VI. The Banquet
L'esposizione aveva superato ogni aspettativa.
Entrambi avevano immaginato di ritrovarsi di fronte a una mostra d'arte classica, quella che rappresentava il canone di bellezza e perfezione assoluta nell'Occidente - invece, quel che si trovarono davanti, fu la messa sotto i riflettori di qualcosa che non esisteva in nessuna cultura e in nessuna parte del mondo.
L'Anno Zero denotava alla perfezione il loro senso di spaesamento.
Dazai si era arreso per primo: per quanto tempo avesse passato di fronte alle tele d'arte moderna non era mai stato in grado di afferrarne il senso o la bellezza - e lo ammetteva serenamente, ritenendo che era meglio essere onestamente stupidi che fingersi degli esperti. Chuuya, avvantaggiato dalle spiegazioni di Benedetto, non aveva ancora gettato la spugna: non riusciva ancora ad afferrare il senso di voler rappresentare la velocità statica, ma pian piano cominciava ad assorbire la mentalità giusta.
In fondo, per quanto non fossero di suo gradimento, aveva trovato qualcosa di apprezzabile nei loro tentativi. I Futuristi non si erano limitati alla scultura e all'arte, ma anche ad altri campi: avevano assistito così alla danza di un ologramma femminile in un padiglione oscurato, immersi tra stoffe e fogge assurde, musica dissonante ma intrigante e movenze decisamente particolari.
L'attenzione di Dazai per la danza era durata cinque minuti appena, poi si era spostata sulle funi che sorreggevano il costume per dare l'illusione che fosse sospeso in aria.
"Oh... ma è magnifica!"
"Eh?" un verso di scetticismo da parte del compagno "Ti piace veramente?!"
"Oh, sì! E' così ergonomica, ma solida eppure affusolata..."
"L'ologramma della danzatrice?"
"La corda."
Dopo averlo invitato a danzare con quella corda stretta intorno alla gola, Chuuya decise di passare da solo all'esposizione successiva... quella che gli interessava maggiormente: il cibo.
La fama della cucina italiana non lo aveva raggiunto, eppure si diceva fosse sostanziosa quasi quanto quella raffinata francese: la delusione nel constatare che le ricette erano tutte di nuova invenzione fu immensa, ma mai grande quanto il momento in cui decise di assaggiare.
Un boccone imbevuto di acqua di colonia.
Tossì per un minuto intero. Chi aveva progettato quell'attentato?!
Indietreggiò alla cieca in cerca di sostegno e qualcuno appoggiò prontamente la mano alla sua schiena per raddrizzarlo impedendo quindi che scivolasse per terra. Il mafioso, colto nel momento sbagliato, fu in procinto di voltarsi irritato verso lo sciroccato di turno: c'era una sola persona che avrebbe potuto fare qualcosa del genere e che sicuramente non si sarebbe allontanata troppo per non perdersi lo spettacolo.
"Avevi detto che volevi morire con quella corda? Beh, dovresti provare questi piuttosto."
Il suggerimento velenoso però fu accolto con una risata. Una risata che non era quella di Dazai.
"Hai proprio ragione: si pensa, si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia. Il Carneplastico sarà sicuramente un buon incentivo."
A cambiare idea, ovviamente. A farla finita, pensò invece Chuuya, che apprese in quel momento il nome dell'orribile piatto che aveva assaggiato e dal quale si sarebbe tenuto per sempre alla larga.
E non solo da quello.
Si staccò immediatamente, riconoscendo il suo interlocutore solo una volta che si fu voltato: aveva parlato in giapponese, un giapponese rudimentale e impreciso, e la cosa l'aveva colto di sorpresa. Non poteva essere che...
"Sono Marinetti, l'inventore di queste ricette. Che te ne pare?"
"Ne porterò un pezzo al mio collega..." annuì, senza riuscire a nascondere l'attimo di sbandamento causato da quell'intervento improvviso "Lei sa parlare in giapponese?"
"Solo un po'. Ho imparato a Yokohama, qualche anno fa."
Era stato a Yokohama.
Doveva essere lì che si era inimicato la Port Mafia... a meno che, e l'ipotesi non gli parve neppure così strana, non fosse stato in rapporti con il boss Mori. Il che avrebbe spiegato anche come si erano procurati l'invito e come mai non fossero stati immediatamente scacciati dalla Fortezza.
"Grazie per essere venuti."
"Ah... è un onore per noi"
La prontezza con cui era arrivata quella bugia fece storcere un'espressione stranita sul volto dell'italiano. Davvero? Un onore? Chuuya si chiese se non avesse detto qualcosa di fatalmente sbagliato: cercò di rimediare subito e, stesa una mano verso di lui, si tirò il cappotto su una spalla.
"Sì, certo. Di essere qui, nella Fortezza Volante."
Marinetti sorrise, segno che aveva toccato il tasto giusto.
"Ti piace la Fortezza di Tobruk?"
"E' l'opera d'arte più bella di tutte. Come ne sei venuto in possesso? Chi la manovra?"
"Questo è un segreto."
Fece lui, sempre con quel sorriso misterioso, reclinando poi la testa di lato con aria apparentemente rilassata: Chuuya se lo aspettava, in fondo quale mago rivelava mai i suoi trucchi? Il fatto però che non avesse apertamente parlato dell'invenzione come aveva fatto poco prima per la paternità delle ricette doveva pur significare qualcosa.
"E' un'opera d'arte in movimento. Sembra viva. E soprattutto è veloce, moderna e pochi hanno il privilegio di vederla."
Ah, quanto avrebbe voluto fare delle domande più utili come 'è inespugnabile dall'esterno?', 'quanti motori ha?', ma si morse la lingua: sapeva che una sola di quelle domande gli sarebbe potuta costare l'espulsione e lui non voleva che sospettasse di lui - doveva fare in modo che fosse lui a parlare spontaneamente della struttura... un compito per cui, anche se odiava ammetterlo, forse era più tagliato Dazai.
"Al mio collega, Dazai, è piaciuta moltissimo."
"Dazai...?"
Lo sguardo che gli rivolse Marinetti in quel momento in un certo modo lo turbò. Impercettibilmente aveva ammiccato con l'occhio sinistro, in un tic sospettoso completamente stonato con il sorriso cordiale che sfoggiava: la tinta di curiosità che l'aveva animato però assunse agli occhi del suo interlocutore una sfumatura completamente diversa.
"Se gli è piaciuta così tanto allora dovrò mostrargliela personalmente," e con questo lo spiazzò completamente, "cosa ti ha detto della Fortezza?"
Chuuya abbassò il mento fino a quasi toccare la gola, cercando di reprimere lo sguardo sospettoso che aveva assunto a sua volta: non poteva permettersi un altro passo falso come quello. Nonostante l'apparenza amichevole dell'altro si sentiva come se stesse camminando su una fune sospesa a decine di metri d'altezza sul vuoto. Un solo errore e sarebbe caduto giù.
Un solo errore e la missione sarebbe fallita.
"Ha parlato del... panorama. Del fatto che sarebbe stato spettacolare lanciarsi del vuoto a un'altezza simile. Allora gli ho detto buttati davvero e... beh, mi ha preso in parola, quell'idiota."
Marinetti scoppiò a ridere - fragorosamente, all'improvviso e facendo sussultare il mafioso, ma allo stesso tempo rassicurandolo del fatto che il suo sforzo di apparire naturale fosse andato a buon fine. Quello strano tic però permaneva, facendo desiderare maggiormente a Chuuya di allontanarsi alla svelta.
"Sei proprio un tipo simpatico, Chuuya. Tu e il tuo amico Dazai mi piacete. E siccome siete due ospiti speciali ho preparato una sorpresa solo per voi. Vedrai che ti piacerà."
Da morire.
Il rimbombo di quelle parole interessò la strana struttura semovente intorno a loro per qualche istante, riecheggiando anche quando Marinetti si allontanò. Chuuya ebbe l'impressione che la sua cassa toracica vibrasse ancora - non stava tremando, fremeva dalla tensione.
Doveva trovare immediatamente Dazai.
+++
Angolo dell'Autrice!
Ciao a tutte!
Grazie per aver letto fin qui, nonostante la frequenza discontinua dei capitoli! Mi trovo nel mezzo di un trasloco -di nuovo- e non è facile poter scrivere o revisionare i capitoli. Stiamo andando verso uno dei punti cruciali della storia e anche se immagino che avreste preferito un capitolo più incentrato su Dazai e Chuuya presto capirete perchè ho isolato questo confronto con Marinetti. Eh già: quale sorpresa sta preparando Marinetti ai nostri double black?
Come ho detto sopra, essendo in un trasloco non ho avuto modo questa volta di ringraziare personalmente tutte voi come faccio di solito, per cui questa volta lo farò qui... grazie infinite per tutto il sostegno che mi state dando! Sia leggendo in silenzio che commentando, ma mi farebbe piacere sentire la vostra sulla storia!
Al prossimo capitolo!
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