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40 - Weak

LUKE'S POV

Piccola polvere nel vento.

Granello peso piuma.

Ombra nel buio uniforme.

Particella di luce che viaggia nel cielo terso.

Siamo così noi esseri umani: insignificanti, conformi, tanto simili da poter essere scambiati.

Il tempo che ci viene dedicato è poco, quello che ci viene dato troppo. Cosa se ne fa un individuo perfettamente uguale agli altri di una vita intera?

Lavorerà. Certo. Fino a sudare sangue e bruciarsi il cervello.

Amerà, dicono. L'idea di tornare a casa e avere qualcuno su cui sfogare lamenti e stress di una vita che circola nel vortice dell'insoddisfazione.

Hailee non è scema come credevo all'inizio. Ha capito che sono insoddisfatto. Non lo siamo forse tutti? Per natura stessa, vogliamo sempre più di quel che ci viene concesso. Desiderio inadempiuto. Appagamento negato. Vita trafitta al bulbo.

Io di lei ho capito che si nutre delle mie attenzioni. Fa finta che io sia sostituibile, ma so bene che non è così. Ed è ingenua: pensa di conoscermi. Parla come se sapesse predire le mie mosse. Non ha ancora capito chi sta giocando, qual è la posta in palio.

Arsura che brucia.

Ma la clessidra sta per essere ribaltata. Lei soccomberà.

Catarsi.

Primavera, due anni prima

I tulipani stanno appassendo, il loro tempo sta finendo. Lei, che gli steli li ha negli occhi e i petali li ha nel cuore, non versa una lacrima. Sono i suoi fiori preferiti.

- Siamo qui per vederli morire? - domando, tentando di attribuire un senso a questo pomeriggio.

I suoi capelli scuri scendono a ciocche lisce e luminose fino a metà schiena, non schiariti dai raggi del sole. Soltanto il colore verdognolo degli occhi muta a seconda della luminosità.

Il filo d'aria che tira è caldo, un preavviso della stagione in arrivo.

- No, siamo qui per morire con loro. - afferma lei.

Spesso dice cose senza senso, ma lo fa con una poeticità che cancella l'importanza della logica.

È per questo che sono stupito quando continua a parlare.

- Vedi, Luke, non possiamo andare avanti così. Io so che tu mi ami. E io amo Calum. 

- Ma lui non ti ama. - replico, con la gola arida.

La grande arma di Mary Anne è questa voce morbida e dolce che ti uccide con acume micidiale. E fa ancora più male, perché non te l'aspetti.

Fisso la sua figura che si sposa amabilmente col paesaggio e, mentre io stento a credere di riuscire a reggermi ancora in piedi, lei danza leggera sulle fiamme dell'inferno che va creando. Ogni sillaba una scintilla. Ogni frase una vampata incandescente. Ogni sguardo un cerchio di fuoco ardente.

- Oh, lo so. Vedi perché questa è la nostra morte? - apre le braccia per racchiudere tutti i tulipani in appassimento con sé.

Dalla mia bocca non esce alcun suono.

- Ti hanno detto che sono pazza. E tu mi ami comunque. Sono indubbiamente la regina dei drammi: non l'hai provato sulla tua pelle? E a te non importa, perché è un difetto che ho imparato ad amare e quello che io amo non si può attaccare. Non permetti che succeda. Calum è ancora vivo. - prosegue lei, maniacale.

- Calum pagherà per il male che ti ha fatto. - affermo.

Mary Anne rilascia una risatina isterica.

- Se avesse potuto scegliere, avrebbe scelto di amarmi. Pagherà per il male che ha fatto solo quando ne aveva le intenzioni.

La sua voce sfuma nella tristezza più solenne.

- Non soffrire, amore mio, avrà quel che merita. - sussurro, avvicinandomi a lei.

Respiro a fatica, ma cullarla tra le mie braccia è la soluzione migliore e, se serve a calmarla, che mi manchi pure l'ossigeno.

Accarezzo i suoi capelli scuri, gli stessi che ha usato innumerevoli volte per farmi girare la testa come una trottola.

- Tormento. Merita il tormento, perché io non sono felice e non può esserlo nemmeno lui. - sibila Mary Anne, con improvvisa perfidia.

Scuoto la testa.

- Non dire così, amore. Sarai felice. Ti renderò felice, fosse l'ultima cosa che faccio. - prometto.

Restiamo abbracciati per un po', poi riporto Mary Anne a casa e passo la serata a riflettere, domandandomi come sia possibile avere il cuore frantumato a sedici anni. 

Sono ossessionato dalla ricerca di un modo per far sì che lei ami me e non Calum, quello che fino a qualche mese fa era il mio migliore amico. Non vivo d'altro che di pensieri rivolti a lei.

Il giorno seguente è domenica. Una lunga e vuota domenica senza attività interessanti da svolgere.

- Luke! Luke, c'è un pacco per te! - urla mia madre nel tardo pomeriggio.

Ieri a quest'ora stavo consolando Mary Anne per l'ennesima volta.

Calum smetterà mai di farla soffrire?

Raggiungo mia madre a passo strascicato e afferro il pacco, poi torno in camera per aprirlo.

All'interno di una scatola rossa giacciono una collana di perline argentate e una lettera.

"Caro Luke,
questa è la seconda lettera che scrivo oggi. Non so se avrò la forza di scriverne altre... Dire addio è più difficile di quanto pensassi. Ma a te lo devo. 
Senza di te sarebbe stato impossibile vivere questi ultimi mesi, vedere che lui guarda tutte le altre esattamente come guarda me. Non sono diversa, non sono unica, non sono altro che una delle tante. Quando mi guardi tu, invece, mi sento una regina. E non ti volti a guardare quelle che passano, nemmeno per capire se sono più belle o più brutte di me. Semplicemente, non ti importa.
Quindi, grazie per avermi fatto provare l'ebbrezza di essere amata. Vorrei poter dire di essermelo meritata. Forse no. Anzi, sicuramente no. Ti ho parlato così tanto di tutto quello che amo di lui che, alla fine, è strano che non lo ami anche tu. Magari farete pace un giorno. Dio, mi dispiace così tanto aver rovinato la vostra amicizia! Però sono sempre stata egoista, lo sai, e ammetto di aver usato te per avvicinarmi a lui. Ci sono riuscita. Ti chiederai se sono contenta adesso, dopo tutto il male che ho causato. No, non lo sono. Soffro in prima persona. Soffri tu, che non hai fatto altro che amarmi. 
Il dolore è così grande che mi schiaccia il petto e mi impedisce di respirare. Certe sere piango per buttare fuori un po' di quello che mi blocca dentro, ma non è mai abbastanza. 
Qualcuno ha detto che siamo forti abbastanza per superare gli ostacoli che la vita ci pone davanti. Che gran stronzata.
Io la faccio finita qui, così, con i miei tulipani del cuore. Muoio con loro e tutto è un po' meno amaro.
Tu, Luke, non serbare rancore, te ne prego. Non sono tagliata per questa vita e me ne taglio fuori. Ma tu hai ancora tanto da dare. Ama. Più che puoi. Soprattutto se lei ti ricambierà. Io sono costretta a spezzarti il cuore, ma non è meglio così? Puoi raccogliere tutti i pezzi e metterli da parte, poi consegnali a lei, così come sono. Ci penserà lei a incollarli insieme. E no, non sarà come prima. Non sarà come me. Non saremo di certo noi. Però potrebbe essere meglio di così. Non privarti della possibilità di sentire addosso quello sguardo, quello speciale che mi ha dato ossigeno quando io non ne avevo più, quello di chi ti ama. E lo fa con parole, urla e silenzi.
Ti porterò sempre con me, collana che ha saputo tenere insieme filo e perle quando io non sapevo cosa fosse un filo. Addio."

Il ciondolo a forma di cuore è da qualche parte tra gli averi di Calum. Insieme ad una lettera indirizzata a lui, che io non ho mai letto.

Ora ho io qualcosa da indirizzargli e non gli piacerà. 

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Solo ciò che è scritto in corsivo è ambientato nel passato.

Ecco la nostra psicopatica preferita: Mary Anne. Opinioni a riguardo?

Love you 🎀

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