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Ringraziamenti

Al mio Alessi, perché consumandomi mi ha permesso di rinascere dalle mie ceneri.

Alle mie Orazio e Mecenate, che sono sempre pronte ad attutire le mie cadute mentre imparo a volare da sola.

Non posso credere di essere arrivata a scrivere i ringraziamenti di questa storia. A dirla tutta, non riesco ancora a crederci che sono riuscita a scrivere un'altra storia.

Due anni fa, mentre finivo di pubblicare gli ultimi capitoli de "Il Circolo", sono caduta in quello che all'epoca credevo fosse un semplice blocco dello scrittore, ma che col senno del poi non era altro che uno dei primi sintomi della depressione. Ho passato un anno difficile, pieno di cambiamenti, scoperte e delusioni, che mi ha portato a non riuscire più a trovare le parole.

Per più di un anno scrivere è stato frustrante, ero a malapena in grado di finire un paragrafo. Quel poco che riuscivo effettivamente a produrre non mi soddisfaceva. Mi sembrava di aver perso la voce. Ho chiuso tutti i progetti che avevo iniziato e a cui lavoravo da mesi. Consideravo un miracolo finire una one shot, per quanto sentissi che non fosse all'altezza dell'idea originale.

"Dimidium animae meae" è una storia che ho cominciato a strutturare proprio in questo periodo: è nata come una oneshot dal punto di vista di Dante, ma col tempo mi è sembrato sempre più ovvio che non potesse essere una oneshot, visto che il "riassunto" era lungo 6000 parole. Ma più scrivevo e più mi sembrava di star rovinando tutto. Volevo scrivere qualcosa di leggero e romantico, ma più provavo e più mi sembrava superficiale e troppo stereotipato. Ho provato a cambiare punto di vista, adottando quello di Virgilio, ma niente, non funzionava e alla fine ho lasciato perdere.

Questo fino a quando, ormai quasi un anno fa, non ho intrapreso una cura farmacologica per la mia depressione: nel giro di due settimane, non solo ho ricominciato a trovare le parole, ma riuscivo persino a riconoscerci la mia voce. Non ho mai amato la narrazione in prima persona, visto che ho sempre paura di creare personaggi troppo vuoti o troppo carichi dal punto di vista psicologico, ma mi sembrava l'unico modo affinché questa storia potesse davvero prendere vita. I primi quattro capitoli si sono scritti praticamente da soli in un pomeriggio. Restava solo da capire come agire.

Ed è finalmente giunta l'ora di ringraziare la mia fan numero uno, nonché l'unica beta di cui riesca a fidarmi, la mia migliore amica _Lizzie_Yaya_. Come sempre, senza di lei "Dimidium animae meae" sarebbe rimasto solo uno dei miei scleri dantilieschi.

Per quanto le mie storie siano soprattutto fanfiction romantiche, scrivere d'amore per me è qualcosa di davvero complicato. Non sono una persona romantica. Non mi piacciono le storie d'amore. Non credo nell'esistenza dell'anima, figuriamoci nelle anime gemelle! Non credo che l'amore possa vincere ogni cosa, né tantomeno nell'amore eterno. Pertanto ci sono stati dei momenti di crisi in cui ho dovuto interrompere la programmazione, visto che non riuscivo a trovare un equilibrio tra il mio cuore cinico e le necessità di trama di una romance.

Per questo, un ringraziamento speciale va anche a quel meraviglioso essere che è spaxghetti, mium consul e compagnum negli scleri da writer. Primum a commentare, Wattbug permettendo, mi ha sempre aiutato a capire che cosa fare quando i personaggi prendevano vita da soli e io mi ritrovavo a dover gestire eventi non previsti. Mi raccomando, andate a vedere il suo profilo, che il consul ha l'alloro per la miglior raccolta di os sulla Dantilio qui su Wattpad.

E ringrazio tuttx voi lettori, che avete letto, commentato e riempito di stelline questa storia. Vi ringrazio per la pazienza per i ritmi di pubblicazione un po' a cazzo di cane, per non avermi mandato la pula a casa per il mio sadismo manzoniano e per tutto il supporto. Grazie di cuore a tuttx.

E ora che succede?

Non ne ho idea, slay.

Questa storia, come avrete ben capito, è autoconclusiva, quindi non mi arrischio a promettere sequel o prequel, "Il Circolo" style. Al momento non ho altre idee per delle storie, ma non sparirò di certo dalla circolazione: tra le raccolte sugli scleri e le oneshot che ogni tanto spuntano come funghi su questo profilo, resterò bella attiva almeno per un po'.

Nel frattempo, nella vita reale mi aspetta il mio terzo anno di università e la stesura della tesi. Ho qualche idea? No. So a chi chiederla? Ma ovviamente no! Però mi sento cautamente ottimista per il mio futuro e, chissà, magari riuscirò a buttare in mezzo Dante e Virgilio anche là!

No, non sto scherzando: l'ho fatto alla maturità, secondo voi non mi inventerò qualcosa anche per la triennale? Stay tuned. 

Fatemi sapere nei commenti se la mia storia vi è piaciuta, qual è stato il vostro personaggio preferito e, soprattutto, critiche (possibilmente costruttive) per poter migliorare la mia scrittura. Questo è quanto per questa storia.

Ave atque vale,

Narnia

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