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11- Sguardi.

Ho una fame.
In questo preciso istante, tutto quello che voglio fare è riempire il mio stomaco di qualunque cosa.

Voglio soffocarmi di cibo.

Ora ricordo perché a New York ero sempre sola. Quando si dice meglio soli che mal accompagnati non sbagliano proprio.

Sono sul viale di casa quando vedo Anna uscire tutta elegante.

« Dove vai vestita così? » Chiedo.

« Vuoi dire dove andiamo. » Dice prendendomi a braccetto.

« Eh? Noi? »

« Sì, stasera ceniamo fuori. »

« No! No! E no! E in caso tu non avessi capito no! »

« Ti prego! È da una vita che non esco e ho bisogno di rifarmi una vita. È solo una cena. »

« Non posso uscire conciata così? » Tento di usare una scusa.

« Stai benissimo! »

Sì, certo. Jeans strappati e maglia nera sono il massimo dell'eleganza.

« Anna, ti supplico. »

« Ssh! Zitta, ora ci penso io. »
Mi gira di schiena e mi tira giù la coda sciogliendo i miei lunghi capelli corvini.

« Perfetta! »

« Se lo dici tu... »

*

Ho sbagliato a venire.
Non sono dell'umore giusto per stare in mezzo alla gente.

Ci sediamo ad un tavolino e un cameriere ci passa il menu.

« Cosa prendi? » Mi chiede mia cugina.

« Un panino o qualcosa di simile. Forse una carbonara. Ma anche la pizza mi ispira molto. C'è anche un menu di mare. » Dio, sembro un disco rotto. Vorrei ordinare tutto ciò che c'è scritto sul menu. « Dio, i dessert sono fantastici. Anche le bevande. E... »

Mi giro a vedere Anna che fissa sognante qualcosa o meglio dire qualcuno.

Mi giro e vedo Ben seduto ad un tavolo tutto sorridente.

Non ho ancora avuto modo di parlarle di lui.

« Da quand'è che voi due... insomma, hai capito. »

« Eh? Cosa? »

« Stavo parlando di Ben. Lui ti piace? »

« P-perchè lo chiedi? »

« Perché lo stai mangiando con gli occhi. » Mi giro di nuovo verso il suo tavolo e lo trovo con lo sguardo incatenato a quello di Anna.

Fantastico!

« Perché non vai a parlargli. »

« Non lo so... ho paura. »

« Tutte scuse. Vai da lui e salutalo. » La spigo via rifilandomi uno sguardo assassino da lei.

Osservo mia cugina avvicinarsi timida verso il loro tavolo. Quando Ben la vede avvicinarsi spalanca gli occhi emozionato.

Sono davvero carini.

Ora, torniamo al menu. Ero rimasta alle bevande se non sbaglio.

Ma qualcosa incatena il mio sguardo. Nel ristorante entrano Amber e Federico a braccetto, disgustamente appiccicati.

Quando la bionda mi vede si attacca ancora di più a Fede.

Ma non lo vuole proprio capire che lui non mi interessa.

Ad un certo punto una voce chiama la mia attenzione.

« Scusami? »

Mi giro e vedo due perle ambrate fissarmi con attenzione.

« C-cosa? »

« Hai già scelto cosa ordinare? » Mi chiede il presunto cameriere.

« Ordinare? Oh, sì ordinare, certo. Ehm una pizza. »

Il ragazzo sorride sfoderando una lunga serie di denti bianchissimi che formano un sorriso smagliante.

Cavoli se è carino.

« Bene. Ora te la porto. »

E lo vedo andarsene.

Il mio sguardo si butta subito su Ben e mia cugina. Lui la tiene sottobraccio e le sta dicendo qualcosa di divertente. Se ne stanno per i fatti loro che sembra che il mondo intorno a loro non esista. Che coppia.

Amber sembra non volersi staccare un minuto da Federico, che sembra alquanto infastidito.

È normale che io stia sorridendo come un ebete.

Vedo qualcuno mettermi davanti una pizza al formaggio fumante.

« Ecco a te. » Dice il cameriere sorridendomi. Ed io ricambio.

Appena se ne va noto un fogliettino sul bordo del piatto.

Lo prendo e lo apro. Dentro c'è scritto un numero di telefono.

Mi giro in cerca di quel ragazzo e lo vedo che mi saluta raggiante.

Cavoli, è bastata una pizza per fare amicizia. Non male come inizio.

Mentre mangio sento uno strano peso addosso. E infatti non mi sbagliavo.

Quando alzo gli occhi vedo Federico fissarmi in modo strano.

D'istinto vado alla ricerca di un fazzoletto per pulirmi dal sugo della pizza.

Ma non lo trovo.

« Cerchi qualcosa? » Domanda una voce.

Mi volto e vedo di nuovo quel ragazzo. Avvicino di lampo la mia mano alla mia bocca per non far notare la macchia.

« Sì ecco un fazzoletto. »

Lui ne tira uno dalla tasca e me lo porge.

« Grazie. » Dico pulendomi il viso.

« Di che. Io sono Luke. »

« Ehm... Ashley. »

« Come mai tutta sola? »

« Oh, Bhè ecco... »

« Ragazze carine come te dovrebbero essere sempre in buona compagnia. »

« Tranquillo. De la tua non ne avrà bisogno. » Sibila una voce che riconosco.

Alzo gli occhi e vedo Federico minaccioso dietro Luke.










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