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Chapter Nine.

(LEI)

Mi misura la pressione e chiede alla mia amica di andare a prendere altre caramelle.
Cavoli, vuole che mi riprenda o vuole farmi diventare diabetica?
Guardo in alto e muovo le gambe con fare spensierato mentre i numeri sul display salgono. Cerco di essere talmente brava (anche sta volta) da farle credere di essere guarita. Guarda il piccolo schermo e poi guarda me. «Cara, stai pure qui tranquilla. Adesso sdraiati e riposati. Ti vado a fare una giustificazione per le ore pomeridiane.» e mi lascia sul lettino per i pazienti con uno strato di carta tra me e quest'ultimo. Nel tentativi di sdraiarmi, stappo tutto, ma alla fine riesco a mettermi supina. Dalla mia posizione, riesco a vedere la finestra e fuori c'è ancora il temporale, che però sta migliorando: il cielo inizia a schiarirsi. Vorrei uscire dalla porta e andare da Mark, ma l'infermiera capirebbe il fughino e mi manderebbe dal preside, probabilmente. Il flusso dei miei pensieri viene interrotto dalla porta che si apre e fa entrare: la corpulenta signorina Katie con la giustificazione, tutte e quattro le oche con telefoni e caramelle e Sean, che sembra preoccupato. Ci guardiamo e quello sguardo vuol dire tutto: ci tiene a me e sta male quando vede che soffro...anche se per finta. Mi si avvicina lentamente e si mette vicino a me. Appoggia la mano sulla mia e si inginocchia. Ora i nostri occhi sono alla stessa altezza. Si gira e guardo nella sua stessa direzione: l'infermiera é concentrata su dei fogli e le oche sono in cerchio a chiacchierare. Quando i nostri sguardi si ri-incrociano, posa le sue labbra sulle mie e mi da un tenero bacio da innamorato apprensivo. Ok, ora non so più chi voglio. Anche perché (con la mano che non é nella sua) prendo il suo viso e lo avvicino al mio e contraccambio il bacio. Ora sono fregata e non ho più scuse per lasciarlo.
La mia vocina interiore ora é una piccola cosa informe che mi sta applaudendo in modo ironico e che mi dice:"Brava,brava...no complimenti, eh! Dimenticati pure di Mark!"
L'infermiera ci guarda e dice:«Ragazzi, permetto solo baci nella mia infermeria.» poi va dalle oche e prende le caramelle. Le esamina e me ne passa un pacchetto. «Mangiane due o tre» dice «così poi starai meglio.»
Sean mi apre il pacchetto e me ne passa tre, poi lo richiude e lo mette nella tasca del mio zaino, che non mi ero accorta avesse preso. Le mastico e mi rialzo. Scendo dal lettino, metto lo zaino sulle spalle e mi avvicino alla scrivania di Miss.Katie. Lei mi passa la giustificazione e poi mi augura di passare un pomeriggio tranquillo. Sean mi accompagna fino all'entrata insieme alle oche e poi mi da un bacio sulla fronte «Ti va di venire da me, oggi pomeriggio? Ti passo a prendere alle 17...» gli prendo la mano e faccio lo sguardo più seducente che mi riesce «Ti aspetto...» lo bacio ed esco dalla scuola, proprio mentre sta suonando la campana che segna l'inizio delle ore pomeridiane. Beh, ora non mi resta che andare a casa e fare qualcosa per far passare il tempo, perché alle 17 passerà il taxi che mi porterà da Mark..

(LUI)

Sono fradicio, deluso e stravaccato sul divano. Perché Diana non é venuta? L'ho aspettata fino al suono delle 14:00 sotto alla pioggia, ma lei non si é presentata. Accedono la tv e metto su MTV, dove sta passando la canzone "take me to Church" di Hozier. Amo questa canzone. Aumento il volume al massimo e al ritmo della musica vado in bagno e mi svesto, per poi buttarmi sotto ad una doccia calda. Mi lavo i capelli e mando via tutti i problemi dal cervello. Spero solo di vederla, domani. Dopo 10 minuti e i vetri tutti appannati, esco dalla doccia e metto i vestiti a lavare. In accappatoio, vado in camera e mi vesto. Riporto l'accappatoio in bagno e spengo la tv, poi mi siedo alla scrivania in camera e, con la musica sparata al massimo nelle cuffie, inizio a disegnare. Sta volta é un cuore. Un bel cuore tondo e di un rosso profondo su uno sfondo nero, neutro. Il cuore, naturalmente, non é un semplice cuore: con la tempera, schizzo in modo da creare un perimetro irregolare e una goccia scende dalla punta, Si, sta sanguinando. É un cuore sanguinante. Ok, forse faccio il melodrammatico e sembro TROPPO un teenager "con la tempesta dentro" della serie tumblr, ma é così che mi sento al momento. Mentre aspetto che si asciughi la tempera per poi definire un po' gli schizzi, resto con le cuffie e mi butto sul letto. Mi appisolo in una forma scomposta con la musica classica sparata nelle orecchie. E questa volta, faccio un sogno strano e per niente vicino alla realtà...

Mi alzo e sono pesante...tipo una tonnellata. Vado in bagno e scivolo sull'acqua. Provo a girare la testa, ma non ci riesco. "Ci sono anch'io" dice una voce, che non riesco a capire se si trova vicino a me, dentro di me o lontano, come un eco. Mi allarmo e urlo "Chi sei?!". Prima quella voce era indefinita, tipo robotica...adesso é quella di mio fratello. Con voce più docile, chiedo "Sean?".
Finalmente riesco a girare un po' la testa a destra e vedo il volto di mio fratello. Di scatto, mi alzo ma improvvisamente riesco a usare solo la parte sinistra del mio corpo.
A fatica mi alzo e sono attaccato a mio fratello. Della serie gemelli siamesi. Mi guarda e dice "Se Diana sceglie te, automaticamente sceglie anche me perché in fondo siamo uguali. Io avrò anche forzato la mano con lei, ma tu tradiresti tuo fratello..."

Mi sveglio in un bagno di sudore, con il telefono e le cuffie ormai per terra. E la coperta tutta attorcigliata attorno alle gambe. Con un gesto, tolgo le coperte e scendo dal letto. Sto per uscire dalla stanza, quando mi blocco. «Mamma! Sono a casa con Diana!»
La mano si stacca maniglia e arretro. Voglio parlarle, ma non con mio fratello. Insomma, magari domani. A scuola. Al boschetto. Nell'antibagno. Ovunque ma non qui. Vado alla scrivania e trovo il disegno asciutto. Ma per quanto ho dormito? Tiro su il telefono dal pavimento e guardo l'ora. Segna esattamente le 17:45. Prendo dei libri e faccio i compiti. In questo momento accetterei persino il mal di testa da troppa lettura, perché devo scordarmi di lei...al momento. Prendo il libro di arte, l'unica materia (insieme a matematica) che non mi fa sentire diverso. Finisco arte e inglese, quando sento qualcuno che bussa alla mia porta. «Avanti!» dico. Ed entra lei: io peso a lei come la mia anima gemella, tutti gli altri la conoscono come Diana.

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