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Capitolo 11 - Run Me Like A River!

1975

Billy



«Basta! Fermati!»
Gemi rabbioso e frustrato verso quell'insofferenza che non riesci ad allontanare.

Anthony si distacca.
Avverti ancora un momento il suo respiro ansante prima che con uno sbuffo contrariato prendesse le distanze.
Ga i capelli arruffati, si morde un labbro con forza, apprezzi lo sforzo di accettare la tua richiesta.

Gli sorridi poggiandogli la mano all'altezza del cuore che batte all'impazzata, è piacevole ritrovare ogni volta la stessa vibrante emozione, come se non ti avesse mai nemmeno sfiorato.
Se solo per te potesse essere lo stesso e quel malsano amore perduto si decidesse a svanire da tuo cuore...

Non ti saresti mai ricordato di averne uno se non fosse stato per...
Anthony ti scruta speranzoso e tu gli arruffi i capelli.
Puoi vedere il desiderio nel suo sguardo che avvampa, a stento tenuto a freno.
Gli carezzi il collo, la sua pelle è calda e il ragazzo si nasconde nel cuscino mentre ringhia contro proprio quel desiderio, una bestia che fatica a tenere sotto controllo.

Ti avvicini per baciargli una spalla.
«Faccio solo due passi... mi riprendo e sono tutto tuo, promesso piccolo...»

Anthony si solleva e ti afferra per un bacio quasi disperato, che ti mostra tutta l'urgenza di dar sfogo a quel desiderio, come se lo stesse corrodendo.

Fatichi a districarti ma alla fine la sua presa si allenta così ti rialzi, afferri i tuoi vestiti sparsi per la stanza e ti allontani rapido.

Ti sciacqui con acqua gelida e infine osservi il tuo riflesso.
Diavolo! Accanto a quel ragazzino senti gravare sulle spalle tutti gli anni passati...

Dipendesse da lui passereste ogni momento della giornata in camera e forse un tempo saresti stato come lui... Se solo Benjamin fosse apparso oltre la soglia non gli avresti permesso di allontanarsi da te di un solo passo...

Scuoti la testa detestando ogni tuo pensiero, non hai mai voluto essere così crudele con il tuo piccolo...

Da quando gli hai lasciato intendere di aver accettato il suo affetto, di volergli dare di più di una pacca sulla schiena non ha smesso di mostrarti la sua devozione e questo ti appaga e ti imbarazza allo stesso tempo perché sai di non poterlo ricambiare in quel modo.
Vuoi essere amato e lui lo fa in modo così totalitaria da alleviare il dolore della perdita ma...

Non riesce mai a cancellare la mancanza, il bisogno di rivedere Benjamin ma sei sereno con il tuo ragazzo.

Anthony in qualche modo riesce a intravederlo nel tuo sguardo, quando ti risvegli colmo di amarezza, proprio come quella mattina.
È stato bello il suo goffo e travolgente modo di rasserenarti, baciarti, venerare ogni minima parte di te, il suo Billy, fino all'estremo quando il tuo corpo travolto dal piacere ti ha strappato una richiesta di pausa.
Troppo, non riuscivi più a contenerlo!
Come se stessi per esplodere restando esangue, spossato ma esageratamente appagato.
Era quello che volevi, stordirti tanto da scordare anche solo per un momento.

Esci a passo svelto e avanzi su per la collina e non ti fermi finché non hai raggiunto lo scoglio.

Osservi l'orizzonte plumbeo e lasci correre il pensiero verso Anthony, il suo adorabile modo di amare, di venerarti e ti senti colpevole.
Sei certo che quella relazione è ben più di quanto ti meriti.
Pensavi che dopo Benjamin saresti rimasto solo e invece Anthony è tornato da te, leale nonostante tutto.
Non pensavi di meritartelo invece quel ragazzino ti ha stretto seguendoti oltre la tempesta e ha accolto ogni bacio, consapevole che nel tuo cuore ci fosse un altro volto.

Ti alzi ma un guaito attira la tua attenzione, un pianto portato dal vento.

Ti sporgi verso la spiaggia sottostante e lo avverti di nuovo così avanzi, scendendo lentamente lungo il sentiero fino ad arrivare alla spiaggia, lasciandoti guidare da quel lamento.

E finalmente lo vedi, incastrato tra due scogli un piccolo cane bianco nero.

Ti avvicini, noti che è ferito.

Allunghi la mano incautamente e lui si rigira sguainando i denti.
Non ti fermi, avanzi e lui ti morde, ma nemmeno il dolore ti arresta.

Riesci a forzare la morsa della pietra, il piccolo cane si libera e scoccandoti un ultimo sguardo corre via.

Ti accasci sulla sabbia, ti osservi la mano e sorridi.

«Proprio come il nostro primo incontro Ben... Solo morsi rabbiosi e sguardi colmi di diffidenza! Prima che arrivasse l'amore e imparassimo a ferirci sul serio...»

Abbandoni la mano sulla sabbia e lasci andare le lacrime, le senti scivolare amare sulle tue labbra. Tanto nessuno può vederti, non ha senso tenerle confinate dentro di te.

Qualcosa di umido ti sfiora la pelle, una lingua ruvida ti scorre sulle dita.
Abbassi lo sguardo e il piccolo cane si siede appoggiandosi a te.
Quando avvicini la mano per carezzarlo non si ritrae ma chiude gli occhi continuando nella sua meticolosa cura della ferita che lui stesso ti ha causato.


È pomeriggio inoltrato quando rientri a casa.
Bussi incerto.

Anthony ti apre la porta e la sua espressione passa dall'essere adirata all'esasperato.

«Billy no! Non un altro cane!» esclama alzando le braccia al cielo.

Stringi quel piccolo batuffolo banco nero tra le braccia e lui ti lecca il viso felice.
La tua mano è fasciata e al collo del piccolo pelosetto scintilla un collare nuovo.
Lo hai fatto vedere dal veterinario e quando hai constatato che non fosse di nessuno lo hai fatto registrare a tuo nome.

1980

Billy



Avverti le sue lunghe dita scorrere sul tuo volto contornarti le cicatrici.

«Sono il segno della tua indomita anima Bill... Non odiarle... Il tuo volto è perfetto così com'è... Amo ogni segno della tua forza...»

Ti volti e vedi il suo volto sorridente baciato dal sole.
Benjamin era accanto a te, gli sorridi incredulo, il cuore ancora pesante.
Sei certo che le tue mani siano ancora sporche di quella terra dura.
Sei di nuovo su quella collinetta a picchio sul mare la dove quella mattina all'alba hai sepolto lui, il tuo piccolo Benji.
Vicino a quella spiaggia dove lo hai trovato.
Sotto a un albero nodoso e ricurvo, hai pensato che avrebbe apprezzato...
Hai odiato il senso di impotenza di fronte a quel male oscuro che lo ha trascinato via da te.

In quegli anni quella piccola creatura felice ti ha rischiarato le giornate e adesso se n'è andato, non vedrai più quei piccoli occhietti felici ed adoranti.

Benjamin solleva la macchina fotografica per immortalare la tua espressione esterrefatta mentre una lacrima ti scorre traditrice lungo la guancia.

«Voglio cristallizzare ogni tua espressione, anche questa così scema...» esclama prima di scoppiare a ridere.

Ti senti punto sul vivo e ti fingi imbronciato, ogni pensiero su quella spiaggia sul sepolcro spazzata via, non vuoi spezzare quell'incanto.

«Sono perfetto, anche se stupidamente sorpreso!»

Benjamin annuisce felice avanzando verso di te, sta per baciarti quando lo vedi irrigidirsi e sgranare gli occhi.
Ma poi comprendi cosa stia guardando e con orrore abbassi lo sguardo.
Sulla tua felpa bianca si sta allargando una chiazza rossa.

Non avverti dolore, niente finché non scorgi il teschio rosso alle spalle di Benjamin.
Sia la sua giacca che la sua preziosa macchina fotografica sono nuovamente sporche del tuo sangue.
Sorridi amaramente, avevi sperato di poter ritrovare la luce e invece...
«Peccato... Quella giacca è sempre stata perfetta per te...»
Sussurri prima di tossire nuvole purpuree mentre il mondo cade in avanti assieme a te.
Il mondo si sgretola...

Perché tutto quello che ti si avvicina si macchia con il sangue?

La voce di Benjamin ti scuote.

Ti sta invocando e il terrore nella sua voce ti addolora, riportandoti alla mente l'amaro sapore delle lacrime versate quella mattina.

Scruti il teschio rosso alle spalle dell'uomo che ami e in un battito di ciglia i tuoi incubi si materializzano.
Frank indossa il marchio che ti insegue oltre la veglia, sul suo petto il teschio rosso risplende, le sue mani nodose hanno avvolto una corda al suo collo.

Cerchi di rialzarti e urlare ma il tuo corpo si rifiuta di reagire.

Il teschio ride e Frank emerge alle spalle di Benjamin.
Lo scruti nel panico, i grandi occhi scuri del tuo amato sono segnate da lacrime di terrore.

«Sappi che se non lo avessi mai amato, tutto questo non sarebbe mai accaduto! Se lui avesse preferito la vita a stare al tuo fianco...»

Ti sorprendi di quanto riconosci note amate in quella voce gracchiante che un tempo apparteneva al tuo migliore amico.
Adesso è quanto tu possa odiare di più.
Frank ti guarda mentre la corda stretta al collo di Benjamin si tende, il teschio rosso la tende con placida calma e ferina gioia e la corda si stringe lentamente sul suo collo.

Osservi Benjamin cercare di gridare, annaspare inseguendo l'aria mentre si solleva da terra. Si dimena mentre con crudele lentezza viene issato su quell'albero nodoso che si piega sotto al suo peso come se piangesse per te.

«Goditela...» sibila il teschio crudele. «È il frutto delle tue azioni...»

Vuoi alzarti, non smetti di tentare mentre il tuo corpo spezzato e sofferente ti ostacola, obbligandoti a guardarlo mentre si dimena invano cercando di opporsi alla morte fino all'inesorabile fine.

Il corpo di Benjamin oscilla appeno a quell'oscuro albero, Frank avanza con sguardo vuoto, vitreo tanto quello del cadavere di Benjamin.


Lo schiaffo di Anthony ti sveglia e ti accorgi di urlare a squarciagola, spalanchi gli occhi tremando.

La gola ti brucia, il volto ti duole e comprendi che il tuo ragazzo deve averti colpito più di una volta cercando di svegliarti.

Lo guardi e riconosci il tuo stesso panico nei suoi occhi.

Anthony si passa le mani tra i capelli e lo senti imprecare.

Ti osservi le dita, le unghie sporche di sangue, le braccia di Anthony segnate da sottili linee rosse. Lo hai aggredito nel sonno? Non ti era mai successo, nonostante le tue frequenti notti agitate.

«Non hai mai avuto un incubo così! E ricordo le tue peggiori notti agitate ma questo... Santo cielo... Credevo stessi avendo una crisi epilettica! che stessi morendo o che diavolo ne so...» esclama Anthony accalorato.

Ti raggomitoli stringendoti con forza perché le immagini dell'albero e del corpo ad esso appeso ti perseguita anche oltre l'incubo.
Era tutto così reale che per un momento sei tentato di scuotere il tuo compagno per chiedergli conferma che non sia un tuo ricordo, che Benjamin sia salvo, con quell'orribile donna che lo usa come un pupazzo ma salvo.

Non avresti mai dovuto cercarlo, sei stato stupido, quel sogno poteva divenire realtà e solo per la tua debolezza.
La perita di Benji ti ha rammentato quanto tu sia una piaga per le persone a cui tieni.
Devi salvarlo e tenerlo a distanza!

Lontano da te, dalla tua Nemesi.
Lontano dal sangue che ti porti dietro.

Perché quell'incubo è stato così simile a quelli che hai sempre avuto.
Punisher, la giostra, lo specchi in frantumi, Arthur, la mazza, il vicolo, le sue mani...
Ma quelli erano ricordi...

«Questo è ciò che accadrebbe se io andassi da lui...»

Anthony ti scruta incerto senza capire.

Quella verità ti trafigge come un fulmine in mezzo a un prato.
Non dovrai più avvicinarti a Benjamin, non se speri di salvarlo.
Allontaneresti anche Anthony se non avessi l'assoluta certezza che nemmeno nella morte ti abbandonerebbe.
Così quando si china per baciarti ti abbandoni a quel contatto anche se avverti ancora il sangue sulle tue mani, come se potesse emergere dal sogno e segnare quel giovane volto.

Il piacere si mescola al dolore, mentre la sua bocca lascia una scia sul tuo corpo accaldato e tremante. Vorresti annullarti ancora una volta e dimenticare.

Mai più lo rivedrò! Mai più!

Ti ripeti incessantemente quelle parole come un mantra prima che ogni pensiero svanisca nel calore di quella fuga.

1980

Benjamin




Inchiodi e per poco non colpisci il muretto perimetrale del cimitero, ti lanci fuori dalla macchina precipitandoti da lui.

Billy è rannicchiato su se stesso.

Non lo hai mai visto farsi così piccolo, scosso da tremori e non sai se stia piangendo o meno. Probabilmente sta gelando, è vestito così leggero e se ne sta pure seduto su una fredda lapide di marmo.

Ti togli subito la giacca e lo avvolgi prima di stringerlo con forza.
Il suo respiro spezzato ti solletica la pelle.

Gli passi la mano dietro la nuca e lo accarezzi con tenerezza.
Ti guardi attorno chiedendoti perché di tutti i posti verdi e vitali di quel piccolo borgo inglese Billy avesse scelto proprio il cimitero.

Quando ti ha detto di voler andare da Benjamin per un addio ti sei trattenuto a stento dall'aggrapparti a lui per implorarlo di non andare da solo, volevi accompagnarlo e vegliare sul suo viaggio. Non importa quanto si senta grande e grosso, hai visto il bambino ferito rannicchiato nel suo cuore e proteggerlo ad ogni costo è la tua missione.
Sapevi quanto ne avesse bisogno dopo la morte del piccolo Benji, il suo cane prediletto così hai solo potuto lasciarlo andare.

Sei rimasto nella tua officina a fissare quell'auto smontata, quel ferrovecchio che Billy ha scelto allo sfasciacarrozze, la macchina di James Bond.
Hai allentato e stretto lo stesso pezzo come un automa, hai vegetato per un'infinità di tempo non sapendo cosa sperare per quel viaggio e poi lui ti ha chiamato.

Lo hai sentito ansimare e per un orribile momento hai temuto che Lui, che Punisher lo avesse trovato e ferito a morte ma poi hai compreso che le ferite che ha ricevuto riguardavano il suo animo.

«Lei mi ha visto, mi ha teso una trappola... Voleva mandarmi un messaggio... Voleva che li vedessi assieme...»

Sei montato in macchina e sei corso da lui più veloce che hai potuto.
Adesso ti chiedi quanto deve essere rimasto solo in quel cimitero così prendi il volto e ti accorgi con orrore quanto sia pallido, le labbra screpolate con nuvolette che si condensavano davanti a lui.

Quando cerchi di proporgli di trovare un albergo per la notte lui si oppone con veemenza e comprendi che puoi solo caricarlo in macchina, porgergli la tua misera borraccia e guidare verso casa.


Durante il viaggio non smetti di parlargli della vostra piccola famiglia pelosa, del piccolo gruppo che sta addestrando, persino del mare avvolto dalla tempesta di quei giorni.

Billy rimane in silenzio finché non si addormenta ancora raggomitolato nella tua giacca.

Quando ti accorgi di essere abbastanza lontano decidi di fermarti.
Billy si lascia accompagnare come un bimbo, trovi un alloggio abbastanza spoglio e lo stringi a te chiedendoti cosa possa essere successo vermente.


Quando ti svegli lo trovi seduto accanto alla finestra con in mano il collare di Benji.

«Ha fatto in modo che io arrivassi nel punto esatto dove avrei potuto vederli, mi ha tenuto a distanza ma non troppo... Perché dovevo vedere cosa gli avessi causato... La sua zoppia, la cicatrice sul volto... Quello sguardo vuoto quasi morto... L'ho rovinato...»

Lo osservi, stringe il collare fissando il vuoto.
«Io volevo solo dirgli addio... Non ero una minaccia eppure lei ha voluto mostrarmi quanto ormai sia suo, un giocattolo nelle sue mani...»
Ride con tono piatto, i grandi occhi scuri spendi e senza emozioni.
«Mi ha ripagato con la mia stessa moneta... Lo ha esposto come una bambola, lo ha cavalcato come una bestia... Proprio come ho fatto la notte di Capodanno... Lo abbiamo distrutto assieme...»

Si porta al cuore il collare e tu senti il suo dolore affondare nel tuo cuore.

«Bill, dobbiamo tornare indietro, devi strapparlo alle grinfie di quella donna devi...»

«NO!»
Ruggisce lui balzando in piedi.

Ti alzi e lo affronti a muso duro
«Bill, non puoi voltargli ancora una volta le spalle, lui si è frapposto tra te e Punisher rammenti? Ti ha protetto, è stato ferito per questo... Tu...»
Non riesci a finire perché Billy ti afferra il volto e ti preme le labbra bloccando le tue parole.

«No...» ringhia spingendoti sul letto.

Cerchi di rialzarti ma ti afferra per il collo spingendoti di nuovo giù.
«Bill, tu lo ami ancora!»

Gli hai gridato in faccia il tuo dolore e quando i suoi grandi occhi scuri si riempiono di tristezza ti detesti.

Billy si sofferma un attimo prima di sussurrare con voce tramante un flebile «No...»
prima di baciarti di nuovo.

Resisti appena perché sai che è questo di cui ha bisogno, di annullare ogni pensiero, rabbia e dolore finché non crolla sprofondando in un sonno silenzioso e turbato.

Lo hai osservato, il suo respiro è frammentato come se il dolore gli bloccasse il respiro.
Ti allontani per un momento e frughi nella tua borsa e ne estrai un orologio da taschino, lo fai scattare e osservi la data che vi è incisa.

20 Agosto

«Sai Benjamin, non mi sei mai piaciuto perché pensavo che tu potessi solo farlo soffrire... Ma lo amo, molto più di quanto tu possa immaginare...»

Lasci oscillare l'orologio davanti immaginando il suo pallido volto inglese.

«Più della mia felicità desidero la sua e ormai ho compreso che lo sarà solamente assieme a te! Aspettami Benjamin Greene, perché sto venendo per te... Per riunirvi ancora... Non importa quanto questo possa farmi male io lo farò!»

1980

Anthony



Ti accendi la sigaretta e rileggi il biglietto.

AL CIMITERO, DAVANTI AL MAUSOLEO DELLA FAMIGLIA DAY, A MEZZANOTTE DI OGGI.

Poi sollevi lo sguardo sull'uomo che ti ha invitato a quell'incontro surreale presso il mausoleo della famiglia di sua moglie.
Non lo vedeva da anni ma lo riconosci al primo sguardo.
Una camicia variopinti e pantaloni corti.
Il tuo Billy lo chiamava piccolo e gli arruffava i capelli quasi fosse il suo pestifero fratellino minore mentre l'altro lo fissava con sguardo adorante.

Il ricordo di Billy ti risveglia dolore nel cuore.
Non capisci perché abbia voluto incontrarti attraversando l'oceano.

Ti avvicini cauto.
«Perché non sei venuto ad incontrarlo alle 11:11 quel giorno?»
Lo osservi incredulo.
«Ti abbiamo aspettato per ore, sarebbe rimasto per giorni ad aspettarti anche a costo di farsi stanare e sopprimere da quel dannato Punisher lo sai?»

Apri la bocca e un singulto ti gorgoglia in gola.
«Billy è vivo?»

Anthony di scruta attonito.
«Lo era stamattina quando ci siamo svegliati!»

Benjamin si portò le mani agli occhi e premette con forza.
Sai che ti sta scrutando in attesa, forse non crede alle tue parole.
Sarà certo che tu sia un infame, hai abbandonato il suo amore e lui avrà rimesso assieme i pezzi al tuo posto.
Vorresti essergli grato ma riesci solo a provare disgusto.

Ti sforzi ti porgergli la domanda.
«Lui... Tu... Voi... Siete compagni?»

La nausea ti attanaglia quando annuisce con placida calma.
Billy ha vissuto quegli anni tra le braccia di un altro credendo che tu lo abbia abbandonato.
Che importa che Julia abbia mentito?
Sei tu che come tutte le persone importanti della sua esistenza alla fine lo hai scaricato...
Ti aveva scritto probabilmente una lettera... Con la sua scrittura tagliente quanto i suoi amati coltelli. E tu non ne hai mai saputo nulla...
Ma Julia sì, ha cercato di cancellarlo dalla tua mente e quando lo ha visto riaffiorare di seppellirlo sotto il dolore della perdita.

La rivedi con un dolore quasi credibile.

Billy è morto!

Ti sfiori la cicatrice che ti solca il volto.
Rivedi La tua mano protesa verso Billy, non era morto quella sera...
Perché non provi sollievo da quella rivelazione?
Forse perché adesso davanti a te c'è Anthony e non lui...

«Ottimo, mi fa piacere che lui abbia finalmente...»

«Billy non è affatto felice! Va avanti, ma non gli importa davvero di niente tranne forse i suoi cani. La morte di Benji è solo ciò che ha catalizzato il suo dolore... Non può essere felice senza di te!»

Scuoti la testa rifiutando quelle parole, se davvero ti avesse voluto sarebbe venuto di persona.
«Ha te una nuova vita... E io ho Julia potrei...»

Darle quello che vuole e fingere di essere ancora vivo mentre mi accingo a morire ogni giorno un po' di più...

«Non puoi! Non sai cosa ha fatto quella donna! Billy era venuto a cercarti e lei ha fatto sì che vi vedesse mentre in salotto facevate...»

Scuoti la testa inorridito, ripensando a quando lei ti posizionava con calma.
Ha giocato con entrambi, ti ha esposto usandoti per il suo diletto.
Anthony riprende a parlare ignorando il tuo sgomento.

«Quando è morto il suo cane, il suo Benji è venuto da te per un addio e lei ha fatto in modo che vedesse che ormai eri una sua proprietà! Il modo che lei ha di dominarti, di possederti! Pensi che possa renderti felice?»

«Lui mi... Ci ha...»
Non riesci a trovare le parole.

«Ti prego! Io amo ma e sopporto più vederlo ridotto a uno spettro... Quindi ci parlerai?»
Non riesci a concentrarti su quelle parole, sei solo disgustato da tre stesso per ogni volta che le hai concesso di giocare con te.

La mano del ragazzo ti scuote.
«Lo vedrai?»
Il suo sguardo carico di supplica così ancora stordito annuisci.

Il ragazzo sorride e avvicinandosi alla sua auto parcheggiata appena fuori dal cimitero e apre il bagagliaio.
«Eccellente! Alzati caro, l'amore della tua vita ha accettato di vederti!»

Vedi una mano colpire quella di Anthony.
Vacilli e sei certo di vedere il mondo ribaltarsi mentre Billy ne emerge traballante e con espressione indolenzita.

«Lo hai chiuso nel bagagliaio?»
Anthony da una scrollata di spalle.
«Non ricordi quanto sia testardo? Adesso parlate, sfogatevi e ditevi tutto!»

1980

Billy



Ti arrendi a quella prigione, smetti di urlare e dibatterti limitandoti a fissare con astio l'interno del bagagliaio che si ostina a rimanere chiuso.

Anthony ti ha preso alla sprovvista, non pensavi che ti mettesse KO, ne tantomeno che ti mettesse nel bagagliaio del suo SUV come un sacco di patate.
Ma neanche che si opponesse con così tante energie alla tua scelta e poi per cosa?
Per Benjamin?

Vuoi scaricarmi?

Gli hai urlato dalla tua prigione con rabbia.
«Sei un deficiente!" ti ha urlato di risposta dalla cabina del guidatore.
«Non sopporto più di vederti così infelice!»

Infelice?

Vorresti negare ma non riesci.

Hai urlato come un pazzo e preso a pugni quella gabbia di metallo e infine ti sei arreso a passare quel lunghissimo viaggio rinchiuso come una bestia.

Hai modo di riflettere su te stesso, sul tuo rapporto con Anthony, nonché su Benjamin.

Anthony ha maledettamente ragione, non hai mai smesso di pensare a lui, neanche per un momento e forse la cosa più onesta e corretta che tu possa fare è accettare quel confronto.
.
Magari se tu fossi stato più ragionevole non avresti passato ore di viaggio chiuso in un fottuto bagagliaio.



...



Quando avverti i colpi della mano sul bagagliaio capisci che è il momento.
Il bagagliaio si apre e la luce ti ferisce gli occhi dopo tante ore passate nelle tenebre.
Anthony ti porge la mano con un sorriso un po' divertito

«Alzati caro, l'amore della tua vita ha accettato di vederti»

Scacci quella mano ed emergi dalla tua bizzarra prigione.

Cerchi di rimetterti in piedi ma lo sguardo di Benjamin grava come macigni sulle tue spalle. Hai avvertito la sua presenza prima ancora di scorgerlo.
Sollevi lo sguardo su di lui e senti il cuore fremerti in petto dolorosamente.

Sorridi amaramente vedendo la cicatrice sul suo volto, vorresti dirgli qualcosa di conforto, come lui ha fatto con te in passato ma riesci solo a fare una battuta scema.

«Eri geloso delle mie?»
«Perché sei sparito per tutto questo tempo?»

Avverti la rabbia nella sua voce e porti lo sguardo a terra.

È finita...

Deglutisci, la gola secca e il cuore pesante.
Ma lui è ancora davanti a te e nonostante tutto non ti ha ne colpito ne se ne è andato.
Così puoi solo lasciar andare le tue emozioni.
«Ti avevo scritto...»
«Te ne sei andato via...»
«Credevo che fosse la cosa migliore!»
«Per me o per te?»

Stringi le mani a pugno.
«Stavo mentendo... Soprattutto a me stesso...»
Deglutisci e il silenzio è quasi peggiore delle sue parole.
Ricerchi Anthony con lo sguardo, lo scorgi allontanarsi.
Lui sa forse meglio di te cosa il tuo cuore brama.

«Non ho smesso di pensarti un momento in questi anni! Ogni giorno con te mi addormentavo e sempre con te mi alzavo la mattina avendo impresso i tuoi e ogni parte di te! Ricordo quando ti sei preso cura di me... Sei rimasto mentre io sono fuggito lasciandomi alle spalle due misere righe... In fondo pensavo che non meritassi una vita da fuggiasco, che saresti stato meglio senza di me... Tutte stronzate! Ti ho abbandonato con quella donna perché sono un maledetto vigliacco! E anche adesso sei obbligato al confronto perché ho bisogno di un addio... Lo sai, sono un fottuto egoista e......»

Le parole si mescolano al suo sapore, ti ha afferrato e reclamato la tua bocca a sé.
Il suo sapore ti pervade e ti abbandoni a quella meravigliosa e dolcissima familiarità.

Le sue mani ti carezzano la nuca il collo e finalmente ti delineano le cicatrici, esattamente come ricordavi, tra quelle mani avverti un'infinita felicità.


...

Anthony ti indica la casa.

«Tony io...»

Non sai che dire, dovresti scusarti per il tuo maledetto egoismo ma non sai come.
O forse dovresti ringraziarlo per averti reso il tuo cuore, averlo cullato, confortato, sgridato.
Quando lo hai raccolto dalla strada era solo un ragazzino e adesso ti senti tu il bambino.

Ha guidato fino a casa, siete rimasti in silenzio per ore ma la mano di Benjamin non ti ha mai lasciato.
Siete andati via veloci come il vento, senza voltarvi indietro e adesso Anthony ti osserva davanti a quella che era stata la vostra casa.

È sempre lui a spezzare il silenzio.
«Non devi dirmi nulla, ti chiedo solo di avere più cura di questo d'ora in avanti...»
Borbotta battendoti le sue dita ossute sul petto.
«Ma sii pur certo che se così non fosse, io per te ci sarò sempre, pronto a rimetterti in carreggiata ogni volta!»

Sorridi incapace di dire qualsiasi cosa e lui ti da un colpetto alla spalla.

«Va da lui Boss.. sono... quanti... 8 anni? Non perdere un solo istante Bill... vai!»
Borbotti un ultimo grazie e ti affretti a raggiungere Benjamin dentro casa.

Lo trovi sul divano seduto tra Dark e Al, il maremmano lo osserva guardingo mentre il terranova sbava felice lasciandosi grattare.

Benjamin sembra nervoso, sorridi perché il suo corpo vibra come quella prima volta nel tuo ufficio.
Eccitazione e paura si confondono.

«Non ti ricordavo così... Beh amante dei cani!»

Fai spallucce e lo osservi un attimo poi i tuoi cani escono in giardino chiamati da Anthony, per la passeggiata serale e tu rimani immobile in attesa, fremente, bramoso.

Benjamin ti osserva tentennando e tu esplodi.

Ti sporgi e lo trai a te per assaporarlo di nuovo, cerchi di rimuovere ogni ostacolo e ti inginocchi davanti a lui adorante.
Niente è cambiato!
Gli baci l'addome sentendolo sussultare, lui ti scosta la maglia ma lo fermi.

«Ti amo, ti amerò sempre!» sussurri baciandogli i fianchi con cura e spingerlo sul divano.
Lui sorride come quel giorno, bellissimo, vulnerabile... Completamente e totalmente tuo ancora una volta.

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