43 - Unsuitable
Quando salgo sull'auto di Michael, noto che è ancora presto per andare a scuola, perciò ne approfitto per chiedergli di fermarsi al Donuts.
- Vuoi fare colazione? - domanda il mio migliore amico.
- Più che altro, voglio parlare con Harry. È stato lui il primo a parlarmi di Mary Anne ed è giusto che sappia come sono andate le cose ultimamente... è giusto che sia io a dirgli la verità. Non mi va che creda a versioni distorte. - spiego.
Michael annuisce.
- E con lui com'è andata veramente? - domanda poi.
Sospiro.
- Non è andata. Pensavo che potesse nascere qualcosa, ma non c'è chimica fra noi. Credo che non faccia per me. - ammetto.
- Ma a Capodanno...
- L'ho baciato per fare la stronza con Luke. - termino la frase al suo posto.
- Ah.
- Già. - non nego.
- Okay. - conclude infine Michael.
Nel frattempo, siamo arrivati al parcheggio del Donuts.
Lancio un'occhiata al cartello sulla porta che reca la scritta "open".
- Io... Vado. Via il dente, via il dolore, giusto?
- Giusto. Vuoi che ti accompagni?
Michael sembra sperare che io dica di sì, ma non credo che sia una scelta saggia.
- No, ti ringrazio. È un discorso che devo affrontare da sola con lui.
Attingo del coraggio dalla convinzione che Harry non mi sputerà in faccia per ciò che gli ho nascosto e che sta per apprendere: lui è troppo gentile per farlo.
Lo individuo al di là del bancone non appena varco la soglia e attraverso la sala incurante degli altri clienti.
- Ciao. - saluto.
- Ciao, Haiz. È bello vederti. - sorride lui, con quelle adorabili fossette.
Più lo guardo e più mi chiedo perché non possa funzionare tra noi. Ha le fossette, l'accento più bello del mondo, una massa di capelli ricci da far invidia e un buon cuore.
- Anche per me. Senti, avresti... cinque minuti per parlare? Ho delle novità rilevanti. - esordisco.
Harry si guarda attorno e studia la situazione lavorativa.
- Lasciami servire quelle due ragazze che sono appena arrivate e poi parliamo, va bene?
Acconsento. Non che possa fare diversamente: è pagato per servire i clienti, non per parlare con me.
Esegue l'ordine con rapidità ed efficienza, per finire con un sorriso smagliante.
Mi dispiace così tanto dovergli rovinare la giornata... Ma non posso aspettare. Rischio che venga a sapere qualcosa da altri e non va bene.
- Eccomi qui, tutto per te. - scherza.
Accenno un sorriso a mia volta, ma torno seria quasi subito.
- Poco fa ho scoperto la verità su Mary Anne: era una squilibrata che non voleva accettare che mio fratello non ricambiasse i suoi sentimenti, perciò si è tolta la vita. Luke, che era innamorato di lei, non ha mai perdonato mio fratello e si è vendicato. Attraverso... di me. - confesso.
La mia voce inizia a tentennare e io cerco di tenere a mente che devo arrivare a spiegare tutto, compreso il mio coinvolgimento.
Devo farcela. Non posso mollare.
- In che senso? - domanda Harry.
Qui viene la parte difficile.
- Negli ultimi mesi io e lui... non abbiamo avuto esattamente una storia, ma... ecco, sì, avevamo una relazione fisica. Non so se...
- È chiaro. - annuisce Harry, aggrottando la fronte.
Deglutisco.
- Okay. Lui ha cercato di ferire Calum mostrandogli che mi ha trattata come tutte le altre, in sostanza.
Harry non proferisce parola.
- Mi... mi dispiace tantissimo essermi comportata così con lui mentre cercavo di capire se fra me e te...
- D'accordo, ho capito. Non importa. Speravo anch'io che potessimo uscire insieme, ma a quanto pare hai preferito lui. - taglia corto Harry, freddo.
L'aria si carica di tensione.
- Mi dispiace veramente tanto. Sei un ragazzo d'oro e avrei voluto che funzionasse. Davvero. - aggiungo, sincera.
- Okay. Posso dire che, nonostante tutto, lui non ti merita?
Strabuzzo gli occhi.
Cosa?
- Tu non sei come tutte le altre e se non ha capito questo, non ti merita. Non ci posso credere: sta perdendo l'occasione di stare con te per una stupida e inutile vendetta. Che idiota, cazzo. - commenta Harry, esprimendo la sua rabbia interiore.
- Sono io che non merito un ragazzo come te. - ammetto, sottovoce.
Harry fa spallucce, poi mi abbraccia e ci salutiamo. Temo che sia un addio.
Esco dal bar con due caffè in mano e un sacchetto contenente le ciambelle al cioccolato: un pensiero offerto da Harry che non mi aspettavo minimamente.
Michael aggrotta la fronte.
- Sono delle scuse sottoforma di cibo per avermi lasciato qui ad aspettare un quarto d'ora? - domanda.
- Più o meno. - sorrido.
Prendo posto sul sedile del passeggero e inizio a sorseggiare il caffè.
- Allora?
Addento la mia ciambella per avere il tempo di riflettere mentre mastico.
- Allora niente, gli ho spiegato come stanno le cose e lui ha capito. Mi è parso un addio... Anche se non credo che avrei potuto sperare in un'amicizia effettiva: mi ha lasciato intendere che non potrebbe vedermi come un'amica. Non gliene faccio una colpa.
- Tutto qui? - replica Michael, sorpreso.
Faccio cenno di sì.
- È stato tutto piuttosto pacifico. Pensavo che si incazzasse, invece è stato molto dolce. A quanto pare, di stronzo ce n'è uno solo. - sospiro.
Michael cattura la mia espressione e la linea delle sue labbra si indurisce. Forse dovrei sforzarmi di più per celare la delusione che mi ha provocato la verità su Luke, perché il mio migliore amico tiene a me e so che odia vedermi soffrire. Mi piacerebbe poterlo convincere che mi passerà presto, che i tempi con Luke magari mi mancheranno, ma che imparerò ad accettare il corso degli eventi.
Probabilmente, nemmeno Luke è la persona che fa per me. Dovrei smetterla di sperarci.
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E niente, Luke l'ha combinata un po' troppo grossa. Riuscirà ad ottenere il perdono di Hailee o incontrerà solo ostinazione?
Love you 🎀
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