Chapter Twelve.
(LEI)
Dopo il sogno ad occhi aperti di venerdì sera e sabato mattina, nella notte tra sabato e domenica un incubo mi colpisce in pieno. Non uno di quegl'incubi poco reali, perché il mio é un flashback.
Mia madre. Oggi é il suo 23esimo compleanno e il mio 6º. Ma lui se n'é dimenticato e ci tratta male come sempre. Sto accanto a lei tutto il giorno, ma quando alla sera vuole sgattaiolare fuori di casa mi chiede di mantenere il segreto, io lo faccio. Ma lui torna troppo presto e non la trova. É geloso e sa che mia madre potrebbe stare con chiunque perché é bella, mentre lui no. Sa che lei non mi lascerebbe mai, ma nonostante ciò continua a ripetere che ci ha abbandonati. E mi picchia. Forse é ubriaco o forse geloso...deluso...ma non può fare una cosa del genere ad una bambina di sei anni e non sentirsi in colpa. Quando mia madre torna, lui vuole vedere cos'ha in borsa, ma lei glielo nega. E parte l'inferno.
Mi sveglio che Nic sta uscendo e la domenica esce sempre presto per una corsetta e un po' di sport. Vado in cucina e prendo un dolcetto, una tazza di caffè e un tovagliolo. Poi metto tutto su un vassoio. Entro in camera di mia madre. Da piccola facevo così quando avevo degli incubi e volevo dormire con lei...si, si può definire corruzione. Busso delicatamente alla porta. «Mamma?» e all'inizio non ricevo nessuna risposta, poi sento un movimento e insisto. E lei dice «Entra pure, Diana!» e così faccio. Quando vede il vassoio, mi sorride e si mette composta nel letto. Le allungo la colazione e aspetto in piedi vicino alla porta. Capisce e da dei leggeri colpetti al lato di Nic. Non me lo faccio ripetere due volte e mi butto di fianco a lei. La abbraccio. «Pensate ai miei 18 e non ai tuoi 35?» mi guarda e finisce il dolce «Beh i 18 sono più importanti!»
«Forse perché tu alla mia età eri già madre mentre io neppure so chi amo?»
Mi guarda male e appoggia il vassoio sul comodino.
«Numero uno,
Se sono diventata madre a 17 anni é stata una mia scelta;
Numero due,
Tu diventi maggiorenne, tesoro;
Numero tre,
Sean é un amore ma anche Mark é un bravo ragazzo!»
La guardo e annuisco, ma non sono d'accordo. Non volendo rovinare la sua colazione e il mio sonno, le do ragione. Mentre finisce il suo dolce e il caffè, mi addormento al suo fianco.
Ora non ha solo un livido sulla guancia, ma anche il labbro un po' gonfio e dei tagli. Questa sera ha deciso di dormire in camera mia e prima di addormentarci, chiude la porta a chiave. Poi prende la sua borsa e pochi istanti prima che io crolli, mi allunga il motivo della sua assenza. «Ecco il tuo regalo, tesoro.» dice, passandomi un pupazzo, che tengo stretto tutta la notte. E per una volta, mi addormento con un sorriso.
Mi risveglio nel letto dei miei, ma di mia madre nemmeno l'ombra. Mi alzo e vado in camera mia, con un'improvvisa nostalgia di Sei, il mio pupazzo. Lo prendo tra i ricordi dell'infanzia. É un orsacchiotto che ormai ha due bottoni diversi al posto degli occhi e un paio di ricuciture di una piccola Diana poco esperta sulla chirurgia e su come si usa un "bisturi". Già, da piccola volevo fare la chirurga. Lo guardo un po' e poi lo butto sul letto. Mi avvicino al comò, dove ci sono ancora le rose e apro il cassettone. Sto a cercare per un po', ma poi la trovo. Era un giorno un po' strano perché lui non si era fatto vedere e mia madre era riuscita a portarmi al parco e al ritorno da questa giornata divertente, mi aveva fatto una foto con Sei. Resto ore a guardare le vecchie foto con mamma e quelle del suo matrimonio con Nic. Poi chatto con Sean.
👦-che mi devi dire?💕
-é una cosa difficile
👦-puoi dirmi tutto
-é una cosa delicata
👦-così mi spaventi
-non era mia intenzione
👦-dai allora dimmi!
👦-se proprio non me
lo vuoi dire, allora
sono costretto a dirti
una cosa io...
-dimmi
👦-mi sa che c'è qualcosa
che non va fra noi...
insomma é stato bello
finché durato
-quindi non stiamo
più insieme?
👦-ho visto il disegno
di mio fratello e so che
prova qualcosa per te
Faccio uno screenshot e lo mando a Mark. Ma lui é offline da molto, quindi lascio stare e aspetto che risponda, senza stare attaccata al telefono. Mentre metto in carica il telefono, Lidia mi chiama per il pranzo.
«Ma non mangio, l'ho detto anche a colazione!» mi rimprovera e poi mi dice di vestirmi. M'infilo una maglietta enorme a maniche medie e un paio di jeans. Scendo le scale e vado a pranzare, cercando di non sporcarmi (sono abbastanza distratta e pasticciona). Dopo pranzo metto il piatto, le posate ed il bicchiere nel lavello, e sto per salire quando mia madre mi chiama. «Diana! Ti ricordi che oggi si va dal parrucchiere?» «Ah si? E quando?» lei prende la sua agenda, sfoglia alcune pagine e poi dice «Si esce fra 10 minuti...»
Salgo in camera per cambiarmi la maglia e mettermi le scarpe. Per 4/5 del tempo sto davanti all'armadio a scegliere la maglia, che alla fine non cambio nemmeno. Ai piedi metto degli stivaletti bordeaux. Prendo il telefono ormai carico e un paio di cuffiette...oh e anche il mio libro preferito. Metto tutto in borsa e scendo. Vado fuori casa e trovo mia madre con la sua piccola 500. Mentre andiamo dal parrucchiere, le racconto della mia mattinata e lei mi racconta della sua. «Arrivate.» dice, mentre parcheggia. Scendo dall'auto ed entro dal parrucchiere. «Tinta come al solito?» chiede. Confermo ed inizia la tortura. Mia madre si mette sulla poltroncina e sfoglia delle riviste, mentre io uso un po' il telefono e il parrucchiere mi tinge i capelli. Alla base, si vede il mio colore naturale. E, auricolari alle orecchie, torno nel passato.
Anche oggi é andato al bar con degli amici e non tornerà presto. Mia madre é a casa dal lavoro per prendersi cura di me, dato che ho la febbre. Mi accarezza i capelli e mi fa due piccole treccioline. «La mia piccola biondina.» io rido e abbraccio Sei. «Anche tu, mamma, sei bionda.» e le faccio una treccia.
Apro gli occhi ed é passato molto tempo, infatti il parrucchiere ha quasi finito. La ricrescita é coperta e manca poco.
Mia madre paga e mentre apro la porta, il parrucchiere ci dice:«Ciao Diana! Arrivederci signora Erika!»
Dato che siamo in centro, chiedo a mia madre di vedere alcuni negozi per il vestito. Ma la voglia mi passa quando Mark mi risponde.
-Mi dispiace, ma non possiamo stare insieme.💔
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BOOM! Colpo di scena...
Ok, basta.
Oggi aggiorno per noia, anche se non ci sono molto visualizzazioni :)
Ho già scritto i 2 capitoli successivi, ma se avete qualche idea potete dirmela via commento e se me ne piace qualcuna, potrei anche modificarli...
Per questa volta, vi chiedo
5 COMMENTI 💬
5 STELLINE 🌟
Grazie
Leggitiunlibro 💕
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