlò Michele più forte delle altre volte.
Chi era quella donna?!
Che stava vaneggiando?
Era colpa sua se il suo bambino ora si comportava così.
Maledizione!
Sarebbe dovuto stare più attento come padre!
Questi erano i pensieri che passavano per la testa di Michele mentre tu avresti solo voluto salutarlo meglio ma non c'era un modo giusto per dire addio a tuo figlio.
Così vi salutaste, non un bacio ne una carezza, solo dolore e lacrime e strilli e rimpianti, mille parole non dette e domande non espresse.
Con le lacrime agli occhi stringesti l'arma per farti forza, ti girasti e corsi verso il bosco per non tornare mai più indietro.
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A parte il fatto che siete diventate una sorta di ninja e siete equipaggiate meglio di Ezio Auditore da Firenze e che sto prendendo in giro la mia storia, come vi sembra?
Balalalalla
Ogni volta che scrivo mi sorprendo che le cose risultino più lunghe di quanto mi immaginassi, io vedo tutto come una sorta di film, voi avete un capitolo alla volta, al posto vostro non reggerei.
Quiiiindi, ringrazio davvero tanto chi mi segue, sul serio.
Forse faccio una follia ma dopo aver rivisto le varie bozze pubblico il prossimo, l'arrivo di Jeff si avvicina, un capitolo al massimo se non ricordo male.
Giocate a D&D?
Addio
poitre1234
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