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15- Multa al chiaro di luna.

« Sicura che questa sia casa sua? » Mi chiede Rox. Ho scoperto che si chiama così e che ama i gatti, infatti ne ha ben cinque e se li porta tutti a spasso. Intendo ovunque, anche ora. Sono chiusa in un auto con cinque micini ed uno di loro è sulle mie gambe.
Il mio stato mentale in questo momento è fuori uso.

« Per la milionesima volta Sì. »

« Bene. Ora stiamo a vedere come si comporta con la sua fidanzatina. »

« Perché dovremmo farlo. Secondo. Come facciamo a spiarli se sono dentro casa... »

« Perché non lo sono. Stanno ben accomodati in giardino. » Risponde ovvia Rox.

Siamo chiuse nella sua jeep rossa sul marciapiede opposto alla casa di Federico. Ovviamente non siamo esattamente così vicine alla sua proprietà.

Ma abbiamo un'ottima visuale della sua gamba rotta.

Il gatto persiano che ho sulle gambe inizia a diventare pesante. Il colmo è che si è pure addormentato.

Con la grazia di un'elefante lo sollevo dalle mie ginocchia.

« Fossi in te non lo farei. Zampa odia essere svegliato durante il suo pisolino serale. »

Lo ripongo di nuovo sulle mie gambe.

« Arriva la bionda. »

Guardo attraverso il parabrezza e visualizzo Amber. Si sta sedendo sulle gambe di Federico. Ma poverino, non vede che si è fatto male.

« Stronza. Non ha il minimo rispetto per lui. » Ringhio io.

« Il mio piano sta già avendo risultati. .»

Ma di cosa parla? Ho solo difeso Federico. È un cretino in piena regola ma non per questo voglio che soffra. Oppure si?

« È inutile. Non sentiamo niente. » Mi lamento.

« Avviciniamoci »

Scendiamo dalla macchina lentamente. Con passo svelto percorriamo le strisce pedonali e ci troviamo nel marciapiede di casa Rossi.

Ci immergiamo in un cumulo di cespugli.

Quella più nascosta è decisamente Rox. Il suo colore di capelli va a braccetto con quello di queste siepi. Seriamente. Starebbe benissimo con uno dei vestiti alla Lady Gaga.

« Tu senti niente? » Chiedo.

« Ssh! O ci faremo scoprire. » Mi zittisce lei.

«... è stato davvero brutto. Devi credermi. » Parla Amber.

« Sì ti credo Amber. » Dice seccato Federico.

« Ci sono rimasta male quando ci siamo lasciati. Scommetto che anche tu ti sei sentito così. »

« Già... »

« L'ho capito subito che stavi cercando di riconquistarmi. Insomma, usare una straccciona per farmi ingelosire... »

« Ash non è una straccciona! Non osare insultarla in questo modo. » Ringhia Federico così forte che quasi mi scoppiano i timpani.

« Questo si che è interessante. » Dice Rox accanto a me.

Ma sono troppo persa nei miei pensieri per ascoltarla. Federico mi ha appena difeso. Questo che significa? Che ci tiene a me? Ma allora perché ha detto quelle cose l'altra sera?

Sono così confusa.

« Come mai la difendi? »

« Perché è mia amica. »

« Tua amica? Davvero? »

« Sì davvero. »

« Non usare quel tono con me! » Urla lei.

« Sono stanco Amber. »

« Stanco si me? Di lei no è? Un'intera notte in giro per la città non ti stanca vero. »

« Allora è vero che mi hai spiato. »

« Certo. Dovevo assicurarmi che non facessi nulla di stupido. Ma era troppo tardi. »

« Ma ti senti quando parli. »

« Federico? Federico dove vai ? Torna qui! Non abbiamo ancora finito! »

Osservo Federico alzarsi e zoppicare verso casa.

Non riesco a capacitarmi di quello che ho davanti. Amber è seduta sulla panchina appena scaricata da Federico. Sta letteralmente fumando di rabbia.

« Pagherei per rivederlo. » Dico ridendo.

« Anche io. »

« Chi va là? » Urla Amber.

Oh no! Abbia riso troppo forte.

« Esci fuori! »

Rox mi spinge leggermente per istigarmi a muovermi. Corriamo via ma mentre attraversiamo le strisce pedonali Amber ci scopre.

« Ehi! Fermi! »

Entriamo in macchina e partiamo a tutto gas.

*
« Corri, corri, corri. » Continuo a dire a Rox.

« O mio Dio! Che spavento! »

« Sì, sì ma muoviti. Più ci allontaniamo e meglio è. »

« Sono quasi al limite! »

« Ho detto accelera. » Urlo e lei obbedisce.

Purtroppo qualcosa coglie la mia attenzione.

« Ferma! »

« Ma se mi hai appena detto di accelerare? »

« Fermati! Ora! »

« Non sono mica il tuo giocattolo. »

« Fidati e fallo! »

« No, neanche per sogno. »

Un flesh ci colpisce in faccia e Rox frena poco dopo.

Restiamo in silenzio per un po'.

« C'era un auto veloce... » Dico in tono pericolosamente calmo.

« Potevi dirmelo no. Avremmo evitato una multa al chiaro di luna. » Lo dice in tono innocente.

Mi volto lentamente e la fulmino con lo sguardo.

Questo sarà l'inizio di una meravigliosa amicizia.

SPAZIO AUTRICE.

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