33 - Avenge
Il Ninety-Four è gremito di gente che balla, beve e si diverte.
Luke mi abbandona quasi subito per andare a salutare dei vecchi amici o, forse, per non litigare ancora sulla mia scelta ribelle di indossare l'alternativa che lui mi ha chiesto di non scegliere. In mia difesa, posso dire che preferisco sapere di comportarmi da ragazzina piuttosto che sapere di aver indossato ciò che ha indicato lui.
Poco intenzionata a tenermi l'amaro in bocca, mi aggiro per il locale in cerca di Ashton per rinnovargli gli auguri che gli ho scritto ieri mattina appena sveglia.
Vengo trattenuta da... Michael.
- Hay-Hay, pensavo mi dovessi chiamare. - dice.
- L'ho fatto. E se mi dicessi chi è quell'oca che mi ha chiuso il telefono in faccia, te ne sarei grata. Ho la necessità impellente di stamparle uno schiaffo in faccia. - ribatto, piccata.
Michael mi circonda le spalle col braccio e mi guida verso la pista da ballo.
- Non perdere tempo con lei, dai.
- Non è una perdita di tempo: è la rivincita del mio orgoglio dolorante. - lo correggo.
Lui alza gli occhi al cielo.
Mi convince, tuttavia, a cercare prima Ashton, ma non riesco a fargli gli auguri perché sta limonando con Janice e Michael mi ha chiesto di non fare la guastafeste, almeno alla sua festa.
- Ma si può sapere com'è successo? L'ha respinto per anni! - esclamo.
- Questo ce lo faremo dire da Ashton in persona. - risolve Michael.
Per un po', balliamo insieme. Lui segue i miei passi e io seguo i suoi, mi fa girare e l'aria si carica di quella complicità propria della nostra amicizia. Mi era mancato stare con lui così, spensierata, e divertirmi semplicemente facendo gli scemi.
Prima che Janice se ne vada, fa ancora in tempo a passare Calum e salutarci, poi finalmente riesco ad avvicinarmi ad Ashton.
- Auguri al più scemo di tutti! - urlo, abbracciandolo.
- Grazie, piccola Hailee. - risponde lui.
Faccio una smorfia che da sola esprime tutta la mia voglia di mandarlo a quel paese e lui sorride di rimando.
- Prima o poi diventerai grande anche tu, non temere. - continua, parlandomi con il tono che si usa con i bambini.
Gli faccio il dito medio e lui mi dà un buffetto, poi mi fa l'occhiolino e svanisce nella massa.
Poco dopo, Mitch Wallgray inizia a ballare con me visibilmente su di giri e io chiedo aiuto a Michael con lo sguardo per mandarlo via.
- È con me. - chiarisce il mio amico.
Mitch mi prende per i fianchi e pone a contatto le sue parti basse col mio fondoschiena, ma io mi dimeno e mi allontano per rintanarmi tra le braccia di Michael.
Rivolgo uno sguardo ostile a Mitch e lui finalmente se ne va.
Noi invitati al compleanno di Ashton veniamo poi chiamati in una saletta al piano superiore per il taglio della torta e l'apertura dei regali, dei quali stavolta si è occupato Michael.
Inevitabilmente, mi ritrovo a cercare Luke tra i presenti.
Ha un succhiotto enorme sul collo, uno zigomo livido e l'espressione tirata. Vorrei tanto sapere cos'ha combinato.
- Perché non canti? - chiede Michael, vicino a me.
Mi riscuoto e mi rendo conto che stanno cantando "tanti auguri" ad Ashton, perciò mi aggiungo.
Eppure, le domande che ruotano intorno al nome di Luke nella mia testa sono sempre di più.
Chi gli ha fatto quel succhiotto?
Perché uno degli zigomi è livido?
Come mai sembra stanco, anzi esausto, e tutto fuorché presente?
Mi mordicchio il labbro.
- Grazie a tutti. Spero che la torta vi piaccia. - conclude Ashton, per poi farsi aiutare a distribuirla.
Pan di Spagna, crema al cioccolato, crema pasticcera e panna montata sopra: semplice, vista e rivista, ma pur sempre buona.
Mangio anche metà della fetta di Michael perché so che mi è concesso, poi vado in bagno.
Quando esco, vedo Janice ripassare il rossetto.
- Dammi, faccio io. - mi avvicino.
So che ha sempre problemi a sistemare gli angoli delle labbra, quindi la aiuto.
Lei mi passa il rossetto senza dire nulla.
Opero con la precisione di un chirurgo e ammiro il risultato, soddisfatta. Ho desiderato più volte sapere cosa si prova ad avere le labbra proprio carnose, come le sue.
- Ecco fatto.
- Grazie, Hailee. - mormora.
Mi avvio verso l'uscita, ma mi convinco a tornare indietro.
È meglio che io parli adesso che ne ho il coraggio.
- Scusa. - diciamo all'unisono.
Sorrido.
- No, davvero, sono stata una pessima amica. Mi dispiace. - asserisce Janice.
- E io piuttosto perfida. Non avrei dovuto usare quelle parole. Dispiace tanto anche a me. - concordo.
Mi attira in un abbraccio vigoroso come soltanto lei sa fare e sento che qualcosa si è ricomposto.
Ci scambiamo uno sguardo che ha il potere di mille parole.
Parte una canzone che entrambe abbiamo ballato più volte insieme, soprattutto in estate, e Janice mi trascina per rinnovare il rito.
Una parte di me si sente rinata mentre balla con lei, ride, azzarda movimenti più spinti e si vede assecondata in un balletto di coppia perfettamente riuscito.
Mi mancavano un po' meno le mani indiscrete sul corpo, ma mi giro verso Janice e faccio chiaramente intendere che voglio ballare con lei.
Quando vedo passare Luke e una biondina in fondo alla sala, nelle mie vene inizia a scorrere la rabbia.
Per mesi mi ronza attorno, mi porta a scuola in auto, mi viene a prendere ovunque io glielo chieda, litiga e battibecca con me, poi facciamo pace con baci e sesso... E ora se ne va in giro con un'altra come se niente fosse, con un succhiotto più grosso del mio autocontrollo in questo momento. Vorrei tirargli un calcio nei testicoli. Di quelli che ti piegano in due.
- Hailee! Hailee, dobbiamo tornare a casa! - spunta fuori mio fratello.
Mi volto a guardarlo.
- Un secondo. Devo salutare una persona.
- Ti aspetto fuori, tra il palo e la panchina. Quella non malridotta. - mi congeda.
Annuisco e stampo un bacio sulla guancia di Janice, poi mi lancio verso Luke e la biondina.
Non me ne vado senza dirgli nulla.
Supero diversi gruppi di persone e arrivo in fondo alla sala giusto in tempo per vedere Luke trascinare la bionda verso una porta dietro cui ci sarà sicuramente uno spazio riservato al personale oppure uno sgabuzzino.
Gli afferro il braccio, costringendolo a mollare la presa sulla bionda per la sorpresa.
- Vaffanculo, Luke. Una volta per tutte. - dico, lapidaria.
Poso una mano sulla sua guancia e il pollice risale sullo zigomo, poi schiaccio forte.
Lui geme di dolore.
- Mi hai capito? Vaffanculo. E tornerai, lo so. Ti conosco ormai. Sei tu che non mi conosci ancora. - sibilo.
Ruoto appena appena il capo per inquadrare la biondina.
- Gli hai fatto tu il succhiotto? - domando.
Lei esita.
Afferro d'istinto una ciocca dei suoi capelli e tiro forte, poi me ne vado.
Se hanno ancora voglia di copulare, è un miracolo.
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Siete pro o contro l'atteggiamento di Hailee? Intanto ha fatto pace con Janice e, nonostante rimanga un'amica per niente esemplare, mi piace pensare che si siano riconciliate.
Love you 🎀
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