Chapter twenty-eight.
(LUI)
Siamo seduti tutti vicini. Mio fratello, io e poi Diana. Vestiti tutti e tre eleganti, siamo felici di stare finendo il liceo. In prima fila, guardiamo il preside mentre fa il discorso d'addio tra le lacrime e i sorrisi dei nostri coetanei, o meglio, dei coetanei di Diana. Mi alzo e faccio gli scalini, ritrovandomi sopra al palco. Il preside mi lascia il leggio e il microfono, per il mio discorso.
Percorro controvoglia il corridoio. Come al solito, sono in ritardo per la prima lezione.
«Mark!» il preside mi sta chiamando dal suo ufficio. Torno indietro e lo trovo davanti alla sua porta. «Buongiorno preside. Scusi ma sono in ritardo e dovrei andare...»
«Fermati un attimo e ti faccio la giustificazione.»
Entra dentro e lo seguo con lo zaino semivuoto sulla spalla destra. Mi siedo davanti a lui e aspetto che inizi a parlare.
«Sei stato bravo in questo periodo e mi sono reso conto che stai prendendo buoni voti. Ho parlato con i tuoi genitori e non ho intenzione di farti ripetere l'anno, nonostante l'inizio un po' burrascoso. Abbiamo deciso di comune accordo di lasciarti il compito di fare il discorso finale...sempre se vuoi.»
Non so perché, ma mi sento felice e soddisfatto «Lo sa che mi hanno contatto per una borsa di studio nell'Istituto d'Arte?»
Orgoglioso come non é nemmeno mio padre, mi elogia per la mia bravura. Dopo dieci minuti esco dalla presidenza con il discorso già in mente.
Ora sono qui, pronto a parlare e dare voce ai miei pensieri. L'ultimo periodo é stato duro e complesso, ma bello grazie alla presenza di Diana.
Mi schiarisco la voce, con tutti gli occhi addosso.
«L'ultimo giorno di scuola sancisce la nostra responsabilità nel nuovo mondo, quello in cui inizieremo a vivere. Il mondo del lavoro.
Non importa quale siano le tue credenze, le tue origini, i tuoi pensieri e il tuo carattere. Finché credi in te stesso, riuscirai ad andare avanti. Ma non sono qui per parlarvi di questo, ma di noi.
Noi siamo i giovani con il futuro tra le mani, sta a noi plasmare il mondo. In prima persona posso dire che non é facile farlo da solo. Quando avevo la vostra età, due anni fa, ho fatto scelte di cui non vado fiero ma ora ho capito chi sono e chi voglio essere. Tutto ciò anche grazie a voi e a questa scuola, nonostante sia stato presente solo per pochi mesi il mio cambiamento é stato radicale. Tocca a voi capire chi siete e quale strada volete percorrere. Che sia giusta o sbagliata non importa perché la percorrete con i vostri piedi. Insieme ad altri o da soli, ma con i vostri piedi. Può essere turtuosa, in salita, in discesa, piana...ma finché vorrete percorrerla sarà la vostra strada. Se vi diranno di smettere...non fatelo. Assolutamente no. Che sia giusta o sbagliata, voi percorretela. Perché vi mostrerà chi siete e chi volete essere veramente senza paura, con ostacoli ma anche con convinzione.
Vivete e siate voi stessi.
Fatelo per gli altri ma sopratutto, per voi.
Per noi.»
Applausi e lacrime, ancora, ma dentro sono amareggiato per aver ricordato Thomas. Spero resti nei ricordi senza cambiare le mie scelte future. Scendo dal palco concedendo nuovamente il microfono al preside e sedendomi accanto alla mia ragazza. Mi abbraccia sorridente e restiamo mano nella mano fino alla fine della festa e dei discorsi.
Ci alziamo e andiamo a ballare insieme ad altri ragazzi e ragazzi, con la consapevolezza di dover scegliere la nostra strada.
📣SPAZIO AUTRICE📣
Scusatemi per il discorso banale, ma questo é un capitolo abbastanza di passaggio.
P.s:Ho scritto una nuova storia "happiness", ispirata alla storia (eliminata) "until the end" di abcdef012345 ovvero la ex lovingcanadians, che ha smesso di usare wattpad.
P.p.s: due capitoli e finisce 😭 pronte? Io no.
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