Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapter Fifteen.

(LEI)

Le lezioni pomeridiane mi sono sempre sembrate lunghe e monotone, ma dopo ciò che mi ha detto Mark, lo sembrano ancora di più.
Non sto attenta ad inglese, perché é una lingua che conosco già bene grazie a Nic.
Nel quaderno "coca cola" che uso per le lingue, inizio a fare dei disegnini vicino alla data.
La professoressa sa che sono brava nella sua materia, quindi non mi chiama mai e sono tranquilla, ma dovrei stare attenta almeno per una volta.
Fisso la lavagna ma dopo poco crollo e inizio a vagare per i miei pensieri. Cosa che per una volta non vorrei fare.

*flashback della mattina (presidenza)*

Resto seduta davanti a lui e non so cosa dire o fare. Non so nemmeno cosa aspettarmi...
«Diana, lo sai che tuo padre uscirà di prigione fra poche settimane...vero?»
Sbatto gli occhi e lo fisso incredula.
Non può essere.
Non può ricominciare l'incubo.
Deglutisco e scuoto la testa.
«Non lo sapevo, in realtà.»
Allunga la mano sopra la mia, che avevo appoggiato sulla scrivania.
«Mi dispiace, cara. Tuo padre é cambiato molto, forse potresti dargli una seconda possibilità...»
Ritraggo la mano e stento a credere a ciò che mi ha detto.
«Josh, lo sai che la mamma non vuole più sentirlo nominare nemmeno a 4000 km di distanza. E comunque, non ci tengo a vederlo.»
«Lo so, Diana, ma so anche che tuo padre era un brav'uomo .»
Abbasso lo sguardo e fisso le mie Allstars .
«Eri il suo migliore amico...probabilmente lo sei ancora e non ce l'ho con te per questo, ma io non posso vederlo. Sai benissimo cosa ci ha fatto.»
E porto la mano alla spalla sinistra.
Josh (o il preside, o il signor White) mi fa alzare e mi congeda con un saluto informale, come quando veniva a casa mia che ero piccolina e mi portava le caramelle.
Mi alzo e raggiungo la porta.
Come lo dirò alla mamma e a Nic?

*fine flashback*

«Diana Rogers?»
alzo il braccio.
«Mrs Rogers, venga pure qua a prendere la sua eccellente verifica.»
Raggiungo la cattedra e la prof mi sussurra un 'ben fatto, cara' che ricambio con un sorriso. Ora so come dirglielo:
Notizia cattiva e poi notizia buona.
Ma forse la notizia cattiva é TROPPO cattiva...
Torno al banco e noto che ho preso più di quanto mi aspettavo: 10+
Beh, ma anche la notizia buona é MOLTO buona. Ma forse dovrei trovare qualche altra notizia PIÙ buona, perché questa non basta...o forse potrei semplicemente dare loro quella cattiva. Insomma, non dipende da me quanto sta in prigione mio padre ! Perché Josh non l'ha detto direttamente ai miei?
Dopo l'ultima ora, prima di uscire, mi allungo in presidenza per parlargli e fortunatamente non lo trovo impegnato.
Busso per gentilezza, dato che la porta é spanciata. Una cosa strana che noto subito é che della Signorina Perla non c'è nemmeno l'ombra...
«Hey, Diana...entra pure.»
«Ciao Josh.»
Entro e mi chiudo la porta alle spalle.
«C'è qualcosa che vorresti dirmi, cara?»
Vorrei parlare ma per qualche strana ragione, i miei occhi iniziano a inumidirsi.
Mi accascio sulla sedia e continuo a piangere, per un motivo non tanto ben definito.
«É per tuo padre?»
«Non so come reagiranno Nic e mamma...»
«Ma non é colpa tua, Di....»
Istintivamente lo abbraccio.
«Josh, non avrò più il coraggio di uscire dopo che sarà di nuovo in circolazione. Lo capisci? E probabilmente mamma cadrà di nuovo in depressione o qualcosa del genere...»
Ora il mio tono é un misto fra disperato e arrabbiato.
«Vedrai che sarà cambiato...avrà capito i suoi errori e sarà pronto a chiedere perdono.»
«Forse lui si, ma noi no.»
Abbasso lo sguardo e vorrei uscire di qui, ma non l'ho ancora chiesto a Josh. Torna dietro alla sua scrivania e chiude i cassetti, probabilmente si sta preparando anche lui a uscire.
«Josh?»
«Si...?»
«Non é che mi accompagneresti a casa?»
«Vuoi che lo dica io ai tuoi genitori, vero?»
Annuisco.
Probabilmente anche lui non sarebbe stato male come patrigno...però Nic lo supera senz'ombra di dubbio.
Prende la cartella con delle cose di lavoro e io prendo il mio zaino, che avevo lasciato vicino alla porta quando sono entrata. Spegne la luce e chiude l'ufficio a chiave, poi saluta i bidelli man mano che li incontriamo e poi mi accompagna alla sua auto, parcheggiata sul retro della scuola insieme a quelle dei prof.
Mi siedo nel posto del passeggero e allaccio la cintura.
In meno di 15 minuti siamo davanti alla Tenuta Rogers.
Se prima avevi un pizzico di coraggio, ora se n'é andato pure quello. Non mi resta niente.
Suono il campanello e apre Lidia che mi sorride e poi ci fa accomodare in salotto.
«Chiama mamma e Nic, per piacere.»
Io e Josh attendiamo seduti sul divano, ma so che Nic sta ancora lavorando e quindi vado in camera mia per appoggiare lo zaino.  Più che altro lo butto, ma sono dettagli.
Vado in bagno e poi torno al piano di sotto, sapendo che tutto ciò andrà a finire male.
«Cosa?!» chiede Nic
«Non é possibile, dimmi che non é vero...» questa é la mamma. Corro per le scale e trovo i miei genitori semi-disperati, seduti sul divanetto. Josh non parla e li fissa. Appena faccio il mio ingresso, la mamma mi guarda e il suo sguardo dice tutto.
La abbraccio e le resto affianco, mentre Nic mi cede il suo posto e si alza. Nic e Josh erano poco più che conoscenti, ma dopo il matrimonio dei miei, sono diventati anche amici.
«Josh, se Isaac ti chiederà il nostro indirizzo, non darglielo.»
Josh annuisce convinto. Ma io non lo sono più di tanto.
«Nic, credi che basti chiedere a Josh? Lui sa il tuo cognome e non ci vuole un genio per sfogliare le pagine bianche e leggere l'indirizzo...»
Dovevo dirlo. Non possono illudersi così.
Mia madre si alza a fatica, saluto Josh e sale in camera sua. Per noi due, tutto ciò é un incubo che diviene, purtroppo, realtà.
Faccio per seguirla, ma Nic mi afferra per una spalla.
«Lasciala un po' sola...le parlerai a cena.» e mi sorride.
Josh si alza e saluta Nic, poi esce e va via.
Nic mi prende per mano e mi porta nel suo ufficio. Mi fa sedere sulla sua poltrona reclinabile (che é comodissima) e mi chiede di restare seduta un attimo. Scompare dalla mia visuale e torno poco dopo con un te' caldo.
«Non ti devi preoccupare, ci sono qua io. Quando ho sposato tua madre, ho giurato sulla mia vita che al ritorno di...Isaac...vi avrei protette. Ti voglio bene, piccola Di e non devi aver paura perché farò di tutto per proteggervi.»
Lo abbraccio.
Quest'uomo é il miglior patrigno del mondo, gli voglio troppo bene.
Tra i singhiozzi, ricomincio a parlare
«E per la mia festa?»
«Chiameremo molte persone a guardia della casa, tranquilla. Anzi, ne chiamerò alcune già da oggi pomeriggio. Una di loro ti accompagnerà ovunque e un'altra farà lo stesso con tua madre. Poi chiamo Josh per la scuola, ma non dovrebbero esserci problemi...»
E si fionda sul telefono. Scendo dalla sedia e prendo il te', poi vado al piano di sopra. Sto per aprire la porta di camera mia, quando sento mia madre parlare al telefono.
Busso piano e poi entro.
Lei mette giù e mi sorride.
«Lo odio.»
«Anch'io» le rispondo.
E poi ci sorridiamo.

Mi ha già distrutto l'infanzia, non mi rovinerà anche l'adolescenza.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro